Carl Sagan e i pericoli dello scetticismo

Articolo pubblicato il 19 maggio 2015 da Danel Loxton su Skeptic. Si ringrazia Paolo Marco Ripamonti per la traduzione.

[Estratto da Junior Skeptic 50 (pubblicato nel 2014 all’interno di Skeptic Vol 19, No. 1), in cui l’autore scrive una biografia di Carl Sagan, enfatizzando il suo lavoro nell’ambito dello scetticismo scientifico. Un altro estratto era stato pubblicato precedentemente su Skepticblog. Junior Skeptic è pensato per adolescenti e non prevede note a piè di pagina, sebbene io cerchi spesso di inserire a lato, o nel testo stesso, le fonti più importanti. Tuttavia, ho incluso nel presente estratto alcune citazioni di rilievo a vostro beneficio.]

Carl Sagan si interessava parecchio ad argomenti pseudoscientifici bizzarri. Ha sempre ammesso che questo fosse, in effetti, un po’ strano. Nell’introduzione a un libro su questi argomenti di confine, scrisse:

L’attenzione che dedico ad argomenti borderline con la scienza può sembrare strana ad alcuni lettori. … Solitamente gli scienziati si limitano ad ignorarli, sperando che spariscano da soli1.

Desiderava molto che gli altri scienziati si preoccupassero di più e che fossero più volenterosi di condividere le loro critiche col pubblico:

Penso che gli scienziati debbano trascorrere più tempo a discutere di queste cose. … Ci sono molti casi in cui il sistema di credenze è così assurdo che viene immediatamente smentito, ma nessuno si preoccupa di dare alle stampe la smentita. Ritengo che sia un errore2.

Potete quindi immaginare quanto Sagan fosse deliziato quando, a metà degli anni 70, alcuni scienziati, filosofi, illusionisti e giornalisti iniziarono a lavorare insieme per studiare e criticare le affermazioni sul paranormale. E, di fatto, sposò questo nuovo sviluppo, ma non senza preoccupazioni e non immediatamente. Lo scetticismo “organizzato” riuniva persone che avevano già effettuato studi scettici a livello individuale. Sagan unì le forze con Martin Gardner (il cui libro Fads and Fallacies in the Name of Science lo aveva influenzato così tanto ai tempi del liceo3), l’illusionista James Randi (una delle maggiori spine nel fianco della falsa fisica) e molti altri. Gli scettici scoprirono che i reciproci interessi andavano naturalmente insieme, perché le affermazioni sul paranormale sono spesso simili, sotto molti aspetti. Questo, però, non significava che tutti questi scettici avessero lo stesso approccio al problema!

Le promesse e i problemi dello scetticismo organizzato

Il primo progetto dello scetticismo organizzato era un articolo chiamato “Obiezioni all’astrologia”. Venne pubblicato4 in una rivista nel 1975 e spedito ai giornali in tutto il paese. Scritto da un astronomo ammirato da Sagan, questo articolo diceva come “non vi sia alcun fondamento scientifico” dietro all’idea che le posizioni dei pianeti possano influenzare la nostra personalità o il nostro destino. Circa 200 scienziati sottoscrissero questa affermazione, sostenendo così la sua netta conclusione: “Riteniamo che sia giunta l’ora di affrontare direttamente questi ciarlatani e di smontare a forza le loro affermazioni fraudolente”. Alcuni dei firmatari erano dei premi Nobel; altri degli amici personali di Sagan. Allo stesso Sagan venne chiesto di aggiungere il suo nome alla lista. Non lo fece.

Perché no? “Facevo fatica ad appoggiare il modo in cui era stato scritto il pezzo e alla fine non me la sentii di firmarlo”, rifletteva Sagan, “non perché pensassi che l’astrologia abbia una qualsiasi validità, ma perché sentivo (e sento tutt’ora) come il tono di questo articolo fosse autoritario”. Secondo Sagan, il pezzo non spiegava affatto cosa ci fosse di sbagliato nell’astrologia. Tutt’altro, si limitava ad essere una “pretenziosa smentita da parte di una banda schiamazzante di scienziati” che sogghignavano in faccia a chiunque fosse sufficientemente stupido da credere a simili buffonate superstiziose. “Avrei firmato”, disse Sagan, “un articolo che descrivesse e confutasse i principi su cui si basa il credo astrologico. Un pezzo di questo tipo sarebbe stato molto più convincente ed efficace di quello che circolò e venne pubblicato5”.

Quali che siano le sue mancanze, “Obiezioni all’astrologia” portò nel 1976 a tenere una conferenza sullo scetticismo6, quindi alla creazione della prima organizzazione scettica di stampo moderno in Nord America (chiamata CISCOP – il Comitato per l’Indagine Scientifica delle Affermazioni sul Paranormale). Insieme a Gardner, Randi e altri, Sagan fu uno dei fondatori. Egli stesso promuovette l’associazione nei suoi libri ed articoli, come del resto pubblicizzò l’attività di molti singoli scettici, anche quanda non condivideva i loro metodi.

