Il trillo del diavolo: Iced Earth – Prophecy

*Disclaimer 1: questo articolo ha avuto come punto d’origine quest’altro articolo di J. Salmeron su metalblast.net.*
*Disclaimer 2: in questo articolo non si intende giudicare nessuno, non si intende generalizzare, non si intende creare un profilo. Qui stiamo solo raccontando una storia.*

Il 6 gennaio 2021 una folla di persone ha preso d’assalto il Campidoglio americano, sede del Congresso degli Stati Uniti, il centro del potere politico statunitense, composto dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato degli Stati Uniti, che ha causato 5 morti e parecchi feriti. 

Ad oggi ci sono stati parecchi arresti, molte persone sono sotto accusa, ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e delle agenzie governative e c’è una commissione del Congresso che sta cercando di fare chiarezza sui fatti. 

Ma, direte voi, perché ne stai parlando in una rubrica dove solitamente si parla di musica (e che effettivamente nel titolo riporta il nome di un gruppo e il titolo di una canzone)?

Per questa foto:  

Jon Schaffer, a destra con felpa blu e berretto degli Oath Keepers

Il signore a destra si chiama Jon Schaffer, è il chitarrista del gruppo heavy metal americano Iced Earth.

Il giorno dopo i fatti, quando hanno iniziato a circolare le foto dei vari momenti dell’attacco al Congresso, questa immagine mi è saltata subito all’occhio perché seguo Schaffer e il suo gruppo da molto tempo, circa dal 1998, e li ho visti live nel 2008, quindi l’ho riconosciuto subito. 

Quello che voglio raccontarvi in questo articolo è il percorso di una persona che, lentamente, è precipitata in un abisso di cospirazioni e di come, per questo e dopo questi fatti, ho visto una canzone (e quello che l’ha seguita) con occhi differenti. 

Ma andiamo con ordine e torniamo al 1998, anno in cui esce Something Wicked This Way Comes, quinto disco degli Iced Earth. Si tratta di una band che si può genericamente definire heavy metal, dato che nei propri brani presenta caratteristiche tipiche di diversi sottogeneri dell’heavy metal stesso. Il disco in questione è diviso quasi alla pari tra canzoni molto heavy, guidate da riff di chitarra elettrica che potremmo definire veloci, e pezzi più lenti con al centro la voce del cantante Matthew Barlow e, a seconda dei casi, chitarre elettriche pulite (quindi non distorte), chitarre acustiche o il pianoforte. Il pezzo di cui parliamo, o meglio da cui partiamo per il nostro piccolo racconto, inizia proprio con delle chitarre pulite ma con una parte centrale decisamente metal

Il pezzo si intitola Prophecy, fa parte di una piccola trilogia di brani conosciuta come la “Something wicked trilogy” che, come probabilmente è già chiaro, è legata dalle tematiche trattate nei testi. A differenza del resto del disco, che ha canzoni che trattano vari argomenti, questi tre pezzi iniziano a raccontare una storia che Schaffer porterà a termine solo 10 anni dopo, una storia che ha molti punti in comune con varie teorie del complotto.

Ma torniamo al brano che, come dicevamo, inizia con un arpeggio di chitarre pulite e basso, suonato da James MacDonough, accompagnati dai piatti della batteria di Mark Prator che vengono dopo poco raggiunti dalla voce di Barlow, che ci introduce in questa versione della nostra Terra abitata da una razza di esseri con enormi poteri soprannaturali, di cui fa parte la voce narrante.

Questo profeta racconta di una visione che ha avuto in cui gli esseri umani arrivano dallo spazio per attaccare il pianeta, e la civiltà che in quel momento lo abita, per conquistarlo. 

A questo punto però il nostro narratore parla della profezia legata alla visione: a diecimila anni dalla profezia nascerà un membro della loro razza in grado di sconfiggere gli umani, un prescelto che camminerà sulla Terra per più di 2000 anni. 

Nella parte più metal della canzone, anticipata da un bridge che vede in primo piano il basso di MacDonough, mentre prosegue la profezia, viene detto che questi terrestri originali dovranno assumere le sembianze degli umani, cospirare e guidare gli eventi del mondo a loro piacimento e infine diventare assassini e che tra le loro vittime ci saranno Gesù Cristo e John Fitzgerald Kennedy, unendo questi due eventi in un piano chiamato “decreto Domino”. 

La canzone si chiude tornando alle atmosfere musicali dell’inizio e con una triste ma speranzosa promessa di vendetta: 

And so, our world is doomed, we’ll lay claim again some day
There is hope, in the birth of one, so many centuries away
(“Quindi, il nostro mondo è condannato, lo reclameremo un giorno. C’è speranza, nella nascita di colui, tra così tanti secoli.”)

