Il barattolo che non conteneva un feto

Il 17 marzo un fatto molto grave accadde a Benevento, tanto che venne richiesto l’intervento della Scientifica: in un terreno nei pressi delle sponde del fiume Calore, poco distante dal parcheggio di un centro commerciale, era stato infatti trovato un barattolo.

Che non si stupiscano i lettori: non si trattava certo di un barattolo comune, anche se aveva tutto l’aspetto di essere stato nella sua vita precedente un semplice vasetto di pelati; ma adesso, nei suoi misteriosi anfratti, galleggiava quella che appariva a prima vista come materia organica, immersa in un liquido rossastro dall’aria assolutamente inquietante. Un feto, dovette pensare l’anonimo che passeggiando con il cane incappò nel misterioso reperto e lo riferì all’emittente Ntr24. Che allertò immediatamente i carabinieri del Nucleo Provinciale, che a loro volta chiesero il supporto del 118, del Nucleo Investigativo e dei colleghi della Scientifica.

Il vasetto venne portato all’obitorio dell’ospedale Rummo di Benevento, dove venne esaminato dal medico legale, la dottoressa Monica Fonzo. E qui venne svelato l’arcano: il presunto feto era in realtà un tessuto spugnoso, trafitto da spilli e circondato da un paio di guanti legati insieme con uno spago rosso; il tutto galleggiava in un liquido rossastro, mentre sul fondo era stato posizionato un biglietto ormai illeggibile.

Uno scherzo, secondo molti dei giornali locali che hanno commentato la vicenda. Esiste però un’altra spiegazione: potrebbe trattarsi infatti di una “fattura”, un’interessante testimonianza della cultura materiale magica diffusa nel Beneventano (luogo ricco di tradizione stregonesca, se si vuol dar credito alla leggenda del Noce).

Gli oggetti ritrovati, infatti, sono spesso usati negli incantesimi d’amore, per convincere ad innamorarsi colui o colei che proprio non ne vuol sapere. Facendo ampio uso del linguaggio simbolico, spesso si parte dai “simulacri” di coloro che si vorrebbe unire: fotografie, oggetti appartenuti all’uno o all’altro, capelli, indumenti, o in mancanza bamboline battezzate all’uopo; in questo caso, i guanti potrebbero appartenere alla persona oggetto della fattura. Questi “ingredienti” vengono poi legati insieme con nastri o spaghi, spesso di colore rosso (non a caso rituali di questo tipo vengono chiamati “legamenti”).

Ovviamente le tecniche variano da “mago” a “mago” (c’è chi opera in una particolare luna, chi scrive il nome attorniato da simboli, chi fa affidamento su particolari parole pronunciate al momento della chiusura del barattolo).

Però anche l’uso di spilli è abbastanza comune: per quanto il nostro immaginario li associ ormai alle bambole voodoo, il loro impiego nei riti magici fa parte da secoli della tradizione europea, sia nei legamenti d’amore che negli incantesimi per far del male a qualcuno (nel 1710, ad esempio, un uomo venne condannato a morte a Torino per aver creato una bambola di cera con l’effigie del Duca Vittorio Emanuele II e aver cercato di nuocergli tramite degli spilli).

La domanda che viene da porsi è: oltre che ad allertare le forze dell’ordine (e, qualche volta, a rimpinguare il portafogli di chi esegue questo tipo di rituali), le fatture “in barattolo” funzionano? L’onere della prova spetterebbe all’operatore dell’occulto; è abbastanza ovvio, comunque, che si tratta di azioni simboliche che si affidano al pensiero magico, e quindi prive di qualsivoglia fondamento scientifico.

Per quanto riguarda i rituali di magia nera, alcuni scettici militanti hanno provato a farsi maledire dal mago di turno, senza successo (il razionalista indiano Sanal Edamaruku, ad esempio, si è fatto fare in più occasioni incantesimi che avrebbero dovuto ucciderlo, ma attualmente risulta ancora vivo e vegeto). Nel giugno del 2015 il portale Etsy ha scelto di non permettere più ai suoi utenti la vendita di “servizi metafisici” come magie, incantamenti, preghiere di guarigione, benedizioni accompagnate da promesse di effetti fisici o altri risultati tangibili: troppe controversie tra i venditori e gli acquirenti, troppo difficile dimostrare un rapporto di causa-effetto o anche solo che la formula magica sia stata effettivamente pronunciata.

Nonostante questo, fatture e “legamenti” continuano a rimanere tra i servizi “sovrannaturali” più richiesti nel mondo dell’occulto. La ragione del loro successo comprende spesso una buona dose di autoconvincimento da parte dei richiedenti. Molti incantesimi d’amore, inoltre, vengono accompagnate dal suggerimento di curare il proprio aspetto fisico e, se non lo si è ancora fatto, dichiararsi all’oggetto dei propri desideri (il che ricorda un po’ certe avvertenze sugli integratori dimagranti, “efficace in associazione a dieta sana ed esercizio fisico”). A questo punto, meglio risparmiare sul rituale magico e spenderli per comprare un mazzo di fiori alla persona amata.

