Sovrannaturale al microscopio

Massimo Pigliucci è un genetista e filosofo italiano. Ha insegnato a lungo ecologia ed evoluzione ed è attualmente presidente del Dipartimento di Filosofia presso la City University of New York (CUNY). In ambito editoriale è caporedattore della rivista online Philosophy & Theory in Biology e collabora con Skeptic, Skeptical Inquirer (di cui è anche membro del comitato), Philosophy Now e The Philosopher’s Magazine. Autore prolifico, si occupa da molto tempo di pseudoscienze nei propri libri (l’ultimo edito nel 2013 si intitola appunto “Philosophy of Pseudoscience” – Filosofia della Pseudoscienza) e su diversi blog (Rationally SpeakingPlato’s Footnote). L’articolo che riportiamo è tratto dal blog Rationally SpeakingSi ringrazia Simone Melis per la traduzione.

È giunta l’ora di riesaminare la relazione tra scienza e sovrannaturale. Un certo numero di colleghi, sia tra gli scienziati che tra i filosofi, argomentano che il sovrannaturale non è nulla di speciale, che le ipotesi sull’esistenza di Dio possono essere verificate tramite gli ordinari metodi scientifici e che – dati i ripetuti fallimenti di tali test – l’unica conclusione razionale è che la scienza ha praticamente dimostrato che il sovrannaturale non esiste.

Sono un po’ scettico su questo genere di dichiarazioni radicali, su due differenti livelli: penso che la capacità dell’indagine scientifica sia significativamente più limitata di quanto i sopra menzionati colleghi sembrino ammettere; e penso che i concetti di Dio (o degli dèi) e del sovrannaturale  siano così confusi e al limite dell’incoerenza che elevarli al livello delle ipotesi scientificamente verificabili è concedergli fin troppo.

Prima di procedere, lasciatemi chiarire la mia posizione: sono d’accordo che alcune specifiche affermazioni fatte dai sovrannaturalisti  possono dimostrarsi e si sono dimostrate false su base empirica. Il tipico esempio è l’idea che la Terra abbia solo alcune migliaia di anni.  Ciò che voglio sostenere, però, è che anche in questi casi espliciti non si tratta di un rifiuto scientifico del sovrannaturale, per la semplice ragione che non c’è una coerente e sufficientemente precisa relazione tra l’affermazione specifica (la Terra è giovane) e l’idea generale (Dio esiste) – a differenza, ovviamente, della situazione per le attuali ipotesi scientifiche (ad esempio, la relazione tra la teoria della relatività generale e la sua predizione che i campi gravitazionali flettono la luce secondo una certa, precisa gradazione). Per esempio, un certo numero di creazionisti della “Terra giovane” rifiutano la confutazione empirica delle loro affermazioni  sostenendo che Dio l’ha fatta apparire come se fosse vecchia, per mettere in realtà alla prova la nostra fede. Follia, lo so, ma quello è esattamente il luogo a cui tali idee appartengono – alla spazzatura fatta di nozioni totalmente ridicole – a prescindere da quel che la scienza abbia da dire al riguardo.

Penso che la strategia dei creazionisti sia una versione comicamente gonfiata della tesi di Duhem-Quine circa la falsificazione delle ipotesi scientifiche ordinarie: Pierre Duhem anticipò la famosa analisi di Popper sul progresso scientifico in termini di falsificabilità delle teorie sulla base del fatto che gli scienziati di solito non scartano una teoria non appena le sue predizioni non corrispondono ai dati. Piuttosto controllano prima le ipotesi subordinate che rientrano nello stesso esperimento, se la strumentazione ha funzionato correttamente, se i dati sono stati analizzati in modo adeguato, e così via. W.V.O. Quine espose la stessa questione, ma più in generale, suggerendo che la nostra conoscenza del mondo dipende da una complessa rete di nozioni; ciascuna di esse potrebbe dover essere rivalutata ed eventualmente abbandonata, se ci sono sufficienti ragioni per farlo. Quine includeva la logica stessa in quel numero di nozioni che potremmo essere costretti a cambiare, anche se non molti filosofi, credo, si spingerebbero così lontano (specialmente non molti logici!). Il punto è che la rete di convinzioni di  chi crede nel sovrannaturale e l’insieme di conseguenti “ipotesi” secondarie è molto, molto più ampia, e molto, molto più nebulosa della rete che dispiegano gli scienziati quando valutano le proprie conoscenze del mondo.

Sentiero dei mircaoliEsaminiamo dunque un paio di esempi specifici che spero possano evidenziare chiaramente i limiti della indagine scientifica del sovrannaturale: la (presunta) nascita virginale di Gesù e la dottrina cattolica della transustanziazione. Mostrerò che mentre la prima sembra stare entro i confini dell’indagine empirica, una tale investigazione non solo non è possibile nella pratica, ma probabilmente nemmeno in linea di principio. Per quanto riguarda il secondo caso, semplicemente non vedo come sarebbe possibile svolgere una qualsiasi analisi scientifica che possa risolvere la questione. Inoltre, non penso queste quali limitazioni della scienza, ma semmai come un’indicazione della nebulosità e possibile incoerenza dell’idea di sovrannaturale.

Richard Dawkins (ne “L’illusione di Dio”) scrive: “Gesù aveva un padre umano oppure sua madre era vergine al momento della sua nascita? Che ci siano o meno sufficienti prove superstiti per deciderlo è una questione strettamente scientifica con una risposta precisa, in linea di principio: sì o no”. Mettendo da parte l’uso quasi sofistico della locuzione “che ci siano o meno sufficienti prove superstiti“  (dato che Dawkins sa dannatamente bene  che non c’è nessuna prova), sembrerebbe prima facie che abbia ragione: o Gesù è nato da una madre vergine tramite mezzi sovrannaturali o aveva un’origine paterna molto più terrena. Come si potrebbe provare una tale affermazione, ponendo ipoteticamente di poter tornare indietro nel tempo e raccogliere tutte le prove che vogliamo? Facile: basterebbe prendere un campione di DNA di Gesù, Maria e Giuseppe e confrontare i loro profili, giusto? Neanche per sogno. Vedete, questo genere di approccio funziona perfettamente per stabilire la paternità naturale, ma non sappiamo cosa una paternità sovrannaturale comporti in termini di tracce biologiche (solo per dirne una, lo stesso concetto è estremamente vago). Il punto sarà ancora più, dolorosamente direi, chiaro tra un momento, quando ci dedicheremo alla transustanziazione, ma dovrebbe già apparire ovvio anche ora. Un test del DNA (o qualsiasi altra cosa Dawkins volesse fare in questo caso) presuppone una serie di nozioni fisiche e biologiche che sono proprio le nozioni che – per definizione – vengono violate quando c’è un miracolo [1].