La copertina del disco rappresentante il prescelto Set Abominae:

La copertina del disco rappresentante il prescelto Set Abominae

La storia non finisce qui. Come dicevo, questa è la prima canzone di una trilogia all’interno dell’album, e Jon Schaffer la riprenderà in due dischi successivi: Framing Armageddon (Something Wicked Part I) del 2007 e The Crucible of Man (Something Wicked Part II) del 2008.

La profezia si avvererà, nascerà il prescelto chiamato Set Abominae (raffigurato nella copertina di Something Wicked This Way Comes), da cui prenderà il nome la razza originaria della terra: i SetianiI Setiani prenderanno effettivamente le sembianze degli esseri umani, cospireranno contro quelli che vedono come invasori, li controlleranno così come controlleranno i principali eventi storici e arriverà una resa dei conti. 

Possiamo trovare altri elementi tipici delle cospirazioni o teorie pseudoscientifiche che ben conosciamo, come l’inversione dei poli magnetici e il controllo di ogni governo del mondo da parte di un gruppo “nascosto”, in questo caso ovviamente i Setiani.

Parlando nel 2008, di questo “universo Something Wicked”, lo stesso Jon Schaffer indicherà la cosa come familiare, proprio perché analoga a molte teorie del complotto.

“A-ah!” potrebbe dire qualcuno “ecco qua, era già un complottista!”, ma non è così semplice e credo che qui stia il punto: le persone sono complesse e non rientrano facilmente in schemi chiari, non ci sono degli stampi da cui vengono sagomati i complottisti, gli scettici, gli insegnanti, gli idraulici, i politici e i musicisti. 

Come in tanti argomenti che affrontiamo, la tentazione di trovare una risposta semplice per un evento complesso è forte, ma non dobbiamo cedere. Vediamo allora l’uomo Jon Schaffer, prendendo dal lavoro fatto nel già citato articolo di J. Salmeron su metalblast.net.

Non abbiamo molto materiale prima del 2000, anche perché dovremmo cercarlo cartaceo e la cosa è complicata. 

Dopo l’11 settembre 2001, gli attentati in suolo americano da parte di al Qaida, di cui il CICAP si è occupato ampiamente, i due principali membri degli Iced Earth hanno reagito in maniera molto differente. 

Il cantante Matthew Barlow ha lasciato il gruppo per arruolarsi nella polizia della sua città, Georgetown nel Delaware, mentre Jon Schaffer, continuando con la band, ha iniziato a esporsi politicamente, anche tramite i testi delle sue canzoni, collocandosi chiaramente nel più normale conservatorismo americano dell’epoca: sostenendo la legittimità della guerra in Iraq, rifiutando l’idea di una deriva neo-colonialista e difendendo l’operato dell’amministrazione Bush. Questo, purtroppo, lo ha reso non particolarmente simpatico ai membri di altre band.

A questo punto Schaffer è molto distante dall’uomo che assalterà il Campidoglio, qui ancora appoggia l’amministrazione USA ed è sostanzialmente lo stereotipo dell’americano medio del nostro immaginario collettivo (che, sia chiaro, è distante dalla realtà, chi ha a che fare con gli statunitensi lo sa, per gli altri il lavoro di Francesco Costa aiuta molto a capire quanto spesso ci sbagliamo).

Nel 2009, durante un viaggio con la famiglia in America Latina, probabilmente inizia il percorso che lo porterà al Campidoglio 12 anni dopo. Negli anni successivi comincerà a credere che ci sia veramente qualcuno che controlla il mondo, che ci siano dei “Loro” che comandano. Comincerà a seguire vari “guru” di ogni teoria del complotto esistente, a cominciare da Alex Jones, si interesserà a “documentari” come Zeitgeist: The Movie, fonderà una band i cui temi saranno propriamente complottisti (proprio ispirati da queste sue nuove passioni, i Sons of Liberty) e si avvicinerà alla milizia di estrema destra Oath Keepers.

Sebbene stiamo parlando di una persona completamente presa da molte teorie del complotto ancora forse non siamo di fronte alla persona che vediamo nella foto all’inizio di questo articolo, ma ci stiamo avvicinando. 

Prima della pandemia Schaffer però sembra trovare un suo equilibrio, una sua spiritualità che lo separa un po’ da questo mondo, ma la pandemia da COVID-19 cambia tutto. Durante la pandemia comincia di nuovo ad aggrapparsi alle teorie pseudoscientifiche e complottiste che abbiamo visto tutti, e, anche se non sembra sia mai arrivato a seguire le teorie di QAnon, si aggrappa al Presidente Donald Trump come unica persona che può opporsi a “Loro”.  

