I negazionisti dell’AIDS

Oggi, 1 dicembre è la giornata mondiale contro l’AIDS, in ricordo del primo caso diagnosticato il 1 dicembre 1981 e qui su Query non possiamo non parlare dei movimenti che ne negano l’esistenza o che negano che sia causato dal virus dell’HIV. Riprendiamo dai divagatori scientifici:

Che il virus dell’HIV sia la causa dell’AIDS lo sappiamo dal 1984 quando i due gruppi indipendenti di Luc Montagnier e Robert Gallo ne annunciavano la scoperta. Le forti pressioni dell’opinione pubblica sulla comunità scientifica per avere un colpevole sono state in quel momento convertite in pressioni per avere una cura il più in fretta possibile. La cura non è arrivata, anche se qualche passetto avanti è stato fatto.

C’è però una grossa fetta di popolazione che è ferma a prima del 1984, i negazionisti dell’HIV. Tracciare l’identikit di queste persone è complicato: in molti negano che l’HIV sia la causa dell’AIDS, altri sostengono che l’AIDS stesso non esista, altri sostengono che sia colpa di un qualche virus prodotto in laboratorio che può essere scappato di mano o che è stato appositamente diffuso per sterminare alcuni gruppi etnici o sociali (e qui c’è chi sostiene che le vittime siano gli africani, chi i gay, ecc), altri ancora pensano che siano gli stessi farmaci antiretrovirali a causarlo (e qui le colpevoli sarebbero le case farmaceutiche).

Uno dei collanti del movimento negazionista sarebbe Peter Duesberg, un biochimico tedesco emigrato negli Stati Uniti negli anni ’70.

Duesberg era uno scienziato rinomato, con alcune scoperte importanti nel campo della biologia molecolare dei tumori e pubblicazioni prestigiose nel curriculum. Nel 1987 pubblicò un articolo critico su Cancer Research, una rivista con un buon impact factor nel quale poneva dubbi sulla pericolosità di molti retrovirus, tra i quali anche l’HIV. Per Duseberg, l’HIV non sarebbe altro che un virus passeggero (come quelli del raffreddore o dell’influenza) incapace di provocare grosse conseguenze per la salute e l’AIDS avrebbe altre cause da cercare probabilmente negli stili di vita o nei farmaci assunti per cercare di curarlo.

Fino a quel momento lì la situazione era complicata, ma abbastanza chiara. Da una parte c’erano i vari movimenti negazionisti e complottisti e dall’altra la comunità scientifica compatta. Duesberg ha rotto l’equilibrio portando da un lato gli schemi delle teorie del complotto dentro al dibattito scientifico e dall’altro portando il dibattito scientifico dagli ambienti “usuali” dei congressi e delle riviste scientifiche ai media tradizionali. Questa cosa ha spiazzato gli scienziati che infatti hanno reagito molto male alle sue provocazioni commettendo anche errori grossolani, ma ha contribuito a metter su quella che Nicoli Natrass definisce una “credibilità socialmente costruita”.

Da quel momento Duesberg è diventato il leader indiscusso del movimento negazionista, in grado di influenzare le politiche sanitarie di Paesi come il Sudafrica. Infatti, le conseguenze del negazionismo dell’AIDS, soprattutto in Africa, sono drammatiche:

330.000 vittime solo in Sudafrica negli anni tra il 1999 e il 2007, come dimostra uno studio pubblicato recentemente sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes (JAIDS).
330.000 persone che non hanno assunto farmaci antiretrovirali per la politica scellerata e criminale dell’allora presidente Thabo Mbeki e del suo Ministro della Salute Tshabalala-Msimang che hanno dato retta a Duesberg (assumendolo come consulente) e hanno tagliato i fondi per l’acquisto di farmaci come l’AZT e promosso le “cure alternative” fatte di vitamine e pozioni di varia natura.

E il bilancio cresce di giorno in giorno.

9 pensieri riguardo “I negazionisti dell’AIDS

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  • 3 Aprile 2011 in 11:37
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    @Fastidio: va bene, ma Duesberg non è un disaffiliato e le affermazioni che fa rientrano nel campo di quelle verificabili scientificamente. Quindi è doveroso verificarle.

