Le insolite conferenze della dottoressa Mereu

La “Terapia Verbale” della dottoressa Gabriella Mereu ha suscitato molte polemiche in seguito alla sua conferenza svoltasi a Marano, in provincia di Varese. Guido Bertolino, del Cicap Cuneo, ha approfittato dell’incontro svoltosi il 29 febbraio presso il “Centro Culturale San Martino” di Saluzzo (CN) per ascoltare dal vivo le sue teorie. Ecco il suo racconto.

All’appuntamento delle 21 la sala dove si svolge la conferenza è gremita; parecchie le richieste di prenotazione ricevute dall’organizzazione da parte dei frequentatori abituali del centro, e moltissima gente in piedi intorno alla sala, fino ad arrivare ad un buon numero di persone fuori dalla sala stessa. Circa 200 persone in tutto.

Gabriella Mereu prende la parola intorno alle 22.30 dopo l’intervento iniziale della psicoterapeuta e ipnotista Francesca Borghi. Si percepisce chiaramente che è la star della serata, la gente si fa più attenta e partecipe. Dalle borse del pubblico, quasi tutto femminile, escono penne e taccuino per gli appunti. La composizione è eterogenea, in prevalenza donne di mezza età, con una percentuale di ragazze giovani e giovanissime comunque rilevante.

La dottoressa inizia la sua conferenza raccontando dei suoi studi e le ragioni che l’hanno portata a capire che, dopo i primi anni di professione dove “non riusciva a curare nessuno”, era il suo approccio alla cura ad essere sbagliato.

Secondo la Mereu, infatti, noi tutti siamo vittime di una “coscienza collettiva imbecille” che obbliga le persone a vivere negli stereotipi sbagliati che questa suggerisce. La malattia, il sintomo che la persona prova e percepisce, è la ribellione dell’anima (elemento esclusivamente femminile) che non si vuole piegare a quello che “l’inconscio collettivo imbecille” le vorrebbe imporre. La deduzione della dottoressa arriva dalla sua interpretazione dei sintomi dei pazienti, tramite quello che lei chiama “linguaggio cognitivo”, farcito di simboli e simbologie (“come quelle dei tarocchi”). In questa visione la malattia smette di esistere, rimane solo il sintomo che esclude a priori una causa fisica o fisiologica vera e propria; tutto rientra in un “teatro” dove ci sono due attori: il personaggio che la persona crede di interpretare e la patologia che “gli fa il verso”.

La terapia consiste allora nello spiegare al paziente la costrizione in cui si trova la sua anima: quando questi capisce il personaggio che sta interpretando “molto spesso guarisce”.

La Mereu parte quindi con la descrizione della patologie più comuni e la sua esposizione diventa più diretta. Il discorso affronta le patologie ginecologiche che, secondo la sua teoria, sono il riflesso di un eros insoddisfatto. La dottoressa parla degli uomini della sua vita («l’ultimo che ho incontrato era un tesoro di imbecillità») generalizzando sulla figura maschile, dividendoli in “imbecilli” e “noiosi”, connotando per la prima volta la sua teoria di una caratteristica che si andrà a rafforzare nel corso della serata: la Terapia pare essere rivolta per lo più alle donne, e gli uomini vi partecipano come causa di qualche male o come esempio di “imbecillità”. Per la prima volta la gente applaude a scena aperta, tra risate e commenti di approvazione.

Non solo esistono gli uomini “imbecilli”, ma anche le donne “imbecilli” («ma sono molti di più gli uomini»  tiene a sottolineare), come “l’angelo del focolare”, o la “mangiatrice di uomini”; pare che le patologie dell’universo femminile derivino dall’oscillare delle pazienti tra i due poli della dicotomia “santa o puttana”. È questo «il vero burqa della donna occidentale cattolica» che porterebbe alle patologie: lo stereotipo derivante dall’immaginario maschile, che la donna pensa di dover assecondare. Persino endometriosi o fibromi sarebbero manifestazioni di problemi sessuali.

