L’evoluzione dell’intelligent design

darwin

In occasione del Darwin Day pubblichiamo un articolo di Marco Ferrari, giornalista, divulgatore scientifico e autore di “L’evoluzione è ovunque” (Codice edizioni, 2015).

Potrebbe essere definito uno dei più begli esempi di ironia scientifica. Un articolo di Nicholas Matzke, dell’Australian national university, mette l’opposizione all’evoluzionismo sotto la lente della sistematica, e cerca di stabilire quale sia l’albero filogenetico di questo approccio, così diffuso negli Usa. E nota che, proprio come accade per le specie animali e vegetali, anche questa peculiare concezione muta nel tempo e obbedisce alle stesse dinamiche cui sottostanno gli esseri viventi. Una specie di “discendenza con modificazione” anche per le leggi di chi considera un’immutabile creazione.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, esamina le leggi che sono spuntate qua e là negli Usa, sia a livello statale sia locale, per promuovere l’insegnamento del creazionismo, cioè la spiegazione della comparsa improvvisa di specie animali e vegetali sotto l’azione di un ente metafisico. Con l’uso di strumenti classici dell’analisi filogenetica, come la statistica e metodi della filogenesi comparata, Matzke scopre così alcuni fatti importanti. Per esempio che molte delle leggi proposte sono state influenzate da un documento emesso da una parrocchia di Ouachita, in Louisiana. Che questo scritto è stato affiancato a proposte di legge definite Academic Freedom Acts, cioè “Leggi di libertà accademica”. Questi due grandi filoni si sono fusi nel 2007, due anni dopo la sentenza del giudice della causa Kitzmiller v. Dover Area School District (il punto nodale dell’intrigo creazionista: ci torneremo).

Un po’ di storia potrebbe essere utile per capire l’analisi e l’ironia del tutto. Come accade per l’andamento della biodiversità sulla Terra, secondo l’autore anche per le leggi antievolutive ci sono stati periodi di ricchezza e di povertà. La nascita in tempi moderni avvenne negli anni Venti del secolo scorso, quando alcune leggi impedivano chiaramente l’insegnamento dell’evoluzione; una in particolare, nel Tennessee, vide l’insegnante John Scopes sul banco degli imputati per aver accennato al pensiero di Darwin. La legge fu confermata da una sentenza che multava di 100 dollari (del 1925) John Scopes; tutto ciò procedette fino alla definizione di incostituzionalità della legge, ma solo nel 1968.

La biodiversità e la ricchezza degli ecosistemi antievolutivi erano in quel momento, dal punto di vista legislativo, piuttosto povere. In risposta alla minaccia costituita dalla libertà di insegnamento delle “blasfeme” dottrine scientifiche, nacquero a quel punto numerosi tentativi di permettere l’insegnamento del creazionismo. Ecco la prima mutazione; le leggi non impedivano più l’insegnamento dell’evoluzione (quelle con il “genoma” palesemente antievolutivo erano state selezionate dall’ambiente legale ed erano scomparse, definite non costituzionali). Parlavano invece di “trattamento equilibrato” (balanced treatment) tra la scienza e la parola divina. Una specie di teoria della doppia campana, di derivazione giornalistica, per cui era necessario sentire due voci sullo stesso argomento. Ma anche all’interno di questo approccio ci furono veloci cambiamenti, indotti ancora una volta da quella che potrebbe essere definita “selezione legale”. Dapprima i testi spingevano per parlare ai ragazzi del creazionismo biblico puro e semplice nelle ore di scienze, poi altre sentenze di livello diverso fecero cambiare la formulazione per farla accettare dai giudici. Le leggi assorbirono quindi termini come “scienza della creazione” (creation science) e soprattutto “progetto intelligente” (intelligent design). Questa frase “storica”, che risale nella sue prima formulazioni agli anni Ottanta del secolo scorso, cercava di risolvere in un solo colpo due problemi: l’invadenza di un essere metafisico e soprannaturale e l’origine della complessità delle strutture biologiche. Le presunte difficoltà della biologia di spiegare come gli esseri viventi fossero nati e si fossero evoluti potevano essere superate supponendo un qualche tipo di essere superiore (che veniva dato per implicito e mai nominato) nell’origine della vita e lo sviluppo dei viventi. Il progetto intelligente sarebbe stato quindi un complesso di indicazioni su come creare gli esseri viventi, senza un progettista definito. Dimenticata era la lettura letterale della Bibbia in classe, lettura che sarebbe stata in contrasto con il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (che sancisce la separazione tra chiesa e stato).

