Non credere alla montatura – 10 miti sul cancro da sfatare

studi clinici

Articolo originale: Don’t believe the hype di Oliver Childs, licenza Creative Commons A-NC-SA. Si ringrazia Sonia Ciampoli per la traduzione.

Cercando su google la parola “cancro” si ottengono milioni di risultati. E il numero di video che YouTube dà in risposta a “cura per il cancro” è ugualmente alto.

Il problema è che molte di quelle informazioni sono nel migliore dei casi imprecise, nel peggiore pericolosamente fuorvianti. Ci sono moltissimi siti web sul cancro facili da leggere e scientificamente fondati, ma ce ne sono altrettanti, se non di più, che diffondono leggende metropolitane.

E può diventare difficile distinguere i fatti dalla narrativa, anche perché molte di quelle informazioni sembrano perfettamente plausibili. Ma se grattate la superficie e cercate le evidenze, molti dei miti che continuano a essere riproposti mancano di fondamenta.

In questo articolo vogliamo fare il punto su 10 miti inerenti il cancro che incontriamo regolarmente. Guidati dalle prove scientifiche, e non dalla retorica o dall’aneddotica, descriveremo ciò che la ricerca ha finora dimostrato essere vero.

  • Mito 1: Il cancro è una malattia moderna, causata dall’uomo

  • Mito 2: i super-alimenti prevengono il cancro

  • Mito 3: Le diete “acide” causano il cancro

  • Mito 4: Il cancro preferisce il dolce

  • Mito 5: Il cancro è un fungo – e il bicarbonato di sodio è la cura

  • Mito 6: Esiste una cura miracolosa per il cancro…

  • Mito 7: …e Big Pharma la tiene nascosta

  • Mito 8: Le cure per il cancro uccidono più di quanto curino

  • Mito 9: Non abbiamo fatto alcun progresso nella lotta al cancro

  • Mito 10: Gli squali non si ammalano di cancro

 

Mito 1: Il cancro è una malattia moderna, causata dall’uomo

Probabilmente oggi l’opinione pubblica è più consapevole del problema rispetto al passato, ma il cancro non è una malattia moderna, causata dalla società occidentale. Il cancro esiste da quando esiste l’uomo. E’ stato descritto migliaia di anni fa da medici egiziani e greci, e i ricercatori hanno trovato segni di cancro in un scheletro di 3000 anni fa.

Mentre è vero che le malattie legate allo stile di vita sono ovunque in aumento, il maggior fattore di rischio per il cancro è l’età.

La realtà è che un maggior numero di persone vive abbastanza a lungo da sviluppare il cancro grazie al successo ottenuto nel debellare le malattie infettive e altre storiche cause di mortalità come la malnutrizione. E’ perfettamente normale, perché il DNA si danneggia man mano che invecchiamo, e questo deterioramento può portare al cancro.

Inoltre, ora siamo in grado di diagnosticare più precisamente i tumori, grazie ai progressi nello screening, nell’imaging e negli esami istologici.

Sì, lo stile di vita, l’alimentazione e altri fattori come l’inquinamento hanno, presi insieme, un forte impatto sul nostro rischio di ammalarci – per esempio, il fumo è la causa di un quarto di tutte le morti per cancro in UK (in Italia un terzoN.d.T.) – ma questo non significa sostenere che è una malattia moderna, provocata dall’uomo. Esistono moltissime cause naturali per il cancro – ad esempio,  a livello mondiale, un cancro su sei è causato da virus e batteri.

Mito 2: i super-alimenti prevengono il cancro

Mirtilli, barbietole, broccoli, aglio, té verde… la lista potrebbe continuare. Ma nonostante le migliaia di siti che dichiarano il contrario, non esiste un “super-alimento”. E’ un termine pubblicitario, usato per vendere prodotti e senza alcun fondamento scientifico.

Questo non significa che non si debba prestare attenzione a ciò che si mangia. Alcuni alimenti sono chiaramente più salutari di altri. I mirtilli o il té verde dovrebbero rientrare in una dieta sana e bilanciata. Fare incetta di frutta e verdura è una buona idea, così come mangiare molte verdure diverse, ma l’ortaggio specifico non conta molto.

Il nostro organismo è complesso, così come il cancro, pertanto è davvero una semplificazione sostenere che un singolo cibo, di suo, possa influenzare le possibilità di ammalarsi di cancro.

Gli autori hanno parlato ampiamente anche delle evidenze scientifiche sugli antiossidanti e il cancro in questi post – parte prima,  parte seconda e parte terza.

