I segnalibri 38 – Australia e medici poeti vs. omeopatia, mammut e ragazzine, ciò in cui crediamo

Dopo lo studio che ha di nuovo mostrato come l’omeopatia sia priva di fondamento scientifico, in Australia si ingrossano le fila di quanti vorrebbero che si cessasse la vendita di “medicinali” omeopatici nelle farmacie. Immaginiamo si accenderà un intenso dibattito fra sostenitori della libertà di cura e quanti ritengono invece che i malati dovrebbero essere aiutati a non essere ingannati.

E, sempre in materia di omeopatia, un interessante articolo che descrive le posizioni del grande scrittore e scienziato Oliver Wendell Holmes in merito a quella che lui stesso definiva “scienza finta” e  uno dei primi tentativi di dimostrare come qualsiasi beneficio possa derivarne è imputabile al solo effetto placebo.

Una ragazzina di otto anni ha scritto una lettera al Governatore della South Carolina chiedendo che il mammut ritrovato nel 1752 in una piantagione locale fosse inserito fra i 50 simboli dello Stato. I creazionisti non erano però d’accordo, e la reazione alla sua richiesta ha suscitato in molti il sospetto che l’America si stia istupidendo dietro a pseudoscienze e teorie religiose.

Anche se poi, forse, non è ignoranza, ma una tendenza umana profondamente radicata, che ci porta a credere sempre ciò in cui vogliamo, a dispetto di tutte le prove e le argomentazioni che ci vengono proposte di contro. Diversi studi dimostrano che anche chi cambia idea lo fa perché è predisposto in quella direzione.

2 pensieri riguardo “I segnalibri 38 – Australia e medici poeti vs. omeopatia, mammut e ragazzine, ciò in cui crediamo

  • 16 Luglio 2014 in 18:11
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    Starcruiser, il problema secondo me è che si tratta di un abuso della credulità popolare… poi uno informato in maniera corretta può fare come gli pare con la sua salute, anche buttando via parecchio denaro…
    I creazionisti, poi!!! Come ha detto non ricordo chi, potrebbe essere una prova della creazione il ritrovamento di un coniglio fossile del Cambriano!  

  • 13 Giugno 2014 in 07:53
    Permalink

    Se fumo, so che presto o tardi ho buone possibilità di sviluppare un tumore ai polmoni.
    Se cerco di curare certe malattie con gli omeopatici (termine sotto il quale si nascondono intrugli d’ogni genere), so che probabilmente non mi fanno nulla, ma sono fatti miei.
    Uomo avvisato, mezzo salvato.
    Se invece prima cerco di curarmi con l’omeopatia (quella vera), poi scopro che non mi fa nulla e devo ricorrere alla medicina ufficiale, non posso andare a dire che le istituzioni devono vietare l’omeopatia. Sono tutti problemi miei. Io ci ho creduto? Peggio per me.
    Intanto oggi va di moda, pertanto abolirla è impossibile.

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