I Segnalibri 35 – Regole dialettiche, omeopatia debunkata, giudici vaccinisti, scienziati nel posto sbagliato

Il filosofo Daniel Dennett ha redatto un brevissimo elenco delle regole cui bisognerebbe attenersi  quando si dibatte con qualcuno di posizione opposta alla nostra. Chissà se ne trarrebbero vantaggio anche le incessanti discussioni dei complottisti, alternativisti, possibilisti, omeopati, schiachimisti e scettici.

E magari potrebbero farlo proprio a ridosso della pubblicazione dei risultati ufficiali ottenuti da uno studio australiano sull’omeopatia. Senza alcuna sorpresa, lo studio dimostra ancora una volta l’infondatezza dei principi e delle applicazioni omeopatiche e, anzi, ne mostra anche la pericolosità per l’effetto che hanno di allontanare le persone dalle cure i cui risultati sono invece scientificamente provati. In uno Stato, come l’Australia, dove le “medicine” omeopatiche possono essere rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale, questa ricerca potrebbe portare a dei seri ripensamenti politici.

Sempre dall’Australia arriva una sentenza interessante: un giudice ha dato ragione a un padre che aveva fatto causa alla madre dei suoi figli perché gli impediva di farli vaccinare: il giudice ha affermato che la letteratura portata dalla madre a sostegno delle proprie convinzioni era irrilevante e che è nell’interesse dei bimbi essere immunizzati.

E’ infine uscito un documentario geocentrista, diretto da un regista antisemita e negazionista, narrato dall’attrice di Star Trek Kate Mulgrew e con interviste manipolate agli scienziati Michio Kaku e Lawrence Krauss. Kate Mulgrew (che, come i fisici coinvolti, non sapeva nulla dello scopo del film) si è pubblicamente scusata per la possibile confusione causata dalla sua presenza.

18 pensieri riguardo “I Segnalibri 35 – Regole dialettiche, omeopatia debunkata, giudici vaccinisti, scienziati nel posto sbagliato

  • 18 Aprile 2014 in 11:41
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    Kate Mulgrew and others were unaware of the “geocentricism” being pushed by this documentary. She was a voice for hire, never told the full documentary purpose and her lines did not indicate the film’s true purpose. Having found out later the controversy surrounding her participation, she has denied geocentricism and stated she never would have participated had she known that was the purpose or that Robert Sungenis was involved, another fact she was unaware of at the time.
    http://www.imdb.com/title/tt2458876/trivia?ref_=tt_trv_trv
    Giusto per pignoleria…

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  • 18 Aprile 2014 in 13:56
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    @Paolo C.

    Sì, era incluso nelle “scuse”. Però forse non era abbastanza chiaro, forse è il caso di scriverlo un po’ più esplicitamente: ho aggiunto un link all’articolo di Attivissimo che spiegava bene la questione. Grazie per la segnalazione.

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  • 18 Aprile 2014 in 16:45
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    http://consultations.nhmrc.gov.au/files/consultations/drafts/resources/homeopathyoverviewreport140408.pdf
    Leggetelo con calma e vedrete che non è assolutamente come riporta il sito che linkate. Capisco la vostra voglia di cantar vittoria, ma, a parte che non riuscireste a cantarla nemmeno se fosse come la pensate, non è così. Vi ripeto, leggetelo con calma, perché ho intenzione di parlarne a lungo e solo con persone documentate. Se non volete farlo, cantate pure vittoria, ma avrete delle amare sorprese.

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  • 23 Aprile 2014 in 02:11
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    Grano:
    “perché ho intenzione di parlarne a lungo”
     
    Minacci?

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  • 14 Maggio 2014 in 17:57
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    Questa risposta soffre delle solite manchevolezze dei sostenitori dell’omeopatia: affermare che gli studi di medicina non siano conclusivi (e ci mancherebbe, la medicina è in continua evoluzione) NON SIGNIFICA che l’omeopatia funzioni. Come dire: lo studio x dice che il cisplatino non è efficace da solo contro alcune forme di cancro, quindi prendere a testate una sequoia cantando “Oh Susannah” merita ricerche piú approfondite. 

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  • 14 Maggio 2014 in 18:10
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    Gianni, qui lo Studio viene dato come conclusivo! Ovvero viene venduta la notizia che una review Australiana, fatta da Medici nominati dal Ministero (e solo per quello, evidentemente, si suppone siano i più migliori) ha stabilito che l’ Omeopatia funziona uguale a qualunque altro Placebo. Allora 1) la Commissione ha invitato chi ha opposizioni alle conclusioni di farle entro una scadenza precisa (leggi, non ci siamo lontani) perché 2)stante alle analisi fin qui eseguite, NOI non abbiamo trovate prove decisive. La Commissione ha escluso dallo studio decine di lavori, citati, ma non si capisce perché;  ha evidenziato decine di lavori, tra quelli presi in considerazione,  dove il farmaco Omeopatico ha avuto rsultati migliori del Placebo, ma per varie ragioni non gli è bastato). Non abbiamo trovato prove decisve, dicevo,  che dimostrino che in qualcuna delle 68 Patologie esaminate la Terapia Omeopatica sia più efficace del Placebo. Come dire: a noi le prove fin qui portate non bastano. Portatene altre, poi decideremo cosa concludere.

