Fusione fredda a Bologna: il punto della situazione

Come i lettori di Query ricorderanno, il 14 gennaio scorso, alla presenza di rappresentanti del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è stato presentato il prototipo di un nuovo dispositivo per la produzione di energia, battezzato E-Cat (“Energy catalyzer”) dal suo inventore. Andrea Rossi avrebbe messo in pratica le idee di Sergio Focardi, professore emerito al Dipartimento di Fisica, che aveva condotto alcuni esperimenti nei primi anni Novanta, all’epoca del grande clamore sulla fusione fredda.

Alcuni ricercatori del Dipartimento di Fisica avevano collaborato alle misure, stimando una potenza termica sviluppata di circa 12kW, a fronte di una potenza elettrica assorbita minima e di un consumo di idrogeno praticamente nullo.
I report pubblicati dai ricercatori sono disponibili a questo link; altri dettagli sulla dimostrazione in questo articolo e nella successiva risposta di Giuseppe Levi, uno dei ricercatori coinvolti. Quello che segue è un breve riassunto di quanto si sa fino a ora degli esperimenti in corso sull’apparecchio, cioè abbastanza poco, dato che il gruppo di Bologna tiene il più stretto riserbo sulle attività in corso.

Le misure effettuate a gennaio, peraltro dichiaratamente preliminari, hanno suscitato diverse critiche, rese più aspre dal fatto che il suo funzionamento si baserebbe su fenomeni nucleari a bassa energia (come la fusione fredda) che secondo la maggior parte della comunità scientifica non sono mai stati dimostrati. Successivamente è stato eseguito almeno un altro test, in cui questa volta il reattore avrebbe funzionato per 18 ore, ma le scarne anticipazioni rilasciate da Levi (qui sulla rivista svedese Ny Teknik) non sono bastate a dissipare i dubbi, anche se le condizioni sono state cambiate per tener conto di alcune delle obiezioni.

Per esempio, un problema riscontrato durante la prima dimostrazione era dovuto alla vaporizzazione dell’acqua nel circuito che doveva misurare il calore prodotto dal dispositivo attraverso la misura della temperatura dell’acqua in ingresso e del vapore in uscita: il calcolo era basato sull’ipotesi di completa evaporazione dell’acqua, ma il risultato sarebbe stato sensibilmente inferiore ipotizzando la presenza nel vapore di goccioline di acqua liquida, cosa che non è stato possibile accertare. Per evitare questo problema, nel nuovo test è stato usato un flusso di acqua maggiore, in modo da avere acqua liquida sia in ingresso sia in uscita e poter calcolare il calore prodotto semplicemente in base alla differenza di temperatura tra ingresso e uscita. Stando alle anticipazioni di Levi, durante questo test il dispositivo avrebbe sviluppato mediamente 20 kW, raggiungendo però anche valori molto superiori. Secondo Levi, con cui abbiamo avuto modo di parlare pochi giorni dopo il test, questo sembra escludere qualunque fonte di energia di natura chimica: non esistono infatti  batterie o altri dispositivi come celle a combustibile che siano in grado di immagazzinare nel ridotto volume del dispositivo l’energia necessaria a erogare 20 kW per un tempo così lungo.

Un altro elemento di perplessità è che apparentemente manca qualunque forma di radiazione, che dovrebbe essere presente se nel reattore avvenissero i processi di fusione nucleare “a freddo” che sono stati proposti da Rossi e Focardi per spiegare il fenomeno. In sostanza, se il dispositivo funziona non sembra che ciò avvenga né grazie una reazione chimica né a processi nucleari noti.

D’altronde, rispetto ad altri lavori pubblicati su questi ipotetici fenomeni nucleari a bassa energia, Rossi ha alzato la posta: 20 kW sono una potenza così grande, qualunque ne sia l’origine, da essere facilmente misurabile. Se esiste davvero, dovrebbe essere semplice rimediare rapidamente ai problemi inevitabili negli esperimenti preliminari, ottenendo misure incontrovertibili. La soluzione migliore è senza dubbio la pubblicazione dei risultati di una nuova prova sperimentale che tenga conto dei problemi emersi e permetta di chiarire, al di là di ogni dubbio o sospetto, come stanno le cose.

94 thoughts on “Fusione fredda a Bologna: il punto della situazione

  • 5 Aprile 2011 in 11:43
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    “I report pubblicati dai ricercatori sono disponibili a questo link”
    Nein! “Forbidden. You don’t have permission to access /files/Levi, Bianchini and Villa Reports.pdf on this server.”
    Riscriviamo la fisica? E io che sono vecchio posso essere esonerato dallo studio di quella nuova?
    OK, basta lollare. Aspettiamo conferme.

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  • 5 Aprile 2011 in 11:58
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    @juhan, grazie. Adesso dovrebbe andare (c’è una virgola nell’indirizzo che incasina le cose)

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  • 5 Aprile 2011 in 12:21
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    Hei… non è che l’articolo si rifà a qualche altro pubblicato il 1° aprile??
     