Il continuo accumularsi di prove nel corso di decine di anni dimostra un semplice fatto, che però non fa notizia: il modo migliore per ridurre il rischio di ammalarsi è attenersi a una serie di comportamenti salutari e a  lungo termine, come non fumare, fare attività sportiva, mantenersi in forma e diminuire significativamente l’alcol.

Mito 3: Le diete “acide” causano il cancro

Alcuni dei miti relativi al cancro sono sorprendentemente tenaci, nonostante contraddicano le basi stesse della biologia. Uno di questi è ad esempio l’idea che le diete eccessivamente ricche di alimenti acidi rendano “troppo acido” il sangue, aumentando il rischio di ammalarsi. La soluzione proposta: assumere in quantità i più salutari cibi alcalini, quali frutta (compreso, paradossalmente, il limone) e verdura.

Dal punto di vista biologico, questo non ha senso. E’ vero che le cellule tumorali non possono sopravvivere in un ambiente troppo alcalino, ma non possono farlo nemmeno le altre cellule dell’organismo.

Il sangue è di base leggermente alcalino. Questa sua caratteristica è strettamente regolata dai reni all’interno di un range ristretto e salutare. Non può essere modificato per un lasso di tempo significativo da ciò che uno mangia: la verdura è sana, ma non perché abbia una qualsivoglia influenza sul grado di acidità o alcalinità dell’organismo.

Esiste una cosa chiamata acidosi metabolica. E’ una condizione fisiologica che si manifesta quando reni e polmoni non sono in grado di mantenere l’equilibrio del pH (l’unità di misura dell’acidità) dell’organismo. Spesso è conseguenza di malattie gravi o di avvelenamento. Può essere potenzialmente fatale e richiede un immediato intervento medico, ma non deriva da una dieta troppo acida.

Sappiamo che l’ambiente immediatamente circostante le cellule tumorali (il microambiente) può diventare acido. Questo dipende dal diverso modo in cui i tumori producono energia e usano l’ossigeno rispetto ai tessuti sani. I ricercatori stanno lavorando per capire come succede, in modo da sviluppare trattamenti medici più efficaci.

Non ci sono prove sostanziali che dimostrino che la dieta possa modificare il pH dell’intero organismo, o che questo abbia unimpatto sul cancro.

caramelle

Mito 4: Il cancro preferisce il dolce

Un’altra idea molto diffusa è che lo zucchero “nutra le cellule tumorali”, suggerendo che dovrebbe essere completamente eliminato dalla dieta dei pazienti oncologici.

Questa è una iper-semplificazione molto poco utile di un tema complesso che stiamo cominciando a capire solo ora.

“Zucchero” è una parola che significa tutto. Si riferisce a una gamma di molecole che include anche gli zuccheri semplici delle piante, glucosio e fruttosio. La roba bianca nel barattolo in cucina è chiamata saccarosio ed è ottenuto unendo il glucosio e il fruttosio. Tutti gli zuccheri sono carboidrati – molecole ottenute da carbonio, idrogeno e ossigeno.

I carboidrati – sia quelli delle torte sia quelli delle carote – vengono spezzati dal nostro sistema digestivo per rilasciare glucosio e fruttosio. Questi vengono a loro volta assorbiti dal sangue per fornirci l’energia necessaria a vivere.

Tutte le nostre cellule, tumorali o no, ricavano energia dal glucosio. Poiché le cellule tumorali crescono solitamente più in fretta rispetto alle cellule sane, hanno bisogno di una maggiore quantità di questo carburante. E’ stato anche rilevato che usano il glucosio e producono energia in maniera diversa dalle altre cellule.

I ricercatori stanno cercando di capire le differenze di sfruttamento dell’energia fra le cellule tumorali e quelle sane, anche per sviluppare cure migliori (compresa l’interessante, ma ancora lungi dall’essere provata, DCA).

Ma tutto questo non significa che gli zuccheri di torte, pasticcini e dolciumi nutrano specificatamente le cellule tumorali, a differenza dagli altri tipi di carboidrati. Il nostro organismo non sceglie quali cellule debbano prendere quale carburante. Converte quasi tutti i carboidrati che mangiamo in glucosio, fruttosio e altri zuccheri semplici, e questi vengono assunti dai tessuti quando hanno bisogno di energia.

Mentre è importante limitare i cibi troppo ricchi di zucchero come parte di una dieta complessivamente sana ed evitare di ingrassare, siamo ben lontani dal poter dire che gli zuccheri nutrano solo le cellule tumorali.

Sia il mito della “dieta acida” sia quello dello “zucchero che nutre il tumore” distorcono dei consigli alimentari importanti – ad ogni modo, nessuno sta dicendo che mangiare sano non sia importante per prevenire il cancro.

