La falsa scienza: il nuovo libro di Silvano Fuso

La falsa scienza

Silvano Fuso
La falsa scienza
Carocci Editore, 2013
pp. 301
€  21,00

Recensione di Giorgio Dobrilla:

Sarei disonesto se dicessi di aver cominciato a leggere il volume di Fuso con animo imparziale. La stima per l’autore, ormai di vecchia data, mi ha influenzato sin dalle prime pagine. Ma devo anche dire con massima sincerità che i giudizi su questo libro sono assolutamente indipendenti dall’affetto. In altre parole, avessi dovuto recensire la stessa opera scritta da uno sconosciuto il mio commento complessivo sarebbe stato lo stesso, e cioè che si tratta di un libro straordinariamente convincente per tempistica, sostanza e forma.

Tempistica perfetta perché chi ama la scienza sa quanto siamo bombardati negli ultimi anni da messaggi fuorvianti, illazioni pseudoscientifiche e posizioni anti-scientifiche. Siamo sempre più circondati da UFO, oroscopi, previsioni Maya, oscuri presagi e rimedi miracolosi. Silvano Fuso su questi autentici falsificatori della scienza ha scritto già molto in passato, e un suo libro precedente, assolutamente prezioso a mio avviso, non a caso si intitola proprio “I nemici della scienza”. Ma di testimonianze come queste sue non ce n’è mai abbastanza, perché purtroppo l’investimento in cultura, informazione e scienza va peggiorando sempre più nel nostro Paese per cui questo libro concorre opportunamente a frenare questo andazzo suicida. E’ chiaro che non si possono ignorare le esigenze di pancia dei cittadini (guarda caso interpellati solo in campagna elettorale!) perché, come notava Concetto Marchesi, chi ha i problemi del pane non può permettersi di avere quelli dello spirito. Ma non si può neanche ritenere che la pancia sia tutto e che il cervello serva solo a trovare soluzioni finalizzate unicamente a sbarcare il lunario. La scienza in effetti serve, e specie ai giovani, per sognare, per immaginare, per riempire di contenuti ideali la qualità di vita. Non possiamo, insomma, dare loro solo incertezze, telefonini, e modelli comportamentali fasulli derivati da spettacoli TV di bassissima lega, magari realizzati discutibilmente (honi soit qui mal y pense) su un’isola o all’interno di una specie di comune sorvegliata da videocamere.

La sostanza del volume è di alta qualità e così densa di contenuti che è davvero impossibile commentarla in dettaglio. Si può però sottolineare un aspetto generale. Fuso, invece di enfatizzare la perfezione della scienza e degli scienziati, oltre che a soffermarsi su ineffabili bufale rivede criticamente anche errori compiuti da ricercatori che non sono infallibili, influenzati pure essi da credenze personali, manie, debolezze, vanità. La falsa scienza, in altre parole, non è solo quella dei maniaci in buona fede o dei ciarlatani in mala fede ma pure degli scienziati quando essi deviano dalla logica, dall’autocritica e dalla corretta metodologia o, peggio, quando sostengono certe cose per acquisire i cospicui vantaggi di un appoggio politico. Fuso ne dà dimostrazione in 6 parti distinte intitolate rispettivamente: Abbagli individuali e collettivi, Frodi volontarie, Invenzioni folli, Scoperte metafisiche, Teorie rivoluzionarie, Medicine e miracoli. E’ impossibile soffermarsi su ogni tema ma intanto si può ricavare dai fatti ben documentati dall’autore che gli ambasciatori della falsa scienza esistono in ogni nazione: italiani, tedeschi, inglesi, americani, francesi, indiani. Nel merito, il libro indubbiamente avvince il lettore spaziando dal mistero delle piramidi all’orgone di Reich, dalla genetica in salsa sovietica di Lysenko ai teschi di cristallo, dalle follie pseudoscientifiche naziste e dallo spiritismo alla resurrezione dei defunti, dai viaggi nel tempo alla fusione fredda, dal magnetismo animale alla memoria “omeopatica” dell’acqua.

La forma in un volume come questo è terribilmente importante perché il pericolo di annoiare o di entrare in dettagli o di esprimere concetti a volte non immediati per un lettore non addetto ai lavori è subdolamente presente. Ebbene, la forma scelta da Fuso è esente dal rischio di annoiare. Il linguaggio scorrevole e chiarissimo e alcuni espedienti originali assicurano una lettura agile e divertente, che favorisce la voglia di procedere, di leggere il seguito, di saperne di più. Assolutamente esilarante ho trovato l’inizio del capitolo dedicato a Charles Piazzi Smith e alle “enigmatiche” piramidi. In esso Silvano Fuso giocando sapientemente con i numeri relativi alla sua data di nascita, al numero di lettere della cittadina dov’è nato, alla sua altezza e al numero delle sue scarpe, al rapporto tra le lettere del nome e quello del cognome e ad altro ancora dimostra in modo divertito e divertente l’esistenza di una correlazione strettissima tra lui stesso e le misteriose coordinate delle piramidi. Come dire, insomma, che manipolando i numeri si è in grado di scoprire tutto quello che… si vuole scoprire. Sarebbe fantastico se Fuso con la stessa competenza e ironia analizzasse in un prossimo libro la Politica Falsa! Nel frattempo, accontentiamoci del suo Falsa Scienza, da inserire di sicuro nei nostri scaffali tra i libri che ci stanno più a cuore.

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