David Hume ha notoriamente sottolineato che le indagini empirico-razionali di ogni genere, inclusa quella scientifica, sono possibili solo dietro la scorta di un certo numero di assunzioni, la principale delle quali è che la natura non si comporta in modo capriccioso. Se così fosse, tutte le possibilità sarebbero fuori gioco e noi non potremmo nemmeno sapere dove e cosa cercare. Ma tutte le possibilità sono escluse quando parliamo di miracoli, visto quello che sono i miracoli: violazioni della continuità di funzionamento della natura. Infatti, nel suo celebre saggio “Sui miracoli”, Hume argomenta che la ragione per cui non dovremmo crederci è che nessuna testimonianza potrebbe mai essere sufficiente a dimostrare una violazione delle leggi di natura contro le ipotesi alternative che ci siano state frodi o errori (l’argomento può ed è stato fatto rigorosamente rientrare nel sistema bayesiano): quando qualcuno mi dice che ha visto un morto resuscitare, immediatamente valuto tra me e me se sia più probabile che questa persona possa ingannare o essere ingannata, oppure se il fatto che racconta possa essere davvero accaduto. Soppeso un miracolo in confronto con l’altro e, in base a quale dei due mi sembri superiore, determino la mia decisione respingendo sempre il miracolo più grande. Se la falsità della testimonianza fosse più miracolosa dell’evento che costui racconta, allora e solo allora, egli potrebbe pretendere di cambiare la mia credenza o opinione.

Quindi Dawkins ha ragione nel rigettare la possibilità di una concezione sovrannaturale di Gesù, ma non perché l’ipotesi sia scientificamente testabile – a prescindere dalla effettiva disponibilità di prove. Piuttosto perché non abbiamo proprio buone ragioni, e molte di quelle contrarie, per aderire alla nozione stessa di miracolo. Questo, inutile dirlo, è un argomento filosofico e non scientifico [2].

Passiamo ora all’idea di transustanziazione, che è un “dogma alleato” del dogma centrale descritto dai Cattolici quale il Segno della Presenza Concreta (qualunque cosa sia). Questa, naturalmente, è l’idea che durante il sacramento dell’Eucaristia la sostanza del pane e del vino siano non solo metaforicamente ma letteralmente la carne e il sangue di Cristo, anche se – e questo è decisivo – tutto ciò a cui i nostri sensi hanno in realtà accesso è l’apparenza delle cose, per esempio il pane e il vino.

TransustanziazioneQuesta dottrina circola almeno a partire dall’XI secolo, ma ecco come il quarto Concilio Lateranense pose la questione nel 1215: “Il suo corpo e il suo sangue sono veramente contenuti nel sacramento dell’altare sotto le forme di pane e vino; il pane e il vino sono stati transustanziati dal potere di Dio nel suo corpo e nel suo sangue”. Non è abbastanza chiaro? Bene, allora che dire della definizione data dal Concilio di Trento nel 1551: “quella mirabile e unica conversione di tutta la sostanza del pane nel Corpo e di tutta la sostanza del vino nel Sangue – rimanendo tuttavia le specie del pane e del vino – la quale conversione la Chiesa Cattolica chiama molto appropriatamente Transustanziazione”.

Cosa dobbiamo pensare? L’idea della transustanziazione  è, suggerisco, semplicemente incoerente. Ma incoerente rispetto a cosa? Beh, almeno con le leggi della fisica (e della biologia) così come le conosciamo. Semplicemente, non si può dare senso all’affermazione che qualcosa sia allo stesso tempo sia sangue che vino, oppure sia carne che pane e continuare a parlare di sangue, vino, carne e pane come fatti di molecole e di particelle subatomiche corrispondenti. Più semplicemente, l’idea sembra violare la legge d’identità della logica elementare: A è A, e dunque A non è ~A (“non A” – NdT).

I concetti logicamente incoerenti non necessitano di essere verificati empiricamente: sappiamo che devono essere falsi,  se vogliamo davvero affidarci alla logica (con il permesso di Quine). Ma ammettiamo che Dawkins voglia testare su basi scientifiche che la transustanziazione non avviene realmente. Come diamine potrebbe fare? Non può semplicemente prendere un pezzo di pane e un campione di vino durante la cerimonia dell’Eucaristia, analizzarli chimicamente e poi esclamare trionfalmente: “Visto? Non c’è sangue o carne qui. Ecco.”! Questo non convincerebbe proprio nessun fervente cattolico, e nemmeno dovrebbe. Infatti, lo scienziato che insistesse nel fare tale mossa si ridicolizzerebbe in un modo molto simile al famoso episodio in cui Samuel Johnson “confuta” la dottrina idealista di George Berkeley:  quest’ultimo sosteneva che la materia non esista, ma che solamente sembri esistere (vi suona familiare?).  A ciò Johnson (in una conversazione con James Boswell) replicò prendendo a calci una pietra che era lì vicino e con aria di sufficienza concluse “La rifiuto così!”! La battuta, ancora oggi, è ovviamente su Johnson, che semplicemente non comprendeva l’idealismo di Berkeley, una dottrina che – tanto quanto la transustanziazione – è semplicemente immune da ogni confutazione empirica concepibile. In nessuno dei due casi, comunque, dovremmo concludere che questa resistenza interna alla falsificazione sia una virtù: l’idealismo di Berkeley è concettualmente possibile, ma non così interessante; la transustanziazione è concettualmente incoerente e dunque nemmeno sbagliata.

Esempi quali quelli sopra potrebbero facilmente essere moltiplicati ad nauseam. Condurre una “ricerca” sull’efficacia di una preghiera riconciliante, per esempio. Non sorprende che i risultati siano stati negativi. Ma questo non dice nulla circa l’esistenza di un Dio che risponde alle preghiere per almeno due ovvie ragioni: primo, se tu fossi quel Dio e vedessi che un gruppo di terrestri ha avuto l’audacia di tentare di “testarti” in un esperimento controllato, non ti rifiuteresti semplicemente di assecondare quei mortali per insegnargli un po’ di rispetto? Voglio dire, l’arroganza di mettere Dio sotto il microscopio! Secondo, come mi ricordano spesso i miei amici cattolici: Dio risponde a tutte le preghiere, solo che qualche volta (la maggioranza delle volte?) la risposta è “no”. Stiamo parlando della madre di tutte le ipotesi infalsificabili!

Ah, ma se avessimo risultati positivi, ad esempio dall’esperimento sulla preghiera di riconciliazione? Non sarebbe la prova positiva che i sovrannaturalisti hanno ragione? Non ne sono così sicuro. Come scienziati, noi vorremmo sapere come una tale cosa sia possibile entro il quadro concettuale humeano della scienza: il naturalismo. Di conseguenza, dovremmo prima controllare l’affidabilità e la ripetibilità dei risultati e dei metodi impiegati nell’esperimento; poi dovremmo ricontrollare le analisi sui dati; poi dovremmo tentare di eliminare ogni possibilità di frode. E poi? Beh, a un certo punto potremmo dover ammettere o che c’è uno strano fenomeno naturale di origine sconosciuta, oppure che c’è qualche intelligenza al lavoro.  Ma anche a quel punto, niente ci obbligherebbe ad ammettere il sovrannaturale: ricordate la celebre terza legge di Arthur C. Clarke: “Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”. O riguardate questo episodio splendidamente attinente di Star Trek – The Next Generation e osservate il Capitano Picard smascherare, in perfetto stile humeano, la diavolessa in persona [3].

