“Bizzarre illusioni”: alla scoperta del mondo della pareidolia

Romolo Giovanni Capuano
Bizzarre illusioni
Mimesis 2011
pp. 304
€ 22

C’è nulla di male, in una notte serena di luna piena, nel mettersi alla finestra a rimirare il faccione lunare alla ricerca di quei lineamenti dall’aspetto sorpreso o, forse, spaventato che migliaia di uomini prima di noi hanno scorto? Che cosa vi può essere di più innocente del gioco di individuare volti o immagini nelle macchie del muro o nelle nubi? Chi non l’ha mai fatto? All’esperienza di chi non appartiene questo passatempo infantile, vecchio quanto il mondo?

La pareidolia – nome complicato per il fenomeno quotidiano  e a tutti noto che riconduce l’incerto al certo e l’indefinito alle forme più familiari – è l’oggetto del bel saggio di Romolo Giovanni Capuano, appartenente alla collana “Filosofie” della casa editrice Mimesis di Milano. In primo luogo, una piccola nota metodologica: i testi di questa collana vengono sottoposti a peer review, il processo di revisione tra pari applicato normalmente ai testi scientifici, che è un’ottima garanzia di serietà e rigore d’indagine. E, in effetti, la lettura del saggio di Capuano lascia al lettore proprio l’impressione di grande accuratezza e rigore scientifico, pur nella sua impostazione divulgativa. Ciò permette di non scoraggiare il lettore che si accosta per la prima volta a tali questioni e, nel contempo, di fornire a chi ha più familiarità con l’argomento una grande quantità di dati scrupolosamente selezionati e spiegati alla luce delle attuali conoscenze scientifiche.
Il che potrà sembrare forse eccessivo per “due macchie sul muro”. Ma la pareidolia non è solo questo. Il grafologo che pretende di dare indicazioni sulla personalità dei soggetti di cui ha esaminato la calligrafia si rifà a processi riconducibili alla pareidolia. E agirebbe sulla base di principi simili lo psicologo che, ignorando alcune accreditate ricerche, adoperasse senza remore a scopi diagnostici i test proiettivi della personalità, la cui interpretazione è tutt’altro che certa e univoca. Ma la pareidolia si nasconde anche, solo per fare alcuni esempi, nei presunti avvistamenti di dischi volanti o di misteriose/mitologiche creature, oppure nelle apparizioni a sfondo religioso che richiamano folle intorno a sedicenti veggenti, con esiti non certo trascurabili in termini di introito economico.

Alla base di tutti i numerosi processi nei quali si può cogliere un’origine pareidolica vi è probabilmente una caratteristica dell’uomo selezionata evolutivamente, ossia la capacità di ricercare un significato nella realtà che lo circonda. Nella sua disperata ricerca di ordine e di senso l’uomo è naturalmente soggetto a valutazioni arbitrarie ed errate (paragonabili ai falsi positivi dei test medico-diagnostici) che si possono far rientrare a pieno titolo nell’ambito della pareidolia. Il mondo è, purtroppo, però, pieno di individui pronti a sfruttare – più o meno consapevolmente – questa caratteristica umana, troppo umana, per dirla con Nietzsche, al fine di tirare acqua al proprio mulino. La migliore medicina per difendersi dai venditori di fumo è, come sempre, la conoscenza e, in questo campo, un valido aiuto ci viene dalla lettura del libro di cui stiamo parlando.

Un’ultima precisazione per chi ritiene freddi e “spoetizzanti” i testi a carattere scientifico: quello di Capuano non lo è affatto, almeno per due buoni motivi. In primo luogo perché non trascura di parlare anche del lato positivo della pareidolia, con particolare riferimento al mondo dell’arte, ma anche per il modo assolutamente affascinante attraverso il quale l’autore ci prende per mano per guidarci alla scoperta dei lati meno conosciuti e più affascinanti della mente umana. Del resto, come dice Capuano, «il miracolo più grande rimane l’uomo».

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