Una rassegna di pesci del mystero

Come ogni anno, il primo aprile è il giorno dedicato agli scherzi e alle bufale giornalistiche. Ecco una rassegna dei “pesci” più riusciti in materia di scienza, tecnologia e misteri.

Come avviene ormai da un po’ di tempo a questa parte, Google ha partecipato in grande stile al rito del primo aprile, con una moltitudine di scherzi: ecco quindi Google Olezzo (un nuovo servizio in grado di far percepire agli utenti l’odore di ogni cosa) e l’annuncio della chiusura di Youtube (sito pensato, in realtà, per raccogliere filmati utili per il concorso di cortometraggi più importante al mondo), mentre nella giornata di ieri gli utenti di Google Analytics si sono trovati a ricevere improbabili visite virtuali dalla stazione spaziale internazionale.

Per gli appassionati di misteri, però, lo scherzo più divertente è stato sicuramente quello ideato dai gestori di Google Maps: il sito ha messo infatti online le mappe del famigerato pirata William Kidd, ritrovate durante un’immaginaria spedizione nell’oceano Indiano. Un divertente video chiedeva aiuto agli utenti per trovare il tesoro nascosto, suggerendo i metodi possibili per far apparire la “X” e scoprirne l’ubicazione.

Moltissime le bufale giornalistiche, numerosi gli scherzi “tecnologici” (primi fra tutti l‘annuncio di Twitter senza vocali e l’allarme di Avast per un virus informatico in grado di contagiare le persone), così come le invenzioni improbabili: dalle lenti per vedere il mondo con gli occhi di un giornalista ai gufi addestrati come postini, dalla vasca da bagno in verticale ai droni per la distribuzione dei quotidiani, dal circuito ciclistico tutto ed esclusivamente in salita all’armatura volante di Iron Man.

In tema di criptozoologia, la British Library ha annunciato di aver scovato in un manoscritto del dodicesimo secolo una descrizione del mostro di Loch Ness, scritta da Walter di Bingham, con tanto di figura: la prova che Nessie non avrebbe la forma, come nelle descrizioni più moderne, di un plesiosauro o di un serpente di mare, ma sarebbe invece più simile a una specie di orso ormai estinta – ma comunque assolutamente reale.

Esattamente opposta una notizia circolata nel pomeriggio del 1 aprile: il mostro di Loch Ness sarebbe tutta un’invenzione dell’ufficio turistico locale; gli autori dell’operazione di marketing avrebbero confessato, ammettendo le loro responsabilità nella creazione di Nessie e delle false foto che lo ritraggono.

Sempre in tema di animali misteriosi, Lisa Signorile ha pubblicato sul suo blog la foto di un’elusiva “scimmia di mare” al largo di Kerala, lo zoologo Darren Naish si è lanciato in una divertente disquisizione sullo Scientific American riguardo alla fauna dello “Squamozoico”, mentre sul lago Chabot in California ha fatto la sua comparsa una strana creatura.

Per quanto riguarda l’archeologia misteriosa, ecco svelato lo scopo del sito di Stonehenge: si trattava in realtà di un primitivo ritrovo per i concerti rock. Tutte le prove su ScienceMag.

Due notevoli scherzi anche nel campo delle teorie del complotto: un articolo di fisica pubblicato su Arxiv dimostra inequivocabilmente che il mondo è frutto di una cospirazione ad opera di una lobby non ancora identificata, mentre su Scetticamente è apparsa la prova definitiva dell’inquinamento da scie chimiche.

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