Secondo la Mereu la conferma si  trova nelle parole che le donne usano per descrivere i loro sintomi: “sfregare”, “accavallare”, “palla”, “pelle” sono sinonimi di un eros deviato. Ma anche le allergie non esistono, perchè non esistono allergeni reali, ma solo cognitivi. E infatti l’allergene è rosso come il peccato sessuale, ma è anche piccante, eccitante, sporco come la polvere, unto, grasso, troppo buono, ma comunque sempre allusivo.

Pare che esista anche un’allergia al piccione («l’uccello più peccaminoso che ci sia, ma anche il più sensuale»), anch’essa di origine sessuale: «non ho mai trovato nessun uomo allergico al piccione», afferma la Mereu. Risate in sala.

Questo aspetto prende anche una valenza filosofica: l’uomo, spaventato dalla possibilità di essere soggiogato dall’eros femminile, ha inventato il mito di amore e morte; e infatti, secondo la Mereu, tutte le eroine che sono state amate da uomini sono morte, «tranne la Turandot, che non l’ha data». Applausi.

Legato a questo viene spiegato il concetto secondo cui le patologie che causano sensazioni di soffocamento, come l’asma, dimostrerebbero la paura di morire delle persone, con l’invariabile legame all’eros deviato.

Viene raccontata così la diagnosi e la cura di una signora descritta come “Angelo del Focolare”, «tipologia antierotica per eccellenza», affetta da una particolare allergia ai profumi che causava una sindrome da soffocamento e che la  medicina ufficiale stentava a curare. La Mereu affronta la malattia dicendo alla signora «Sai perchè ti soffochi coi profumi?  Perchè se ti profumi sei una troia!», e spruzzandole immediatamente addosso del profumo. «Guarita!», commenta la dottoressa, tra le risa e le acclamazioni della platea.

La dottoressa usa sempre un linguaggio molto diretto e non si può nascondere che sia una buona comunicatrice; forse parte del suo successo è proprio dovuto a questo: si mostra alla gente come una persona sopra le righe e sicura delle sue idee. La risposta della platea rafforza sicuramente la sua maniera di fare, la gente è attiva e coinvolta, ride applaude; nelle espressioni delle persone, soprattutto le più giovani, si legge un po’ di incredulità, ma nessun segno di disagio.

La Mereu affronta poi il problema dell’abbandono, con l’aneddoto di una donna colpita da un abbassamento palpebrale, curata con «chiude un occhio? Allora è stata tradita»: la signora guarisce trovando il fidanzato a letto con un’altra donna («l’ho salvata dall’intervento e anche dalle corna», chiosa la Mereu), per poi andare a toccare il tema della perfezione e del voler essere perfetti, che scatenerebbe nelle donne le sindromi anoressiche, e addirittura la sclerosi a placche.

Arriva il momento della dimostrazione, con visite a gente presente in sala. In occasione di una donna affetta da patologie ginecologiche viene spiegato nei dettagli il rito della medaglietta (occorre mettere nella vagina una medaglietta raffigurante la Madonna protetta da un preservativo, recarsi in chiesa facendo la comunione senza confessarsi, e poi seppellire la medaglietta vicino ad una pianta). Fra il pubblico nessuno si scompone più di tanto, né alla spiegazione del rito, né alla sua motivazione («… anche se non gliel’ha santificata un maschio [la vagina], se la santifica da sola»).

Si presenta poi una signora affetta da  psoriasi, a cui la Mereu chiede: «Raccontami la tua illusione»; la donna viene liquidata con «è perché tu non ti senti bella», e viene spiegato un rito che dovrebbe servire a far introiettare alla signora la “bellezza”: occorre far stampare su un’ostia la foto di un’attrice molto bella, e poi mangiare quest’ostia davanti all’altare di una chiesa. Così come nell’eucarestia si introietterebbe il divino, in questo caso si introietterebbe la bellezza.

Questi riti non sono in realtà farina interamente del sacco di Gabriella Mereu: la dottoressa afferma di essersi ispirata alla “Psicomagia” di Alejandro Jodorowsky. Il famoso regista e attore ipotizza in questo libro che un gesto effimero, ma ad alto impatto emotivo, possa scatenare nel paziente una reazione tale da portarlo ad una guarigione dal sintomo stesso.