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  • 5 Aprile 2011 in 12:29
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    A proposito della prova di 18 ore.
    Purtroppo non riesco a ritrovare il link, ma avevo letto che a regime la temperatura dell’acqua era di 20°C. Ora, finché si fanno stime di potenza con temperatura al di sopra della temperatura ambiente va tutto bene, perché la stima che si ottiene trascurando lo scambio di calore con l’esterno è una sottostima della potenza effettivamente prodotta (stiamo trascurando il fatto che la macchina scalda anche l’ambiente circostante). Ma se stiamo valutando l’energia in base ad un liquido che si riscalda fino a raggiungere l’energia ambiente, come faccio ad escludere che quell’energia non sia semplicemente dovuta al passaggio naturale di calore dall’ambiente al liquido?

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  • 5 Aprile 2011 in 13:46
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    ma e’ lo stesso personaggio della vicenda della Petroldragon?

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  • 5 Aprile 2011 in 16:44
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    Se continua a non quagliare, ‘sta scoperta è destinata a far la fine del Cronovisore di Ernetti.

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  • 5 Aprile 2011 in 20:20
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    Sembra che le constanti del nostro universo si stiano lentamente degradando (cit. Dr. Bishop, Fringe)

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  • 6 Aprile 2011 in 07:00
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    @Queryonline
    Mi fa piacere che la rivista sia tornata ad occuparsi di ff.
    Segnalo una nota che ho spedito a Franco Foresta Martin del CdS durante il periodo di chiusura.
    http://forum.corriere.it/ambiente_e_clima/04-04-2011/fusione-fredda-1757732.html
    Stiamo a vedere che cosa uscirà oggi da Bologna.
    Resta sempre la domanda: è necessario sottoporre a controllo sperimentale tutti i claims degli inventori? Che differenza c’è tra Rossi e i numerosi inventori del moto perpetuo?
    Non sarebbe bastato leggere il brevetto per capire di che cosa si tratta?
    Cordiali saluti

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  • 6 Aprile 2011 in 07:39
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    @Queryonline
    La soluzione migliore è senza dubbio la pubblicazione dei risultati di una nuova prova sperimentale che tenga conto dei problemi emersi e permetta di chiarire, al di là di ogni dubbio o sospetto, come stanno le cose.
    In condizioni ordinarie questa potrebbe essere una posizione ragionevole, ma quando lo stesso Rossi ammette che nell’E-Cat  vengono violate leggi della fisica (ha dimenticato quelle della chimica) ci si trova in una condizione straordinaria.
    Il DF di Bologna ha lasciato coinvolgere pesantemente Levi e altri; Ferrari addirittura auspica che lo stato intervenga a finanziare la ricerca di Rossi. Focardi ha pubblicato con Rossi; sono anni che Focardi si occupa con Piantelli di ff. A Bologna c’è un nucleo storico di fusori freddi.
    Il coinvolgimento del DF di Bologna  fa parte dell’avventura di Rossi, non dobbiamo dimenticarlo.
    Speriamo che ora il DF non esca solennemente a dire che l’E-Cat non funziona, vantandosi della competenza scientifica dei suoi ricercatori. Sarebbe una bella scoperta.
    Vedrete che finirà così.
    Buona giornata

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  • 6 Aprile 2011 in 09:07
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    @Queryonline
    @Daniele
    Ah, voci di corridoio mi dicono che uno dei più fieri denigratori dell’E-Cat, il mitico chimico nucleare Camillo Franchini, alla fine sia stato “scaricato” – meglio tardi che mai –  da chi si avvaleva dei suoi strali di parte,  CICAPQuery on line. Voci da confermare ovviamente, ma le ritengo attendibili. Un po’ mi dispiace per Franchini… sì un po’… ha molti più anni ed esperienza di me perciò comunque lo rispetto.
    Scaricato non direi, dato che sono stato invitato a partecipare all’incontro degli associati della Toscana del prossimo 16 aprile.
    Come si dice in politica, il confronto tra noi è stato franco.
    Semplicemente non credo che si debbano rincorrere con il cappello in mano tutte le scoperte e le invenzioni che passa la piazza. Alcune si possono tranquillamente scartare a priori. Altri tra noi si affidano esclusivamente al controllo sperimentale. E’ il complesso di Bellarmino che attanaglia gli Italiani, ma non gli Svizzeri che hanno negato il brevetto a Rossi, senza chiedergli di esibirsi in un capannone.
    Se il fusore Focardi ha caratterizzato (o in qualche modo condizionato) fino a oggi l’atteggiamento del DF di Bologna, bisogna che qualcuno lo metta in evidenza; altrimenti lasceremo che tutti i gatti siano grigi. La libertà di ricerca è sacra, ma non “sacrissima”. C’è DF e DF; non c’è mica solo Bologna in Italia. Per esempio c’è anche Pisa. A Pisa sono meno vispi? Poi ci sono i Dipartimenti di Chimica, nessuno dei quali è fusionista.
    I meriti dei vari Centri di ricerca variano, non sono mica una costante universale.
    Cordiali saluti

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    • 6 Aprile 2011 in 10:58
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      @Franchini: le chiediamo di non rispondere qui a cose scritte altrove, altrimenti chi legge non capisce niente. Se deve rispondere a qualcosa che ha scritto Daniele sul suo blog lo faccia là nei commenti e non qui. Grazie.