  • 3 Aprile 2011 in 11:32
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    La scienza è un metalinguaggio che si autogiustifica affermandosi come ogni altro metalinguaggio. Chiedere ad un disaffiliato le prove scientifiche per dimostrare qualcosa che lede la credibilità stessa della scienza medica, prona nel suo impianto filosofico al contesto di mercato del capitalismo avanzato, è quanto meno ingenuo. Ricordo ai signori medici contemporanei che un tempo signori come Leibniz, che certo non avevano le competenze tecnico-specialistiche di un medico moderno, erano appellati come “medici” per la loro capacità di “curare”, che non significava – santo mondo – distruggere fisicamente un uomo per allungargli la vita di qualche anno che passerà in un letto di ospedale mangiando brodini senza sale. I problemi della società contemporanea dipendono a mio avviso, e in parte naturalmente – che di cose orribili ce ne sono e anche peggiori -, dal fatto che la scienza, declinata in ogni sua forma, non ha più coscienza di essere un sistema per spiegare la realtà e non la realtà stessa. Certo, spesso gli scienziati non studiano Kant, non hanno alcuna coscienza della storia dello statuto della scienza nella società occidentale. E proprio per questo sono dei perfetti tecnici, che niente hanno dei “medici” così come si intendeva un tempo. Per due ragioni: 1. esistono forme di conoscenza non scientifica (per esempio la morale o l’estetica, per rimanere a Kant); 2. le conclusioni della scienza non sono la realtà, la spiegano semmai ad una ben determinata comunità che si riconosce etnicamente e culturalmente nella nostra società; 3. la scienza occidentale non è universabilazzabile: esistono comunità che spiegano il reale in maniera diversa e a volte inconciliabile rispetto alla scienza occidentele, e che hanno la medesima dignità culturale, nonché lo stesso diritto di farlo. Come dire: nel nostro sistema lo sperma ha valore generativo. Esistono comunità che negano tale valore allo sperma. Pensare che il nostro sistema sia vero e il loro finto, che noi descriviamo la realtà e loro raccontano storie è razzista, superficiale e fideistico. Come i nostri bravi tecnocrati… 

  • 23 Dicembre 2010 in 15:21
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    @Massimiliano, rispondo io perché il pezzo è mio (pubblicato sul mio blog e ripreso poi qui su Query). Gli articoli scientifici che dimostrano la relazione hiv/aids ci sono e puoi trovare una lista dei più significativi qui: http://www.aidstruth.org/science/studies
    Mullis non li ha trovati o, più probabilmente, non crede che quelli trovati siano significativi, ma rimane il fatto che tutti gli studi pubblicati da gruppi di ricerca sparsi per il mondo confermano la teoria virale (cioè quella per la quale l’HIV è la causa dell’AIDS).
    E non è questione di essere più o meno visionari o più o meno bizzarri, ma di dati che vanno in una direzione e di persone (anche scienziati e anche premi Nobel) che non ci credono.

  • 22 Dicembre 2010 in 16:59
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    Il problema in questo tipo di questioni è che la discussione si sposta subito dall’ambito scientifico a quello del complotto e della polemica sterile e non documentata.  C’e’ sempre qualcuno che comincia a parlare di oscuri complotti di Big Pharma (senza peraltro essere in grado di portare uno straccio di documentazione) mentre dall’altra parte si tende a screditare sul piano personale gli scienziati “non allineati” tacciandoli per visionari o criminali.
    Query dovrebbe sforzarsi, secondo me,  di riportare la polemica in ambito prettamente scientifico. Parlare cioè di fatti, esperimenti, studi e vedere, in questo ambito, quali sono gli argomenti di quello che potremmo definire “negazionismo scientifico” e quali sono i controargomenti della comunità scientifica “standard”.  Altrimenti si fa pettegolezzo e non scienza.
    In particolare non conosco le tesi di Deusberg, ma ho letto quello che sostiene un altro premio Nobel, Kary Mullis.  L’articolo è qui: http://www.reiki.info/Energie/Aids/aids-Mullis.htm
    In pratica Mullis dice di non essere mai riuscito a trovare un singolo articolo, in tutta la letteratura scientifica disponibile, che riporti uno studio che dimostri un legame tra HIV e AIDS.  Tutti gli articoli pubblicati sull’argomento darebbero per scontato il legame, senza cercare di dimostrarlo.
    Che uno studio che abbia dimostrato il legame tra HIV e AIDS esista non dovrebbe essere argomento di polemiche: o esiste o non esiste.  Io non ho la preparazione necessaria per fare una ricerca personale, ma  magari voi di Query potreste provare a ripercorrere le tappe della ricerca di Mullis e vedere se giungete a risultati diversi.
    Probabilmente pero’ mi risponderete che Mullis è uno che crede nell’astrologia e dice di essere stato rapito dagli extraterrestri, riportando così la polemica sul piano del discredito invece che su quello delle argomentazioni…  e prestando così il fianco ai sostenitori del complotto.
    /MaS
     

