Le fate di Rossendale

La valle di Rossendale, in Lancashire, è un piccolo gioiello della natura: ospita un parco naturale, una biodiversità eccezionale, e alcuni paesaggi tra i più belli dell’Inghilterra. Ce ne sarebbe abbastanza per definirlo un luogo magico. Ma adesso c’è una ragione in più: udite udite, nella valle di Rossendale volano le fate.

Da alcuni giorni il museo locale, il Whitaker, ospita infatti le fotografie di John Hyatt, artista e direttore del MIRIAD (il Manchester Institute for Research and Innovation in Art and Design). Le immagini hanno fatto il giro del mondo, e rappresenterebbero la prova definitiva dell’esistenza del Piccolo Popolo:

Stavo semplicemente scattando fotografie al tramonto che filtrava attraverso gli alberi, e quando poi in studio ho ingrandito le immagini ho visto queste figure.

Le immagini delle strane creature, a detto dell’autore, sarebbero genuine e non alterate. In una lettera all’Huffington Post, Hyatt cita a supporto dell’esistenza delle fate il celebre caso delle fate di Cottingley, una serie di fotografie prese per buone perfino da Conan Doyle:

Nel libro [di Doyle] del 1992, “The Coming of the Fairies” vediamo oggetti oltre i limiti che costituiscono il nostro spettro visibile, con vibrazioni infinite, inusuali per noi […]. Non c’è nulla di scientificamente impossibile, a quanto ne so, nel fatto che alcune persone vedano quello che è invisibile agli altri.

Il caso si rivelò invece una montatura – una delle protagoniste,  Elsie Wright, confessò nel 1983 che si era trattato di una burla.

Ma se le fate di Cottingley erano piccole figure di carta ritagliate e poi sistemate su rami e pietre, per quelle di Rossendale sembra esserci una spiegazione molto più naturale. Secondo l’entomologa Erica McLaughlin si tratterebbe infatti di insetti, forse moscerini della famiglia dei chironomidi (per un confronto si veda questa foto, la somiglianza è notevole).  Un’altra possibilità è che si tratti di effimere, fotografate durante il loro volo nuziale.

Ad Hyatt, dunque, sarebbe accaduto qualcosa di simile a quanto successo a un cliente del fototecnico Paolo Bertotti, che qualche anno fa si ritrovò alle prese con una strana figura angelica (spoiler: un grillo di montagna, ad un’analisi più attenta).

Secondo Ben Hansen, del programma “Fact or Faked: Paranormal Files“, le immagini sarebbero però un po’ troppo ben fatte per essere frutto del caso. E inoltre Hyatt sarebbe consapevole della vera natura dei soggetti fotografati:

La maggior parte delle sue dichiarazioni sposta la conversazione dalle circostanze relative al caso verso una discussione su ciò che si crede e sulla magia. Le sue motivazioni? Esattamente quelle che ti aspetteresti da un artista e designer… “portare la magia nelle proprie esistenze” apprezzando la bellezza della vita che “cresce dappertutto”, che “può portare le persone a credere”.

Long-tailed Mayflies (Palingenia longicauda) hatching in the Tisza River -- Solvin Zankl/Visuals Unlimited,Inc.
Effimere (Palingenia longicauda) sul fiume Tisza – Solvin Zankl

Le effimere sono piccole e delicate. Hanno minuscole zampe e ali trasparenti. La loro vita da adulte è così breve che non hanno nemmeno bisogno di nutrirsi. Danzano nella luce primaverile, come hanno fatto per millenni, da prima che le fate irrompessero nell’immaginario dell’uomo. Per quel che conta, penso che siano bellissime.

Mette un po’ di tristezza che si debba contrabbandarle per fate, perché qualcuno le apprezzi. E che si cerchi a tutti i costi la magia nell’illusione, quando la piccola effimera è già meraviglia allo stato puro.

5 pensieri riguardo “Le fate di Rossendale

  • 9 Aprile 2014 in 21:22
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    Approfitto dell’oppurtunita’ per ringraziare Paolo Bertotti della stupenda serata che ci regalo’ qualche settimana fa a cesena al museo delle scienze naturali.Dove appunto si parlo anche della famosa foto del grillo di montagna e non solo.

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  • 10 Aprile 2014 in 14:02
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    Mi dispiace ma per la prima volta devo dissentire dalle opinioni espresse in un articolo di Query: si tratta effettivamente di fate. Come può l’autrice Sofia Lincos negare l’evidenza scientifica, la prova tangibile e materiale del verificarsi di una magia: è assente il commento di Aldo Grano!

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  • 10 Aprile 2014 in 14:49
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    >>…la piccola effimera è già meraviglia allo stato puro.<<
    Concordo, la foto è bellissima e suggestiva. Grazie dell’articolo.

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  • 10 Aprile 2014 in 19:15
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    Grazie, Tessuto non Tessuto, ero prigioniero di un branco di Sirene, la Tua potente Evocazione Magica mi ha liberato. E quindi commento, a soddisfazione di tutti i miei amici che, come Te, non vedono l’ ora di leggermi:  Astrakhan, Anno Magnani, John Wayne, Maiomidomando e Dico e mi scuso con tutti quelli che non cito. 1) Sono convinto anche io che l’ iperentusiasta Prof. John Hyatt (non è che lo paghi lo CSICOP Britannico per sbottonare i creduloni?) abbia fotografato degli Insetti. Come tutti sanno le Fate hanno capelli turchini, copricapo conici appuntiti con design a stelle dorate su sfondo blu e, soprattutto, bacchetta magica in mano. Tutti elementi mancanti nelle finte fate fotografate da Hyatt. 2) Vi tranquillizzo, comunque, perché una critica a Sofia e, tramite lei, a Query, ce l’ ho: cantate sempre vittoria troppo presto e a sproposito. Un conto è affermare che Hyatt non ha fotografato Fate. Un altro è pretendere di aver capito cosa ha fotografato, in modo inoppugnabile. La stessa Insettologa Erica dice che”forse” si tratta di chironomidi, ma la foto che linkate non assomiglia affatto. E nemmeno le altre. Senza toglier nulla alla bellezza di questi Insetti, non vedo alcuna somiglianza.
    Ridicola mi pare anche l’ ipotesi di un grillo di montagna mascherato da Angelo nella foto esaminata da Paolo: è vero che gli Angeli non hanno antenne e il muso a punta, ma i grilli non indossano mai tuniche bianche. Vista così o è un trucco fotografico o è uno scherzo. Scarterei anche l’ ipotesi di un Demone cammuffato da Angelo, in genere i Demoni non hanno il senso dell’ Umorismo.

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  • 12 Aprile 2014 in 12:42
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    Aldo la foto proposta da Paolo e’ autentica , se vai in fondo al suo articolo capisci il perche’, e’ una questione di distanza dall’obbiettivo . Nella serata   tEnuta a cESENA e’ stato chiarissimo e privo di dubbi.

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