L’ultimo caso analizzato è quello di una ragazza sui 25 anni. La paziente racconta una serie di sintomi facilmente riconducibili a disturbi d’ansia, parla nervosamente e con la voce rotta dall’emozione (occorre immaginare la difficoltà di una persona a raccontare i proprio problemi e la propria vita privata in piedi, davanti a tutti, e con un microfono sotto il naso). La Mereu la incalza, cercando di spostare il discorso sul suo terreno, ed arriva a qualcosa che le è congeniale: nel periodo in cui pare siano incominciati i problemi, la ragazza avrebbe lasciato una persona. La dottoressa getta uno sguardo sorridente alla platea: «Visto?» (risate dal pubblico); poi diagnostica «Si è resa autonoma, adesso si sente una troia e soffoca». Risate e applausi.

22 pensieri riguardo “Le insolite conferenze della dottoressa Mereu

  • 7 Dicembre 2017 in 14:10
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    non erano primi anni, ma 20 anni di pronto soccorso, così ho sentito dire più volte e c’era anche una collega testimone. tutto può guarire anche una preghiera. ma non tutti. secondo me è geniale la Mereu ma esagera. ed è aggressiva talvolta e megalomane. non può avere la verità assoluta

  • 22 Maggio 2017 in 12:20
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    Buon giorno, io ho letto i vari commenti negativi sulla Doc. Mereu, perchè non verificate di persona prima di criticare? vedete io ne ho avuto conferma una delle prime volte che l’ho incontrata,
    avevo un fungo sulla pelle e nessun dertmatologo era stato in grado di sopperire con le loro varie creme o medicine, era partito dal braccio ed si era esteso in tutto il corpo, LEI la Gabriella con la sua metafora è sparito tutto, non certo in un secondo, ma mi sono svegliato una mattina ed era sparito tutto e non avevo più prurito, sono circa una decina d’anni che non l’ho più quel maledetto fungo, e certo non devo ringraziare la medicina tradizionale ma LEI LA DOC. MEREU GABRIELLA,
    e che voi ci crediate o no non me ne fotte di meno.
    ANDATE AD UNA SUA CONFERENZA E POI PARLATE….

  • 15 Aprile 2012 in 08:36
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    Una dottoressa mitica, non c’e’ dubbio.
    Piu’ che “terapia verbale”, non sarebbe il caso di applicarle la “terapia del verbale”? (di polizia giudiziaria, intendo…)
     

  • 12 Aprile 2012 in 17:52
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    Egregio Bottazzi, mi permetto di aggiungere alcuni miei pareri, che riprendono  quanto ha gia’ scritto Alberto nel suo post delle 01:39.
    Innanzitutto esordire affermando che la “cultura sia un optional” non prelude ad un confronto sereno di opinioni, ma fin qui siamo nell’ambito della buona educazione. Quindi poi non si lamenti della qualita’ del dibattito.
    Il resoconto del sig. Bertolino, proprio perche’ e’ un resoconto, non produce e non ha lo scopo di produrre alcuna argomentazione. Semmai riporta le argomentazioni della dottoressa Mereu. E sono proprio queste a non convincermi.
    Dal momento che Lei parla di ABC della scienza, dovrebbe spiegarmi cosa c’e’ di scientifico nelle teorie della Mereu, perche’ io non ho trovato tracce di metodo scientifico, nemmeno in quantita’ “omeopatica”, in alcuna delle “argomentazioni” della Mereu. Personalmente, credo che effigi mariane e Scienza abbiano poco a che spartire.
    Come Lei mi insegna, l’abc della scienza impone che certe affermazioni vadano, tra l’altro, sostenute con dati di fatto. Attendo che Lei mi illustri i “migliaia di risultati positivi”, documentati, o che mi indichi una fonte da cui mi possa informare, come ha gia’ scritto Alberto.
    Tuttavia, parlare di Scienza per difendere una persona che la Scienza la avversa, mi ricorda molto quei personaggi che un minuto prima affermano che la fisica sia masturbazione mentale e poi utilizzano concetti mutuati (a caso) dalla meccanica quantistica per spiegare i poteri di questo o quel cristallo, di questa o quell’acqua “energizzata”.
    Per quanto riguarda i “principi piu’ sottili dell’omeopatia”, Lei si spinge addirittura a sostenere che sono “riconosciute dall’ordine dei medici”, che e’ una palese falsità.
    Visto l’inevitabile ricorso all’argomentazione del “mercato”, obietterei che la sua tesi puo’ essere considerata valida anche nel caso dell’omeopatia, i cui rimedi, specie considerando l’assenza di ricerca e -in molti casi- di principio attivo, non sono certo da considerarsi a buon prezzo ed hanno generato un mercato piu’ che florido. Il mio parere e’ che l’attenzione al vil denaro non e’ prerogativa unica della medicina allopatica.
    Infine, una importante precisazione: io non CREDO a Piero Angela o a chi per lui. Trovo le sue argomentazioni ragionevoli e sostenibili sul piano razionale. Al contrario, per essere d’accordo con la Mereu, vista l’attuale mancanza di dati oggettivi, si richiede un vero proprio atto di fede, e come lei ben sa, questo nulla ha a che vedere con la scienza.
    Buona serata
    Udo

