Un ricordo di Giuliano Toraldo di Francia

Giuliano_Toraldo

A dieci giorni esatti dalla scomparsa di Enrico Bellone, se ne è andato un altro gigante della cultura italiana: Giuliano Toraldo di Francia, morto a Firenze il 26 aprile all’età di 94 anni. È con profonda tristezza che mi ritrovo a scrivere su Query un suo ricordo, confortato solamente dal fatto di aver avuto l’enorme fortuna di conoscere entrambi.

Giuliano Toraldo di Francia era nato a Firenze il 17 settembre 1916. Fu un vero e proprio enfant prodige, visto che all’età di quattro anni imparò da autodidatta a leggere e a scrivere (lo testimoniò con grande stupore la mamma Gina nel suo diario). Anche la sua predisposizione per la matematica fu precoce e le sue doti vennero ben presto notate dai suoi insegnanti.

Giuliano Toraldo si laureò in fisica durante il regime fascista e nell’imminenza della seconda guerra mondiale. Come si può leggere negli atti di un Convegno a lui dedicato in occasione dei suoi 80 anni (Waves, Information, and Foundation of Physics, Firenze, 15-17 settembre 1996):

è nell’ottica, teorica, sperimentale e strumentale, che Giuliano Toraldo inizia (negli anni 1940-43) la sua attività di ricerca, in larga misura presso l’Istituto Nazionale di Ottica diretto dal Prof. Vasco Ronchi, con un intervallo non breve, sette anni, presso il Centro di Ricerca Ottica della Ducati a Bologna per necessità di lavoro nel difficile periodo post bellico. Di questa sua passata attività nell’industria era rimasta traccia in una piccola industria artigianale di ottica (oggi Gestione S.I.L.O.) messa su da ex dipendenti delle Officine Galileo: tra vecchie ottiche di ogni tipo spuntò un obiettivo per Cinemascope, il primo ed unico italiano, progettato da Toraldo, come pure notizia sulle macchine fotografiche “made in Italy” della Ducati, le “microcamere Ducati” che montavano obiettivi la cui sigla, Victor, finiva in “tor”, come Toraldo, appunto. Queste erano macchine innovative, tascabili, con fotogrammi 18×24, arrivate troppo presto in un mercato impreparato. Nonostante l’estraneità culturale dell’ambiente industriale, egli riconoscerà più tardi l’importanza formativa di quella sua esperienza, in cui si trovò impegnato a dare risposte concrete a concreti problemi tecnici.

Nel 1951 Toraldo ricevette l’incarico dell’insegnamento di Onde Elettromagnetiche all’Università di Firenze. Dopo due anni trascorsi a Rochester, dove insegnò Ottica all’università, venne assunto come Professore ordinario all’Istituto Nazionale di Ottica, ove rimase fino al 1958, anno in cui vinse il concorso universitario e diventò professore di Ottica presso l’Università di Firenze, su una cattedra appositamente istituita per lui. Successivamente costituì anche l’Istituto di Fisica della Radiazione. È impossibile riassumere in poche righe i contributi che Toraldo di Francia diede alla comunità scientifica con le sue ricerche. Ci limitiamo a ricordare: la previsione e dimostrazione sperimentale dell’esistenza delle onde evanescenti; lo studio del campo elettromagnetico di un elettrone relativistico, rappresentato in termini di onde evanescenti; gli studi nel settore delle lenti geodetiche, ideate per le microonde e trasportate poi nel campo dell’ottica integrata; gli studi sulle antenne; gli studi sulla teoria dei risonatori aperti, con la generalizzazione delle teorie preesistenti sulle cavità laser, e con la verifica sperimentale su modelli a microonde; gli studi teorici e sperimentali nell’ottica guidata, con la costruzione delle prime fibre ottiche in Italia; gli studi sulla spettroscopia laser, sull’ottica non lineare, sulla spettroscopia Raman e Brillouin stimolata; ecc. Toraldo si interessò anche di teoria dell’informazione dopo il suo soggiorno americano, dove ebbe modo di collaborare con Claude Shannon e Eugene Wigner.

Oltre ai suoi interessi prettamente scientifici, Toraldo rivolse da sempre una particolare attenzione agli aspetti filosofici ed epistemologici della ricerca. Si rese ben presto conto che ben pochi filosofi conoscevano la fisica e questo lo indusse nel 1970 a tenere personalmente un corso di Fondamenti di fisica alla Facoltà di Lettere e Filosofia, seguito con molto interesse da tanti studenti e ripetuto per altri due anni. Il materiale didattico creato per il corso diede poi origine al fondamentale libro L’indagine del modo fisico, pubblicato da Toraldo con Einaudi nel 1976, e, in edizione inglese, dalla Cambridge University Press. Toraldo si dedicò sempre di più alla filosofia della scienza (collaborando anche assiduamente con la moglie Maria Luisa dalla Chiara, illustre logica ed epistemologa). Fondò e diresse il Centro Fiorentino di Storia e Filosofia della Scienza. La sua successiva nomina a Presidente della Società Italiana di Filosofia della Scienza rappresentò un importante riconoscimento al suo lavoro da parte del mondo filosofico italiano.