__________

[1] Il lettore esperto potrebbe ragionevolmente chiedersi, a questo punto: che dire dei fenomeni paranormali? Dovremmo rifiutare anch’essi in quanto al di fuori del campo scientifico? La risposta è: dipende. Se il paranormalista afferma che abbiamo a che fare con un legittimo, benché misterioso, fenomeno naturale (vedi l’esistenza di Nessie o l’abilità di leggere nella mente degli altri), allora possiamo certamente ricavare studi scientifici significativi su di esso. Ma più tale fenomeno comincia ad acquisire connotazioni sovrannaturali (vengono in mente i fantasmi), meno possiamo (o necessitiamo, in realtà) dire di esso su basi scientifiche. Sì, per rendere le cose più interessanti, ho solo delineato un continuum, e non una chiara dicotomia naturale/sovrannaturale.

[2] Quando hanno successo, gli argomenti filosofici precorrono semplicemente – nel senso che rendono superflui – quelli scientifici. Il solo mostrare qualcosa come logicamente impossibile rende superfluo dimostrare che è anche empiricamente insostenibile.

[3] Naturalmente, ad un certo punto Picard dovrebbe ammettere che diventa sempre più irragionevole negare il sovrannaturale, se la diavolessa  continua a respingere i suoi tentativi di dare spiegazioni naturali. Ma anche a quel punto, non c’è scienza che l’Enterprise possa mettere in campo per comprendere ulteriormente il fenomeno. Poiché la scienza presuppone la continuità della natura e la comprensibilità delle sue leggi. Hume docet, come al solito.

 

28 pensieri riguardo “Sovrannaturale al microscopio

  • 8 Gennaio 2014 in 11:40
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    Aldo Grano è fonte inesauribile di fesserie.

  • 19 Dicembre 2013 in 17:18
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    Concordo in pieno con Melis, che ha spiegato in modo più approfondito quello che intendevo dire, grazie.

  • 18 Dicembre 2013 in 11:11
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    Caro Mario Sacchi,
    volevo confortarla. Sono convinto che Pigliucci la penserebbe esattamente come lei e che, probabilmente, parte delle tesi dell’articolo siano state da lei fraintese. In effetti, il professore si rifà a concetti prevalentemente filosofici di una certa problematicità e che dunque possono risultare non immediatamente apprezzabili per quello che vogliono effettivamente significare. Cercherò di rendere più esplicito quello che ritengo (per la conferma si dovrebbe chiedere a lui) essere il pensiero del professore sul sovrannaturale. Premetto che il Pigliucci ha una formazione filosofica oltre che scientifica e ritiene probabilmente (come ogni studioso aperto intellettualmente e attento) le due discipline alleate e non rivali. Naturalmente, stiamo parlando di una filosofia coerente (o consistente come si direbbe in gergo filosofico) con le teorie scientifiche.
    Quello che Pigliucci sostiene qui non è che i presunti miracoli non siano passibili di smentita, né che in assenza di prove contrarie si debba prestar loro fede: come lei giustamente dice, l’onere della prova spetta sempre a chi fa le affermazioni, a maggior ragione se sono straordinarie. Il problema (ma è un falso problema) che Pigliucci mostra è piuttosto un altro, cioè che i miracoli non rientrano nel dominio delle scienze naturali e che pertanto, in quanto tali, non possono essere da esse indagati. Questo non significa che la scienza non possa far nulla per smascherare i falsi miracoli: tutto ciò che può indagare con il suo metodo è giusto che venga fatto e questo, generalmente, è sufficiente per dimostrare la falsità della maggioranza dei presunti miracoli (esattamente come ha detto lei). Ma in questo caso, di fatto, non c’è nessun miracolo in quanto tale, ovvero non ci sono violazioni delle leggi naturali per come le conosciamo. Ci sono invece fraintendimenti, frodi, cause sconosciute, errori di osservazione, suggestioni, e via dicendo.
    Pigliucci però va oltre e si pone il caso di un problema più complesso. Che dire se tutto questo non ci fosse o non fosse comunque accertabile? Che dire se si trattasse davvero di violazioni delle leggi naturali? Come potrebbero gli studi delle leggi naturali mostrare o confutare la validità di qualcosa che non rientra in esse? Di fatto questo non sarebbe possibile. Per prendere l’esempio che lei ha fatto del sangue della statua: dopo aver dimostrato tramite l’esame del DNA che il sangue appartiene al proprietario della statua, a livello logico (deduttivo), potrebbe benissimo ancora trattarsi di un miracolo. Ad esempio se, in assenza di apparati specifici o di congegni dedicati all’interno della statua, nel momento in cui questa comincia a far fuoriuscire il sangue, il proprietario della statua fosse strettamente sorvegliato o addirittura chiuso in una stanza e ripreso da telecamere. Questo sarebbe definibile un miracolo (una vera e propria violazione delle leggi naturali), nonostante il DNA appartenga a quel soggetto specifico. In un caso del genere, la scienza non avrebbe i mezzi per spiegare ciò che è successo, sarebbe semplicemente inadeguata. Eppure, questo non significa dare credito ai presunti miracoli, perché fintanto che un fenomeno del genere non è stato osservato sotto controllo (finora non è mai successo) e le affermazioni al riguardo si basano su testimonianze o su “atti di fede”, l’onere della prova continua a pesare su chi le fa. Prima di dover trovare nuove soluzioni e nuove teorie che spieghino “fenomeni” nuovi è necessario, come ricorda spesso Piero Angela, che i fenomeni ci siano e siano osservabili. Dal momento poi che niente del genere è mai stato provato e dimostrato è logico (in senso induttivo, perlomeno), sensato e lecito che un caso analogo (quello del DNA del padrone della statua nel sangue che fuoriesce) venga spiegato in base alle leggi naturali, inferendo ciò che è più probabile sia accaduto (una frode).
    Ritornando a quello che dice il Prof. Pigliucci: i fenomeni naturali spiegabili dalla scienza e gli eventuali miracoli appartengono a due domini diversi. Il caso del DNA di Gesù, Giuseppe e Maria è emblematico. Se fossimo in presenza di un miracolo, questi non basterebbero perché “non sappiamo cosa una paternità sovrannaturale comporti in termini di tracce biologiche” (anche in questo caso potrebbe avvenire come per la statua che il DNA di Giuseppe sia “finito” nel corpo di Gesù senza che egli abbia avuto rapporti sessuali con Maria). Per capire l’inadeguatezza della scienza a spiegare qualcosa che è al di fuori del proprio dominio, possiamo fare anche l’esempio dei linguaggi formali. Il fatto che l’aritmetica ci dica che gli unici due addendi identici che hanno per somma “4” siano due “2” (2 + 2 = 4), non ci dice automaticamente che in altri linguaggi formali debba valere lo stesso. Dunque, non potremmo dire in base alle leggi dell’aritmetica che “2 + 3 = 4” sia falso nel linguaggio “fantametica” e tantomeno che lo sia “ͽҌ + Ϯ͌ = 4” nel linguaggio “miracolese”, dal momento che di questo non siamo nemmeno in grado di riconoscere il significato dei simboli. E in “miracolese” potrebbe benissimo succedere che “2 + 2 = 4” sia falso. Questo non assicura, tuttavia, nemmeno che queste affermazioni siano vere; prima di poterlo dire, chi propone ed utilizza tali linguaggi formali dovrebbe mostrarcene la coerenza e la funzionalità e solo allora potremmo esprimere un giudizio. Quel che conta, però, è che l’aritmetica da sola non basterebbe a smentire né a confermare un’espressione formulata in un altro linguaggio formale. Vocabolari, regole e domini dei diversi linguaggi non corrispondono. Qui si inserisce il discorso su Berkeley e Johnson: non si può confutare l’idealismo berkeleyano con l’empiria perché essa semplicemente non può confermare né smentire un assioma metafisico che prescinde da essa. Il motto di Berkeley era “Esse est percipi”, ovvero ciò che è (che esiste) è ciò che è percepito, non vi è nulla di più, non vi sono cause materiali dietro alla percezione. Il fatto di calciare una pietra ed averne un’esperienza sensoriale (la massa, la superficie, il colore, lo spostamento) rimane nell’ambito dell’essere percepito e non predica nulla (in modo diretto almeno) della materialità della pietra. Johnson non l’aveva capito. Anche in questo caso, però, non si tratta di una conferma dell’idealismo di Berkeley: come giustamente diceva lei, l’onere della prova spettava a lui ed è evidente che egli non sia stato in grado di fornirla. Tanto è vero che nessuno ormai crede più all’idealismo berkeleyano (anche all’epoca aveva poco seguito); le teorie scientifiche (ed anche altre teorie metafisiche più coerenti con queste) spiegano in modo enormemente più soddisfacente la realtà.
    Arrivando e concludendo con il discorso sulla transustanziazione, Pigliucci dice semplicemente che poiché la teoria è già incoerente a livello logico (viola il principio di non contraddizione) è inutile andare anche a verificarlo con le scienze naturali, dato che queste “obbediscono” alle regole della logica. Farlo non aggiungerebbe nulla a ciò che già si sa di una tale teoria fermandosi ad un’analisi di tipo logico-inferenziale. Quindi, in definitiva, la scienza può e deve continuare ad analizzare i presunti miracoli, se non altro per scartare quelli che si rivelano falsi osservabili (la totalità dei casi osservati finora) ed è proprio quello che fa il CICAP giorno dopo giorno. Viceversa sarebbe inadeguata a spiegare un “vero” miracolo, ma prima di porsi il problema sarà bene aspettare di aver osservato almeno un “vero” miracolo.
    Simone Melis