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  • 15 Maggio 2014 in 13:55
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     Vorrei vedere gli studi che non hanno preso in considerazione. Magari un motivo c’era. In ogni caso soldi, ricercatori e risorse non sono infiniti, trovo piú che giusto che gli studi debbano avere quantomeno i crismi della plaisibilitá. Se quello che dici non è sostenibile, è di conseguenza assurdo spenderci tempo e denaro. Soprattutto pensando che la medicina si fa su base statistica ed è sostenuta dall’SSN. Cioé coi nostri soldi.

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  • 15 Maggio 2014 in 13:55
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    *plausibilitá. Scusate, scrivo dal telefono.

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  • 16 Maggio 2014 in 14:40
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    @Gianni, gli studi non considerati validi sono citati dalla Commissione, sono un centinaio (vado a memoria in questo momento), ma i ragionamenti non mi sono sembrati convincenti. Idem per gli studi che, pur validati, e pur contenendo risultati superiori al placebo da parte della Terapia Omeopatica studiata, ben evidenziati rispetto agli altri (sono in cornice scura) non sono considerati “decisivi” per motivi quantitativi, raramente qualitativi (altrimenti avrebbero dovuto rientrare tra quelli non “arruolati” nella Metaanalisi). Basta aprire il link. In sostanza il discorso vero è: vanno bene, ma a noi non bastano. Troppo comodo.

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  • 16 Maggio 2014 in 19:29
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    I criteri quantitativi in medicina sono fondamentali: non si studia per curare una persona particolare ma per raggiungere la maggior parte della popolazione. L’HRI stessa afferma essere ovvio che le rewiew sistematiche non diano risultati favorevoli all’omeopatia in quanto dipendenti da un modello diverso e non compatibile. La mia domanda quindi è : su cosa si dovrebbe basare esattamente un istituto nazionale di sanità se non su regole precise, ripetibilità, eb medicine, ecc..? In parole povere, l’omeopatia è autoreferenziale? E se la risposta fosse affermativa, su che basi ci si dovrebbe “affidare” ad essa?

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  • 17 Maggio 2014 in 13:21
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    Caro Gianni Monroe, il mio modesto parere è che in Scienza ci siano controversie autentiche, ovvero esistenti perché i dati non danno certezze, e controversie forzose, ovvero provocate ad arte perché Vi sono interessi economici, politici o religiosi che le alimentano. Ad esempio quelle intorno al funzionamento dell’ Omeopatia, al Cambiamento Climatico, all’ opportunità di inserire in Agricoltura Organismi Geneticamente Modificati e brevettati, al duello tra Creazionisti ed Evoluzionisti. Quando, come in questo Studio, si arriva a suddividere gli Studi sull’ Omeopatia per singole patologie (e hanno trovato studi su 68 Terapie, alcune delle quali molto serie!) per poi poter ancora sostenere la panzana che l’ Omeopatia funziona come qualunque placebo, vuol dire che a qualcuno, in Australia, secca che gli Australiani spendano ormai tre miliardi e mezzo di dollari l’ anno in Farmaci e Terapie (come l’ Agopuntura) che non escono dalle fabbriche delle Multinazionali Farmaceutiche e dagli Ambulatori Medici riconosciuti dal SSN. Manca anche il senso del ridicolo agli Autori: come si fa, quando hai davanti un volume tale di studi e di Patologie studiate, a dire, in sostanza, che gli Omeopati sono così idioti da non accorgersi che è l’ effetto Placebo a curare, o così altrettanto idioti da non capire, se sono truffatori, (perché delle due l’ una, se lo Studio è scientificamente esatto: o sono idioti o sono truffatori) che si guadagna di più a truffare con terapie che costano 1000 Dollari al giorno (tipo i nuovi antivirali per l’ Epatite C) anziché con Terapie che costano 1 Euro al giorno?

