Dici la verità? E io ti querelo!

Dura la vita di chi prova a fare onesta informazione scientifica, mettendosi al servizio del pubblico, quotidianamente bersagliato da orde di affermazioni che si vestono di scienza per aumentare il proprio appeal commerciale.
In un precedente articolo abbiamo visto come tra le armi più spesso usate da chi non ha altri argomenti per difendere il proprio operato vi sia quella della diffamazione. Si tratta del vecchio trucco dell’argumentum ad hominem: non ho nulla in mano per dimostrare che hai torto? Allora provo a screditarti per vie traverse, gettando fango sulla tua persona e mettendo in pericolo la tua reputazione. Conseguenza naturale – anche se non logica – è l’insinuare il tarlo del dubbio che tutto ciò che da te proviene sia da reputarsi, di conseguenza, viziato, debole, fallace.
Se la via della diffamazione non basta, si ricorre a quella dell’intimidazione che, soprattutto in Italia, paese tristemente noto per le lungaggini giudiziarie, passa spesso attraverso la querela. Lo scopo – neppure tanto recondito – dei querelanti è quello di indurre il denunciato a desistere, a cancellare gli articoli incriminati e a fare pubblica ammenda, per il timore di impelagarsi in uno snervante iter giudiziario. Ma tra i perseguitati c’è anche chi sceglie di resistere e di continuare, nonostante le difficoltà, a fare corretta informazione.

Sono soprattutto i promotori delle medicine alternative ad avere la querela facile: qualche anno fa due associazioni omeopatiche citarono in giudizio Piero Angela per avere detto una banale verità, cioè che l’omeopatia non ha un fondamento scientifico. Ma è toccato anche, per ragioni simili, al giornalista inglese Simon Singh (querelato dai chiropratici inglesi) e al blogger italiano Samuele Riva (diffidato dalla multinazionale dell’omeopatia Boiron). In tutti questi casi, come era prevedibile, i tentativi di zittire le critiche sono falliti miseramente, rivelandosi degli autogol comunicativi: la magistratura ha dato ragione a Piero Angela (in entrambe le cause che lo riguardavano) e a Simon Singh, mentre la Boiron ha ritirato le accuse verso Samuele Riva. È ancora in corso una causa tra la medium inglese Sally Morgan e il prestigiatore Paul Zenon, reo di aver “rivelato” che i sensitivi come lei usano la cold reading e altri trucchi da palcoscenico, mentre è diverso il caso della controversia tra James Randi e Uri Geller, in cui la querela era nata da una battuta dispregiativa e non da una critica fattuale e le parti sono giunte a un accordo extragiudiziale.

In questi giorni è accaduto di nuovo.  Alcuni collaboratori di Query e del CICAP sono stati chiamati a rispondere, insieme ad altri giornalisti o blogger, di accuse come “diffamazione” o “abuso del diritto di cronaca” per aver scelto, in mezzo a tanta disinformazione mediatica, di sottoporre al vaglio della critica le affermazioni pseudoscientifiche circolanti sul caso Vidatoxescozul.

E per avere, al termine del proprio encomiabile lavoro, ribadito tre elementari fatti ben conosciuti in campo scientifico:

1.    L’escozul, ovvero il preparato a base di veleno dello scorpione Rhopalurus junceus, non ha dimostrato di avere proprietà antitumorali;
2.    Il Vidatox, prodotto derivante dall’escozul, non può essere commercializzato come antitumorale, poiché non ha alcuna valenza in tal senso, quindi risultano inutili i viaggi della speranza e i notevoli investimenti di denaro intrapresi per procurarsi un preparato che non può curare e, talvolta, distoglie dall’uso di terapie di comprovata efficacia;
3.    Come tutti i preparati omeopatici con diluizione superiore alla 12 CH, il Vidatox è, in pratica, solvente senza soluto, vale a dire il nulla pagato a caro prezzo.
La pacifica veridicità di queste affermazioni non teme smentite, ma ciò non basta a dissuadere chi persegue il proprio interesse economico anteponendolo all’obiettività.

Ai querelati che hanno, con il proprio encomiabile operato, difeso il diritto alla corretta informazione va tutta la solidarietà di Query e del CICAP, che ne condividono sforzi e intenti.
La fiducia nell’operato della magistratura ci fa confidare che ancora una volta, al termine di queste spiacevoli vicende, si possa avere giustizia.

Anna Rita Longo

Insegnante, dottoressa di ricerca e science writer. Membro del board di SWIM - Science Writers in Italy e socia effettiva del CICAP

65 pensieri riguardo “Dici la verità? E io ti querelo!

  • 18 Settembre 2012 in 10:00
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    Occupandomi da anni della “Nuova Medicina Germanica” di Hamer, purtroppo conosco bene i vari “attento, ti esponi con nome e cognome: sei un facile bersaglio” e la costante, infantile denigrazione del tipo “tanto sei pagato dalle case farmaceutiche”. Mi direbbe da dire ‘MAGARI’, se i complottardi avessero il senso dell’umorismo.
    E conosco bene anche il metodo delle querele intimidatorie. I miei caporedattori mi dicevano che per un giornalista “le querele sono come medaglie da appuntarsi al petto”. Non condivido, ed anzi mi piacerebbe che fosse convertito in legge il ‘comma Luttazzi’: «tu potente puoi farmi causa per 120 miliardi, solo che se perdi li dai tu a me». Chi agisce così è solo un vigliacco che cerca di usare la forza bruta al posto della ragione, ma non c’è da stupirsi: hanno torto marcio.
    Non c’è una soluzione univoca: si dovrebbe cambiare l’ordinamento giuridico, ma occorrerebbe prima cambiare la percezione culturale delle persone (e se fosse così facile né Query né il Cicap avrebbero motivo di esistere). Non ci resta che andare avanti, con la serenità di chi fa bene il proprio lavoro e soprattutto si basa sui fatti, sui documenti, sulle asserzioni verificabili. E su questo campo, cari complottardi, non potrete mai vincere

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  • 18 Settembre 2012 in 11:36
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    Per quello che vale, avete tutta la mia solidarietà.