Il cambio di impostazione nella comunicazione del creazionismo era quasi di 180°. Non si diceva più che l’evoluzione fosse falsa perché un Dio aveva creato le specie viventi, ma che la teoria darwiniana e i susseguenti affinamenti erano carenti e non spiegavano la nascita e lo sviluppo della biodiversità sulla Terra. In questo modo il creatore scacciato dalla porta rientrava dalla finestra, anche se un po’ surrettiziamente. La base apertamente religiosa risultava nascosta, e ci volevano alcuni fatti che convincessero i dubbiosi della plausibilità dell’idea. I “fatti” dei proponenti erano strutture o comportamenti particolari che secondo loro l’evoluzione aveva difficoltà a spiegare. Perché? Semplicemente perché troppo complessi per essere frutto di un processo casuale e non diretto come l’evoluzione. Una delle strutture prese di mira dagli oppositori (non chiamateli creazionisti) era il flagello batterico; una serie di proteine insieme formano un organo molto complicato. Poiché togliendone anche solo una o due il tutto si ferma, la conclusione era che il progettista avesse creato tutto il flagello in un colpo solo, mettendo insieme le proteine come un’astronave fatta col Lego.

Accanto a un processo studiato e descritto dalla scienza che spiegava la maggior parte delle caratteristiche dei viventi, i proponenti dell’intelligent design suggerivano di dire ai ragazzi “Guardate, non tutto è spiegabile con l’evoluzione darwiniana; i dubbi e le strutture più complesse sarebbero risolti dicendo che qualcuno ha creato il tutto (o parte del tutto) qualche miliardo di anni fa”. Come detto sopra, questo qualcuno non è specificato, ma solo suggerito con strizzatine d’occhi. Sembrava l’uovo di Colombo, e le leggi che introducevano il progetto intelligente nei libri scolastici, anche solo come dubbio verso la scienza, si moltiplicarono. Ma la ricchezza dell’ecosistema-creazionismo subì però una vera e propria catastrofe ecologica, una grande estinzione, nel caso della cosiddetta sentenza Kitzmiller v. Dover Area School District, del 20 dicembre 2005. Nella sentenza della causa il giudice Jones stabilì che sotto la guisa del progetto intelligente si nascondesse ancora il buon vecchio creazionismo biblico. Il punto è cruciale e leggere i documenti del processo e soprattutto la sentenza fa capire quali siano state le strategie dei creazionisti.

Gran parte delle leggi presenti negli Usa scomparve attorno a quella data. Per riapparire poco dopo sotto forma di “specie legislative” ancora più subdole, derivate da altre che sfuggirono all’estinzione; suggerivano infatti altri approcci, come una “lettura critica” dell’evoluzione, o proponevano la “libertà accademica” di insegnare quel che si riteneva meglio. Come abbiamo visto sopra, queste “leggi per la libertà accademica” sono state unite al linguaggio usato nel documento della parrocchia di Ouachita per creare un science education act (SEA ‒ Legge per l’educazione scientifica), legge ancora più oscura nella formulazione, proposta per la prima volta in Louisiana, che consentiva agli insegnanti di criticare l’approccio scientifico dell’evoluzione e proporre “soluzioni alternative”.

Il documento di Ouachita e quindi le SEA avevano anche un’altra importante innovazione. Introducevano infatti dubbi su altri argomenti che la destra statunitense considera blasfemi, cioè il riscaldamento globale e la clonazione umana. Poiché l’opposizione a entrambi è probabilmente più estesa di quella all’evoluzione, si cercava in questo modo di allargare il campo dei nemici dell’evoluzione anche agli avversari del riscaldamento globale e della clonazione umana. Dal 2007 in poi decine e decine di leggi, quasi tutte definite SEA, sono state presentate in vari stati degli Usa (gli ultimi sono in Sud Dakota, Iowa e Oklahoma) e allargano sempre più il dissenso, con i proponenti che si presentano come difensori della libertà di pensiero. Alcune di queste hanno compiuto passi importanti nel percorso verso l’emanazione.

E in Italia? Dopo il maldestro tentativo della ministra Moratti (su suggerimento di educatori provenienti dalla destra cattolica) di abolire l’evoluzione dalle scuole secondarie, non ci sono stati altri atti pubblici per impedire che la biologia fosse insegnata nella sua pienezza. Anche se ormai la rete pullula di tentativi e dichiarazioni antievoluzionisti (come pullula di un po’ di tutto…) che provengono di solito dalla destra cattolica o politica. La libertà che insegnanti di ogni ordine e grado hanno in Italia impedirebbe una gestione verticistica dell’insegnamento, ma allo stesso tempo non permette di controllare che ogni lezione di biologia al liceo o alle medie sia “ortodossa”. Anche solo per non “offendere” cattolici o musulmani con nozioni sgradite, questo fa sì che le idee dell’evoluzione siano spesso viste come una specie di sottolezione da impartire verso la fine dell’anno, sottovoce. Quando invece, come potrebbero dire tutti i biologi, sono la parte centrale dell’intera costruzione teorica che spiega la ricchezza della vita sulla Terra.

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