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  • 17 Maggio 2014 in 13:31
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    E infine, Gianni, non guardare solo ciò che Ti conviene: l’ HRI afferma, in primis, che la maggior parte delle review su Farmaci Chimici o Biologici sui quali c’è ampio consensus terapeutico e rimborsati dai SSN si concludono con la stessa asserzione: non ci sono prove sufficienti che funzionino meglio di un Placebo o siano Cost Effective meglio di quelli vecchi e meno cari, ormai fuori brevetto e genericizzati. RicordaTi che qui ho dimostrato a Salvo Di Grazia che, se si usano gli stessi criteri che voi usate per pretendere prove di efficacia dai Farmaci Omeopatici, allora non si riesce a dimostrare neppure che l’ Aspirina abbia effetti analgesici e antipiretici (e feci anche apposta a sfidare Salvo con l’ Aspirina, perché su questo Farmaco gli Studi sono scarsi: lo si accettò senza i limiti di oggi, quasi 120 anni fa, sulla base della Pratica Medica, senza Studi Multicentrici, Randomizzari e contro Placebo. Ma Salvo, evidentemente, non lo sapeva).
    http://www.aspirina.it/ebbsc/cms/it/Storia_Aspirina/

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  • 17 Maggio 2014 in 13:40
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    Ed ecco una Storia un po’ più completa dell’ Aspirina: il primo Studio clinico fu condotto dai Brevettatori e Produttori. http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_acetilsalicilico  Tieni conto che le proprietà analgesiche ed antipiretche dell’ estratto acquoso della corteccia di salice erano conosciute nell’ antica Grecia.

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  • 17 Maggio 2014 in 18:22
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    No, Aldo,  qui non si tratta di quello che fa comodo a me, si tratta di metodo scientifico, logica e comune buon senso. Primo punto: non si puó paragonare la medicina di 120 anni fa a quella di adesso, il confronto è fuorviante e non porta acqua ad alcun mulino, 120 anni fa si usavano ancora le sanguisughe. Secondo punto: ho chiesto se l’omeopatia sia autoreferenziale. Il principio delle diluizioni non trova riscontro in nessuna legge fisica conosciuta, questo pone la pratica omeopatica alla stregua di un'”arte”, se vuoi, ma non di medicina nel senso moderno del termine. È scorretto voler entrare nel gioco cambiandone le regole. Terzo: la scienza moderna, nel senso piú ampio, è un mondo trasversale apertissimo all’innovazione, allo scambio, alla rivisitazione (basta guardare cos’è successo negli ultimi cinquanta o cento anni) PURCHÉ queste si appoggino su basi plausibili e ripetibili. Vuoi davvero dire che l’omeopatia sia solo e semplicemente vittima di un complotto da film di terza categoria?

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  • 18 Maggio 2014 in 12:36
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    Riguardo alla domanda sull’ autoreferenzialità dell’ Omeopatia, devo premetterTi, per onestà, di essere tra gli estremisti: dieci anni fa proposi alla SIOMI e al suo Presidente, Dr.ssa Simonetta Bernardini, di uscire tutti noi, Medici e Farmacisti che praticavano l’ Omeopatia,  dagli Ordini Professionali e di istituire un Ordine Professionale Autonomo, accettando, se si sentivano nelle nostre condizioni, i Sanitari che praticavano Ayurveda, Medicina Tradizionale Cinese, Terapie Olistiche Non Convenzionali. Come è ovvio che sia, la proposta estrema fu rifiutata, anche perchè il 90% dei Medici ed il 100% dei Farmacisti iscritti alla SIOMI lavorano all’ interno del SSN. E la pazienza della Dr.ssa Bernardini ha ottenuto grandi risultati in Toscana, dove fu aperto un Ospedale di Medicna Integrata e all’ Università di  Siena furono istituiti corsi e Master post Laurea di Medicina Integrata.  A Careggi (Azienda Ospedaliera Universitria) fu istituita una U.O. che Gianfranco Gensini ha voluto chiamare di Medicina Integrativa per distinguersi da noi: ammette solo la Fitoterapia e la Medicina Tradizionale Cinese, ma non l’ Omeopatia. Quindi, in Italia, in Europa e nel Mondo l’ Omeopatia non è autoreferenziale e il recente, secondo documento dell’ OMS, la sottopone a regole stringenti assieme alle altre Medicine non Convenzionali ma facenti parte della Tradizione Medica. Nell’ auspicio che tutte le Legislazioni degli Stati Membri riconoscano a queste Medicine pari diritti e pari DOVERI. In questa controversia quello che il CICAP e le altre organizzazioni Scettiche sorelle, composte per la maggioranza assoluta da persone che non lavorano nei SSN e non sono nemmeno Laureate in discipline Sanitarie non dicono, è che la posizione estremista contrapposta (Omeopatia e altre Medicine non Convenzionali siano dichiarate Pseudoscienze ed espulse) è altrettanto minoritaria e non ascoltata.
    http://www.telemeditalia.it/it/ej-omeopatia/content/detail/0/182/1722/loms-e-la-medicina-omeopatica.html
    L’ articolo linkato, se notate, è del 5 Maggio del2014.

    Risposta
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