Immagine: Charles M. Gandolfo New Orleans Historic Voodoo Museum CC BY-SA 3.0

6 pensieri riguardo “Il barattolo che non conteneva un feto

  • 8 Aprile 2017 in 12:02
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    Caro Aldo, il mio parere personale è che la paura e il pregiudizio siano freni della conoscenza; la stessa Chiesa ha approfondito questi temi (v. il CESNUR), e non è un caso che, quando è accaduto, si è trovata in posizioni molto diverse da quelle di coloro che parlano dell’argomento nel timore di conoscere. Anche nella peggiore delle ipotesi (per esempio, i campi di sterminio), conoscere la storia non significa avallarla, e la conoscenza non può che portare ad una migliore comprensione del contesto e dei problemi. Peraltro, ribadisco, a venerare il ‘Principe delle Tenebre’ del folklore medioevale non c’è pressoché nessuno, mentre la storia (anche odierna) dimostra che un approccio integralistico alla Fede può portare a risultati nefasti, e a pensare che Male e Bene siano concetti assoluti – pertanto, estranei (in questa forma) all’umano. Io penso invece che ‘male’ e ‘bene’ siano ben più relativi, e troppo spesso soggiogati al proprio esclusivo punto di vista. Generalizzare tutto ciò che è distante dalla propria filosofia spirituale e bollarlo come opera del male è, secondo me, proprio ciò che porta al male. “Relativo”, ovviamente, ma, in linea di massima, di gran lunga più oneroso del supposto bene che possa portare (sto però trascendendo l’ambito di questa testata divulgativa, e parlo solo a titolo personale, perché apprezzo il dialogare con persone di differente punto di vista rispetto al mio)

  • 7 Aprile 2017 in 13:02
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    Caro Rodolfo, non ho certo da insegnare a Voi che i Religiosi possono agire in modo demoniaco. Vorrei solo farVi notare che sottovalutate i seguaci del Principe delle Tenebre e il Tuo post ne è una dimostrazione. Ma Vi lascio l’ ultima parola, sia perché siete i padroni di casa sia perché è inutile: solo l’ Esperienza potrà farVi capire.

  • 6 Aprile 2017 in 21:46
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    Buongiorno Aldo, credo che sia necessario affrontare il tema del satanismo col distacco del ricercatore, per non farsi influenzare dal bias culturale. A metterlo in pratica non sono io, ma Massimo Introvigne, presidente del CESNUR, e, da cattolico, coordinatore dell’Osservatorio della Libertà Religiosa. La sua (copiosa) bibliografia sull’occulto e in particolare sul Satanismo è illuminante anche e soprattutto per chi studia gli argomenti da agnostico; di particolare valore sono la sua “Indagine sul Satanismo” (https://www.amazon.it/Indagine-satanismo-Satanisti-anti-satanisti-nostri/dp/8804391332/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1491506180&sr=8-1) e il capolavoro “Il Cappello del Mago” (https://www.amazon.it/cappello-movimenti-magici-spiritismo-satanismo/dp/8871980212/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1491506239&sr=1-2), uni’indagine colossale sulla sottocultura magica. Fatture (fiscali o meno) e satanismo hanno ben poco a che fare, e ben pochi (nell’arco di decenni…) sono i satanisti della narrazione religiosa; la maggior parte sono tutt’altro, per lo più umanisti, agnostici e anticonformisti. Certo, qualche caso cruento esiste; non le “Bestie di Satana”, che sono un pessimo esempio di satanismo “acido”, in cui il simbolo del male è il pretesto per giustificare l’abuso di sostanze, come non lo erano i “Bambini di Satana” di Marco Dimitri, un esempio di moderna caccia alle streghe, sicuramente anticonformista e anticattolico, ma del tutto innocente a qualsiasi danno verso altri, come dimostreranno le assoluzioni ai processi (ad eccezione di una multa per non aver posto un bollo su una ricevuta fiscale! – la fattura di cui sopra – http://www.cesnur.com/il-satanismo/i-bambini-di-satana/). Aggiungo provocatoriamente anche che, se si considerano gli squilibrati o i tossicodipendenti come prova della malvagità insita nel satanismo, vanno considerati alla pari quelli che operano nel nome della Bibbia, e sono ben più diffusi (come, ad esempio, il terribile caso di Anders Breivik, che ha agito con l’intento di ricostituire un’Europa pan-cristiana, o i ben più numerosi casi di terrorismo cristiano negli Stati Uniti; o si può parlare del massacro dei Tutsi). Anzi, potresti restare stupito – com’è accaduto a me – nello scoprire quanto alcune etiche sataniste siano tutelative e protettive, verso i bambini (non tollerando neanche il semplice schiaffo) e il rispetto della volontà sessuale, osteggiando duramente gli abusi e ovviamente la violenza sessuale. Figuriamoci i fattucchieri…

