Un ricordo di Paul Kurtz

Il 20 ottobre è morto il filosofo Paul Kurtz, uno dei padri fondatori dello CSICOP – ora CSI – l’associazione statunitense analoga al CICAP. Kurtz aveva 87 anni, una vita passata a battersi per la razionalità: fin dagli anni ’60, quando divenne editore di The Humanist, una rivista pubblicata dall’American Humanist Association.

Da sempre interessato al movimento umanista statunitense, Kurtz contestò l’appartenenza religiosa di alcuni suoi membri e si adoperò per riformare il movimento in senso razionalista. Con grandi energie e capacità organizzative, lanciò in questo ambito una serie di associazioni e di iniziative che gli sopravvivono.

Nel 1969 fondò la casa editrice Prometheus Books, con cui iniziò la pubblicazione di libri fortemente improntati allo scetticismo, all’ateismo e alla battaglia contro le pseudoscienze.

Nel 1976 Kurtz fu tra i fondatori dello CSICOP (Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal), associazione americana impegnata nello studio del paronormale con gli strumenti della scienza. Qualche mese dopo lanciò la rivista del comitato, The Zetetic, che in seguito cambiò nome diventando lo Skeptical Inquirer.

Kurtz non si limitò a fondare lo CSICOP, ma ne divenne uno dei più attivi organizzatori, contribuendo a creare associazioni scettiche locali in tutti gli Stati Uniti, e diventandone poi presidente. Più tardi lo CSICOP avrebbe cambiato nome diventando il CSI (Committee for Skeptical Inquiry), per includere al suo interno i nuovi ambiti di studio del comitato: non solo il paranormale, ma anche pseudoscienze, medicine alternative e percezione pubblica della scienza.

I contributi di Kurtz sono caratterizzati da un atteggiamento più “duro” verso le pseudoscienze e il paranormale rispetto a quello di un altro storico fondatore del comitato, Marcello Truzzi, che vedeva queste cose con occhio più possibilista e che per questa ragione finì per allontanarsi dal comitato. Un atteggiamento, quello di Kurtz, che portò a volte anche a qualche errore di prospettiva, come nella vicenda dell'”effetto Marte”: per replicare a un controverso studio di Michel Gauquelin, che aveva trovato statisticamente un’influenza del pianeta Marte negli oroscopi degli sportivi, Kurtz promosse uno studio affrettato e discutibile, che non tardò a provocare polemiche e recriminazioni.

Le polemiche furono però istruttive, e portarono con il tempo lo CSICOP ad allontanarsi un po’ dalla linea dell’attacco frontale alle pseudoscienze, in favore di un atteggiamento scientificamente più equilibrato.

Parallelamente, Kurtz continuò il suo impegno nel movimento umanista. Nel 1980, dopo aver lasciato la direzione della rivista The Humanist, decise di fondare un’associazione che si ispirasse agli stessi principi, ma con un’impronta più esplicitamente atea. Nacquero così il CODESH (Council for Democratic and Secular Humanism, che nel 1996 abbreviò il proprio nome in Council for Secular Humanism) e la rivista a esso associata, Free Inquiry. In quest’ambito, Kurtz pubblicò diversi libri; il più famoso è forse “The Transcendental Temptation: A Critique of Religion and the Paranormal“, in cui si contestava l’idea che le religioni – all’atto pratico prive di evidenze – potessero servire a definire le basi della morale. A tutto questo, Kurtz oppose il concetto di “euprasofia“, ovvero una filosofia e una pratica di vita non religiosa.

Nel 1991, con l’obiettivo di legare tra loro lo CSICOP e il CODESH, Kurtz fondò il Center for Inquiry, un’associazione razionalista caratterizzata dall’occuparsi non soltanto di paranormale e pseudoscienze, ma anche di religione, etica e società. Negli anni successivi Kurtz promosse la costituzione di Center for Inquiry nazionali in molti paesi, così come di comitati scettici affiliati al CSICOP e contraddistinti (a differenza del CICAP) da una visione non solo scettica ma esplicitamente atea. Il suo impegno per il CFI durò fino al 2008, quando lasciò la presidenza al filosofo Ronald A. Lindsay.

Nel 2009 Kurtz si trovò al centro di una nuova polemica: questa volta, al contrario di quanto accaduto ai tempi dello scontro con Truzzi, fu lui a contestare la linea “dura” intrapresa dal CFI in materia di religione, e in particolare la scelta di lanciare un concorso per nuove forme di blasfemia, scelta che considerava irrispettosa e offensiva nei confronti dei credenti.

Il 18 maggio del 2010 Kurtz rinunciò agli incarichi che aveva ancora nelle tre associazioni (era ancora presidente emerito), in polemica con la direzione presa dal CFI. Kurtz pensava che il movimento scettico non dovesse limitarsi a combattere le pseudoscienze, ma che dovesse contribuire a dettare un nuovo tipo di filosofia morale. Per questo fondò una quarta associazione, l’Institute for Science and Human Values, e la rivista associata (The Human Prospect), che diresse fino alla propria morte.

Non tutti gli scettici condividono la visione di Paul Kurtz, in cui lo scetticismo era parte integrante della filosofia umanista secolare. Ma tutti possiamo essergli grati per l’impegno e il talento che ha dedicato per tutta la vita alla difesa della razionalità.

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