Dieci domande sul metodo Stamina

All’inizio di febbraio, il medico Salvo Di Grazia (molto conosciuto per il blog Medbunker) ha mandato una lista di domande a Davide Vannoni, per chiarire alcuni punti importanti della vicenda Stamina. A tutt’oggi, Vannoni non ha ancora risposto. Rilanciamo anche noi le sue dieci domande, auspicando una replica da parte del protagonista di questa storia. Per saperne di più sul metodo Stamina potete leggere lo speciale di Query Online a partire da questo articolo.

1) In diverse occasioni, all’inizio della vicenda “mediatica” lei ha parlato di brevetti che registravano il suo “metodo” (in questo video, dal min. 0:56:20: “I brevetti sono pubblici, quelli per gli Stati Uniti e non valgono per l’Europa, qua chiunque può prendere e provare a rifare quello che facciamo…” ), lo stesso ospedale di Brescia nei procedimenti di autorizzazione all’uso come “cura compassionevole” parla di metodica brevettata. Perché ha fatto questa dichiarazione quando lei sapeva che non esisteva alcun brevetto (ma solo le domande, rigettate dall’ufficio statunitense)?

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2) Perché in data 29/3/13 ha dichiarato (ripetendolo in TV il 30/03/13 come si può ascoltare nel video di prima) di aver “lasciato in piedi” o di “averli lasciati aperti” i brevetti americani (per “fare in modo che nessun altro potesse brevettare“) quando non è stato lei a “lasciare aperti” i brevetti ma le è stato imposto di farlo? Lei stesso infatti, già prima, in data 5/11/12 aveva fatto domanda per ritirare gli stessi, domanda  respinta dall’ufficio brevetti.

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3) In un video de “Le Iene” (dal minuto 13,08) ha dichiarato che con la sua metodica “da tante patologie si guarisce“. Ci dice con esattezza da quali?

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4) Ovviamente per affermare quanto detto sulla guarigione da “tante patologie” sarà a conoscenza di persone guarite (=che non presentano più alcun segno clinico o strumentale della malattia che le affliggeva) esclusivamente grazie al “metodo Stamina” (ha parlato anche di “una ragazza che ha ricominciato a parlare dopo anni di silenzio“). Chi sono? È possibile rintracciare questi guariti per rendersi conto di questi risultati?

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5) Perché ha sempre dichiarato di aver curato “gratis” (anche in passato) se poi lei stesso ha ammesso di aver chiesto denaro in cambio delle cure anche se in forma di donazioni e questo succedeva anche in passato (anche questo lo ha affermato lei)? Il fatto è confermato anche da diversi pazienti sottoposti al trattamento. A prescindere dalle motivazioni, chiedere denaro per qualsiasi motivo non significa “curare gratis”, ne conviene? Per capirci, perché ha fatto dichiarazioni contrastanti di questo tipo:

A)  “I pazienti che entrano in terapia sono completamente gratuiti, non pagano nulla, non fanno donazioni alla fondazione Stamigna [sic] nè direttamente, nè indirettamete (neppure in passato ciò è mai avvenuto)”.

B) “quelli che non pagavano un euro e quelli che pagavano giusto il costo, erano più di quelli che pagavano le cifre che sono state scritte […] Con loro però compensavamo quelli che venivano curati gratis. I pazienti che potevano permetterselo donarono intorno ai 20 mila euro a testa“.

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6) Ha sempre dichiarato che il suo metodo sarà sempre senza costi per chi lo richiede. Il presidente di Medestea (Merizzi), la casa farmaceutica con la quale ha stipulato un contratto di esclusiva per lo sfruttamento della sua metodica ha dichiarato che la “cura” sarà gratis solo per chi non ha alcuna copertura assicurativa o per chi non ha soldi. Questa affermazione la smentirebbe. Merizzi, insomma, dice che la cura sarà gratis solo per chi non avrà soldi, non per tutti. Come mai?

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7) Proprio perché segreto (il ministero è vincolato in questo da un accordo stipulato con Stamina), il suo metodo non può essere studiato da nessuno che non sia espressamente autorizzato. Se davvero è così efficace come lei sostiene, perché non lo diffonde pubblicamente (oltre ad un guadagno economico lei guadagnerebbe la gratitudine eterna dell’umanità) lasciando tutti i medici e gli scienziati liberi di “guarire” tutti i bambini malati del mondo e di perfezionarlo se necessario?

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8) La legge Fazio/Turco definisce come “cure compassionevoli” quelle terapie che, anche se non ancora giunte all’approvazione, possono essere somministrate a malati senza alternative di cura. Unico requisito l’esistenza di sperimentazioni o studi che ne dimostrino (naturalmente su rivista scientifica di adeguata importanza, dalla legge definite “accreditate“) un’efficacia, anche se preliminare, oltre alla sicurezza di innocuità. In base a quali sperimentazioni o studi che dimostrino efficacia ed innocuità della sua metodica si somministra la sua “cura”? Può indicarceli con precisione per favore (per esempio un link in rete o in una banca dati consultabile in modo da poterli studiare), ribadendo che per legge è necessario che gli studi descrivano l’uso della metodica Stamina, naturalmente, non un uso generico di staminali.

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9) Come mai ed in base a cosa definisce efficaci le sue cure sulla SMA1 (una delle malattie che dice di curare) in base a ciò che si vede in alcuni video filmati pochi giorni dopo le infusioni e non ha inserito la stessa malattia tra quelle da sperimentare perché “non basterebbero 18 mesi per mostrarne i risultati e nessuno strumento diagnostico servirebbe a farlo“?

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10) La sua domanda di brevetto (statunitense, quella respinta che come da lei dichiarato è l’essenza stessa delle procedure che segue) che descrive il suo “metodo”, parlava espressamente di differenziazione (cioè trasformazione) di cellule mesenchimali in neuroni, punto cruciale dunque. Il dott. Andolina, vicepresidente di Stamina, ha detto chiaramente che con il metodo non trasformate le mesenchimali in neuroni e che questo, in ogni caso, non servirebbe a niente. Questo significa che neanche voi sapete bene cosa succede o cosa ottiene la metodica?

Domanda di brevetto “metodo Stamina”, le mesenchimali si trasformano in neuroni

 

Marino Andolina: “non trasformiamo cellule in neuroni, non servirebbero a niente”.

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