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  • 18 Settembre 2012 in 11:57
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    A occhio e croce configurasi la fattispecie di lite temeraria, e in quanto tale di responsabilità civile a carico di chi ha proposto l’azione. E’ un casino da dimostrare e magari 120 miliardi non te li danno in via equitativa, ma può servire a dissuadere qualcuno.
    Altrimenti c’è sempre il “metodo Aldrin”. Rapido, efficace e facilmente comprensibile anche dal pubblico meno acculturato.

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  • 18 Settembre 2012 in 13:17
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    io però ho una domanda onestissima. Leggo sempre “non ci sono studi scientifici che provano l’efficacia dell’omeopatia” e questo non è vero, potrete dirmi che non ci sono studi sul meccanismo, ma sull’efficacia ne esistono, eccome, li ho trovati io che sono una semplice utente (esempio: studio comparativo tra trattamento  omeopatico anti-influenza, vaccino allopatico anti-influenza e gruppo di controllo, portato avanti dalla asl di milano http://www.guna.it/prevenzione_invernale/articolo_omeogriphi_colombo.pdf ) come potete non trovarli voi?
    ci sono anche le tesi di laurea, che hanno la bibliografia, quindi vuol dire che studi ci sono, eccome.
    Ecco, voi dite che non ci sono. E io chiedo: come mai? Ci sono, sono pubblicati… fatemi capire.
    Altra domanda: perchè allora nell’albo dei medici c’è la sezione omeopati? E come mai in alcuni ospedali c’è l’ambulatorio di omeopatia (esempio: fatebenefratelli di roma)

    io mi curo con entrambi gli approcci (ovviamente non a cavolo ma sotto consiglio medico) e curo anche mia figlia, e noto la differenza: ci sono cose (sia “serie” che meno) che si curano meglio con l’omeopatia, e cose che si curano meglio con l’omeopatia.
    E hai voglia a dire “è placebo”, il placebo non guarisce nè risolve una situazione di immunosoppressione.
    Non è che se in uno studio il placebo dà risultati pari all’aspirina, si dice che l’aspirina non è efficace.
    (si usa la parola placebo a vanvera troppo spesso, e da psicologa mi dà fastidio, scusate, mi ricompongo)
    quindi? qual è il dato che mi manca?
    ripeto, non voglio far polemica, ma non capisco perchè si dica “non ci sono studi” quando ci sono, e pubblicati su riviste autorevoli, e condotti con i crismi della ricerca scientifica.
     
     

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  • 18 Settembre 2012 in 13:57
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    ciao dabogirl,
    la domanda è ragionevole e la risposta è chiara ma non banale, provo a sintetizzare.
    Quando si parla di mancanza di prove scientifiche ci si riferisce alle metanalisi, che sono generalmente considerate più attendibili. Puoi trovare un riassunto qui:
    http://www.queryonline.it/2011/02/07/omeopatia-metanalisi/
    Come vedi il loro responso è piuttosto netto: da questo punto di vista probabilmente l’omeopatia è una delle terapie di cui è stata dimostrata nel modo più chiaro l’inefficacia.
    Per i singoli studi il discorso è diverso: ci sono sicuramente molti studi che indicano un effetto positivo dell’omeopatia, così come ce ne sono per molte altre terapie di dubbia efficacia (alternative e no).
    Il problema è che nel singolo studio è praticamente impossibile eliminare tutte le possibili cause di errore e quindi la probabilità di un falso positivo è piuttosto elevata: secondo una importante ricerca dell’epidemiologo americano John Joannidis, la probabilità che un singolo studio biomedico dia un risultato falso può arrivare addirittura oltre il 50%! (http://www.plosmedicine.org/article/info:doi/10.1371/journal.pmed.0020124)
    Naturalmente questo problema non riguarda solo l’omeopatia ma qualsiasi ricerca medica e dovrebbe spingere a essere molto dubbiosi quando si leggono notizie come “gli scienziati hanno dimostrato che la sostanza x fa bene per la malattia y”, che magari vengono smentite dopo pochi mesi da una ricerca che dà il risultato opposto. Soltanto quando si costruisce una base piuttosto corposa di studi che danno risultati simili, l’efficacia della terapia (o la sua inefficacia, nel caso dell’omeopatia) si può considerare effettivamente dimostrata.
    Per quanto riguarda il placebo, se una terapia dà un risultato pari al placebo, non vuol dire che non dia un beneficio, ma vuol dire che il beneficio non è dovuto alla terapia: non è quindi un motivo per dire che l’omeopatia funziona, più di quanto funzioni lo zucchero. Da questo punto di vista quindi può avere senso somministrare rimedi omeopatici nei casi in cui non esistono sostanze che diano effetti significativamente superiori al placebo (un placebo vale l’altro e ognuno ha le sue preferenze), non quando ci sono terapie che – a livello di metanalisi e non di singolo studio – hanno dimostrato un’efficacia superiore, soprattutto se si tratta di cose “serie”.
    Spero di avere colto il senso della tua domanda e di avere risposto adeguatamente.
     

