Terremoto a Roma: teorie e terrorismi

colosseo

Cosa pensereste, se un giorno doveste trovare sul parabrezza della vostra auto un volantino annunciante un sisma, a firma della Protezione Civile?

È quello che è successo agli abitanti della città di Ciampino verso il 20 gennaio di quest’anno; le centinaia di appelli affissi su muri e vetrine mettevano in guardia verso un «terremoto di notevoli proporzioni» previsto da Raffaele Bendandi per l’11 maggio 2011, e consigliavano a tutti di «dormire fuori dalle abitazioni da 2 giorni prima a 2-3 giorni dopo la data prevista».

Questa notizia circola già da un po’ di tempo, amplificata recentemente dal passaparola sui social network (ne parla qui su OggiScienza Stefano Dalla Casa), e col tempo si è arricchita via via di nuovi particolari: secondo alcuni i terremoti che dovrebbero devastare Roma sarebbero due (oltre a quello dell’11 maggio 2011 se ne aggiungerebbe un altro il 5-6 aprile 2012); secondo altri la previsione sarebbe stata confermata addirittura da Giampaolo Giuliani, il tecnico dell’istituto di Fisica presso il Gran Sasso salito agli onori della cronaca in occasione del terremoto dell’Aquila.

Ma come stanno davvero le cose?

Per quanto riguarda i volantini di Ciampino, la Protezione Civile ha negato ogni coinvolgimento, e ha sporto denuncia contro ignoti per procurato allarme.

Per quanto riguarda la previsione attribuita a Raffaele Bendandi, astronomo e sismologo autoditatta, è invece necessario fare alcune precisazioni: tanto per cominciare, bisogna dire che queste profezie sono “apocrife”, nel senso che non si trovano da nessuna parte nelle carte dello scienziato faentino. Paola Lagorio, presidentessa dell’Associazione La Bendandiana, dove vengono custoditi i manoscritti di Bendandi, lo ha spiegato più volte, sia in interviste sia  in apparizioni TV:

Le notizie su un presunto terremoto previsto per l’11 maggio 2011 a Roma sono destituite di ogni fondamento. E poi Bendandi non poteva fare previsioni così a lungo termine.

Ma in che cosa consisteva il metodo usato da Bendandi? E soprattutto: ha qualche validità scientifica? Il Cicap se ne è già occupato, in passato, all’interno dello speciale terremoti di Scienza & Paranormale. Riportiamo alcuni estratti dell’articolo di Mauro Carta:

Il concetto si esprime facilmente: la Luna e il Sole influenzano la superficie terrestre attraverso la loro forza di attrazione gravitazionale.  [...]

Come appena evidenziato, gli effetti delle forze di marea esercitate dalla Luna e dal Sole non hanno effetti visibili sulle aree continentali (anche se è possibile rilevare quasi insignificanti variazioni a livello strumentale). Ed è proprio qui che la scienza ufficiale diverge dalle idee di Bendandi. Secondo il sismologo di Faenza, infatti, le forze di marea avrebbero conseguenze molto più serie sulle rocce della crosta, arrivando addirittura a favorire, se non a causare, movimenti tellurici come i terremoti e le eruzioni vulcaniche.

Un’osservazione può emergere facilmente: se così fosse, essendo le forze di marea abbastanza regolari (l’alta e la bassa marea si alternano infatti ben 4 volte al giorno, ogni sei ore circa) allora anche i terremoti dovrebbero ripresentarsi a cadenza altrettanto regolare, ma così non è.

Una spiegazione “bendandiana” potrebbe essere la seguente: le forze di marea sono dovute principalmente all’attrazione gravitazionale della Luna, secondariamente a quella del Sole (il Sole ha un diametro 400 volte maggiore di quello lunare, ma si trova anche a una distanza quasi altrettante volte maggiore). Com’è noto, le maree non sono tutte uguali. Infatti esistono maree deboli, o maree morte, che avvengono quando il Sole e la Luna si trovano a formare un angolo di circa 90° rispetto alla Terra (quadratura), per cui l’attrazione della Luna e quella del Sole si sottraggono, e maree molto forti (o maree sigiziali) che hanno luogo quando il Sole, la Terra e la Luna si trovano allineati, e in questo caso le forze di attrazione lunisolari si addizionano. Quindi è evidente che, per chi ritiene che le forze di marea possano deformare la crosta terrestre, le maree sigiziali rappresentano la congiunzione più favorevole. A ciò si aggiunga l’eventuale allineamento di altri corpi celesti quali Mercurio, Venere, Marte soprattutto Giove.