I consigli nutrizionali devono basarsi su fatti scientifici. In materia di riduzione del rischio di ammalarsi di cancro, le ricerche mostrano che continuano a valere i soliti, vecchi, noiosi principi: frutta, verdura, fibre, carne bianca e pesce vanno bene. Troppi grassi, sali, zuccheri, carni rosse o lavorate e alcol vanno meno bene.

(Una sintesi delle evidenze scientifiche in materia di dieta e cancro si trova qui, mentre suggerimenti in merito all’alimentazione quando si è in cura sono qui).

Mito 5: Il cancro è un fungo – e il bicarbonato di sodio è la cura

Questa “teoria” deriva dall’osservazione non-così-ben-osservata secondo cui “il cancro è sempre bianco”.

Un ovvio problema di questa teoria – oltre al fatto che le cellule tumorali, naturalmente, non sono fungine in origine – è che il cancro non è sempre bianco. Alcuni tumori lo sono. Altri no. Chiedete a qualsiasi patologo o onco-chirurgo, o date un’occhiata a Google Immagini (magari non dopo pranzo…).

I sostenitori di questa teoria affermano che il cancro sia causato dalla candida e che i tumori siano il tentativo dell’organismo di proteggersi dall’infezione.

Ma non ci sono prove che tutto questo sia vero.

Inoltre, anche le persone perfettamente sane possono essere infettate dalla candida – è solo una dei tantissimi microbi che vivono dentro (e su) tutti noi. Di solito, il nostro sistema immunitario tiene la candida sotto controllo, ma le infezioni possono essere più gravi in persone con un sistema compromesso, come i sieropositivi.

La “semplice soluzione” consiste nell’iniettare nel tumore del bicarbonato di sodio. Questo non è il trattamento più indicato contro le infezioni fungine, figuriamoci contro il cancro. Anzi, ci sono moltissimi riscontri di come alte dosi di bicarbonato di sodio possano portare conseguenze serie – persino fatali.

Alcuni studi sembrano suggerire che il bicarbonato possa avere effetti sui trapianti nei topi o nelle cellule cresciute in laboratorio, neutralizzando l’acidità nel microambiente circostante il tumore. E alcuni ricercatori americani stanno svolgendo un piccolo esperimento nel tentativo di capire se le pastiglie di bicarbonato possano ridurre il dolore dovuto al cancro ed eventualmente trovare la massima dose tollerabile, invece che investigare se abbiano effetti sul tumore.

Allo stato attuale, non sono stati pubblicati studi clinici in cui il bicarbonato sia servito come cura per il cancro.

Vale la pena sottolineare che non è nemmeno chiaro se il bicarbonato abbia qualche effetto significativo sul cancro umano, sebbene i ricercatori stiano studiando anche questo.

Poiché l’organismo resiste strenuamente ai tentativi di modificarne il pH, di solito liberandosi del bicarbonato attraverso i reni, c’è il rischio che una dose in grado di alterare il pH intorno a un tumore possa portare come conseguenza una seria condizione chiamata alcalosi.

Una stima valuta che una dose di circa 12 grammi di bicarbonato al giorno (per un adulto di 65 kg) sarebbe in grado di contrastare l’acidità prodotta da un tumore grande circa un millimetro cubico. Ma dosi superiori ai 30 grammi al giorno potrebbero avere conseguenze serie. Fate voi i conti.

Mito 6: Esiste una cura miracolosa per il cancro…

Dalla cannabis ai clisteri di caffé, internet è invaso da video e aneddoti relativi a cure “miracolose e naturali” per il cancro.

Ma affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie – i video su Youtube e i post su Facebook non sono prove scientifiche e non sono la stessa cosa di una evidenza di buona qualità sottoposta a controlli e revisioni.

In alcuni casi è impossibile capire se il paziente protagonista di questi aneddoti sia stato “curato” con un trattamento alternativo oppure no. Non si sa nulla della diagnosi, dello stato della malattia e delle prospettive di guarigione, e nemmeno se avesse davvero il cancro. Non sappiamo quali altre cure abbia seguito.

E poi vengono raccontate solo le storie di successo: cosa si dice invece delle persone che hanno tentato e non sono sopravvissute? I morti non possono parlare, e spesso coloro che fanno grandi proclami in merito a cure “miracolose” scelgono solo i casi migliori, senza presentare il quadro completo.