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  • 18 Settembre 2012 in 14:27
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    Grazie mille Andrea per l’esaustiva e pacata risposta 🙂
     
    dunque gli studi esistono, ma non tutti li ritengono validi, o vengono invalidati; cosa ben diversa da dire “non esistono studi”, anche se porta allo stesso risultato, più o meno. Ecco, così mi pare meno manichea, come questione, cioè non c’è la negazione o approvazione assoluta (rifuggo quelli che “con l’omeopatia si cura di tutto e di più meglio che con l’allopatia; sono per un approccio integrato) ma un “ci sono, ma non tutti li approvano”.
    altra domanda (preciso sempre che sono domande oneste): il fatto che ci sia una sezione “omeopati” nell’albo dei medici (cioè di medici abilitati alla pratica dell’omeopatia), che negli ospedali ci siano ambulatori di omeopatia, e che si insegni l’omeopatia all’università, inducono i pazienti/consumatori a ritenere questo una validazione dell’omeopatia da parte del mondo scientifico.
     
    Dove sbagliano i pazienti / consumatori?

    grazie ancora, davvero.

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  • 18 Settembre 2012 in 15:21
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    Il padre di una mia amica è campato 2 anni con il veleno di scorpione dopo aver scoperto un cancro al PANCREAS per il quale erano stati pronosticati non più di 3 mesi di vita. Il cancro è regredito.
    Ha smesso di prenderlo, gli è stata prescritta una chemioterapia. E’ morto due mesi dopo perchè la chemio ha fatto proliferare metastasi su metastasi.
    Chi mente?

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  • 18 Settembre 2012 in 16:05
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    @Andrea Ferrero: che le Metaanalisi siano “generalmente considerate più attendibili” è tutto da dimostrare. Per i più pigri basterebbe la scheda su Wikipedia: Metanalisi per capire che non possono essere paragonate a studi “freschi” policentrici fatti worldwide su un singolo effetto terapeutico con migliaia di pazienti arruolati. Ti invito, comunque, a leggere come si fanno e si selezionano le Metanalisi (ormai la maggior parte delle Riviste Scientifiche ha eliminato una a e bisogna che mi rassegni anche io)
    sul sito dell’ AIFA, che non dovrebbe suscitar sospetti in un Cicappiano militante:
    http://www.agenziafarmaco.gov.it/wscs_render_attachment_by_id/111.67442.1150447019581cf96.pdf?id=111.67448.1150447019863

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  • 18 Settembre 2012 in 16:11
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    Il Dr. Danilo Diodoro, responsabile dell’ Informazione Medica per l’ AUSL di Bologna (a Bologna si è tentato di sottrarre al monopolio dell’ Industria Farmaceutica almeno una parte dell’ Informazione Medica, esperienza che è stata ripresa altrove) ha messo  tre anni fa nel suo blog la discussione sulle metanalisi in Omeopatia, discussione che Voi del CICAP date come scontata e risolta. Buon divertimento:
    http://www.scire-ausl.bo.it/dblog/articolo.asp?articolo=32

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  • 18 Settembre 2012 in 17:39
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    Non sono un cicappino militante e quindi prendo atto che esistano moltissimi studi, freschi e non, sugli effetti terapeutici dei medicinali omeopatici.  Pero’ mi lascia perplesso quello che c’e’ scritto nel decreto legislativo riportato sempre nel sito dell’AIFA: http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/DL_2006_219_0.pdf , in particolare l’articolo 16… Perche’ con tutte queste evidenze c’e’ bisogno di una procedura semplificata che non contempla le prove di efficacia terapeutica? Ovviamente, visto il materiale a supporto ci saranno preparati omeopatici registrati con le norme dell’art. 18 (forse), non vedo l’ora di vedere cosa ci sara’ scritto sull’etichetta dell’oscillococcinum…

    Risposta
  • 18 Settembre 2012 in 18:14
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    Caro Mirk, sono spiacente, ma al momento non possiamo scrivere nulla in etichetta e nemmeno possiamo mettere il foglietto illustrativo. Possiamo sempre scrivere, per la Vs/gioia, “Medicinale Omeopatico e, quindi, senza indicazioni approvate”

    Risposta
  • 18 Settembre 2012 in 21:38
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    E senza controindicazioni,vuoi mettere?Siamo sempre li,l’amico di un mio amico ha detto che sta meglio….

    Risposta
  • 19 Settembre 2012 in 09:28
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    Molto d’accordo con la necessità di seri studi per documentare l’efficacia di qualsiasi sostanza. Ma esistono seri studi e metanalisi che dimostrino i benefici di bere almeno 1,5/2 litri d’acqua al giorno? O che 5 porzioni al giorno di frutta e verdura riducono le probabilità di sviluppare un tumore? Io non ne ho mai sentito parlare, eppure queste affermazioni compaiono quotidianamente sui mezzi di comunicazione e nessuno le contesta. Se dobbiamo essere rigorosi, andiamo fino in fondo e diciamo che anche queste sono ipotesi non dimostrate. Giusto?

