Creazionismo? Ora si diffonde “dal basso”

I creazionisti del terzo millennio scommettono sui giovani e li vanno a trovare anche a scuola.

È ben noto come tra i più accesi critici del darwinismo rientri il movimento religioso teocratico e millenarista dei Testimoni di Geova, nato nell’Ottocento dal gruppo di studio biblico coordinato da Charles Taze Russell, in Pennsylvania. La figura dei Testimoni di Geova che diffondono la propria fede attraverso il porta a porta, obbedendo al comandamento che ritengono di scorgere in alcuni loci scritturistici (ad esempio, 2Tm 4:2,5 o 1Co 9:16) è familiare in tutto il mondo. Ma è altresì da rilevare come, in particolar modo negli ultimi tempi, la loro azione si sia concentrata sulle scuole di ogni ordine e grado.

Come insegnante mi è capitato molte volte di assistere alla distribuzione di materiale informativo (volantini e riviste), da parte di adepti del culto, agli studenti, e talvolta anche agli insegnanti, che uscivano da scuola (qui si può vedere un servizio della TV svizzera che testimonia l’esistenza del fenomeno anche nel Canton Ticino). A coloro che accettano di fermarsi a parlare molto spesso vengono poste domande di questo tenore: «Sai davvero com’è nata la vita sulla Terra?», «Sai com’è nato l’uomo?»; oppure, più esplicitamente: «Lo sai che gli scienziati hanno scoperto che la teoria di Darwin è sbagliata?».

Il ragazzo che esce dall’istituzione che ha lo scopo di formarlo e che, con ogni probabilità, ha già sentito parlare di Darwin e della sua teoria ne è facilmente incuriosito e accetta di leggere l’articolo che il Testimone di Geova gli indica sul periodico Svegliatevi!. La rubrica si intitola “Frutto di un progetto?”. Campeggia in bella vista la foto del primo piano di un ragno, indicato come “ragno saltatore” (nome comune della famiglia dei Salticidae). Nell’articolo viene descritta con dovizia di particolari l’estrema funzionalità della sua vista, caratteristica adattiva che, in effetti, è tipica di questi ragni. In calce alla rubrica ecco arrivare la stoccata creazionista: «Che ne dite? La vista sfocata del ragno saltatore è un prodotto dell’evoluzione? O è frutto di un progetto?» (l’esempio è stato tratto da Svegliatevi!, marzo 2013, p. 16).

In fondo alla pagina della rubrica il ragazzo troverà l’indicazione del nuovo sito web dei Testimoni di Geova, www.jw.org, dal quale avrà la possibilità di scaricare tantissimo materiale disponibile gratuitamente, appositamente strutturato per le diverse fasce d’età e in diversi formati: mp3, aac, PDF ed ePub. I primi due formati permettono l’ascolto dei file, mentre gli altri due consentono la lettura a schermo e la stampa. In particolare, se il PDF è il formato più comodo per stampare un file, la scelta dell’ePub appare estremamente funzionale per la diffusione delle pubblicazioni presso le nuove generazioni, perché rappresenta lo standard di lettura su smartphone e tablet, strumenti molto amati dagli adolescenti.

Se la rivista o il volantino distribuito a scuola ha stuzzicato la sua curiosità, sul sito il ragazzo potrà reperire materiale atto a completare il suo indottrinamento creazionista. Potrà, ad esempio, decidere di scaricare i due opuscoli L’origine della vita e La vita: opera di un Creatore? (versioni agili e ridotte del famoso testo Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione?). Si accorgerà subito che sono pensati proprio per lui: poche pagine, scritte in una forma semplice e diretta, che fanno continui riferimenti alla sua esperienza di studente, corredate di schemi a colori e belle illustrazioni in quadricromia. I testi scolastici non sono altrettanto semplici: comprenderli e ritenere i concetti costa fatica. Qui, invece, tutto è strutturato in forma di domande e risposte e i concetti chiave sono evidenziati con efficacia sotto la dicitura “Dati di fatto”. L’esposizione è chiara e coinvolgente e – perbacco! – anche molto convincente: tutto appare molto rigoroso e si citano anche i nomi di tanti scienziati! Pagina dopo pagina appare sempre più evidente che la teoria darwiniana è del tutto infondata e che l’unico vero testo scientifico è la Bibbia, ingiustamente diffamata dalla lobby scientista. Peccato che le fallacie espositive abbondino, insieme agli errori marchiani. Lo stile accattivante e l’assenza di contraddittorio sono ottimi strumenti persuasivi. Peraltro i due “bigini” creazionisti contengono risposte preconfezionate e facilmente memorizzabili a tutte le “false certezze” degli ignoranti evoluzionisti, pronte per essere sfoderate in un dibattito tra coetanei o con gli insegnanti. Il seme è stato gettato e non è detto che non attecchisca.