  • 17 Dicembre 2013 in 21:19
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    Caro Massimo, Ti lascio l’ ultima parola, anche perché giuochi in casa e ne hai diritto. Grazie per aver giocato con me. Alla prossima partita.

  • 17 Dicembre 2013 in 12:12
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    Piccolo corso di inglese per pinocchi.
    E ‘ veramente ridicolo dover insistere sul significato di un’espressione così chiara ed elementare ( It should be noted that clinically diagnosed cases of ALS may rarely recover spontaneously), ma quando si ha a che fare con persone che palesemente imbrogliano, a me piace mettere i puntini sulle i.
    Se poi Aldo Grano abbia cercato di dare un altro senso alla frase conoscendo male l’inglese, cambia poco.
    Infatti, se lo conosce male, non dovrebbe permettersi di dare sue interpretazioni da arrampicatore di specchi, facendo pure battute gradasse sul significato della parola “may”.
    La realtà è sempre quella: non c’è nulla di più pericoloso delle persone che non sanno di cosa parlano, ma se ne sentono esperte.
    E questo vale anche, e soprattutto, per il discorso principale (quello su scienza e presunti miracoli).
    Ecco per finire, per esemplificare l’uso di quella espressione (“may rarely recover”),  un’altra ricorrenza, con traduzione altrettanto palese ed elementare (si parla di un’altra malattia, l’epatite autoimmune, ma questo non ha importanza): 
    Untreated patients may, rarely, recover spontaneously, but improvement is less common than treated patients, and long-term survival is lower .
    http://www.hindawi.com/journals/heprt/2011/390916/
    Cioè: I pazienti non trattati possono, raramente, guarire spontaneamente, ma il miglioramento è meno comune rispetto ai pazienti trattati e la sopravvivenza a lungo termine è inferiore.
    Hai fatto ancora una volta la figura che meriti.

  • 17 Dicembre 2013 in 08:16
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    Ah, tra le tante sciocchezze. “may” non significa “potrebbero” ma “possono”. La frase signifaica “può accadere raramente che guariscano spontaneamente”.
    Chi non ama la verità manipola anche la traduzioni, c.v.d.
     

  • 17 Dicembre 2013 in 07:58
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    Come sei prevedibile. Quello che non capisci è che anche quella che la guarigione dipenda da Dio è una pura ipotesi, al pari dell’altra. Solo che questa a te piace di più.
    E’ questo che non comprendi.
    Quanto alla “speranza che Dio non esista”, che tu attribuisci a chi non crede, si tratta di una frase miserabile, come chi la pronuncia, perché sottintende la menzogna di cui ho già parlato, secondo la quale chi non crede è un viscido porco che vuole continuare a fare il viscido porco.
    Vedi, questo ragionamento, evidentemente vale per te. Cioè, tu pensi questo perché se non credessi faresti chissà che cosa.
    Ma, per quanto ti sembri strano, questo non vale per gli altri, o non vale per la maggior parte degli altri, che possiedono un senso etico indipendentemente da paure di punizioni divine. Io ad esempio ero credente e ora vivo esattamente come vivevo prima.
    Sorvoliamo sulle sciocchezze riguardo alla depressione.
     

  • 16 Dicembre 2013 in 22:52
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    Dear Massimo, May non è un mese. In Inglese, in questo caso, significa potrebbe essere.  Come finché non si trova una Teoria più aderente alle scoperte Paleoontologiche la Teoria dell’ Evoluzione sarà quella più accreditata, così finché non si trova una spiegazione scientificamente certa dei Miracoli la Teoria che siano dovuti all’ intervento di Dio o di altri Esseri che hanno Poteri sovrannaturali è la più probabile. Il Tuo, come quello del CICAP, non è un atteggiamento fanatico, perché per dimostrare le Vostre di teorie non solo non siete disposti a morire, ma nemmeno a mettere in difficoltà le Vostre casse. E’ un atteggiamento speranzoso, ottimistico: nei secoli, prima avete sperato nella Autosuggestione, poi nell’ Effetto Placebo, ora Vi pare di aver trovato forme non meglio definite di guarigione spontanea cui affidare le Vostre speranze che Dio non esista e che non abbiate una Anima immortale di cui rendergli conto. Dici:”in casi ancora più rari, esso non sia messo in atto, magari in maniera particolarmente intensa, da una suggestione di tipo religioso, visto che sappiamo bene delle relazioni che esistono tra psiche e corpo.” Mi entusisama, prima di tutto, sentire da Te che sappiamo bene delle relazioni che esistono tra psiche e corpo. Se fosse vero, non avremmo problemi di depressione e sapremmo come sconfiggere tutte le malattie cosiddette psicosomatiche. Oltre a sapere esattamente cosa sia la Psiche, argomento altrettanto controverso dei Miracoli.
    Dimostra, comunque, questa Tua Teoria, ad esempio creando  un finto Santuario che, però, produca guarigioni autentiche, e se ne riparla. Se ci riuscite, potrei riesaminare la mia posizione, non sono così fanatico come pensi.