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  • 6 Aprile 2011 in 11:45
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    Volevo segnalare questo articolo di oggi (in inglese) della rivista svedese Ny Teknik a riguardo. Il titolo è emblematico: “It’s a nuclear reaction”:
    http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece
    (Sul blog di Passerini è a proposito disponibile una traduzione in lingua italiana)
    Hanno avuto modo di testare per qualche ora l’E-Cat, questo è il loro report tecnico:
    http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29.

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  • 6 Aprile 2011 in 12:29
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    @Queryonline
    Il messaggio che ho spedito ha una sua autonomia; ho avuto cura di citare le osservazioni di Daniele, per cui si capisce tutto.
    Durante l’abbandono di Queryonline ho dovuto arrangiarmi come ho potuto, cercando ospitalità e impostando un sito personale.
    Non potevo abbandonare un’iniziativa così importante, sarebbe stato un comportamento irresponsabile anche nei confronti del CICAP.
    Ora vediamo come procede il DF dell’Università di Bologna. Non credo che arriverà a confermare quanto riportato da Ny Teknik. Si esporrebbero al ludibrio delle altre università.
    Speriamo che prendano presto una posizione, perché ogni giorno che passa è peggio per loro.
    Cordiali saluti

    Rispondi
  • 6 Aprile 2011 in 13:36
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    Volevo ricordare che se fosse qualcosa di non spiegabile , e quindi paranormale , c’e’ sempre i ballo il milione di dollari di James Randi.

    Rispondi
  • 6 Aprile 2011 in 13:56
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    “Ora vediamo come procede il DF dell’Università di Bologna. Non credo che arriverà a confermare quanto riportato da Ny Teknik. Si esporrebbero al ludibrio delle altre università.
    Speriamo che prendano presto una posizione, perché ogni giorno che passa è peggio per loro”

    A questo punto mi pare chiaro che il chimico Camillo Franchini abbia perso il senso della realtà

    Sven Kullander è professore emerito dell’Università di Uppsala nonché presidente del Comitato dell’Energia presso l’Accademia Nazionale delle Scienze. Hanno Essén è professore associato di fisica teorica e docente presso il Royal Institute of Technology svedese, nonché presidente della Skeptics Society svedese, in altre parole l’equivalente del CICAP in Italia.

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  • 6 Aprile 2011 in 14:25
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    A questo punto manca soltanto un test fatto dentro l’università per un minimo di ufficialità.
    Certo che non capisco come mai il banalissimo test di calorimetria non l’abbiano fatto dentro l’università già il 14 gennaio. Si sarebbero risparmiati i molti dubbi e avrebbero confermato il fenomeno in modo conclusivo, rendendo focardi di certo piu contento.

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  • 6 Aprile 2011 in 14:39
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    @Giuseppe Gualandi
    A questo punto mi pare chiaro che il chimico Camillo Franchini abbia perso il senso della realtà
    Se è per questo,  Focardi è Direttore Emerito (o come si chiama) del DF di Bologna. Ha contatto con la realtà?
    Ora la palla sta nel campo del DF di Bologna, come fin dall’inizio è giusto che sia. Rossi rappresenta se stesso, è un outsider; il DF di Bologna dovrebbe essere una cosa più grossa, visto che costa alla comunità.
    Lasciamo da parte i deuteragonisti, Kullander e compagnia, e consideriamo solo i protagonisti, Rossi e il DF di Bologna.
    Vediamo come il DF vede l’invenzione di Rossi, e come giudica il fatto che non abbia ottenuto un brevetto. Un deplorevole ritardo burocratico?
    Se nel DF stanno ancora zitti, significa che sono nell’imbarazzo più totale.
    Cordiali saluti

    Rispondi
  • 6 Aprile 2011 in 14:56
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    @ Mattia Rizzi
    A questo punto manca soltanto un test fatto dentro l’università per un minimo di ufficialità.
    E’ facile prevedere che il DF dell’Università di Bologna non si pronuncerà, perché non può fare altro. Vuole farsi dimenticare, non sa che atteggiamento assumere per non perdere la faccia.
    Non si sono resi conto che la presenza di stampa e  fotocamere a quella demo disgraziata li ha resi estremamente vulnerabili.
    Dopo la presa di posizione di Ny teknik tocca a loro, non possono aspettare ancora.
    Cordiali saluti

    Rispondi
  • Pingback:Fusione fredda a Bologna: un aggiornamento

  • 6 Aprile 2011 in 16:07
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    @Camillo Franchini:

    “Durante l’abbandono di Queryonline ho dovuto arrangiarmi come ho potuto, cercando ospitalità e impostando un sito personale.”

    Gent.mo Sig Franchini,
    fornirebbe gentilmente il link al Suo “sito personale”?