Oltre al suo lavoro di fisico e di filosofo, nella sua lunga vita, Toraldo si occupò di mille altri ambiti culturali: musica, prosa, saggistica, problematiche sociali e tantissimi altri che è impossibile ricordare (fu, tra l’altro, presidente del Forum per i problemi della pace e della guerra e della Scuola di musica di Fiesole). Fu, insomma, un intellettuale a tutto tondo, come raramente accade, soprattutto nel nostro paese, dove cultura umanistica e scientifica soffrono spessissimo di una insensata separazione e ostilità.

Numerosissimi i libri che Toraldo ci ha lasciato. Ricordiamo: Onde elettromagnetiche (con Piero Bruscaglioni), Zanichelli, 1953; La diffrazione della luce, Einaudi, 1958; L’indagine del mondo fisico, Einaudi, 1976; Il rifiuto. Considerazioni semiserie di un fisico sul mondo di oggi e di domani, Einaudi, 1978; Le teorie fisiche (con Maria Luisa Dalla Chiara), Bollati Boringhieri, 1981; L’amico di Platone, Vallecchi, 1985; Le cose e i loro nomi, Laterza, 1986; La scimmia allo specchio, Laterza, 1988; Un universo troppo semplice. La visione storica e la visione scientifica del mondo, Feltrinelli, 1990; Tempo cambiamento invarianza, Einaudi, 1994; Dialoghi di fine secolo (con Piero Angela), Giunti, 1996; Ex absurdo. Riflessioni di un fisico ottuagenario, Feltrinelli, 1997; In fin dei conti, Di Renzo Editore, 1997; Il pianeta assediato. Conversazione di fine millennio (con Renzo Cassigoli), Le lettere, 1999; Introduzione alla filosofia della scienza (con Maria Luisa Dalla Chiara), Laterza, 2000.

Personalmente non ricordo quando sentii parlare per la prima volta di Giuliano Toraldo di Francia: è uno di quei nomi che si pensa di conoscere da sempre. Ricordo però il suo primo libro che lessi: Le cose e i loro nomi, del 1986. Mi piacque moltissimo e fu il primo di una lunga serie. La prima volta che vidi Toraldo “dal vero” accadde a Chiavari, a un convegno per insegnanti, agli inizi degli anni Novanta. Successivamente lo rividi al IV Convegno nazionale del CICAP di Macerata, nel novembre 1995. In quell’occasione presiedette una sessione intitolata “Misteri svelati”. Toraldo è stato fin dall’inizio uno dei garanti scientifici del CICAP e ha sempre avuto molto a cuore le tematiche portate avanti dal comitato. Mi ricordo che proprio a Macerata ebbi l’occasione di parlare con lui per la prima volta. Stavo infatti organizzando la creazione del gruppo ligure del CICAP e cercavo qualche relatore illustre che venisse a Genova a tenere una conferenza inaugurale. Molto timidamente, consapevole di trovarmi di fronte a un gigante della cultura italiana, gli esposi la mia proposta. Con una gentilezza e una disponibilità che mi stupirono acconsentì subito alla mia richiesta e mi fornì tutti i suoi recapiti, compreso il numero di telefono di casa. L’evento si concretizzò poi il 18 marzo 1996, grazie anche alla collaborazione del prof. Enrico Beltrametti (docente di fisica nucleare e già rettore dell’ateneo genovese) che aveva aderito al CICAP-Liguria e che era grande amico di Toraldo. Presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova si tenne la prima conferenza pubblica del neonato CICAP-Liguria. Oltre a Toraldo di Francia e Beltrametti partecipò anche il vicepresidente del CICAP prof. Adalberto Piazzoli. La conferenza ebbe un’enorme successo di pubblico e sicuramente la presenza di Toraldo contribuì in modo determinante ad attirare partecipanti. La conferenza di Toraldo fu esemplare e conservo ancora gelosamente il video integrale del suo intervento (un breve resoconto venne pubblicato sul numero 12 di Scienza & Paranormale, inverno 1996). La chiarezza espositiva e la limpidezza dei ragionamenti di Toraldo sono sempre stati per me un riferimento ogni qual volta abbia dovuto parlare di scienza e paranormale. Ricordo ancora alcuni passaggi della sua conferenza e, confesso, spesso li ho utilizzati nei miei interventi pubblici e nei miei scritti.

Con la morte di Toraldo di Francia il CICAP e l’intera cultura italiana perdono una personalità insostituibile. Rimangono però i suoi insegnamenti e i suoi libri che rappresentano un patrimonio prezioso per l’umanità e di cui non possiamo che essergli profondamente e perennemente grati.

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