Shermer, Lomborg e il riscaldamento globale


È uscito nelle sale cinematografiche americane Cool it, il film di Bjorn Lomborg, autore del discusso The skeptical envirnmentalist. L’omonimo libro su cui è basato il film è stato anche pubblicato in italiano da Mondadori, con il titolo Stiamo freschi. Perché non dobbiamo preoccuparci troppo del riscaldamento globale. Pur essendo una specie di risposta al film di Al Gore An inconvenient truth, Cool it sembra indicare che Lomborg abbia rivisto in qualche modo le sue idee rispetto ai primi tempi (o, per lo meno, abbia cercato di chiarirle).

Ne parla Michael Shermer su Skepticblog.org:

Il riscaldamento globale è reale e principalmente di origine umana. […] Lomborg (e io) provvisoriamente accettiamo la stima dell’IPCC secondo la quale la temperatura media globale aumenterà di circa 4–5 gradi Fahrenheit nel 2100, e che il livello del mare si alzerà di una trentina di centimetri. Lomborg fa presente come questo sia più o meno lo stesso incremento registrato dal 1860 a oggi, senza grosse conseguenze. In altre parole, il riscaldamento globale di origine umana sarà moderato, con conseguenze moderate.

Shermer racconta anche come sia stato difficile trovare qualcuno disposto a discutere pubblicamente con Lomborg, cosa che mostra quanto l’argomento sia scottante:

“Non c’è dibattito,” mi ha detto uno. “Non vogliamo regalare credibilità al suo libro” ha detto un altro. [Un altro ancora] mi ha stroncato completamente, avvisandomi a chiare lettere che la mia reputazione nella comunità scientifica avrebbe subito danni irreparabili se fossi andato fino in fondo. Così naturalmente l’ho fatto perché (A) la verità è più importante della reputazione e (B) nessuno mi può minacciare impunemente.

Shermer stesso qualche tempo fa ha cambiato la sua posizione sul riscaldamento globale: lo racconta in una sua rubrica su Scientific American del giugno 2006, che avevamo già citato qui.

Ecco il trailer (per ora solo in inglese) del film:

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