    Risposta
  • 19 Settembre 2012 in 10:05
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    @Aldo Grano: sul fatto che una review o una metanalisi sia generalmente considerata apportare un livello di evidenza elevato nella risoluzione di un quesito clinico o terapeutico mi pare, al contrario, cosa più che appurata. O dovremmo spernacchiare Cochrane. Ovvio che le singole metanalisi e review possano variare di qualità, come i singoli trials. Ma dato che sono diverse le metanalisi e le review sull’Omeopatia che la riconducono o all’effetto placebo oppure ad un timido effetto senza possibilità di conclusioni nette, direi che ciò risulta più una sconfitta per una disciplina che vanta 200 anni di storia e (a dire dei suoi sostenitori) un’efficacia più che comprovata. Possibile che in 200 anni non sia stato possibile avere un numero di trials di qualità sufficiente per far pendere il piatto della bilancia a favore dell’Omeopatia? E’ possibile, come per tutte le sperimentazioni, RI-partire con SOLIDE basi di sperimentazione in vitro, PRIMA di scornarci sui trials clinici o sulla memoria dell’acqua? Alle industrie omeopatiche l’onere di finanziarsi le ricerche pre-cliniche sull’efficacia, ovviamente. Perché se l’Omeopatia non superasse i livelli pre-clinici, allora la sperimentazione clinica sarebbe di per sé inutile e la partita si chiuderebbe una volta per tutte. O forse i rimedi omeopatici in vitro non funzionano?

    Risposta
  • 19 Settembre 2012 in 11:35
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    Caro Stefano, secondo me questa ulteriore metaanalisi sulla letteratura in Omeopatia, risalente, per altro, a tre anni fa, se io fossi al Tuo posto mi farebbe rendere conto di quanto ignorante io sia sulla materia. Tra l’ altro, credimi, l’ affermare che i Farmaci Omeopatici non abbiano studi in vitro che ne documentano la validità è una affermazione temeraria, e lo vedi in questa metaanalisi. Ma io ho già linkato su questo blog il nome della rivista esplicitamente dedicata a questi studi, ed è inutile: ad ogni discussionn salta fuori qualcuno nuovo, come Te, che finge di non saperlo. Del resto io mi sono “convertito” all’ Omeopatia 30 anni fa ma non in un giorno, in un paio di anni di studio e pratica e senza fare, allora, alcun corso organico: il primo l’ ho fatto 8 anni fa. 30 anni fa avrei ancora sottoscritto le Tue affermazioni. Ero ignorante, ma in buona fede. So che anche questo non Ti convertirà, perché il Tuo è uno schieramento politico-ideologico e non scientifico. E’ una Fede, una Superstizione (credenza “superstite” basata su antichi concetti superati). Se oggi potete affermare che manca il consensus in Omeopatia è perché gli Studiosi contrari (pochi, tra i Medici, i Farmacisti, i Veterinari e gli altri addetti ai lavori) si sono coalizzati e si sforzano di creare dissensus, anche con Metaanalisi partigiane e manovrate. Ma l’ Omeopatia dilaga, perché funziona. Anche se ancora non abbiamo capito il perché.
    http://www.scribd.com/doc/57000911/3/OMEOPATIA-OMOTOSSICOLOGIA-OVERVIEWSULLA-RICERCA-DI-BASE

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  • 19 Settembre 2012 in 11:48
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    Non mi piacciono certi toni, ma devo dire che, filtrando l’atmosfera da “tifoserie opposte” si traggono insegnamenti interessanti da questo articolo e dai suoi commenti;
    per esempio, mi conferma che non è vero che non esistono studi scientifici sull’efficacia dell’omeopatia.
    Il che per me è un colpo al cuore, perchè siccome do per assodato che chi lavora al CICAP sia informato, l’unica spiegazione è che si affermi il falso per motivi… ideologici?

    m.

    continuo a riflettere, ma non mi piace la mia conclusione

    Risposta
  • 19 Settembre 2012 in 13:37
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    @ Aldo: insomma chi dobbiamo chiamare per queste analisi, un prestigiatore?

    Risposta
  • 19 Settembre 2012 in 14:33
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    Io, se dessero ragione al CICAP, chiamerei anche degli Scienziati.  Prestigiatori, Attori e Calciatori solo se proprio non se ne trovano.

    Risposta
  • 19 Settembre 2012 in 14:37
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    Bel sistema di discussione, ho inserito un post un’ora fa e non è stato pubblicato.
    E meno male che l’articolo parla implicitamente di “libertà”

    Risposta
  • 19 Settembre 2012 in 16:54
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    Continuo a non capire… ma con la maggior parte (!) dei medici, veterinari, farmacisti e adetti ai lavori (operai B***on?) a conoscenza dell’efficacia dell’omeopatia, perche’ i medicinali omeopatici verranno registrati senza le prove di efficacia? Con migliaia di articoli su “Homeopathy”, non ce n’e’ uno che consenta di corredare il bugiardino dell’Oscillococcinum o della Calcarea carbonica con specifiche indicazioni terapeutiche?

    Risposta
  • 19 Settembre 2012 in 17:54
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    E’ il solito compromesso, Mirko. Chi dirige il SSN non vuole rinunciare all’ Omeopatia ma non vuole nemmeno scontrarsi con Garattini e Salvo Di Grazia. Quindi, al momento, si lascia libertà di scelta sia al Medico che ai pazienti, ma non con l’ avvallo, e, quindi, col rimborso diretto, da parte del SSN. Compromessi simili sono anche all’ Estero, ad esempio la FDA non si occupa di Omeopatia. eppure gli USA sono stati, credo, il primo Stato al Mondo ad averla riconosciuta tra le Medicine complementari. In Europa c’è la volontà politica di stabilire delle regole e spero che presto vengano fatte per i nuovi Farmaci. In teoria in Italia non si possono commercializzare Farmaci Omeopatici non raccolti in schede nella Farmacopea Europea. Per i vecchi Farmaci si farà riferimento alla Tradizione, ma questo, al momento di istituire il Prontuario Terapeutico Nazionale, si è fatto anche con i Farmaci “normali”. Quelli già in commercio non hanno avuto bisogno di portar prove .