Spesso si sottovaluta il fascino che esercita sugli adolescenti il sentirsi depositari di una verità sconosciuta alla maggioranza: è questa la ragione che li porta a seguire i siti complottisti o a comprare libri che fanno controinformazione. Si tratta dello stesso bisogno sul quale fanno leva alcuni gruppi politici estremisti, che invitano i giovanissimi a partecipare a lezioni di storia “alternativa” («Non le solite sciocchezze che vi propinano a scuola!») allo scopo di fare proselitismo. In quest’ottica, ogni dimostrazione della controparte sortisce spesso l’effetto di rafforzare il soggetto nelle sue convinzioni, che assumono il fascino della dottrina perseguitata e diffamata proprio in quanto vera.

Ma nell’attività di proselitismo scolastico sono attivamente coinvolti anche gli stessi adolescenti appartenenti al movimento religioso in questione, che ricevono pressioni affinché parlino in classe della propria fede contribuendo a diffonderla. Nella “Biblioteca Online Watchtower”, che raccoglie tutte le pubblicazioni edite dai Testimoni di Geova, è possibile leggere un lungo capitolo tratto da un opuscolo destinato ai giovani (I giovani chiedono) dal significativo titolo “Come faccio a predicare ai compagni di scuola?”), nel quale è anche presente un riferimento esplicito al creazionismo:

«A volte, però, ci sono attività scolastiche che ti danno l’opportunità di parlare delle verità bibliche. Jaimie, una ragazza della Gran Bretagna, racconta: “Durante la lezione di scienze stavamo trattando l’argomento dell’evoluzione e io ho espresso le mie convinzioni. Un ragazzo mi ha schernita dicendo che i testimoni di Geova sono persone inferiori e non meritano di essere inseriti nel sistema scolastico. Subito, però, gli altri compagni hanno iniziato a prendere le mie difese”. Evidentemente, la sua reputazione di cristiana esemplare era stata premiata. Jaimie aggiunge: “È andata a finire che a una compagna ho lasciato il libro “Esiste un Creatore che si interessa di noi?”»

[Il testo completo del capitolo si può leggere qui:]

Ma quanto precocemente può avvenire il contatto tra i Testimoni di Geova e il loro “bersaglio”? A quanto sembra, parecchio. In effetti, il nuovo sito è pieno di materiale destinato anche ai bambini (storie bibliche a fumetti, video in formato mp4, disegni da colorare etc.), che non trascura l’opportuno richiamo alla Genesi la cui verità storico-scientifica è ritenuta innegabile. Ma non è mai troppo presto. Nell’ottobre del 2011, gli educatori dell’asilo nido di Fusignano (RA) hanno ricevuto una lettera da parte dei Testimoni di Geova con allegata una copia di Svegliatevi! dedicata all’educazione dei bambini e l’offerta di ulteriori servigi di natura pedagogica. In questo caso non veniva fatta menzione del creazionismo, ma non dubitiamo che questa fondamentale parte della dottrina sarebbe stata subito proposta, magari attraverso il volantino destinato ai bimbi fino ai 3 anni “Dio ha creato ogni cosa”, dagli splendidi colori e disegni, scaricabile dal consueto sito.

Per fronteggiare la diffusa propaganda pseudoscientifica indirizzata a chi si sta ancora formando e quindi si trova sprovvisto di adeguati mezzi critici per difendersi, è bene che le scuole predispongano strumenti opportuni.  Bambini e adolescenti hanno, infatti, il diritto di ricevere un’istruzione fondata sul dato scientifico; in seguito saranno liberi di scegliere quale posizione assumere in campo filosofico e religioso. Tra le possibili soluzioni vi è quella dell’istituzione di un’apposita commissione  con delibera del collegio docenti pronta a intervenire in seguito a segnalazione da parte di alunni, docenti o genitori. Naturalmente tale azione di tutela del discente non può essere interpretata come atto censorio, perché, soprattutto a scuola, non è possibile equiparare la verità scientifica e la posizione filosofica soggettiva.