    Rispondi
  • 6 Aprile 2011 in 17:00
    Permalink

    @Cherenkov
     
    Non è propriamente un sito, è un posto dove scrivere le cose senza essere moderati.
    fusionefredda.wordpress.com
    Cliccare “19 acommenti”
    Grazie per l’interesse

    Rispondi
  • 6 Aprile 2011 in 18:14
    Permalink

    @Levi
    Leggo sul rapporto che avete stilato il 3 aprile a Bologna:
    The 100 °C temperature is reached at 10:42 and at about 10:45 all the water is completely vaporized
    found by visual checks of the outlet tube and the valve letting out steam from the chimney.
    Vapore che esce da uno sfiato?
    La misura dell’ energia in uscita dall’E-Cat è tutta da riconsiderare.
    L’energia di vaporizzazione ha significato solo se si conosce la quantità di acqua vaporizzata e se il vapore è in equilibrio con l’ultima goccia di acqua liquida contenuta nel recipiente. E’ un dato termodinamico, quindi di equilibrio. Voi avete invece lavorato in condizioni dinamiche, liberando addirittura vapore in ambiente.
    La sola misura di energia accettabile da una perizia esterna può essere così descritta:
    – flusso noto costante di acqua che entri in equilibrio con la sorgente di calore
    – anche in uscita, mantenersi molto lontano dalla temperatura di evaporazione dell’acqua.
    – misura della temperatura dell’acqua in entrata e in uscita dal reattore.
    Possibile che a Bologna non ci sia un esperto di fisica tecnica che insegni come si misura l’energia asportata da un fluido ? Ai miei tempi c’era il Prof. Trevissoi, veramente bravo.
    Vi avrebbe bocciato tutti.
    Fare evaporare l’acqua, lasciarla sfiatare, è pazzesco. Non si poteva abborracciare peggio una misura.
    Speriamo almeno che gli Svedesi abbiano mangiato bene.

    Rispondi
  • 6 Aprile 2011 in 20:00
    Permalink

    @Mattia Rizzi
    L’unico punto un attimo in dubbio, per me, è come hanno fatto a dire che nell’e-cat son andati 0.11 grammi di idrogeno. Hanno pesato la bombola? Hanno applicato la legge dei gas perfetti conoscendo il volume? Immagino quello visto che mi esce lo stesso risultato.
    Avevo espresso la stessa richiesta a Levi subito dopo la prova del 14 gennaio. Non esistono metodi per fare questa misura con la precisione del centesimo di grammo in un set sperimentale come quello descritto. Siccome è un dato molto importante, è necessario che informino sul metodo che hanno seguito.
    Levi non ha  risposto, perché sembra che abbia preso cappello.
    Il testo riporta:
    The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.
    In presenza di polvere di nickel, potente catalizzatore di idrogenazione, tutto l’idrogeno viene ossidato dall’ossigeno dell’aria lasciata nel reattore. Altro che “small impurity”. Si forma acqua e addio idrogeno.
    La descrizione dell’esperimento è del tutto inaccettabile.
    Ancora una volta chiedo che al posto di Levi si esprima Capiluppi. Il Dipartimento di Fisica di Bologna deve capire che mezzo mondo è mobilitato su questa faccenda di Rossi; cerchino di chiuderla con senso di responsabilità.
    Cordiali saluti

    Rispondi
  • 7 Aprile 2011 in 04:58
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    @Mattia Rizzi
    Se hai dei dubbi su quello che sanno fare a Bologna, ascolta la lettura che Focardi ha rilasciato a Radio Città del Capo
    http://radio.rcdc.it/archives/sergio-focardi-parla-il-padre-della-fusione-fredda-ni-h-75679/
    Non mi sembra la descrizione di un evento destinato a cambiare la storia energetica del mondo.
    Secondo Focardi:
    – La ff alla Fleischmann & Pons (D/Pd) non ha avuto successo; si tratta solo di fluttuazioni statistiche.
    Completamente d’accordo. Focardi non sembra però essersi reso conto che l’interazione ipotizzata è la dd, che non richiede l’intervento della forza debole; accenna infatti a un’interazione deuterio/palladio.
    – Le reazioni prese in considerazione avvengono sulle stelle; si tratta evidentemente della pp, una reazione che richiede l’intervento della forza debole. Sul Sole la sezione d’urto della pp è intorno a 10^-25 barn. Figuriamoci se può avvenire nel pentolino di Rossi.
    – Poi si ripiega sulla reazione nucleo di nickel/protone. Anche di questa reazione conosciamo le sezioni d’urto; le ho riportate in un documento a parte. Le sezioni d’urto sono praticamente <i>zero</i>.
    – Teme la presenza di neutroni. Da quale reazione verrebbero, se escludiamo la pp ?
    – Come Stremmenos, Focardi è convinto che molta energia termica venga prodotta dal rinculo dei nuclei gamma emettitori. In realtà si tratta di una frazione insignificante, calcolabile o rilevabile dai grafici che ho forrnito.
    E’ accettabile che il Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna lasci diffondere pseudo scienza con tanta leggerezza? Non è accettabile.
    Probabilmente c’era un pubblico di giovani; che idea si saranno fatti delle reazioni nucleari, dei parametri che devono essere rispettati perché avvengano?

