Le insolite terapie della dottoressa Mereu

Mereu - Terapia Verbale

La sua cura per la cistite prevede una messa e l’introduzione in vagina di una medaglietta della Madonna. Quella per le emorroidi o qualsiasi altro problema nella meno nobile tra le parti del corpo è il cosiddetto “atto magico del trono”, che consiste nello scegliersi una poltrona ed esclamare: «Questo è il mio trono!».

Problemi di fertilità? La cicogna si fa attendere ormai da troppo tempo? Nessun bisogno di ricorrere a cure mediche: basterà una medaglietta mariana nelle parti intime, un permesso scritto del padre che autorizzi ad avere rapporti sessuali e un bambolotto da trattare come un figlio. Ah, poi anche qualche fiore di Bach, che non guasta mai.

Sgranate gli occhi? Dite la verità, pensate che Query si sia divertita a inventare per voi queste improbabili storie? Vi sbagliate. Il copyright è della dottoressa Gabriella Mereu, ideatrice di quella che lei chiama “terapia verbale”, che si basa, come affermato nel sito della sedicente terapeuta, sull’assunto secondo il quale il paziente sarebbe perfettamente in grado di curarsi da solo. In questo senso, il ruolo del medico viene percepito come quello di una guida e di un agevolatore del processo di guarigione e si sostiene l’origine esclusivamente psicosomatica di tutte le malattie, che sarebbero elaborazioni metaforiche di disagi psichici, da curare con metodi poco ortodossi come quelli che abbiamo sopra illustrato.

Se pensate che si tratti di affermazioni troppo strambe perché qualcuno possa davvero aver prestato fede alle parole della dottoressa, probabilmente vi sbagliate. Se i “casi clinici” riportati sul sito sono da considerarsi reali e non inventati a scopi pubblicitari, la dottoressa Mereu sembrerebbe aver convinto tanti della validità delle sue teorie pseudoscientifiche, con vaneggiamenti simili a quelli di Dulcamara, il venditore di fumo dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti. La conseguenza sarebbe il fatto che diverse persone bisognose di cure sarebbero state indotte a trascurare terapie di comprovata efficacia per andare in cerca di elaborazioni metaforiche spesso colpevolizzanti oltre che insensate (come nel caso della madre indotta a credere di essere la causa dell’eczema del figlio per aver desiderato tornare a lavorare).

Completano il quadro del personaggio i riferimenti in home page a teorie negazioniste sul rapporto AIDS-HIV e a metodi di cura “alternativi”, come il lavaggio epatico o la tisana per i calcoli renali.

Un “piatto ricco” per lo studioso di pseudoscienza, ma un desolante quadro di abuso della credulità popolare dal punto di vista dei poveri sfortunati che, in un momento di debolezza,  avranno pensato di trovare una facile soluzione ai propri problemi di salute.

Non resta che sperare che ben presto il Ministero della Salute apra un’inchiesta sulla dottoressa e sui suoi pericolosi quanto insoliti trattamenti.

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