    Risposta
  • 20 Settembre 2012 in 01:53
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    @Aldo Grano: per prima cosa la invito ad evitare di lanciarsi in considerazioni ad hominem sul sottoscritto, specie se di natura speculativa come <<finge di non saperlo>> o <<schieramento politico-ideologico e non scientifico>>. Tra l’altro ho testualmente scritto che occorre << RI-partire con SOLIDE basi di sperimentazione in vitro>>, e non ho invece affermato quel che lei ha scritto ossia <<che i Farmaci Omeopatici non abbiano studi in vitro>>. Se deve citare, pertanto, la prego di citare virgolettando. Grazie.

    In secondo luogo: lei ha linkata quella che chiama “metanalisi”. Ora, a me pare una review (o ad usare il termine stesso del documento una “overview”) della letteratura a favore dell’Omeopatia, documento di una nota Industria di medicinali omeopatici. Mi spiega per favore dove ha letto che si tratta di una metanalisi e qual è il metodo di indagine metanalitica usato per trarre conclusioni su specifiche patologie? Grazie.
    Sempre dal documento da lei linkato. Non ho chiaramente il tempo di passare in rassegna studio per studio, c’è chi l’ha già fatto al posto mio, da Ernst ai reviewers di Cochrane, e le loro conclusioni sono piuttosto nette, lei scrive <<partigiane e manovrate>>. Prendendo a caso fra gli studi di base elencati in quel documento di una nota Industria di medicinali omeopatici, ad esempio:
    A)Drug localization and targeting with receptor microscopic autoradiography, Stumpf WE, J Pharm Tox Method.
    Il documento da lei linkato riferisce che l’importanza di questo studio sta nell’aver appurato che <<basse concentrazioni di sostanze si legano preferibilmente ai recettori del nucleo>>.
    Ora, a leggere l’abstract dello studio (purtroppo da dove scrivo non posso accedere all’articolo completo), esso si riferisce ad una tecnica di localizzazione subcellulare di molecole radiomarcate. Sempre l’abstract non mi pare si riferisca a “sostanze” in genere, ma fa l’esempio della Vitamina D. E si riferisce soprattutto a quantità di principio attivo ancora misurabili (visto che individua le molecole radiomarcate, dunque se non ci sono più molecole nella soluzione l’identificazione è impossibile), quando sappiamo invece che buona parte (se non la maggior parte) dei rimedi omeopatici non contiene più il principio attivo in quantità misurabili. Ad un certo punto nell’abstract si parla di ormesi, che è un effetto farmacologico riconosciuto, e che con l’Omeopatia io debbo ancora capire cosa c’entri (visto che NON si verifica per tutte le molecole e sicuramente NON si verifica se tali molecole sono virtualmente assenti come nelle diluizioni oltre la CH12). Se lei può accedere all’articolo magari può spiegarmi per quale motivo questo studio sarebbe una prova dell’efficacia di TUTTI i rimedi omeopatici, perché io proprio non riesco a capirlo.
    B)Low dose oral administration of cytokines for treatment of allergic asthma, Gariboldi et al., Pulm Pharm Ther.
    Per questo ho trovato proprio l’articolo intero. In pratica, dato che le citochine a dosi alte sono più tossiche che benefiche, hanno pensato di dare dosi diluite in modo seriale. Ora: diluendo le concentrazioni a dosi anche molto basse, permane l’effetto terapeutico nei topini…ma NON AUMENTA man mano che le diluizioni si fanno più spinte, tanto che l’efficacia si mantiene solo fino ai 10 pg/die per la sola IL12 e fino a 1 fg/die per l’associazione IL12+IFN (presumibilmente per effetti additivi). Ma come, in Omeopatia più diluisco maggiore è l’effetto, giusto? Quindi perché questo studio viene annoverato fra quelli che certificherebbero l’efficacia dell’Omeopatia, se non segue una delle leggi fondamentali? Basta avere “low-dose” nel titolo per assumere lo studio come omeopatico (considerando comunque che ivi ci si riferisce a dosi basse per i topini)? L’Omeopatia ha il “monopolio” delle basse dosi? Se io somministro basse dosi di Acido Acetilsalicilico (come si fa comunemente per la prevenzione cardiovascolare), sto dando un farmaco omeopatico per caso? E perché con le citochine testate non viene rispettata la legge del “simile cura il simile”, visto che IL12 e IFNgamma hanno meccanismi ed effetti terapeutici sovrapponibili sia alle alte dosi che alle basse dosi? Anzi, gli Autori mi pare spieghino gli effetti delle basse dosi tramite l’induzione della produzione delle stesse citochine da parte delle cellule immunitarie.
    Ed ho presi a caso gli articoli da journals non “alternativi”, con impact factors tutto sommato rispettabili. A me non sembra possano essere usati per validare i principi omeopatici, francamente.
    Per quanto mi riguarda, semmai l’Omeopatia verrà usata come unico rimedio per scoagulare un paziente con valvola meccanica o in FA cronica, allora magari mi interesserò alla cosa.
    Cordialità.

    Risposta
  • 20 Settembre 2012 in 15:54
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    @”Per quanto mi riguarda, semmai l’Omeopatia verrà usata come unico rimedio per scoagulare un paziente con valvola meccanica o in FA cronica, allora magari mi interesserò alla cosa.”
    Benisssimo Stefano, quando sarà così mi interesserò a Te. Ora mi pare inutile discutere. Comunque sei in linea con tutta la politica del CICAP verso tutti i suoi targets: ” Quando mi porterete le prove che dico io, mi interesserò al fenomeno”. Quindi puoi dormire sonni tranquilli per tutta la Tua vita.