    Rispondi
  • 7 Aprile 2011 in 11:16
    Permalink

    Fare evaporare l’acqua, lasciarla sfiatare, è pazzesco. Non si poteva abborracciare peggio una misura.
    Sono d’accordo che la misura non è stat fatta bene e che una calorimetria a singola fase era mooolto meglio. Ma facendo due conti anche non considerando il calore di vaporizzazione, si hanno qualcosa come 300 watt in piu rispetto all’ingresso (vedere conti fatti nei commenti della notizia qui accanto). Che moltiplicati per il tempo di esecuzione gia bastano per escludere una origine chimica, visto che il volume è molto esiguo.
    Si può pensare che il flusso d’acqua sia stato dimezzato, ma agendo sulla pompa peristaltica si sente che la pompa sta andando alla metà rispettoa prima. L’esigio volume basta per scartare l’ipotesi che l’acqua in eccesso sia stata stoccata dentro il reattore.
    Anche il tester, uno può pensare alla pressione del tasto HOLD-ON ma hanno osservato una dimunuzione della potenza durante l’accensione del reattore. Riprogrammazione del firmware?
    Insomma, ragionando sulla carta, il trucco se c’è è veramente tosto.

    Rispondi
  • 7 Aprile 2011 in 19:30
    Permalink

    Scusate , ma se codesto andrea rossi è, come sembra ,lo stessa persona implicata nello scandalo petroldragon , vedere per credere, non vi sembra che il dibattito circa la pretesa scientificità dell’esperimento sia fuori luogo?non dovreste fare qualche verifica giornalistica prima?

    Rispondi
  • 7 Aprile 2011 in 20:33
    Permalink

    @Sig.Fortuzzi
    Se ci fu qualcosa di scandaloso,non fu l’agire dell’Ing.Rossi.
    Si informi.
    Saluti.

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 06:27
    Permalink

    @ Mattia Rizzi
    Insomma, ragionando sulla carta, il trucco se c’è è veramente tosto.
    Infatti il solo modo per sottoporre a verifica l’invenzione (vale per tutte le invenzioni, non solo per questa) è di controllare se vengono violate leggi di chimica e di fisica. Se questo avviene, è certo che ci troviamo di fronte a una patacca.
    Per questo il mio approccio all’invenzione è stato così diverso da quello di Bagnasco.
    Nel brevissimo rapporto del 4 aprile è sufficiente modificare un numero, dargli una “spintarella”, per trasformare il test da negativo a positivo. La posta in gioco è troppo importante per accontentarci di quella paginetta e di quei testimoni.
    Se accettassimo il criterio “prima i fatti sperimentali, poi la teoria” avremmo già chiuso la questione con l’evento del 4 aprile.
    Credo che solo Daniele di 22 passi d’amore abbia avuto il coraggio di considerare chiuso il discorso Rossi sulla base di quel rapportino.

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 06:37
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    @sig.Fortuzzi
    Le consiglio di leggere la storia di Andrea Rossi sia nella pagina che lui stesso ha pubblicato oppure la voce di Wikipedia. Ma leggerla, non concludere banalmente: c’è una storia di manette…
    @tutti gli scettici
    Molto spesso si notano da parte vostra osservazioni irose e strafottenti avanzando spesso ipotesi e dubbi di competenza circa queste persone. Bene. Una volta che questi dati dovessero essere confermati in modo assoluto, dovremo ritenervi degli incompetenti che dovreste tornare a scuola?

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 07:24
    Permalink

    @Claudio Eterno
    Molto spesso si notano da parte vostra osservazioni irose e strafottenti avanzando spesso ipotesi e dubbi di competenza circa queste persone.
    Irose mai; strafottenti certamente e anche spesso. Fa parte del gioco, non bisogna impressionarsi.
    Ha letto la richiesta di brevetto Pascucci/Rossi? E’ difficile scrivere un commento che non appaia strafottente. Ha seguito la presentazione di Levi? Ha ascoltato Focardi? Ha letto Stremmenos in Journal of Nuclear Physics? Lo ha ascoltato? E’ difficile mantenere una serenità olimpica dopo simili esperienze.
    Bene. Una volta che questi dati dovessero essere confermati in modo assoluto, dovremo ritenervi degli incompetenti che dovreste tornare a scuola?
    Senza dubbio. Avremmo dimostrato una imperdonabile incompetenza.
    Le consiglio di leggere la storia di Andrea Rossi sia nella pagina che lui stesso ha pubblicato oppure la voce di Wikipedia.
    Dell’iniziativa Petroldragon sorprende l’ingenuità  di Rossi. Trasformare in combustibile utile qualche tonnellata di scarti di idrocarburi è tecnicamente possibile, ma richiede la competenza di un ingegnere petrolchimico che abbia lavorato in una raffineria. In ogni caso si tratta di un’iniziativa terribilmente energivora. Sicuramente spendi più di quello che ricavi. Infatti solo Rossi ha ceduto alla tentazione di recuperare quella roba. Chissà in quanti ci hanno pensato e fatto due conti.
    Come fa ad affidarsi a Wikipedia per avere notizie su Rossi? Sa come si formano le voci di Wikipedia?
    Cordiali saluti

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 07:39
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    @Queryonline
    e cosa intende per verifica giornalistica?
    Andare oltre Wikipedia. Mi associo con entusiasmo alla richiesta di Alberto Fortuzzi. Si può sapere chi è veramente Andrea Rossi e che cosa ha fatto nella vita? Nel blog di Passerini è risultato che si fregia abusivamente del titolo di ingegnere (anche se engineer in America è una cosa diversa).