  • 7 Aprile 2012 in 21:26
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    Da una che afferma “penso che ” La Scienza” come la religione sia un modo per tarpare le ali all’Intuizione” io non mi farei curare nemmeno un raffreddore…

  • 7 Aprile 2012 in 10:48
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    Grazie Guido per lo splendido lavoro, ho riso per dieci minuti, e grazie Bottazzi mi hai fatto ridere per altri dieci minuti, perfavore Bottazzi continua a curarti con i metodi alternativi così lasci i farmaci anche a quelli che non possono averli (terzo mondo), in genere gli invenduti a volte vanno in mercati meno vantaggiosi. torna a scrivere così ridiamo un po’, ciao Luca, biologo

  • 30 Marzo 2012 in 15:04
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    A proposito dei “principi sottili” dell’ Omeopatia: dagli amici (Scilipoti,Mereu,Bottazzi, ecc.) mi guardi Iddio, che dal CICAP mi guardo io.

  • 30 Marzo 2012 in 13:27
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    Sign. Bottazzi sia chiaro, non si devono creare dubbi sull’efficacia dei farmaci. se lei e’ ha conoscenza di test dove questi metodi sono superiori all’effetto placebo, la prego di fornire i dati.cordialmente Luca.

  • 30 Marzo 2012 in 01:39
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    Egr. Sig. Bottazzi, come può ben vedere, nell’articolo sono riportate citazioni testuali della dott.ssa. Se Lei ne contesta la validità, vi possono essere solo due alternative: o ciò che sta scritto nell’articolo non corrisponde a verità (nel qual caso La esorto ad indicarci dove possiamo informarci correttamente), oppure il resoconto è veritiero e in tal caso non mi sembra che Lei possa affermare che:

    Non si conosce nemmeno cosa dice la Dottoressa
     
    Detto ciò, devo ammettere che in effetti non sono un medico ma un fisico, ma a quanto pare neanche Lei mi sembra ferrato in materia. Lei afferma:

    (sapete che esistono test per le medicine dove i risultati del gruppo che assume medicine “finte” sono simili a quelli del gruppo che assume i medicinali veri).
     
    A parte il fatto che esiste un nome tecnico (che saprà certamente vero?) per le medicine finte, come le chiama Lei, ma il fatto è che l’efficacia di queste medicine non è per niente “simile” a quelle vere: bisogna che le medicine vere siano molto più efficaci di quelle finte affinché possano essere commercializzate. Al contrario, sono le pratiche “alternative” ad essere simili alle medicine finte e questo è esattamente ciò che ne dimostra l’inutilità.