Sagan credeva che gli scettici “stessero svolgendo con coraggio un servizio essenziale per la società7”; tuttavia non smise mai di preoccuparsi per come lo facevano. A volte gli scettici prendono delle scorciatoie, ci teneva a precisare:

A volte si ha l’impressione che le conclusioni di uno scettico siano… a priori, e non a posteriori, dopo aver esaminato le prove8.

Un altro consiglio che dava spesso agli scettici era quello di evitare l’atteggiamento “noi e loro”:

È facile cadere in tentazione e farsi beffe di chiunque non abbia la nostra stessa chiarezza di visione. Questo è un rischio sociale concreto per un’organizzazione come il CSICOP. Dobbiamo stare in guardia9.

Sagan riteneva questo atteggiamento di superiorità da parte degli scettici non solo controproducente, ma anche altamente ingiusto. Aggiunse, “ho, a volte e con mio grande stupore, avvertito lo stesso tono nella mia voce10.” Mi sono chiesto spesso se Sagan avesse qualche esempio specifico in mente. Alcuni scettici sostengono che Sagan non sia stato sufficientemente accurato durante le ricerche svolte per criticare le teorie pseudoscientifiche di Immanuel Velikovsky11. Alcuni credono che Sagan sia stato scortese, durante il suo dibattito del 1974, con l’ormai anziano Velikovsky. L’autore di fantascienza Jerry Pournelle disse che “Sagan ha sapientemente giocato durante tutto il ‘dibattito’… usando le sue capacità dialettiche per ridicolizzare l’anziano interlocutore. È stata una delle cose peggiori che ho visto Carl fare12.” (Per la storia della vita di Velikovsky potete consultare Junior Skeptic 49.)

A vent’anni da questo dibattito, quasi alla fine della sua vita, Sagan fece ancora appello alla delicatezza. Lo scetticismo può essere “eroico”, disse, ma dobbiamo sempre ricordare che:

i sostenitori di superstizioni e pseudoscienze sono esseri umani, con dei sistemi di credenze che, al pari degli scettici, stanno cercando di capire come funzioni il mondo e quale possa esseri il nostro ruolo al suo interno… Se la loro formazione culturale non gli ha fornito tutti gli strumenti di cui avrebbero bisogno per questo difficile compito, lasciamo che le nostre critiche siano stemperate dalla dolcezza. Nessuno conosce tutto13.

Note

1 Carl Sagan. Broca’s Brain. (New York: Ballantine Books, 1993.) p. xii
2 Carl Sagan. “Night Walkers and Mystery Mongers: Sense and Nonsense At the Edge of Science.” Skeptical Inquirer. Vol. 10., No. 3. Spring, 1986. pp. 224–225 [Estratto da Broca’s Brain]
3 Si veda Carl Sagan. The Demon-Haunted World. (New York: Random House, 1996.) pp. 66–69 per la descrizione dell’esperienza che aprì gli occhi a Sagan sul mondo della letteratura scettica – Charles Mackay’s Extraordinary Popular Delusions and the Madness of Crowds and Martin Gardner’s Fads and Fallacies in the Name of Science – e l’impatto che questi ebbero sulla sua visione del mondo.
4 Bok et al. “Objections to Astrology.” The Humanist, Volume XXXV No. 5, September/October, 1975. pp. 4–6
5 Sagan (1996.) pp. 302–304
6 La conferenza annuale del 1976 organizza dall’America Humanist Association, intitolata “Il nuovo irrazionalismo: anti-scienza e pseudo-scienza” che ebbe luogo a Buffalo, New York, dal 30 aprile al 1 maggio, 1976. Per ulteriori dettagli si veda Kendrick Frazier, “From the Editor’s Seat: Thoughts on Science and Skepticism in the Twenty-First Century (Part One).” Skeptical Inquirer Vol. 25, No. 3. May/June, 2001. pp. 46–47. Si veda anche Kendrick Frazier’s 1996 storia del CSICOP, originariamente pubblicato in The Encyclopedia of the Paranormal, a cura di Gordon Stein (Amherst, New York: Prometheus books, 1996).
7 Carl Sagan. “The Fine Art of Baloney Detection.” Parade, February 1, 1987. pp. 10–11
8 Sagan (1996.) p. 297
9 Carl Sagan. “The Burden of Skepticism.” Skeptical Inquirer, Volume 12.1, Fall 1987. pp. 41–42
10 Sagan (1996.) p. 297
11 Si veda ad esempio Philip Plait. Bad Astronomy. (New York: John Wiley & Sons, 2002.) pp. 184–185
12 Jerry Pournelle. “The Velikovsky Affair and Other Musings.” http://www.jerrypournelle.com/science/velikovsky.htm (Verificato in data 18 maggio 2015)
13 Sagan (1996.) p. 298

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