Un brindisi all’evoluzione!

In occasione del Darwin Day 2018, il giorno che celebra la data di nascita di Charles Darwin, pubblichiamo un intervento di Veronica Padovani che, insieme a Cesare Papazzoni, sarà l’ospite de La Razionale Alcoolica che si terrà a Modena il prossimo 20 febbraio.

“Nulla in biologia ha senso se non alla luce dell’evoluzione”. (Theodosius Dobzhansky, 1973)

Ecco, basterebbe questo a spiegare perché parlare di evoluzione mi metta sempre un po’ d’ansia da palcoscenico (o forse sarebbe più corretto dire che alimenta la mia sindrome dell’impostore).

La teoria dell’evoluzione affonda le sue radici in un terreno profondo e stratificato di saperi e si sviluppa in un paesaggio complesso, difficile da comprendere a un solo sguardo. A tutto questo c’è da aggiungere che la comprensione della teoria dell’evoluzione da parte del pubblico è di fondamentale importanza in generale, ma soprattutto hic et nunc: dal vaccino contro l’influenza stagionale, alla promozione del pensiero critico contro le pseudoscienze (creazionismo e intelligent design si fanno sentire anche qui da noi), al microbioma dell’intestino che quando è felice rende felici anche noi, tutto ci parla di evoluzione.

Direi ce ne sia abbastanza per far scappare urlando chiunque.

La cosa buffa è che proprio questa complessità, questo mare magnum di corollari e implicazioni e (forse soprattutto) il fatto che questa teoria (tanto scientificamente valida quanto quella gravitazionale) possa risultare ancora controversa agli occhi del pubblico, mi riempiono di entusiasmo all’idea di partecipare a una razionale alcolica sul tema.

Io di mestiere mi occupo di comunicazione della scienza nei musei. Ho una formazione ibrida (dai beni culturali alle scienze della Terra) e quando nel 2008 misi piede per la prima volta piede al Paleontological Research Institution e Museum of the Earth nella ridente cittadina di Ithaca, NY, per il mio tirocinio, devo ammettere che la mia percezione della diatriba evoluzione vs creazionismo era – per così – dire molto sfumata. Per non dire quasi inesistente. In Italia allora il problema non era per nulla evidente. Il mio sospetto è che ciò non fosse dovuto a una maggiore alfabetizzazione scientifica del popolo italico rispetto a quello americano (infatti ora le cose stanno purtroppo cambiando), ma questa è un’altra storia.

Ricordo che appena arrivata mi fu fatta una foto da mettere sulla bacheca all’ingresso: per darmi il benvenuto al PRI, certo, ma mi spiegarono che la funzione principale di quello scatto era farmi riconoscere dal resto dello staff, perché era capitato che all’istituto si fossero introdotti e aggirati creazionisti con la voglia di piantar grane. Quando chiesi di saperne di più, la mia mentore Carlyn Buckler mi raccontò che sin dai primi giorni dopo l’inaugurazione del Museum of the Earth nel 2013, c’erano state delle manifestazioni di protesta anti-evoluzione e pro-creazionismo nelle sale del museo e che il direttore, Warren Allmon, aveva ricevuto diverse richieste di usare le collezioni di fossili del PRI (una delle più grandi degli Stati Uniti) per promuovere teorie creazioniste: immaginatevi la risposta.

Il museo, nella persona di Warren, decise di affrontare il problema migliorando il dialogo (e non riducendolo) e quindi di dedicare particolare attenzione alla formazione delle guide volontarie del museo sulla teoria dell’evoluzione e sulla diatriba evoluzione vs creazionismo, con la pubblicazione di un vademecum che fu distribuito in in rete in formato elettronico. Quella brevissima guida ebbe una diffusione inaspettata: molti altri musei americani la trovarono utile e la adottarono a loro volta per formare le proprie guide sull’argomento.

Quella guida allora divenne un libro, ma sempre breve, perché fosse accessibile e utile ad una fetta di pubblico più ampia possibile, dai semplici curiosi, agli studenti, agli insegnanti, agli operatori museali (come me). Quel libro ha passato in questi anni molto tempo sulla mia scrivania, prima perché mi è servito da base per consolidare le mie personali conoscenze sull’evoluzione, poi perché mi ha aiutato ad essere più efficace nella divulgazione dell’argomento; e, più di recente, perché insieme al mio amico Cesare Andrea Papazzoni ho deciso di tradurlo per renderlo disponibile anche al pubblico italiano – e ora grazie al CICAP lo è.

Per condividere la storia della teoria dell’evoluzione e discutere/parlare delle accese reazioni che essa suscita, non vedo l’ora di partecipare a questo “simposio”.

Parlare di evoluzione significa parlare di complessità. Lo adoro perché mi ricorda quanto poco so: il che da una parte mi costringe ad apprendere continue lezioni di umiltà, ma dall’altra è esaltante, perché ogni volta imparo e scopro qualcosa di nuovo. È questa la passione che spero di essere in grado di trasmettere a chi vorrà esserci. Saremo – mi auguro – in tanti, perché cosa c’è di più bello del parlare di scienza davanti a una birra?

 

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All’interno del Darwin Day, saranno due le Razionali Alcooliche organizzate dal CICAP:

  • “L’evoluzione dei viventi”, il 20 febbraio 2018 a Modena con Cesare Papazzoni e Veronica Padovani
  • “Evoluzione umana: i segreti dei Neanderthal”, il 1 marzo 2018 a Galliate (NO), Pub New Soliva (Via Cascina Soliva 3), con Stefano Papi

Il 22 febbraio, invece, Manuela Travaglio e Lorenzo Rossi parleranno de “L’evoluzione fantastica. La criptozoologia: dalle sirene allo yeti, storie di animali misteriosi” a Mestre (VE), mentre il 24 febbraio, a San Rocco di Bernezzo (CN) si parlerà di “Sulle orme di Darwin in Italia” con Dario Olivero, a cui seguirà una visita al locale Museo del Fossile con Attilio Dalmasso. Il 1 marzo, infine, a Bari, seminario “C’è vita nel cosmo?” con Gianvito Laghezza, Marco Ferrari ed Enzo Gallori; modera Rafael La Perna.

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