D’altra parte, la divulgazione della teoria evoluzionistica non è impresa facile: come mettono in evidenza recenti studi, sintetizzati da Telmo Pievani nel suo libro Nati per credere, il cervello umano soffre di una vera e propria predisposizione al fraintendimento dell’evoluzione, che lo porta a considerare molto più attraente l’ipotesi di un creatore onnipotente.

Charles Darwin, del resto, lo aveva previsto. Mentre ancora procedeva all’elaborazione della propria teoria, alla definizione della quale dedicò un ventennio, già immaginava le difficoltà e il clamore con cui sarebbe stata accolta. All’amico botanico Joseph Hooker scrisse, infatti, nel 1844, che gli riferiva delle idee che stavano prendendo forma nella sua mente asserendo che fosse «come confessare un delitto».

In realtà la teoria dell’evoluzione ottenne la sua prima verifica in regime di peer-review prima ancora della pubblicazione dell’Origine delle specie. Nel 1858 Alfred Russel Wallace indirizzò, infatti, allo stimato amico Charles Darwin la copia di uno studio che aveva appena concluso. Nel leggerlo Darwin ebbe modo di constatare come il giovane scienziato fosse pervenuto, in modo del tutto indipendente, alle sue stesse conclusioni. Nel corso di questo secolo e mezzo le prove a sostegno della teoria darwiniana – messe insieme da biologi, embriologi, naturalisti, archeologi, paleoantropologi – si sono accumulate, contribuendo a rendere più solido, e nel contempo a modellare, quello che oggi può essere considerato un monumento alla scienza moderna e alle conquiste intellettuali dell’Homo sapiens.

La solidità dell’impianto teorico e la verifica sperimentale della teoria evoluzionistica, come abbiamo visto, non hanno scoraggiato i sostenitori del creazionismo, mossi per lo più da motivazioni di carattere religioso. Alle rigorose affermazioni evoluzionistiche i sostenitori del “grande orologiaio” (per adoperare una nota metafora del reverendo creazionista William Paley) oppongono una serie di argomentazioni capziose, simili per certi versi alle osservazioni pseudoscientifiche dei sindonologi, volte, nel complesso, a screditare la scienza moderna e le sue conclusioni. Sarebbe, infatti, sbagliato vedere nel creazionismo un fenomeno marginale e d’altri tempi: come avviene per la propaganda negazionista (della quale abbiamo già parlato), il web è ricco di siti antiscientifici che criticano ferocemente il neodarwinismo adoperando tecniche comunicative spesso molto efficaci.

Le teorie creazioniste sono molto varie e comprendono correnti che si limitano a interpretare la Bibbia in senso letterale e movimenti dalle idee più articolate, che adoperano un linguaggio e un metodo che simulano quelli della scienza.  In linea generale, le critiche più ricorrenti al darwinismo riguardano il rapporto tra micro e macroevoluzione (ossia tra piccolo cambiamento e nascita di nuove specie); la correlazione tra selezione naturale (concetto accettato dai creazionisti) ed evoluzione delle specie (respinta con decisione); la rilevazione di supposti “buchi” o “salti” nella ricostruzione degli scienziati e la presunta assenza di evidenza sperimentale di quello che viene definito “paradigma evoluzionistico”, presentato come un dogma.

Ai lettori desiderosi di approfondire la questione suggeriamo di accedere al portale Pikaia (così chiamato dal nome della Pikaia gracilens, antenato dei chordata e quindi anche dei vertebrati): www.pikaia.eu, ricca e documentata risorsa web sulla teoria dell’evoluzione, nella quale è possibile reperire link di approfondimento e bibliografia a tema. Il CICAP ha anche dedicato al creazionismo e alla teoria dell’evoluzione un numero di Scienza e Paranormale, i cui articoli mettiamo volentieri a disposizione dei nostri lettori.

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