    Risposta
  • 20 Settembre 2012 in 16:33
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    Diego, il tuo commento precedente non ci è arrivato: probabilmente l’inserimento non è andato a buon fine.

    Risposta
  • 20 Settembre 2012 in 17:42
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    Beh, diciamo che, fortunatamente, molti possono fare sonni tranquilli… Io dormo piu’ tranquillo (certi toscani scettici un po’ meno) visto che il sistema sanitario nazionale rimborsa farmaci necessari e dall’efficacia provata. Sonni tranquilli anche per l’AIFA che registrera’ acqua e zucchero (art. 16) ed i vari estratti vegetali a diluizioni non spinte spacciati per omeopatici (art. 18). Sonni tranquillissimi per i farmacisti che continueranno a vendere prodotti omeopatici a clienti che difficilmente leggono e comprendono la letteratura scientifica, salvo qualche perdita per chi dara’ credito al CICAP/SPECTRE o al cuggino chimico (non tutti hanno cuggini che debellano l’influenza in una settimana grazie all’oscillococcinum).

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 11:36
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    ciao dabogirl, rieccomi, scusa il ritardo. Non devo essermi spiegato bene sulla prima domanda, provo a chiarire: il fatto è che come dicevo prima il discorso è complicato e per prendere in esame tutti i punti che sono necessari per arrivare, tra le altre cose, a una conclusione sull’omeopatia dovrei scrivere un libro (e in effetti l’ho scritto, con altri: se ti interessa lo trovi per esempio qui).
    Secondo me il modo più onesto di riassumere la questione è che non ci sono studi attendibili che dimostrino l’efficacia dell’omeopatia (che è quello che dico io di solito). Se dico che non ci sono studi e basta, formalmente sono impreciso ma nella sostanza do un messaggio corretto, perché gli studi che ci sono non sono attendibili per una serie di motivi. Se parlo delle metanalisi che la confutano e dei singoli studi che apparentemente la confermano, senza spiegare bene perché le prime sono attendibili e i secondi no, rischio che chi mi ascolta si faccia l’idea che gli scienziati sono divisi e che tanto vale credere a quelli che gli stanno più simpatici, e quindi alla fine rischio di dare un messaggio apparentemente più preciso ma di fatto molto più lontano dalla realtà, perché nella realtà gli scienziati nel loro insieme sanno benissimo che l’omeopatia non funziona (non con sicurezza assoluta e con totale unanimità, cosa che nella scienza non esiste in nessun campo, ma con una ragionevole certezza).
    Il fatto, in sintesi, è che se non si fa estremamente attenzione a come si progetta l’esperimento, è molto probabile che il singolo studio dia risultati in linea con le proprie aspettative, piuttosto che con la realtà: è quello che succede di solito agli omeopati ma che può succedere un po’ a tutti, ed è il motivo per cui è necessario che i risultati di un esperimento vengano riprodotti da altri studi prima che la scoperta si possa dire confermata. Per questo è necessario guardare non solo al risultato dell’esperimento ma anche al modo in cui è stato condotto: gli studi in cui l’omeopatia sembra dare risultati positivi non sono fatti in modo abbastanza rigoroso e non sono confermati da altri studi indipendenti ed è per questo, non per un pregiudizio, che gli scienziati non li prendono in considerazione. Ci sono anche altre ottime ragioni per dire che l’omeopatia non ha fondamento scientifico, ma non complichiamo troppo il discorso.
    Di conseguenza dire “gli studi esistono, ma non tutti li ritengono validi” è sbagliato. La formulazione corretta è “ci sono studi fatti bene e fatti male (non diamo la definizione sennò veramente ci vuole un libro): l’omeopatia sembra funzionare soltanto in alcuni di quelli fatti male, mentre in tutti quelli fatti bene non mostra alcuna differenza rilevante rispetto al placebo”.
    Per quanto riguarda l’altra domanda, anche qui il discorso è lungo. Il punto è che bisogna distinguere tra consenso scientifico e consenso politico/sociale. L’omeopatia non ha consenso scientifico, ma ha una certa popolarità, e quindi viene trattata con riguardo dai politici (che non vogliono perdere elettori) e dai medici (che non vogliono perdere clienti). Trovo particolarmente affascinante la posizione degli Ordini dei medici, i quali vogliono che l’omeopatia sia prescritta soltanto da medici laureati (un po’ per tutelare i pazienti dagli apprendisti stregoni e un po’ perché i medici sono tanti e bisogna trovare lavoro a tutti) e quindi si trovano tra l’incudine e il martello: non possono dire che l’omeopatia funziona perché si farebbero ridere dietro dal mondo scientifico e non possono dire che non funziona perché allora per coerenza non dovrebbero prescriverla. Allora se ne escono con frasi ambigue come “l’omeopatia è un atto medico” (nota: non una terapia) che vogliono dire tutto e niente e che giustificano la confusione dei pazienti/consumatori.
    Allo stesso modo i (pochi) corsi universitari di omeopatia riguardano le normative sulla preparazione e la sicurezza dei prodotti omeopatici, non certo i meccanismi di azione dell’omeopatia, che non esistono (o se esistono nessuno li ha mai trovati). Non dicono nulla sul fatto che l’omeopatia funzioni o meno ma gli omeopati cercano di farli passare come una prova del fatto che l’omeopatia sta entrando nel mondo universitario, cosa non vera. Ci sono anche alcune regioni che hanno emanato leggi molto favorevoli all’omeopatia e in linea di principio nulla esclude che in futuro una maggioranza parlamentare di Scilipoti faccia una legge simile a livello nazionale, ma questo non renderebbe scientifica l’omeopatia, così come il creazionismo non è diventato scientifico quando alcuni stati degli USA ne hanno reso obbligatorio l’insegnamento.
    Ma sono d’accordo con te che il quadro per i pazienti/consumatori è molto ambiguo e la loro confusione è giustificata.
    Per chiarire ancora meglio il quadro sarebbe interessante anche parlare della storia dell’omeopatia e di come si relazioni con l’evoluzione della medicina scientifica, ma mi sembra di essermi dilungato fin troppo.
    A presto. 

