Le aziende farmaceutiche britanniche contro Goldacre

L’industria farmaceutica britannica non ci sta e risponde alle accuse che Ben Goldacre ha avanzato nei suoi confronti in Bad Pharma attraverso una lettera a firma di Stephen Whitehead, CEO (Chief Executive Officer, in pratica amministratore delegato) dell’Association of the British Pharmaceutical Industry. Queste, in sintesi, le affermazioni di Whitehead:

  1. Goldacre descrive uno scenario sorpassato nel quale le industrie corrompono i medici per indurli a favorire i loro prodotti; attualmente la situazione sarebbe diversa.
  2. Gli esempi citati da Goldacre sono relativi agli Stati Uniti e non avrebbero riflessi sul mercato britannico.
  3. L’industria farmaceutica ha il merito di aver contribuito allo sviluppo della maggior parte dei farmaci che garantiscono il benessere degli individui.
  4. Gli studi sui farmaci, nei limiti del possibile, sono condotti mediante la comparazione con la migliore cura disponibile, non solo con un placebo.
  5. Le regolamentazioni vigenti rendono impossibile che una cura inefficace raggiunga i pazienti.
  6. Le industrie farmaceutiche non nascondono nessun risultato e si impegnano a pubblicare tutti i dati, positivi e negativi. Riguardo a questo aspetto c’è ancora molto da fare, ma la situazione è decisamente migliore di quella dipinta da Goldacre.

Nella sua risposta Ben Goldacre ribadisce la propria posizione mettendo in evidenza quella che definisce una serie di affermazioni palesemente false. Nella fattispecie, smentisce la presunta irrilevanza dei dati forniti nel libro per il mercato britannico, facendo anche l’esempio della GSK citata da Whitehead, che è una società britannica, attiva nel Regno Unito.

Si ribadisce, inoltre, la diffusione dei trial condotti solo contro i placebo anche quando sono disponibili trattamenti efficaci e la tendenza delle industrie farmaceutiche a occultare dati.

Come rilevato da Goldacre, tra questi dati mancanti vi sono anche quelli sugli effetti collaterali. Solo per parlare dell’Italia, Silvio Garattini, illustre farmacologo e direttore dell’istituto Mario Negri, nonostante la mancanza di dati ufficiali, parla di 400 persone ricoverate ogni giorno a causa degli effetti indesiderati dei farmaci. L’insorgenza di questi problemi potrebbe essere prevenuta con una comunicazione completa e trasparente nei confronti di medici e pazienti.

Ovviamente le documentate accuse di Goldacre non devono diventare una ragione per lasciar perdere medicina e farmacologia e rivolgersi ai tanti santoni “alternativi”: si renderebbe un pessimo servigio all’autore di Bad Pharma se si interpretasse il suo libro in questo modo. Quello che auspica l’autore è invece un rinnovamento etico che consolidi la scienza medica e metta rimedio alle attuali storture. Ed è chiaro che da questo punto di vista c’è parecchio lavoro da fare.

Anna Rita Longo

Dottore in lettere indirizzo classico; dottoressa di ricerca in "Filologia patristica, medievale e umanistica"; specializzata nell'insegnamento secondario per le classi di concorso A051 e A052; docente di materie letterarie, latino e greco nei licei.

2 pensieri riguardo “Le aziende farmaceutiche britanniche contro Goldacre

  • 5 Febbraio 2013 in 20:53
    Permalink

    Vedo che la raccomandazione fatta dal Vostro presidente Prof. Sala il giorno del suo insediamento (in sintesi: attacchiamo pure  l’ Omeopatia e l’ Agopuntura,  ma non diamo sempre ragione a Big Pharma) è stata recepita nel Mondo Anglosassone. Speriamo che anche il CICAP si adegui a questo standard.

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