  • 6 Aprile 2017 in 13:19
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    Grazie per la “pronta” risposta Sofia. Sul collegamento tra “fatture” e Satanismo insisto, scusami. Chi emette fatture, se non è un professionista portatore di partita IVA, vuole fare del male a una persona. Per fare del male ad una persona occorrono attrezzature fisiche, per gli Scettici. Per i Creduloni basta scagliare contro le persone le forze del Male. Come le vuoi chiamare? Se hai il coraggio di leggere sul NET la pubblicità degli stregoni che promettono fatture contro i nemici efficaci e a prezzo di mercato (le fatture) sappimi trovare differenze tra Satanisti e Fatturieri, io non ci arrivo. E poi, per Te, che differenza fa? Già ce n’è poca, per gli Scettici, tra Cattolici che ricevono la Comunione credendo di ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo e Protestanti che credono di far solo Memoria della Sua Crocifissione e del Riscatto operato con essa. A mio giudizio, l’ Unione dei Satanisti Italiani, che cercano di operare senza violare clamorosamente le Leggi della Repubblica, possono aiutarTi a capire le mie posizioni: “Per quanto riguarda i rituali è un ottimo giorno per fare fatture di Giustizia ed evocazioni spiritiche.” (Riferito a Samhain, il 1 Novembre). Cosa dovrebbero dire, di più chiaro?
    http://www.unionesatanistiitaliani.it/index.php?option=com_content&view=article&id=53&Itemid=72

  • 6 Aprile 2017 in 12:53
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    Ciao Aldo, posso garantirti che fatture e altri fenomeni di “magia pratica” non sono “roba da Meridionali”, come li hai definiti, ma sono fenomeni assolutamente trasversali nel nostro Paese, da Nord a Sud. Potrei citarti il recente giro di “sedute spiritiche curative” con stupri scoperto a Torino, o quello della “fattucchiera” di Prato che si era fatta consegnare 60.000 euro per togliere il malocchio.

    Per quanto riguarda il satanismo, il problema è che molti di questi casi vengono gonfiati o inventati di sana pianta dalla stampa. Ti rispondo solo per quanto riguarda il caso di Saluzzo, che è quello che conosco meglio. Lì è stato un singolo giornale a montare il caso, mettendo insieme le storie di ragazzi che non si erano mai neanche conosciuti, in un arco di tempo molto lungo, frequentanti oltre tutto scuole diverse; solo in virtù di un’ipotesi che, per altro, è stata smentita dagli stessi inquirenti che hanno indagato sui casi. Mi è capitato di parlare con il padre di una delle ragazzine morte, estremamente arrabbiato per tutto questo e che sta combattendo per difendere la memoria della figlia. Questa persona ha più volte spiegato di come si sia tentato di leggere un “mistero” dove in realtà non c’era, se non nella fragilità che accompagna naturalmente l’adolescenza. Io credo che uno dei motivi per cui il CICAP debba denunciare queste montature della stampa sia anche per essere vicina a queste famiglie, che vedono i loro figli additati come “mostri” e le loro storie sbattute in prima pagina alla ricerca di un mistero che non c’è…

    Permettimi poi di dirti che accomunare il fenomeno delle fatture al satanismo è un’operazione un po’ scorretta: sono fenomeni diversi, e che spesso interessano persone molto diverse tra loro.

  • 6 Aprile 2017 in 12:18
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    Cara Sofia, se ricordi miei interventi, anche recenti, sulla “deriva” dello CSICOP e, di riflesso, del CICAP verso una minimizzazione del fenomeno satanofili, il Tuo articolo mi fa piacere, perché evidenzi un episodio che la Cultura e la Legge minimizzano e collocano tra le cose di cui ridere. Se non ci scappa il morto non se ne parla nemmeno. Consentimi però di criticare il tono di fondo, vagamente razzista, e di sintetizzarlo così: “Roba da Meridionali”. Se ricordi i casi più ricchi di omicidi e suicidi indotti degli ultimi anni, dalle Bestie di Satana, all’ assassinio rituale di Suor Maria Laura Mainetti, ai suicidi indotti nel Liceo Soleri di Saluzzo, si tratta tutti di casi nordici. Mi permetto anche di non considerare Sanal Edamaruku “vivo e vegeto” ovvero in ottime condizioni di vita, come se le maledizioni contro di lui scagliate fossero state benedizioni. D’ accordo che le sue tristi condizioni attuali non sono necessariamente “merito” di quel ridicolo stregone che si prestò con lui al talk show televisivo che lo rese famoso worldwide. Ma i Creduloni come me sanno che le maledizioni, nelle stragrande maggioranza dei casi, hanno un effetto a lungo termine, così come le benedizioni. https://www.youtube.com/watch?v=ATy-Yi2QGgU
    Di Sanal, comunque, voglio dire che a mio giudizio il suo coraggio (fare gli Scettici nel suo modo in India significa rischiare la pelle) merita rispetto anche di fronte alle tante sue cadute di stile e razionalità.

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