  • 16 Dicembre 2013 in 07:25
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    A livello generale, quello che proprio non riesci a capire è che: esistono dei meccanismi, a noi perlopiù sconosciuti, tramite i quali l’organismo guarisce se stesso, anche in rari casi di malattie gravi, delle più diverse.
    Se il meccanismo, in quei casi, è sconosciuto, non possiamo sapere se, in casi ancora più rari, esso non sia messo in atto, magari in maniera particolarmente intensa, da una suggestione di tipo religioso, visto che sappiamo bene delle relazioni che esistono tra psiche e corpo.
    Il tuo fanatismo viene fuori nel momento in cui dimostri di non voler neanche accettare un’ipotesi di questo genere (perché ti manderebbe a carte quarantotto tutto un sistema di “certezze” su cui hai costruito la tua vita).
    E io non ho interesse a discutere con chi ha atteggiamenti da fanatico. Qui ci sono persone che vogliono studiare la realtà per quella che è, al di là della ricerca di rassicuranti certezze, laddove certezze, semplicemente, non ce ne sono. Che ti piaccia o no.
    Addio.

  • 16 Dicembre 2013 in 07:05
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    A te non piace proprio la verità, e pensi anche di essere un furbacchione, ma sei un sofista da quattro soldi. Cerchi di attaccarti  a tutti gli spuntoni che trovi, ma eludi i dati di fatto principali.
      It should be noted that clinically diagnosed cases of ALS may rarely recover spontaneously.
    Capisci?? E meno male che, conoscendoti (sapevo già tutte le sciocchezze che avresti scritto) avevo messo in evidenza questa frase, presa dallo studio giapponese.
     
     
    Non ti basta?
     
    Le persone come te sono la prova dei danni che  come il fanatismo reli

  • 15 Dicembre 2013 in 21:41
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    Caro Massimo, 1) Il Dr. Domenico Fiore è ancora più coraggioso non solo del Dr.  Livingston, ma anche del Dr. Simoncini: è convinto di aver scoperto LA causa (non, semplicemente, una delle cause) non solo della SLA, ma di una raffica di malattie autoimmuni gravi. Mi auguro che abbia ragione, e che gli diano il Nobel, ma finora non l’ ha dimostrato. In ogni caso, se mi portasse, per benino, come fanno i Giapponesi che linki, un caso clinico di remissione spontanea da SLA, (dove per remissione spontanea si intende una guarigione, non un momentaneo miglioramento) lo gradirei e lo accetterei volentieri. Non ne ho visto nessuno sul suo sito e, sinceramente, non capisco perché una persona della Tua immensa Cultura, della Tua intelligenza, della Tua Preparazione, mi faccia rispondere da un Medico che appartiene a quelle categorie che io no, ma il CICAP attacca subito.
    Quanto ai Giapponesi, il caso clinico che portano è “quite similar” ad una SLA, ma, da onesti quali sono, dicono che la Diagnosi certa non c’è. E questo dimostra quanto sia difficile trovarne uno e che sarebbe un caso clamoroso. Finora, difatti, è considerata una Malattia Progressiva che porta inevitabilmente alla Morte. Quindi un caso certo di remissione spontanea o di semplice arresto della progressione tramite una cura medica (esempio la terapia antibiotica di Domenico Fiore)avrebbe grande risonanza.
    I Miracoli, invece, non vengono, di norma, riportati nei Congressi Medici, se non in quelli specifici, perché è d’ uso che nei Congressi e sulle Riviste Scientifiche non se ne parli. Ed è questo il senso della mia indiretta risposta a Pigliucci: non si può sostenere che la Scienza non può indagare Dio se la Scienza rifiuta, magari per quieto vivere,  l’ unico modo di indagarLo che Lui ci concede, i Miracoli e i Profeti. In conclusione, prima che Tu continui a sudare in ricerche su Internet senza, tra l’ altro, tirarne fuori una valida, Ti ripeto, visto che non sei stato attento, che io sono curioso di sapere se esistono casi clinici di remisssione da Sla spontanei, magari in ambito di ricovero, perché, finora, non mi risulta ne siano stati registrati. Ma anche la loro eventuale esistenza non invaliderebbe il mio assunto:  se esistono, sono contento per i malati, ma una guarigione seguita a un Pellegrinaggio in un Luogo dove queste Guarigioni avvengono dietro specifiche preghiere e rituali religiosi è diversa da una remisssione spontanea. Vi sono malattie gravi per le quali sono state registrate guarigioni inspiegabili ma non correlate a procedimenti di richiesta di Grazia a Dio o ai Suoi Santi. Ciò però non dimostra che la guarigione ottenuta mediante la normale e plurisecolare richiesta di Grazia a Dio sia una remissione spontanea. Si può rispondere solo caso per cas, indagando. Insisto che, se si vuole negare queste due guarigioni come Miracolo, bisogna fare una indagine che documenti non ipotesi, ma una truffa, un errore diagnostico, una motivazione certa e non religiosa della guarigione. I medici dei due casi che ho linkato e le relative cartelle cliniche esistono, datti da fare.

  • 15 Dicembre 2013 in 15:24
    Permalink

    Ho inserito stamattina una risposta, che però è ancora sotto moderazione, sicuramente a causa dei link che erano contenuti nel post.
    Intanto ripropongo qui le citazioni, i link saranno visibili quando sarà pubblicato l’altro commento.
    Ciò che dice Aldo Grano, attingendo a Cronaca Vera e a Barbara D’Urso, è falso. Naturalmente, lui non si rende neanche conto di dire cose non vere, per il semplice fatto che, come al solito, non è informato o è informato solo dalle fonti nazional-popolari.
    Questo è quanto rileva il prof. Domenico Fiore:
    “Riassumendo, nella patogenesi dell’EAS, della SM e della SLA emergono fattori ambientali, individuali e anatomo-funzionali:…
    In conclusione, mentre la formazione di IC è e rimane un evento fisiologico, il loro potenziale patogeno si deve considerare come la risultante di un equilibrio instabile fra un numero enorme di fattori concorrenti.  Questo spiega da una parte come uno stesso meccanismo patogenetico possa dar luogo a così diverse espressioni cliniche; dall’altro come caratteristica comune di tutte queste affezioni sia un decorso caratterizzato da periodi spontanei di remissioni ed esacerbazioni”
     
