La pantera dell’estate 2011 è in Maremma

Non è mai veramente estate se i TG non trasmettono almeno un servizio sul caldo da record, sull’esodo dalle città e sull’avvistamento di una pantera. Da quando nel 1989 una pantera fu avvistata a Roma e diede il nome al movimento studentesco, il felino (sempre avvistato ma mai catturato o almeno fotografato in modo chiaro) è diventato una tradizione delle bufale giornalistiche. Per rimanere soltanto ai casi più recenti, quest’anno ci sono già stati altri due avvistamenti a Monte Morello e a Gaeta, e anche l’estate scorsa abbondavano i gattoni: pantere a Palermo e a San Piero a Sieve, in provincia di Firenze e addirittura una tigre alla Rufina, sempre nel fiorentino.

Questa volta l’avvistamento è avvenuto nei boschi della Maremma, e precisamente nel comune di Massa Marittima, dopo la segnalazione di una coppia che ha raccontato di avere visto un grosso felino arrampicarsi su un albero e di non avere più notato da qualche giorno la presenza di cinghiali e caprioli.

Una pattuglia del Corpo forestale ha osservato al binocolo l’animale e ha scattato da grande distanza una fotografia in cui si intravede una macchia nera ma non ci sono riferimenti che permettano di stabilirne le dimensioni: potrebbe essere tanto una pantera quanto un gatto o un cane o qualsiasi altro animale.

La prefettura e la Guardia forestale hanno concordato un piano di cattura con la collocazione di quattro gabbie dotate di esche a base di carne. Come sempre in questi casi, tutti riprendono la notizia e ben pochi si preoccupano di verificarne la consistenza: il sindaco di Massa Marittima vieta con un’ordinanza di avvicinarsi alle gabbie e sconsiglia di attraversare a piedi, in bici o a cavallo la zona incriminata, esperti improvvisati almanaccano sull’età e sulle abitudini del predatore, mentre Legambiente da parte sua se la prende con il traffico di animali esotici:

Quella pantera non è arrivata per caso, ma è vittima di un traffico illecito, i cui mandanti sono identificabili in quelle “morbosità umane”: ricerca dell’avventura e del gusto del proibito, status symbol e alcune mode del momento come trofei da esporre per prestigio e potenza.

Un po’ di buonsenso per fortuna arriva dall’Ente nazionale protezione animali:

La pantera di Grosseto esiste realmente o si tratta dell’ennesima leggenda metropolitana che si materializza con cadenza quasi annuale? A nostra memoria – prosegue la Protezione Animali – non c’è stato anno in cui non si siano verificati allarmanti avvistamenti di pantere prevalentemente nere, che se ne vanno in giro per le nostre campagne e che si sono poi rivelate essere, a volte, “cagnoni” inoffensivi.

Anche Cristina Nadotti su Repubblica ironizza sulla “psicosi pantera” e ricorda come nei casi di questo tipo la segnalazione si risolva in genere con un falso allarme, causato da cani o gatti scambiati con eccesso di entusiasmo per pantere.

Inutile dire che finora non si è trovata traccia del grosso animale, né tantomeno delle carcasse delle sue prede che ne testimonierebbero la presenza, ma questo non impedirà ai media di rilanciare l’allarme pantera alla prossima occasione. Per approfondimenti sull’origine delle leggende sugli Organismi Felinoidi Non Identificati, come li chiama Paolo Attivissimo, rimandiamo a questo articolo dell’anno scorso su Queryonline e a questo articolo sul sito CICAP.

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