  • 30 Marzo 2012 in 00:20
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    OK, prendo atto. Che la Cultura fosse un optional, si sapeva. Ma che le persone utilizzassero le loro lacune come argomenti “forti” di un dibattito, questo mi nuovo.
    Dove consultare cose che sono patrimonio della nostra Cultura (una Medicina riconosciuta dall’Ordine dei Medici!)?!? Non avete mai sentito parlare della componente psicosomatica delle cure, anche nei medicinali (sapete che esistono test per le medicine dove i risultati del gruppo che assume medicine “finte” sono simili a quelli del gruppo che assume i medicinali veri).
    Ma cosa fanno studiare nelle scuole, Topolino? Certo che poi si crede al primo Piero Angela di turno.
    E poi credevo che si trattasse di un vero dibattito, e non di retorica (che gli interventi fosse sostanziali, anche se non competenti).
    Si parla di conferenze specifiche, e non le si è seguite?!? (altrimenti si sarebbe parlato con le persone che hanno sono guarite). Perchè mischiare le Ideologie con la scienza? A chi giova?
    Se non si conosce il termine “sottile” ci si può informare (non c’è bisogno di rimarcare la propria incompetenza).
    Non si conosce nemmeno cosa dice la Dottoressa, e si afferma “non è ciò che dice la Dottoressa”.
    Mah. Pensavo fosse un vero dibattito.
    Grazie comunque per l’impegno nel rispondere (anche se non approvo i contenuti), che è comunque una dote rara oggi.

  • 28 Marzo 2012 in 16:53
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    Un tempo se non si aveva una preparazione specifica su di un argomento non si scriveva in proposito: si evitavano brutte figure
    Quindi si può dedurre che Lei, Sig. Bottazzi, sia specificamente preparato sulle medagliette avvolte in condom ed inserite in vagina?

  • 28 Marzo 2012 in 13:05
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    (ci sono, in proposito, migliaia di risultati positivi che si possono portare nel caso della Dott. Mereu).
     
    Benissimo, ci potrebbe indicare dove possiamo trovarli per consultarli? Grazie
     
    la Dott. Mereu non applica altro che i principi più “sottili” della omeopatia
     
    E i suoi sarebbero i metodi più sottili? Chiisà come sono quelli grossolani!
     
    la Scienza riconosce una componente psicosomatica nella malattie, riscontrata in tutti i test effettuati
     
    Che è cosa ben diversa dalle cose che dice la dottoressa.
     
    i Medici “di un tempo” (anche solo 50 anni or sono) utilizzavano questo approccio psicosomatico, che significa cercare di andare alle cause del problema, mentre oggi la medicina non ricerca affatto le cause, dando grandi dosi di medicinali per sopprimere i sintomi.
     
    E infatti oggi si cura molto meglio e con più efficacia di 50 anni fa. Questo dovrebbe far pensare.

  • 28 Marzo 2012 in 10:56
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    Perchè la gente non si attiene ai fatti, ma finisce a produrre argomentazioni completamente a-scientifiche, umorali come fa il Sig. G. Bertolino?
    Una argomentazione scientifica (parliamo di a-b-c della scienza) terrebbe conto 1) di eventuali risultati oggettivi (ci sono, in proposito, migliaia di risultati positivi che si possono portare nel caso della Dott. Mereu). 2) del fatto che la Dott. Mereu non applica altro che i principi più “sottili” della omeopatia (riconosciuti dall’ordine dei medici) 3) che la Scienza riconosce una componente psicosomatica nella malattie, riscontrata in tutti i test effettuati 4) che i Medici “di un tempo” (anche solo 50 anni or sono) utilizzavano questo approccio psicosomatico, che significa cercare di andare alle cause del problema, mentre oggi la medicina non ricerca affatto le cause, dando grandi dosi di medicinali per sopprimere i sintomi.
    Un tempo se non si aveva una preparazione specifica su di un argomento non si scriveva in proposito: si evitavano brutte figure. Ringraziamo comunque il il Sig. G. Bertolino per poter dare ai sostenitori di una Cultura sostanziale la possibilità di evidenziare le differenze tra te Terapie che funzionano per le persone, e quelle che funzionano per il “Mercato”.