    Il seguente è uno studio scientifico giapponese. Chi non vuole leggere tutto può saltare alla conclusione:  It should be noted that clinically diagnosed cases of ALS may rarely recover spontaneously, cioè, “bisogna evidenziare che casi di SLA clinicamente diagnosticata possono raramente guarire spontaneamente”
    A patient with motor neuron syndrome clinically similar to amyotrophic lateral sclerosis, presenting spontaneous recovery].
    [Article in Japanese]

    Source
    Department of Neurology, Neurological Institute, Graduate School of Medical Sciences, Kyushu University.
    Abstract
    We report a patient with motor neuron syndrome similar to amyotrophic lateral sclerosis (ALS) and with spontaneous recovery. At the age 40, the woman developed progressive muscular weakness, atrophy and fasciculation in extremities. She also noted a dyspnea, tongue atrophy and dysphagia. A neurological examination 6 months after onset revealed i) a tongue atrophy and fasciculation, ii) diffuse muscule weakness and atrophy in face, neck and extremities, and iii) marked hyperreflexia in the four limbs and bilateral Babinski reflex, but iv) neither sensory disturbance nor ophthalmoplegia. Electromyogram (EMG) detected such denervation potentials as fibrillation potentials, fasciculation potentials, positive sharp waves and polyphasic or giant MUPs diffusely in the limb muscles. Peripheral nerve conduction study detected neither conduction block nor delay. Thus, she was diagnosed as suffering from ALS. However, since approximate 1 year after onset, her muscle weakness has gradually been getting better. Simultaneously, the dyspnea and dysphagia gradually improved. Two years after onset, an EMG examination detected chronic denervation potentials in the left musculus sternocleidomastoideus and a few on-going denervation potentials in the left musculus extensor carpi radialis, but no denervation potentials in other limb muscles. Fasciculation potentials were found in tongue muscles. Thus, the present case was thought to have a reversible motor neuron syndrome clinically quite similar to ALS. A mild increase in IgE (346 U/ml) and a low-titer IgM-class anti-GM1 antibody were found in her serum though its pathological significance was uncertain. Any immunological aberrance may account for the pathogenesis. It should be noted that clinically diagnosed cases of ALS may rarely recover spontaneously.

  • 15 Dicembre 2013 in 15:23
    Permalink

    Ho inserito stamattina una risposta, che però è ancora sotto moderazione, sicuramente a causa dei link che erano contenuti nel post.
    Intanto ripropongo qui le citazioni, i link saranno visibili quando sarà pubblicato l’altro commento.
    Ciò che dice Aldo Grano, attingendo a Cronaca Vera e a Barbara D’Urso, è falso. Naturalmente, lui non si rende neanche conto di dire cose non vere, per il semplice fatto che, come al solito, non è informato o è informato solo dalle fonti nazional-popolari.
    Questo è quanto rileva il prof. Domenico Fiore:
    “Riassumendo, nella patogenesi dell’EAS, della SM e della SLA emergono fattori ambientali, individuali e anatomo-funzionali:…
    In conclusione, mentre la formazione di IC è e rimane un evento fisiologico, il loro potenziale patogeno si deve considerare come la risultante di un equilibrio instabile fra un numero enorme di fattori concorrenti.  Questo spiega da una parte come uno stesso meccanismo patogenetico possa dar luogo a così diverse espressioni cliniche; dall’altro come caratteristica comune di tutte queste affezioni sia un decorso caratterizzato da periodi spontanei di remissioni ed esacerbazioni”

     
    Il seguente è uno studio scientifico giapponese. Chi non vuole leggere tutto può saltare alla conclusione:  It should be noted that clinically diagnosed cases of ALS may rarely recover spontaneously, cioè, “bisogna evidenziare che casi di SLA clinicamente diagnosticata possono raramente guarire spontaneamente”
    A patient with motor neuron syndrome clinically similar to amyotrophic lateral sclerosis, presenting spontaneous recovery].
    [Article in Japanese]
    Miyoshi KOhyagi YAmano TInoue IMiyoshi STsuji SYamada TKira J.
    Source
    Department of Neurology, Neurological Institute, Graduate School of Medical Sciences, Kyushu University.
    Abstract
    We report a patient with motor neuron syndrome similar to amyotrophic lateral sclerosis (ALS) and with spontaneous recovery. At the age 40, the woman developed progressive muscular weakness, atrophy and fasciculation in extremities. She also noted a dyspnea, tongue atrophy and dysphagia. A neurological examination 6 months after onset revealed i) a tongue atrophy and fasciculation, ii) diffuse muscule weakness and atrophy in face, neck and extremities, and iii) marked hyperreflexia in the four limbs and bilateral Babinski reflex, but iv) neither sensory disturbance nor ophthalmoplegia. Electromyogram (EMG) detected such denervation potentials as fibrillation potentials, fasciculation potentials, positive sharp waves and polyphasic or giant MUPs diffusely in the limb muscles. Peripheral nerve conduction study detected neither conduction block nor delay. Thus, she was diagnosed as suffering from ALS. However, since approximate 1 year after onset, her muscle weakness has gradually been getting better. Simultaneously, the dyspnea and dysphagia gradually improved. Two years after onset, an EMG examination detected chronic denervation potentials in the left musculus sternocleidomastoideus and a few on-going denervation potentials in the left musculus extensor carpi radialis, but no denervation potentials in other limb muscles. Fasciculation potentials were found in tongue muscles. Thus, the present case was thought to have a reversible motor neuron syndrome clinically quite similar to ALS. A mild increase in IgE (346 U/ml) and a low-titer IgM-class anti-GM1 antibody were found in her serum though its pathological significance was uncertain. Any immunological aberrance may account for the pathogenesis. It should be noted that clinically diagnosed cases of ALS may rarely recover spontaneously.
     

  • 15 Dicembre 2013 in 14:10
    Permalink

    Da parte mia non capisco perché si continui a opporre scienza a religione, gettando via nel contempo anche la spiritualità. Mi riferisco ad esempio alla distinzione tra religione e spiritualità che vien fatta da studi come questo:
    http://www.sciencedaily.com/releases/2011/05/110505124039.htm
    “Our results show that scientists hold religion and spirituality as being qualitatively different kinds of constructs,” said Elaine Howard Ecklund, assistant professor of sociology at Rice and lead author of the study. “These spiritual atheist scientists are seeking a core sense of truth through spirituality — one that is generated by and consistent with the work they do as scientists.”
    For example, these scientists see both science and spirituality as “meaning-making without faith” and as an individual quest for meaning that can never be final. According to the research, they find spirituality congruent with science and separate from religion, because of that quest; where spirituality is open to a scientific journey, religion requires buying into an absolute “absence of empirical evidence.”
     