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 11:38
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    grazie ancora per la pacatezza, e la completezza, e il tempo che mi hai dedicato.
    Stavo per disiscrivermi dalle notifiche perchè si tornava al tono da curva dello stadio 🙂
    grazie

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 11:47
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    È stato un piacere. 🙂

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 16:06
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    “nella realtà gli scienziati nel loro insieme sanno benissimo che l’omeopatia non funziona ”
    Ciao Andrea. Ti dispiace dire cosa intendi per Scienziati? E a quali statistiche fatte da “organismi indipendenti” e worldwide Ti riferisci?

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 20:57
    Permalink

    caro Aldo, intendo naturalmente i componenti della comunità scientifica e le loro pubblicazioni, come gli atti dei congressi e le riviste scientifiche. Come sai, non esiste un’autorità centrale che certifichi il punto di vista ufficiale della Scienza, ma in questo caso è sufficiente dare un’occhiata agli editoriali di riviste come Nature, Lancet o il British Medical Journal.

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 22:58
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    Caro Andrea, le tre riviste che Tu citi hanno pubblicato lavori favorevoli all’ Omeopatia e la maggioranza di questi è citata nella Metaanalisi che ho linkato più sopra al buon SDJ. Non è una semplice Overview e Tu, che sicuramente sei uno studioso, quindi uno che sa far fatica e perder tempo, capisci il perché.

    Risposta
  • 21 Settembre 2012 in 22:59
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    In ogni caso, se anche fosse solo un banale elenco di lavori, il metodo, in campo scientifico, rimane quello di studiarli e demolirli uno per uno. Soprattutto scrivendo alle riviste che li pubblicano.

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 12:38
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    Ed ora veniamo al tema del thread, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che io sia contento quando ricevete querele. Ritengo l’ arma della querela incompatibile coi dibattiti scientifici. Non ho mai visto nei Vostri articoli ufficiali gli estremi di “diffamazione” e di “abuso del diritto di cronaca”, nemmeno in quelli recenti sul Vidatox & c. Mi sembra una lite temeraria, specialmente considerando i tempi della Giustizia italiana e le prove (giustamente) pretese per emettere condanna per tali reati. Nell’ esprimere la mia solidarietà ai querelati e nell’ augurar loro di uscirne indenni, o, almeno, con scarsa spesa, faccio l’ Oroscopo che finirà con una sentenza sovrapponibile a quella del processo intentato dalla SIMO (da non confondere con la SIOMI) a Piero Angela: non luogo a procedere, perché Piero Angela non aveva commesso reati. Vi ricordo, però, che è inesatto dire che la sentenza diede ragione a Piero Angela: la sentenza, che Voi stessi riportate integralmente nel sito CICAP, dava torto agli accusatori, non ragione all’ accusato. Il Giudice scriveva chiaramente che non era argomento in discussione stabilire chi avesse ragione nella diatriba Omeopatia funziona/non funziona. Ma da un punto di vista legale, in ogni caso, il Giornalista non aveva commesso i reati di cui lo si accusava. Del resto anche la Class Action che citate in altro thread intentata da uno studio legale specializzato Italo-Americano per conto di Scettici statunitensi contro la Boiron era sulla pubblicità ingannevole, non sul funzionamento dell’ Omeopatia.

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 13:47
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    Nell’ articolo citate Uri Geller e Vi ringrazio per aver pubblicato sul Vs/sito la vera fine della sua diatriba legale con Randi. permettetemi, senza averVene a male, di consigliarVi di aggiornare la scheda su Geller della Enciclopedia CICAP, risalente al 2010 e firmata da Massimo, che viene oggi linkata in prima pagina in basso  sul sito del CICAP.

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 13:58
    Permalink

    Gia leggendo solo l’introduzione del sito da te segnalato Aldo, come dice Andrea demolisce l’effetto omeopatico. Ma forse perche e’ scritto cosi in piccolo che e’ quasi illegibile? MI riferisco alla rivista THE LANCET.

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 14:51
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    @ Aldo: oltre alla battaglia legale,tu pensi veramente che Geller avesse poteri paranormali?

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 15:47
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    Luk io penso che ne abbia ancora.  Probabilmente, come molti dei paranormalisti che lo fanno di mestiere, ci ha aggiunto tanti trucchi e tanto addestramento.  La psicocinesi autentica succhia energie, non è un lavoro gratuito. Del resto, tra i nemici di Randi c’è chi lo accusa di avere poteri paranormali e di dire che fa solo trucchi per vendersi meglio! Giacché ci sono, mi scuso per l’ errore di sopra: la scheda dell’ Enciclopedia CICAP su Geller è del 2000!

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 17:55
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    E’ un vero peccato che Geller non abbia pensato di mettere i suoi grandi poteri al servizio del bene, ma li usi per tornaconto personale. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, Uri dovrebbe saperlo.