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 09:14
    Permalink

    Cosa ha fatto nella vita Rossi non mi interessa un gran chè,interessa ciò che sta facendo ora. Ci vediamo ad ottobre,in Atene.

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 10:12
    Permalink

    @Giovanni Guerrini
    Cosa ha fatto nella vita Rossi non mi interessa un gran chè,interessa ciò che sta facendo ora. Ci vediamo ad ottobre,in Atene.
    A molti interessa invece. In attesa che arrivi ottobre, vediamo di conoscere la persona. Aiuterà anche a capire il fallimento dell’impresa, se fallirà. Ad omnia parati.
    Cordiali saluti

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 15:10
    Permalink

    I giornalisti qui siete voi della redazione di Query…
    Perchè non avvertite il lettori , anche quelli che stanno per comprare i biglietti per atene,che il sedicente ingegner Rossi, al secolo laureato in filosofia è lo stesso Rossi truffatore , plurigiudicato e noto millantatore cervello della truffa della Petroldragon?
    Perchè non riportate che l’universita di bologna non si è prestata al gioco  e l’esperimento non è stato condotto sotto la sua egida?
    Perchè non riportate la notizia che l’ufficio brevetti svizzero a mandato il cialtrone a quel paese?
    Perchè l’unico professor kullander che ho trovato in svezia è un biologo?( qui posso sbagliare perchè ho fatto una ricerca velocissima).
    è questo che si intende per verifica giornalistica….
    Alberto Fortuzzi

    Rispondi
    • 8 Aprile 2011 in 15:25
      Permalink

      @Alberto Fortuzzi: della storia di Rossi abbiamo parlato nel primo articolo che abbiamo pubblicato, così come abbiamo parlato dei brevetti. Il coinvolgimento del Dipartimento di Fisica di Bologna è evidente a tutti (e ne abbiamo parlato). Al momento, come abbiamo scritto, si stanno accordando con Rossi per stipulare un contratto per effettuare le misure sull’E-Cat. Per quel che riguarda Kullander, non serve essere giornalisti per usare Google e verificare che è professore emerito a Uppsala e presidente del Comitato per l’energia della Accademia delle Scienze svedese. Quindi le verifiche giornalistiche son state fatte e i risultati son stati riportati.
      Al momento, comunque, l’unica cosa che interessa al CICAP e a Query è capire se quell’aggeggio funziona veramente.

      Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 15:14
    Permalink

    @giovanni guerrini e claudio eterno .
    L’avevo gia fatto prima di scrivere i commenti , a voi invece consiglio di andare a vedere cosa ha scritto la magistratura sul vostro affezionatissimo….

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 15:36
    Permalink

    @alberto fortuzzi
     
    perchè, cosa ne pensa la magistratura???

    a me risulta che da 53 capi di imputazione sia, dopo qualche anno di galera , sia stato assolto , tranne 5? legati ai numerosi fallimenti a catena delle società coinvolte.

    Ha delle informazioni diverse da quelle reperibili sul suo sito?

    Le pubblichi sotto la sua responsabilità oppure taccia!!

    Il suo,e quello di franchini il chimico,  livore personale nei confronti di una persona che ha trovato la forza di rinascere a 60 anni, dopo tutte le prove a cui è stato sottoposto fa solo vomitare!

    Per fortuna verrete spazzati via dalla storia  e di voi rimarrà come ricordo solo un vago sentore di nausea  

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 16:07
    Permalink

    Assoluzione non significa spesso non aver commesso il reato , prego andare a verificare….
    Circa l’opportunità di attingere informazioni sul cialtrone direttamente dal suo sito , non mi sembra la cosa più pluralistica o giornalisticamente corretta .
    Se dovessi fare una ricerca su vanna marchi non userei materiale preso da un suo eventuale sito.
    @gualandi …..non so perchè mi vuole spazzato via dalla storia e nell’accentuazione  di una non meglio specificata pluralità in cui le mi vuole collocare si percepiscono echi di altri personaggi che odiano magistratura ,costituzione and so on…
    @Query non mi sembra che essere pagati per effettuare test sia sufficente a dire che l’esperimento è svolto sotto l’egida dell’università di bologna
    Non mi sembra che le notizie riguardanti il cialtrone siano riportate equilibratamente in ogni articolo in cui si parla dell’e cat e poi ,poichè non mi piace essere preso per il culo, vi domando, voi avete confrontato l’esegesi del cialtrone estrapolata dal suo sito con  quelle estratte che so , dall’archivio del corriere?
     