  • 4 Dicembre 2010 in 20:23
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    Pier,

    hai ovviamente i dati degli studi scientifici che dimostrano quello che sostieni, vero?

  • 4 Dicembre 2010 in 17:00
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    Non posso crederci, Cicap. ”hanno tagliato i fondi per l’acquisto di farmaci come l’AZT e promosso le “cure alternative” fatte di vitamine e pozioni di varia natura.”
    HANNO FATTO BENISSIMO A NON PRENDERE E A NON OBBLIGARE LA POPOLAZIONE A PRENDERE L’AZT. E’ UN VELENO!! NON E’ UN FARMACO. LA GENTE E’ MORTA PER IL TOPICIDA AZT. MIGLIAIA DI BIMBI SONO NATI MALFORMATI PER AVER ASSUNTO LE LORO MADRI, L’AZT.
    Almeno chi è morto non l’ha fatto ingrassando le tasche di criminali in poltrona che vendono farmaci che provocano molti dei sintomi classificati come AIDS.
     
     
     
     
     

  • 3 Dicembre 2010 in 16:16
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    Ricordo molto bene la comparsa dell’ AIDS e lo sbandamento che provocò non solo nell’ infettivologia, ma in tutta la Medicina: l ‘ AIDS fu come l’ 11 Settembre per la I Superpotenza Mondiale, fino a quel punto autostimante se stessa invulnerabile dentro i propri confini. L’ AIDS al suo apparire fece capire a una Scienza Medica ormai sicura di debellare man mano tutte le malattie, grazie ai suoi incredibili progressi, che potevano nascere da un momento all’ altro nuove malattie contro le quali non aveva armi, doveva costruirle quasi da zero. L’ AIDS aprì la strada all’ interno della Cittadella di quella Medicina che oggi chiamiamo Allopatica, e che allora era pressoché l’ unica Medicina, alle Medicine “alternative”  che oggi vengono definite, almeno dai Medici non ostili preconcettualmente, “integrate”. La storia di Peter Duesberg racchiude tutte le tragedie della Medicina degli ultimi 30 anni: Medici geniali che, alla ricerca di una strada propria, innovativa, gettano via l’ acqua sporca e il bambino; Medici meno geniali, ma più pratici, che si coalizzano contro di loro per denigrarli ed espellerli dalla Medicina ufficiale e, soprattutto, da finanziamenti pubblici che cominciano, con l’ aumento esponenziale delle spese, a essere messe sotto controllo prima dalle Assicurazioni americane, poi dagli Stati sociali Europei. Fino a produrre una Medicina come quella di oggi, divisa in movimenti politici ideologicizzati e schierati con varie lobbies economiche, politiche, religiose, filosofiche, come il Parlamento Italiano. Il mio modesto contributo a chi, come me del resto io stesso, ha oggi a che fare all’ interno della propria cerchia con l’ AIDS, è che rientra tra le malattie che sono una “brutta bestia” per tutte le Medicine, dalle più scientifiche alle più alternative. I farmaci che abbiamo a disposizione oggi consentono una vita normale solo a chi scopre di essere sieropositivo per caso e non ha altre patologie e, soprattutto, non ha ancora sintomi conclamati. La maggior parte degli altri sono destinati a una fine precoce rispetto ai coetanei, solo meno veloce di come era nei primi anni 80, qualunque Medicina usino. E, soprattutto, devono cambiar vita, anche se sono giovani normali che sono stati colpiti dal contagio per caso.

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