    Risposta
  • 22 Settembre 2012 in 21:47
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    E’ un vero peccato che fino ad oggi nessuno sia riuscito ha dimostrare sotto controllo una qualsiasi dote paranormale.mentre senza controlli ,fenomeni a go go. controllo zero fenomeno 100 ,controllo 100 fenomeno zero.

    Risposta
  • 23 Settembre 2012 in 01:53
    Permalink

    Probabilmente, come molti dei paranormalisti che lo fanno di mestiere, ci ha aggiunto tanti trucchi e tanto addestramento
     
    Tutti i “poteri” di Geller sono stati riprodotti da illusionisti. Ergo, fino a prova contraria, la spiegazione più semplice è che anche i poteri di Geller debbano essere trucchi da illusionista. E’ una spiegazione così difficile da accettare? Ci pensi il sig. Geller a dimostrare che non usa trucchi, sarò il primo a felicitarmi per la grande scoperta, fino a prova contraria rimane null’altro che un bravo imbonitore.

    Risposta
  • 23 Settembre 2012 in 11:07
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    “E’ un vero peccato che Geller non abbia pensato di mettere i suoi grandi poteri al servizio del bene, ma li usi per tornaconto personale. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, Uri dovrebbe saperlo.”
    Questo post di Luca Agosto dimostra scientificamente che anche le persone più razionali, es. i membri del CICAP, quando odiano qualcuno perdono la loro razionalità e parlano senza nemmeno documentarsi un attimino. Se guardi il Website di Uri vedrai che ha una Fondazione di beneficienza che ha avuto un ruolo nell’ accordo tra le organizzazioni umanitarie di varie Religioni (Croce Rossa versus Mezza Luna verde). E ora, per favore, smettetela di costringermi a difendere Uri Geller: non mi è amico né simpatico e, per Voi, è la dimostrazione aritmetica di una grossissima sconfitta dei Vostri metodi e delle Vostre indagini. Meno ne parlate e meglio è, per Voi. Ah, dimenticavo: ha fatto vincere una partita di calcio a una squadra per cui tifava, muovendo la palla. E’ sleale, ma è pur sempre mettere i suoi poteri paranormali… al servizio del prossimo!

    Risposta
  • 23 Settembre 2012 in 11:22
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    Tornando in tema, ritengo sia normale farsi dei nemici se si attaccano in contemporanea Astrologi, Cartomanti, Negromanti, Ayurvedici, Pranoterapisti, Omeopatici, Agopuntuti, Chiaroscuroveggenti, Rabdomanti, Lievitanti, Animali preistorici sopravvissuti, Pantere Nere liberate nei boschi, Abominevoli Uomini delle nevi, Sciatori Chimici in libera e slalom, Adoratori di Ufo, Accusatori di CIA, Miracolologi e altre categorie di presunti Creduloni che qui non ricordo. Non ci si può poi lamentare di qualche querela e di reazioni a volte poco educate (quelle peggiori verso di Voi le leggo tra gli Sciatori e gli Accusatori di CIA). Resta fermo che ritengo sbagliata la querela nei Vostri confronti, ma lamentarsene come reazione immeritata è un po’ come se i Tedeschi, quando fecero guerra lampo a Francesi, Inglesi, Russi e Americani tutti insieme si fossero lamentati di ricevere qualche bomba al fosforo sulle case (qualcuno, comunque, si lamentò).

    Risposta
  • 23 Settembre 2012 in 13:46
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    Gentile Aldo Grano, sono Rosa Contino di scetticamente.it, nessuno si sta lamentando, ma si sta semplicemente informando. Non so se lei abbia seguito il mio lavoro in merito al vidatox, ma la querela è semplicemente assurda, non ha nessun fondamento. E non dico di più..
     

    Risposta
  • 23 Settembre 2012 in 14:31
    Permalink

    Rosa, sono perfettamente d’ accordo, come ho già detto, sul fatto che la querela, oltre a essere sbagliata a prescindere per una contesa del genere, sia legalmente perdente. I Vidatossici sono stati mal consigliati legalmente. Questo, però, potrebbe essere un indizio a favore del fatto che ci credano. Molti avversari del CICAP credono nel loro lavoro quanto Voi credete nel Vostro, non sono tutti delinquenti incalliti. E sono proprio quelli che ci credono di più che si offendono di più.

    Risposta
  • 23 Settembre 2012 in 15:36
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    Ma io mica lo odio Geller! Chi lo dice? Guardate che partono le querele, eh?
    Anzi. Personalmente non vedo l’ora che si unisca ai Vendicatori.

    Risposta
  • 23 Settembre 2012 in 17:14
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    ” ha fatto vincere una partita di calcio a una squadra per cui tifava, muovendo la palla. E’ sleale, ma è pur sempre mettere i suoi poteri paranormali… al servizio del prossimo! “beh certo che con tutti i problemi che ci sono,dare la priorita’ verso queste cose e’ veramente assurdo.

    Risposta
  • 25 Settembre 2012 in 00:05
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    e…. per tutti i malati di cancro con metastasi, protocollo di chemioterapia al top, con l’unica garanzia di una risposta dell’oncologo, dopo 6 mesi di cura,: il corpo non risponde. Si continua fino al decesso.
    non ho mai sentito qualcuno opporsi a questo protocollo, certo dimenticavo ” quanti euro girano dietro a questo protocollo di cura?”
    quanto è corrotto il mondo cancro? tanto da non aver mai visto una denuncia a tale situazione
     

    Risposta

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