E’ per questa ragione che è importante pubblicare dati provenienti da ricerche scientifiche rigorose, sottoposte a peer-review e trial clinici. Primo, perché condurre dei veri studi clinici permette ai ricercatori di provare che una possibile cura è sicura ed efficace. Secondo, perché pubblicare questi dati consente ai medici di tutto il mondo di giudicare da soli i risultati e di usarli a beneficio dei propri pazienti.

Questo è lo standard cui deve attenersi ogni ricerca sul cancro.

Il che non significa che il mondo naturale non possa essere fonte di potenziali cure, dall’aspirina (corteccia di salice) alla penicillina (muffa). Per esempio, il taxol è stato estratto la prima volta dalla corteccia e dagli aghi del tasso del Pacifico. Ma è una cosa diversa dal dire che per combattere un tumore bisogna masticare corteccia. Un trattamento è efficace perché il principio attivo è stato purificato e testato in laboratorio, dunque sappiamo che è sicuro e funziona, e che dosi prescrivere.

Naturalmente, le persone malate di cancro vogliono sconfiggere la propria malattia con qualsiasi mezzo possibile. Ed è comprensibile che cerchino ovunque una cura. Ma un buon consiglio è quello di evitare qualsiasi cosa sia etichettata come “miracolosa”, specialmente se qualcuno sta provando a venderla.

Sulla Wikipedia (in lingua inglese, N.d.T.) c’è un bell’elenco di cure alternative per il cancro prive di efficacia che sono spesso state definite miracolose, val la pena farci un giro.

 

Mito 7: …e Big Pharma la tiene nascosta6776806480_25b613161b_m

Di pari passo con l’idea che ci sia una ricca scorta di “cure miracolose” va quella che i governi, le industrie farmaceutiche e anche le associazioni per la lotta al cancro cospirino insieme per nascondere la cura definitiva, perché guadagnano da quelle esistenti.

Quale che sia la specifica “cura” strombazzata, la logica è di solito la seguente: è già disponibile, è economica e non può essere brevettata, quindi la lobby medica la sta nascondendo per continuare ad arricchirsi. Ma, come abbiamo già detto in passato, non c’è nessuna cospirazione: a volte semplicemente non funziona.

E’ vero che l’industria farmaceutica ha delle questioni aperte in merito alla trasparenza e ai test di laboratorio (il libro Bad Pharma di Ben Goldacre è un utile manuale in materia). I governi e le industrie farmaceutiche vengono sollecitati intensamente perché le medicine funzionanti siano rese disponibili tramite il Sistema Sanitario Nazionale, ma va ricordato anche che sviluppare e testare nuove medicine è costoso, e le aziende devono rientrare dei costi.

Tuttavia, i problemi con la medicina “tradizionale” non significano automaticamente che le cure alternative funzionino. Per usare una metafora, il fatto che ogni tanto le automobili si rompano non rende i tappeti volanti una valida alternativa.

Semplicemente non ha senso l’idea che l’industria farmaceutica voglia tenere nascosta una potenziale cura. Una terapia perfetta farebbe enormi incassi in tutto il mondo.

E il discorso che la cura non sia brevettabile non regge. Le aziende farmaceutiche non sono stupide, e sono veloci a saltare sui promettenti carri delle terapie efficaci. C’è sempre un modo di reimpacchettare e brevettare le molecole, in modo da garantire loro un ritorno dell’investimento richiesto per svilupparle e testarle in laboratorio (un costo che può assommare a diversi milioni) qualora la terapia funzionasse.

Vale la pena di sottolineare anche che le associazioni come la Cancer Research UK, (in Italia, l’AIRC, N.d.T.) e gli scienziati stipendiati dal governo sono liberi di studiare qualsiasi promettente cura senza avere come scopo il profitto. Ed è difficile capire perché mai i medici del Sistema Sanitario Nazionale – che spesso prescrivono i cosiddetti “generici”, privi di brevetto – non dovrebbero scegliere cure economiche che si siano rivelate efficaci.

Ad esempio, la Cancer Research UK sta finanziando un ampio trial sull’aspirina – medicina creata nel 1897, e oggi una delle più usate al mondo fra quelle non brevettabili. Stanno cercando di capire se sia possibile prevenire il cancro al colon in persone ad alto rischio, ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e persino prevenire la recidivia del cancro e aumentare il tasso di sopravvivenza.

Infine, forse è bene ricordare che siamo tutti esseri umani – persino i politici e i signori di Big Pharma – e il cancro può colpire chiunque. Le persone che lavorano nelle aziende farmaceutiche, i governi, le associazioni benefiche e tutta la “casta medica” in generale possono morire e muoiono di cancro anche loro.