  • 15 Dicembre 2013 in 08:29
    Permalink

    Quindi la risposta di Aldo Grano è che il dottor Livingston mente. Si tratterebbe peraltro di una bugia pietosa, che il dottore rivolge anche a se stesso, visto che lui stesso è malato di SLA. Lui dice pubblicamente, da medico, che ci sono casi documentati, ma lo fa per ridicolizzarsi. Ma si può odiare la verità (o amare le proprie credenze) al punto da giungere a questo livello? Evidentemente sì.
    Comunque, ecco un altro che vuole scherzare:
       Riassumendo, nella patogenesi dell’EAS, della SM e della SLA emergono fattori ambientali, individuali e anatomo-funzionali:…
    In conclusione, mentre la formazione di IC è e rimane un evento fisiologico, il loro potenziale patogeno si deve considerare come la risultante di un equilibrio instabile fra un numero enorme di fattori concorrenti.  Questo spiega da una parte come uno stesso meccanismo patogenetico possa dar luogo a così diverse espressioni cliniche; dall’altro come caratteristica comune di tutte queste affezioni sia un decorso caratterizzato da periodi spontanei di remissioni ed esacerbazioni».
    http://www.domenicofiore.it/autoimmunity/
     
    Questi pure hanno voglia di scherzare:
    A patient with motor neuron syndrome clinically similar to amyotrophic lateral sclerosis, presenting spontaneous recovery].
    [Article in Japanese]
    Miyoshi KOhyagi YAmano TInoue IMiyoshi STsuji SYamada TKira J.

    Source
    Department of Neurology, Neurological Institute, Graduate School of Medical Sciences, Kyushu University.

    Abstract

    We report a patient with motor neuron syndrome similar to amyotrophic lateral sclerosis (ALS) and with spontaneous recovery. At the age 40, the woman developed progressive muscular weakness, atrophy and fasciculation in extremities. She also noted a dyspnea, tongue atrophy and dysphagia. A neurological examination 6 months after onset revealed i) a tongue atrophy and fasciculation, ii) diffuse muscule weakness and atrophy in face, neck and extremities, and iii) marked hyperreflexia in the four limbs and bilateral Babinski reflex, but iv) neither sensory disturbance nor ophthalmoplegia. Electromyogram (EMG) detected such denervation potentials as fibrillation potentials, fasciculation potentials, positive sharp waves and polyphasic or giant MUPs diffusely in the limb muscles. Peripheral nerve conduction study detected neither conduction block nor delay. Thus, she was diagnosed as suffering from ALS. However, since approximate 1 year after onset, her muscle weakness has gradually been getting better. Simultaneously, the dyspnea and dysphagia gradually improved. Two years after onset, an EMG examination detected chronic denervation potentials in the left musculus sternocleidomastoideus and a few on-going denervation potentials in the left musculus extensor carpi radialis, but no denervation potentials in other limb muscles. Fasciculation potentials were found in tongue muscles. Thus, the present case was thought to have a reversible motor neuron syndrome clinically quite similar to ALS. A mild increase in IgE (346 U/ml) and a low-titer IgM-class anti-GM1 antibody were found in her serum though its pathological significance was uncertain. Any immunological aberrance may account for the pathogenesis. It should be noted that clinically diagnosed cases of ALS may rarely recover spontaneously.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11332188
     
    Ma qualcuno preferisce utilizzare come fonti Cronaca Vera e Barbara D’Urso.
    Del resto, ognuno ha ed utilizza le fonti che si merita.
    Ognuno ha lo spirito critico e il desiderio di capire che la sua intelligenza e la sua onestà intellettuale gli consentono di avere. Ognuno ha o non ha, sulla base del suo sentimento della propria dignità personale, il coraggio di guardare in faccia la realtà e di vederla anche caotica e difficile da interpretare, sfuggente.
     
     
     
     

  • 14 Dicembre 2013 in 20:38
    Permalink

    Caro Luk, spero che la trepidazione non Ti abbia guastato la giornata. La mia risposta a Massimo è: Il Dr. Livingston è un Medico giovane e coraggioso e si aiuta aiutando. Ma la remissione spontanea è un obiettivo, non una realtà. Una speranza, un aiuto psicologico, perché più si spera e più si resiste a una malattia che lui stesso dice che ha un decorso inarrestabile. Un caso di “remissione spontanea” sarebbe stao, minimo, oggetto di un poster in un congresso medico. Questo vuol dire “documented”.Se lo trovi, linkamelo. Per ora gli unici due casi che si conoscano di “remissione spontanea” sono quello di Filice e questo:
    http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_26/sla_lourdes_cammina_marrone_41d639b6-9217-11de-bb1e-00144f02aabc.shtml
    ed entrambi sono Miracoli, non remissioni spontanee. Ed essendo un doppio caso, la Medicina, come ogni Scienza seria, dovrebbe cercare di capire il Perché e ripeterli. Ad esempio il Dr. Livingston dovrebbe dire: se credete, andate a Lourdes o a Medjugoje e chiedete la grazia.

  • 14 Dicembre 2013 in 15:38
    Permalink

    Mannaggia questi FTP sempre sul piu bello!

  • 14 Dicembre 2013 in 12:49
    Permalink

    Ciao Aldo, aspettiamo trepidanti una tua risposta.

  • 13 Dicembre 2013 in 23:19
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    Scusa Massimo, stasera ho il problema dei Link irraggiungibili non solo con Te ma anche in altri siti. Pare sia un problema di FTP. Vediamo se nei prossimi giorni si risolve e se riesco a leggerlo.

  • 13 Dicembre 2013 in 22:47
    Permalink

    Caro Massimo, il link che mi dai non mi porta da nessuna parte. Ho provato a fare una ricerca su Eric Livingston e la sua Guida per pazienti affetti da SLA, ma mi ritrovo diversi titoli che portano tutti in un vicolo cieco. Poiché mi interessa avere notizie di altri pazienti guariti da una malattia che al momento non presenta casi di guarigione conclamata di nessun tipo, Ti prego di darmi riferimenti “giovibili”. Il caso di Filice, almeno, è sotto gli occhi di tutti, non si nasconde, potete andarlo a trovare a casa e in Calabria era referente dell’ AISLA.

  • 13 Dicembre 2013 in 16:11
    Permalink

    Ed è inutile che si cerchi di fare differenze tra gli altri guariti da SLA e il caso del presunto miracolato, per il semplice fatto che noi non sappiamo PER QUALE MOTIVO siano guariti quegli altri e quindi non possiamo sapere cosa ha scatenato la guarigione né possiamo sapere se quel qualcosa possa essere scatenato anche dal cosiddetto “shock carismatico”.
    Semplicemente, non sappiamo. Ogni conclusione personale e soggettiva è lecita, in quanto tale. Ma chi pretende di trarre conclusione definitive in merito o è scientificamente ignorante o è in malafede.