    Rispondi
    • 8 Aprile 2011 in 16:13
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      @Alberto Fortuzzi: si, certo che le abbiamo confrontate, ma il punto per noi interessante continua a essere: l’E-Cat, funziona o no?

      Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 16:17
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    @alberto fortuzzi: Non capisco dove nasca questo astio, seguo la vicenda dall’inizio e mi ricordo che Query aveva parlato della vicenda Petroldragon (anzi ne ero venuto a conoscenza proprio qui); inoltre, vorrei far notare che anche sebbene il sig. Rossi (così come chiunque altro nella sua posizione) sia stato coinvlto in vicende poco pulite, questo non implica automaticamente che la vicenda attuale debba essere “etichettata” a priori: aspettiamo che vengano forniti ulteriori dettagli sul marchingegno, dopodiché potremo trarne delle conclusioni ragionate.

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 16:27
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    @fortuzzi
    Si dia pace, aspetti Ottobre poi vedremo. Per il momento mi sembra che questo sig. Rossi non abbia chiesto soldi a nessuno o sbaglio? Ditemi se avete altre informazioni.
    Mi sembra che invece Rossi abbia dato 500000 Euro all’università di Bologna per svolgere delle ricerche. Non credo che Vanna Marchi abbia mai fatto una cosa del genere.
    In effetti è un truffatore piuttosto strano questo tipo, spende soldi invece di chiederne. Generalmente i truffatori si comportano in altro modo. Qui invece… sarà è una tattica…

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    • 8 Aprile 2011 in 16:43
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      @Claudio Eterno: il contratto con il Dipartimento di Fisica non è ancora stato stipulato, quindi la cifra (i 500 mila Euro) sono, al momento, solo stati annunciati da Rossi in un’intervista alla rivista svedese.

      Rispondi
    • 8 Aprile 2011 in 16:45
      Permalink

      @andrea: La Leonardo Corporation è di proprietà della EON srl, quindi di Rossi. Il contratto che annuncia si presume l’abbia stipulato con altri, altrimenti non ci sarebbe niente di rivoluzionario. Aspettiamo anche in questo caso.

      Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 16:57
    Permalink

    @ alberto fortuzzi

    ma lei ha verificato le ragioni delle assoluzioni??

    rilegga meglio e capirà a chi era indirizzato il plurale

    per quanto riguarda il “cialtrone”, credo possa essere attribuito ,senza dubbio a lei.

    Lo scriva sul suo biglietto da visita:
     
    alberto fortuzzi, il cialtrone  

    oppure se preferisce 

    il cialtrone, alberto fortuzzi  

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  • 8 Aprile 2011 in 16:59
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    Ma scusate, sapete da dove prende i soldi questo signore? Insomma mi sembra di capire che ha un laboratorio a Bologna oltre ad uno negli stati uniti. Cioè, per tenere in piedi queste cose ci vogliono dei quattrini. Ma dove li prende i soldi?
    Una banca od un’azienda o quello che volete prima di tirare fuori del denaro per finanziare qualcuno generalmente vuole delle garanzie. Oppure ciò che gli fai vedere è veramente interessante.
    Infine un commento: le persone che lo affiancano in questa attività, il prof. Levi ad esempio, sappiamo qualche cosa di lui? E’ attendibile? Perché nella conferenza stampa di Gennaio (se è lui) mi sembra che ci mette la faccia senza timore.
    Io ho un po’ l’impressione che ci siano molti scienziati che per gran parte della loro vita vengono considerate persone affidabili. Un istante dopo essersi interessati a questo argomento diventano dei pirla.

    Rispondi
    • 8 Aprile 2011 in 17:01
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      “pirla”, “cialtroni”… non verranno tollerate altre cadute di stile. Chi non è in grado di esprimersi civilmente è pregato di andare a commentare altrove. Grazie.

      Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 17:16
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    Le avete confrontate ed evidentemente non avete ritenuto corretto rimarcare le abissali differenze fra le due versioni, ora partendo dal fatto che giustamente i vostri articoli hanno suscitato molto interesse, i lettori , di cui faccio parte , non hanno , secondo me , tutti i pezzi del puzzle.
    il cialtrone non è uno scienziato, è un truffatore . secondo me e un tizio che si dilettava di rasoi, è la probabilità più semplice quella con più possibilità di essere vera …
    ora voi dite che vi importa che l’e cat funzioni o no, giustamente affrontando la cosa con piglio scientifico aspettate prove di laboratorio inconfutabili, in caso contrario sono sicuro manderete Rossi dove Gualandi vorrebbe mandare me.
    Ritengo però che questa non sia la sola vostra responsabilità ,voi verificate si l’attendibilità di affermazioni pseudoscientifiche, ma scrivete anche in una pubblicazione on line,e avete ,io penso , un dovere verso i lettori.
    Nel rileggere i nostri commenti appare chiaro che si siano create due scuole di pensiero:gli scettici e i possibilisti , ma non rilevate anche voi che l’impostazione degli articoli possa far pendere troppo la bilancia a favore degli ultimi?
    Se uno scienziato o tecnico incappasse in una  scoperta che rappresenterebbe una sorta di rivoluzione copernicana , la prima cosa che vorrebbe sarebbe ,giustamente, quella di  incidere il proprio nome nell’immortalità in compagnia di newton , fermi e personaggi di quel calibro.Per ottenere questo , oggi, in ambito scientifico ,occorre pubblicare tutto e subito in modo da avere immediati riscontri e riconoscimenti dalla comunità scientifica , l’unica deputata a certificare una simile scoperta.
    Perchè il cialtrone continua a cazzeggiare con ingredienti segreti?
    Posso capire che un pò di suspence possa accrescere l’interesse dei lettori e quindi i contatti del vostro sito, ma se le condizioni da me rilevate fossero vere questo vi sembrerebbe moralmente giusto?