Anche gli autori di questo articolo hanno visto colleghi e persone care affrontare il cancro. Alcuni sono sopravvissuti. Alcuni no. Affermare che tutti – collettivamente e individualmente – stiano nascondendo “la cura” non è solo assurdo, è offensivo verso la comunità internazionale di scienziati appassionati, operativi e sostenitori delle associazioni per la lotta al cancro, e soprattutto verso i malati e le loro famiglie.

Mito 8: Le cure per il cancro uccidono più di quanto curino

 Diciamolo: le cure per il cancro – chemio, radio o operazioni chirurgiche – non sono una passeggiata. Gli effetti collaterali sono pesanti. Dopo tutto, un trattamento pensato per uccidere le cellule cancerogene ha per forza conseguenze anche su quelle sane.

E qualche volta, purtroppo, la cura non funziona. Sappiamo che è molto difficile curare tumori in stadio avanzato che si sono propagati in tutto il corpo, e mentre la cura può fornire sollievo dai sintomi e allungare la vita, non è risolutiva per un cancro così radicato.

Al momento, la chirurgia è ancora il trattamento più efficace per il cancro, sempre che questo sia diagnosticato abbastanza presto da poter effettuare l’intervento. E la radioterapia cura più persone delle medicine. E anche la chemioterapia e le altre medicine giocano un ruolo importante – in alcuni casi aiutano a curare, in altri prolungano la sopravvivenza.

L’affermazione che si legge in Internet per cui la chemioterapia sarebbe “efficace solo per il 3% dei casi” è fuorviante e datata, ed è approfondita in questi due post del blog Science Based Medicine.

Si può leggere anche  questo post in merito alla possibilità che la chemioterapia “favorisca il cancro”.

E’ comunque importante notare che, in un crescente numero di casi, la medicina funziona. Per esempio, nel Regno Unito il 96% degli uomini malati di cancro ai testicoli sopravvive, rispetto al 70% del 1970, in gran parte grazie a una medicina chiamata cisplatino. E tre quarti dei bambini malati di cancro possono oggi essere curati, rispetto al 25% della fine degli anni ’60 – molti di loro sono vivi oggi grazie alla chemioterapia. (In Italia, il trend relativo al cancro ai testicoli si mostra completamente ribaltato dagli anni ’70 ad oggi, con una mortalità del 90% allora e una sopravvivenza del 90% oggi. In merito al tumore infantile, invece, i valori sono equiparabili a quelli inglesi. N.d.T.)

C’è ancora molta strada da fare per arrivare a un trattamento gentile ed efficace per tutti i tipi di cancro. Ed è importante che medici, pazienti e familiari siano realisti e onesti in merito alle migliori opzioni di cura disponibili, specie quando il cancro è in stadio avanzato.

Potrebbe essere preferibile scegliere un trattamento volto a ridurre il dolore e i sintomi, piuttosto che cercare di curare la malattia (cure palliative). Bilanciare qualità e durata della vita deve essere una questione centrale quando si parla di cancro, e il paziente deve essere libero di decidere per sé.

Mito 9: Non abbiamo fatto alcun progresso nella lotta al cancro

Questo semplicemente non è vero. Grazie ai progressi della ricerca, il tasso di sopravvivenza nel Regno Unito è raddoppiato negli ultimi 40 anni, e il tasso di mortalità è diminuito del 10% solo nell’ultimo decennio. (I valori italiani ed europei si trovano qui, qui e quiN.d.T.Questo articolo del Professor Peter Johnson sottolinea alcuni fatti-chiave.

Di solito, queste cifre si riferiscono a persone sottoposte a trattamenti oncologici almeno 10 anni fa. E’ probabile che persone che subiscono diagnosi e trattamenti oggi abbiano una speranza di sopravvivenza ancora più lunga.

Per avere un’idea del quadro completo, preparatevi un bel té e guardatevi questo documentario da un’ora, cui ha collaborato anche il Cancer Research UKThe Enemy Within: 50 years of fighting cancer. Dagli albori della chemioterapia negli anni ’50 e ’60 alle recenti medicine “intelligenti” e alla radioterapia precisa al millimetro, mette in luce quanta strada è stata fatta finora.

Ma il cammino è ancora lungo. Per alcuni tipi di cancro i progressi sono molto lenti: polmone, cervello, pancreas, esofago. E quando si perde una persona amata per un tumore, sembra che non sia stato fatto alcun passo avanti.

Per questo la comunità internazionale lavora duramente per sconfiggere il cancro al più presto: perché nessuno debba più morirne.

Mito 10: Gli squali non si ammalano di cancro

Sì, si ammalano anche loro.

Questo eccellente articolo spiega bene perché il mito degli squali immuni sia così duraturo.

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