Il problema, però è questo: le idee di Bendandi non hanno alcun fondamento. La “teoria astro-sismogenica”, che periodicamente emerge da parte di scienziati più o meno autodidatti, è stata messa alla prova e non si è trovata alcuna correlazione che potesse legare i terremoti al di sopra di un certo grado di magnitudo con il nostro satellite (correlazioni sono state trovate invece tra i piccoli terremoti superficiali e le forti maree sigiziali; si veda ad esempio l’articolo “Earth tides can trigger shallow thrust fault earthquakes“, E. Cochran et al., Science 2004). Purtroppo, al momento attuale, non esiste ancora nessun modo per prevedere i fenomeni sismici con così largo anticipo.

Meno probabile ancora è un legame tra i terremoti e gli altri pianeti del sistema solare. Citando l’articolo di Scienza & Paranormale:

In realtà, la formula di Newton sulla gravitazione universale basta da sola a fornirci qualche utile spunto di riflessione. La forza esercitata reciprocamente tra due corpi è inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Questo significa che se la distanza raddoppia, la forza non si limita a dimezzarsi, ma diminuisce molto più velocemente (si riduce a un quarto). Es. se la distanza iniziale di 10 metri viene portata a 20, la forza diminuisce di quattro volte; se la distanza aumenta sino a 30 metri, la forza si riduce a 1/9 di quella iniziale, e così via. È facile capire quale può essere l’influenza della forza di gravità di un pianeta gigante come Giove, che però dista dalla Terra in media 800 milioni di kilometri (oltre 5 volte la distanza del Sole dalla Terra).

In realtà, tali allineamenti planetari sono stati segnalati di volta in volta in questi anni dagli astronomi, pur mancando di un reale significato, se non quello meramente geometrico. Per esempio ce ne fu uno molto “temuto” nel 1982, e un altro nel maggio del 2000, ma senza che si sia registrata alcuna catastrofe, e in particolare nessun aumento dell’attività sismica. Del resto, l’allineamento più marcato si ebbe nel 1128, quando buona parte dei pianeti del sistema solare si trovarono compresi nella stessa parte dell’eclittica, entro un raggio di “appena” 43 gradi. Eppure anche allora non si registrarono particolari conseguenze, come cataclismi, né si verificarono più terremoti del solito.

Insomma, intorno all’11 maggio ci saranno in effetti due congiunzioni astrali, rispettivamente tra Giove e Mercurio e tra Venere e Giove, ma non è il caso di preoccuparsi. Per la cronaca, il 5-6 aprile 2012 non ci sarà nemmeno quello.

Inoltre c’è un’altra questione messa in evidenza da Enzo Boschi, direttore dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia:

La teoria di Bendandi ha un punto molto debole: non rispetta il Principio di conservazione dell’energia. È vero che i corpi celesti esercitano un’attrazione sulla Terra, ma le forze in campo sono piccole in confronto al grande quantitativo di energia che si presenta in occasione di un sisma.

In pratica: così come la Luna è in grado di provocare le maree, ma non uno tsunami, allo stesso modo agendo sulla crosta terreste può provocare piccole variazioni (rilevabili solo strumentalmente), ma sicuramente non il «terremoto di notevoli proporzioni» profetizzato.

Anche la storia secondo cui  Giampaolo Giuliani avrebbe confermato la data di Bendandi è una bufala. Lo stesso Giuliani ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il seguente commento:

Evitate di attribuire al sottoscritto previsioni sismiche che non posso nel modo più assoluto fare. Tutti sanno che che con la mia ricerca sperimentale posso dare un allarme non superiore a 6-24 ore e solo entro un raggio d’azione delle stazioni di rilevamento, pari ad 80/100/120 km massimo.

In conclusione: la previsione del terremoto romano non ha davvero nessun fondamento. Questo ovviamente non significa che è impossibile che l’11 maggio si verifichi un terremoto. Anzi, nel nostro Paese avvengono continuamente scosse di lieve intensità, ma una previsione certa su data e luogo di un terremoto di grossa portata è, al momento, impossibile da fare.

La data dell’11 maggio potrebbe essere emersa da qualche scherzo sfuggito ai suoi ideatori, ma potrebbe anche essere uno di quegli allarmi-terremoto creati da ladri senza scrupoli per agire indisturbati, come ipotizzato dalla stessa Protezione Civile. Gli abitanti di Roma sono avvisati.

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