    Rispondi
    • 8 Aprile 2011 in 17:31
      Permalink

      Alberto Fortuzzi: le critiche vanno bene e son sempre costruttive, ma di sicuro l’atteggiamento che abbiamo tenuto in questa vicenda non è stato progettato a tavolino per avere più accessi. Non siamo noi a creare la suspance. È semplicemente che oggi, con i dati che si hanno a disposizione, non si può dire nulla di più di quello che abbiamo scritto. Se scrivessimo che l’invenzione di Rossi è una truffa perché lui è già stato processato e condannato per truffe simili non saremmo corretti (e se, indipendentemente dal passato, avesse davvero inventato qualcosa di rivoluzionario?). Non è nemmeno corretto urlare alla scoperta rivoluzionaria che stravolgerà il mercato dell’energia come stanno facendo in molti, perché, di nuovo, al momento non si può sapere (e se fosse una truffa?). Quindi, la domanda sul funzionamento rimane l’unica valida e continuare a caricare sugli altri elementi non fa che fare il gioco di chi cerca di creare confusione.
      Il nostro approccio può non piacere, ma il rigore nella verifica delle affermazioni è ciò che ci ha sempre caratterizzato e quindi continueremo così.

      Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 17:20
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    Gualandi eterno vi do appuntamento su questo sito il 1 ottobre, va bene?

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 17:33
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    Eterno, gualandi…vi do appuntamento su questo sito il primo ottobre , va bene?
    gualandi….
    Per fortuna verrete spazzati via dalla storia  e di voi rimarrà come ricordo solo un vago sentore di nausea  , come ho scritto la frase mi colloca inequivocabilmente in una sorta di pluralità conosciuta solo da lei….anche perchè l’inizio del post era :@Fortuzzi , ne deduco fossi io il destinatario.Come vede il problema non è come leggo io, ma come scrive lei.
    Comunque il suo secondo commento non penso lasci dubbi , o forse ho letto male?
    mi vuole  fornire un contatto? non vorrei si dimenticasse la data fatidica del primo ottobre in qul caso le ricorderei il nostro impegno .gentilmente mi dia riscontro se l’appuntamento al primo ottobre rientra nella sua disponibilità.

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 17:54
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    Non vi ho chiesto di affermare che l’invenzione di rossi sia una truffa , vi ho chiesto di rammentare ai lettori che rossi è stato per una parte importante della sua vita un truffatore , che l’approccio da lui adottato nel comunicare la scoperta è indice di una non specchiata onestà, o comunque di un approccio scientifico non ortodosso.
    Nelle suddette condizioni non mi sembra che ci siano tutti i crismi per differenziarvi da un sito di sensazionalismo pseudoscientifico e la cosa da lettore mi dispiace , veramente.

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 18:15
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    “Perchè il cialtrone continua a cazzeggiare con ingredienti segreti?”

    conosce benissimo la ragione,
    se così non fosse,poichè non ha ancora ottenuto il brevetto,l’invenzione gli verrebbe sottratta in on attosecondo.
    Così ha ,almeno,qualche mese di tempo prima che qualcun’altro ci arrivi.

    P.S.
    vedo che continua ad attribuire a Rossi la sua onorificenza, non si scomodi.

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 18:20
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    Gualandi non mi ha ancora risposto , ci si becca qui l’uno ottobre 2011? il contatto ?non mi deluda la prego
     

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 18:29
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    @queryonline
    potete dare qualche info in merito ai fisici Focardi e Levi che stanno collaborando con Rossi? Sono persone considerate attendibili?
     

    Rispondi
  • 8 Aprile 2011 in 18:30
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    Gualandi mi perdoni la fretta con cui le ho risposto prima, adesso le dedico più tempo…
    Il brevetto non è che non sia riuscito ad averlo, il cialtrone, è che non l’ha ottenuto …..
    Di fronte ad una simile scoperta solo animi gretti si preoccuperebbero del mero ritorno economico , io per esempio mi accontenterei della fama imperitura .
    e quello non è questione di brevetto .
    visto che continua a non ricevere i miei amichevoli inviti le do il mio indirizzo mail: [email protected] la prego mi chiami quando il suo affezionatissimo salverà il mondo dal deficit energetico, farò pubblica ammenda.

    Rispondi

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