  • 25 Marzo 2012 in 16:57
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    A quanto pare, girera’ tutta l’Italia non so se avete visto il suo calendario per il 2012. Mannaggia!!!!!!!!!!! il 3-4-5 maggio sara’ pure a Cesena.Stavo pensando all’asteroide 2012DA14,se lo proteggiamo con un preservativo,non e’ che la Mereu se ne puo’ prendere cura?

  • 23 Marzo 2012 in 13:34
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    Oserei qualcosa di piu’Alberto,lo faccia fuori dall’atmosfera terrestre.

  • 23 Marzo 2012 in 10:19
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    Aldo, poche storie. La Mereu è una squinternata, se proprio vuole promuovere le sue scempiaggini almeno lo faccia al di fuori dell’ordine dei medici. Con la salute non si deve scherzare.

  • 23 Marzo 2012 in 08:58
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    Nulla di nuovo sotto il sole. Anche ai tempi di Ippocrate si incontravano/scontravano medici che cercavano di guarire mediante medicamenti reperibili in Natura con Sciamani che curavano mediante rituali magici. In epoche più vicine a noi questi incontri spesso si risolvono con una conversione del Medico, deluso dagli insuccessi della Medicina biochimica di fronte a malattie che sembrano coinvolgere sia la psiche che il corpo, allo Sciamanesimo, magari mediato ed edulcorato dalla Psicanalisi e da altre conoscenze che questa epoca di grande comunicazione superficiale ha reso di facile accesso a tanti.
    Si ricade nella tragedia rappresentata spessissimo nella storia della Medicina: il Medico rivoluzionario ottiene qualche successo, attacca la Scuola Ufficiale di quel momento legata al potere di quel momento, la quale reagisce. Ci si avvita in uno scontro dove non c’è più dialogo, ma rogo, o fisico o legale, a seconda dell’ epoca. La follia e il ricovero sono spesso la fine del Medico isolato e furioso per essere stato emarginato. Oggi abbiamo anche l’ Idolo della Libertà di Pensiero, per cui gli Ordini Professionali reagiscono solo di fronte ad un reato certo e passato in giudicato (questo per rispondere a Roberto). Mentre una convocazione tempestiva e una messa di fronte alle responsabilità il più delle volte limiterebbero per tempo i danni dovuti al delirio di onnipotenza. Ai malati di malattie che sono brutte bestie per tutte le Medicine rimane solo la confusione e la sfiducia, mentre un approccio razionale e, soprattutto, etico, vorrebbe una collaborazione tra varie scuole allo scopo sincero di ottenerne una guarigione, senza il fine superbo di voler dimostrare che la Verità è appannaggio di un solo eletto.

  • 23 Marzo 2012 in 08:38
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    Questa relazione di Guido Bertolino, che ringrazio, ha scatenato in me una grave crisi di astinenza da Santa Inquisizione, con deliri psicomotori che hanno costretto mia moglie a chiamare il 118. Dopo una notte in TSO con sedazione mediante benzodiazepine in endovena, pur rimanendo in me il desiderio di un mondo felice dove sia possibile ancora interrogare certi soggetti con strumenti educativi come la Vergine di Ferro, i tiri di corda, la marchiatura a fuoco, sono più calmo e posso parlarne in generale.
    Ah, Torquemada, Torquemada, perché ci hai lasciato?

  • 22 Marzo 2012 in 21:57
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    Allucinante. O.o
    …O sarebbe meglio dire “allucinata”?

  • 22 Marzo 2012 in 18:47
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    @Luca Neri Cesena: No no tutto bene 🙂 … D’altronde era un sacrificio che qualcuno doveva fare, fa esperienza 😉

  • 22 Marzo 2012 in 15:50
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    Ci sarà un ordine dei medici che sorveglia e decide se un medico non è più capace di esercitare, vero?
    Esiste un controllo su chi bada alla nostra salute, vero?
    O no?

  • 22 Marzo 2012 in 13:35
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    C’e’ una sola cosa che mi preoccupa,come sta Guido Bertolino?MIca facile una serata del genere.

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