  • 13 Dicembre 2013 in 15:56
    Permalink

    Difficile commentare il mucchio di sciocchezze dette da Aldo Grano.
    L’idea che uno si opponga al miracolo perché non vuole obbedire a Dio è un’argomentazione capziosa che può essere utilizzata solo strumentalmente, da chi crede, per  disinnescare la pericolosità dell’esempio di chi non crede.
    In altre parole: io voglio che Tizio creda; io so che Tizio sa che Caio non crede (e può prenderne esempio); allora io “squalifico” Caio, agli occhi di Tizio, dicendogli che lui non crede perché è un viscido porco (il concetto è quello).
    Magari Aldo Grano crede davvero a queste corbellerie perché nutrendosi di certe letture e di certe argomentazioni, uno si convince davvero. Ma si tratta comunque di corbellerie da catechismo d’altri tempi.
    In realtà qualunque persona normale, se avesse la prova dell’esistenza di Dio, non la rifiuterebbe, sia perché  in quasi tutti gli uomini c’è l’anelito verso la verità sia perché, al contrario di ciò che quel ragionamento capzioso vorrebbe far credere, è a tutti noto che il credere in Dio ha un potere fortemente consolatorio, quindi, fondamentalmente, credendo a Dio, si vive più serenamente. 
    La differenza, nelle conclusioni a cui si giunge, la fa solo il proprio modo di vedere le cose, alimentato dalle proprie conoscenze, dai propri studi, dalle proprie esperienze. Io non credo più, ma mi guardo bene dal giudicare chi crede o dal calunniare chi crede (come fa Aldo Grano con chi non crede).
    Circa le guarigioni, il ragionamento è assurdo, perché lo stesso dilemma si pone nei confronti di tutte le guarigioni inspiegate, anche quelle che avvengono senza aver invocato alcuna creatura celeste. 
    Non è affatto vero che non esistano casi di remissione spontanea da sla: there are documented cases of spontaneous remission and long term ALS survivors. http://www.amyotrophiclateralsclerosis.net/amyotrophic-lateral-sclerosis/als-a-guide-for-patients-by-d-eric-livingston-m-d
     
    Certo che se Aldo Grano utilizza come fonti per analizzare e comprendere la realtà le “verità” filtrate dalla Tv e da certa stampa, poi la credulità diventa un dovere e uno non sa davvero poi cosa inventarsi per spiegarsi perché, nei paesi culturalmente più avanzati, la maggior parte delle persone non creda.

  • 13 Dicembre 2013 in 13:52
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    Mah, boh… Alcune cose mi sembrano tirate per i capelli. Concordo sul fatto che i veri miracoli non possano essere indagati con la scienza, ma i falsi sì. In particolare, l’esempio del DNA di Gesù e Giuseppe mi sembra rischioso, perché estendendo il concetto, dovremmo anche dire che se una statua lacrima sangue e, dall’esame del DNA tale sangue risulta essere del proprietario della statua, potrebbe comunque essere un miracolo. 
    Beh, questo è un concetto che non mi piace per nulla, nell’ottica di scoprire i possibili truffatori che sfruttano la fede delle altre persone per arricchirsi.
    Anche l’esempio dell’idealismo di Berkley mi sembra poco calzante, perché è una teoria che si basa su basi totalmente inconsistenti, quindi a che pro bisognerebbe confutarla? L’onere della prova spetta a lui.
     

  • 13 Dicembre 2013 in 11:03
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    Acciderba Aldo Grano, leggendo le tue ultime righe sentivo sempre più forte in me una voce, simile a quella che sentiva il miracolato di medjugorie, che mi ripeteva in testa “come volevasi dimostrare… come volevasi dimostrare…!”. Proprio una dimostrazione coi fiocchi la tua.

  • 12 Dicembre 2013 in 22:46
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    L’ unico modo che abbiamo di provare scientificamente l’ esistenza di Dio sono proprio i Miracoli. Difatti Dio stesso dichiara di comunicare con gli Uomini non direttamente, ma tramite Profeti, che certifica, appunto, coi Miracoli. Ed  è a loro che affida, da sempre, le spiegazioni su Se stesso. Per quanto riguarda in particolare il Dio dell’ antico Testamento, che è il “Padre” del Gesù di cui parla Pigliucci, cercò di guidare il suo Popolo Eletto direttamente, facendoSi vedere. E questo Popolo fu talmente terrorizzato da chiederGli di comunicare a loro tramite Mosè e basta. E poco prima di Morire Mosè lasciò in eredità al Popolo Ebraico la promessa che Dio, dopo di lui, avrebbe comunicato solo tramite Profeti, che avrebbero unto i Governatori del Popolo (i Giudici. Ma poi il Popolo volle i Re, ma questa è un’ altra Storia). E anche noi Cattolici e, genericamente, Cristiani,  che abbiamo ereditato dagli Ebrei anche questa limitazione nella Comunicazione, se vogliamo comunicare con Dio, possiamo farlo solo tramite i Profeti. Una indagine Scientifica moderna sui Profeti deve quindi studiare i Miracoli che avvengono in loro presenza e, storicamente, verificare che appartengano alle specie dei Miracoli che facevano i Profeti descritti nell’ Antico Testamento. Una volta raggiunta la certezza che di Miracolo si tratta e che è della stessa categoria dei Miracoli descritti nell’ Antico e nel Nuovo Testamento, non rimane che credere che quello che i Profeti ci dicono che Dio ha detto a loro sia tutto vero. Purtroppo il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe ed Ismaele è un gran rompiscatole, che pretende che  noi cambiamo vita e seguiamo le Sue Leggi e non quelle che piacciono a noi. Quindi chi non vuole obbedirGli cerca di organizzare una resistenza e utilizza tutte le armi della Filosofia e della Scienza per opporsi alle prove dei Miracoli. E Pigliucci, come Garlaschelli,  appartiene a questa scuola. Un consensus scientifico diventa quindi impossibile non perché non sia possibile uno studio scientifico su Dio, ma perché comunque viene creato un dissensus. Ma ora usciamo dalla Filosofia e facciamo l’ esempio di un Miracolo:


    Ora la Scienza, per dimostrare che non è un Miracolo, deve trovare il trucco (truffa) o riuscire a dimostrare che la guarigione di Filice ha un’ altra spiegazione, per confermare la quale deve, però, trovare un gruppo consistente di altri malati di SLA guariti rapidamente per lo stesso motivo spiegabile naturalmente. Se non ci riesce, trattandosi di Miracolo appartenente alle Guarigioni di malattie incurabili avvenute nei Santuari, ovvero di un tipo di Miracolo che da Millenni viene testimoniato come prova della veridicità di quello che ci dicono i Profeti, non si può che credere ad ogni parola che i Profeti di quel Santuario ci dicono che la Madonna ha detto loro. Ed essendo la Madonna la Madre di Gesù, come corollario sono vere tutte le altre verità di Fede, compresa la Resurrezione di Gesù, la Verginità Perpetua della Madonna e la Transustanziazione.

  • 12 Dicembre 2013 in 00:58
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    A me basta prendere atto che si tratta di invenzioni letterarie o comunque narrative (scritte o orali che siano).Gli dei sono un genere di personaggi mitologici, come i supereroi sono un genere di personaggi fumettistici (e sempre di forme narrative si tratta), per i quali nessuno si pone domande né fa discorsi filosofici. Inoltre le scoperte sul cervello permettono di “tagliare” l’ ipotesi dualista di un’ “entità” distinta dal corpo come origine del pensiero, delle emozioni ecc.
    E con l’ esclusione del dualismo, non ha senso sostenere l’ esistenza di “esseri spirituali” e di tutto ciò che ne consegue.

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