Quando Trump perde le elezioni Jon decide che è ora di agire, comincia a partecipare alle manifestazioni “Stop the Steal” a difesa del presidente uscente, a partire dalla Million Maga March fino all’attacco al Campidoglio. 

Come sappiamo tutte queste manifestazioni si basavano su falsità in merito a brogli, a favore dell’attuale Presidente Joe Biden, durante le elezioni presidenziali. Falsità smontate ripetutamente. Jon Schaffer entrerà al Campidoglio insieme a centinaia di altre persone, verrà fotografato e ripreso, si consegnerà alle autorità il 17 gennaio e si dichiarerà colpevole il 16 aprile.

Questa storia è complessa, molto. Più di 20 anni fa il testo di una canzone mi era sembrato complottista, lo era? No, era una storia. Come negli album precedenti Schaffer aveva tratto ispirazione da fumetti, racconti, addirittura dalla Divina Commedia, così per la storia di Set Abominae si era ispirato a teorie del complotto.

Successivamente la stessa persona è caduta in una spirale complottista e ha commesso un crimine che lo segnerà a vita. Possiamo dire che si poteva prevedere? Non credo, ma non lo so. Non abbiamo sufficienti informazioni per sapere come la pensasse davvero prima, se fosse portato o meno, ma di sicuro non possiamo giudicare una persona per un momento della sua vita. Siamo tutti sfaccettati e complessi, non personaggi bidimensionali da film di serie B, non facciamoci prendere dalla tentazione di incasellare tutto in cornici rigide con didascalie chiare.

Jon Schaffer e centinaia di altre persone hanno commesso un atto criminale, più di uno probabilmente, ma tutti hanno una storia, la sua è solo molto più facile da ricostruire. 

E la sua musica? Per me non è facile scindere il musicista dal complottista, pur con tutto quello che abbiamo detto mi domando se ci sia qualcosa di sbagliato nell’ascoltare i suoi dischi e quindi, in un certo senso, continuare a sostenerlo, e non è un dubbio che penso mi toglierò facilmente. 

P.s.: come ho già detto questo articolo deve molto al lavoro di J.Salmeron per metalblast.net, leggete il suo articolo intero qui se l’argomento vi interessa, la sua ricostruzione, dovuta anche ai contatti che lui ha formato negli anni nell’ambiente metal, è dettagliata e molto corretta e merita di essere letta. 

 

 

TESTO ORIGINALE TRADUZIONE
I can see clearly now, a painful vision indeed
An attack on hallowed ground, from high above
Alien to us, the species known as man
A serious threat, in the eyes of the Elder
Posso vederlo chiaramente ora, una visione molto dolorosa
Un attacco su un terreno sacro, dall’alto
Alieni a noi, la specie conosciuta come Uomo
Una seria minaccia, agli occhi dell’Anziano.
So heed my warning, before our own existence falls near extinct
Our culture is lost in ancient mystery, covered in the sands of time
Quindi ascolta il mio consiglio, prima che la nostra esistenza arrivi all’estinzione
La nostra cultura si è persa in un antico mistero, coperta dalle sabbie del tempo.
A sacred few survive the massacre this night
In secret they will meet a new society
Pochi sacri sopravvivono al massacro di questa notte
In segreto faranno sorgere una nuova società.
Ten thousand years from now, a child will be born
I’ve seen the vision, the writing on the wall
He’ll walk the Earth, two thousand years or more
Paving the way, for mankind’s fall
Tra diecimila anni, nascerà un bambino
Ho avuto una visione, la scritta sul muro
Camminerà sulla Terra, per duemila anni o più
A preparare la strada, per la caduta dell’umanità.
So there is hope you see, but we must act with great speed
Assemble the chosen, the ones to lead, and morph them in the likeness of man
Quindi c’è speranza, vedi, ma dobbiamo agire con grande rapidità
Radunare gli eletti, quelli che comanderanno, e trasformarli a somiglianza dell’uomo.
Oppressed for centuries, await the prophecy
The child will set us free, reclaim it rightfully
Oppressi da secoli, aspettiamo la profezia
Il bambino ci renderà liberi, ripetilo esattamente.
We’ll take their identity and live among them free
All the while, plotting events that mold their history
We’ll build the perfect beast with the knowledge that they seek
If it takes ten thousand years, we never will retreat
Prenderemo le loro identità e vivremo liberi tra loro
Per tutto il tempo, tramando eventi che modelleranno la loro storia
Costruiremo la bestia perfetta con la conoscenza che cercano
Se ci vorranno diecimila anni, non ci arrenderemo.
Assassins we will be, through human history
Jesus Christ to Kennedy, the Domino Decree
Disciples of the Watch, prepare the coming curse
If it takes ten thousand years, we never will retreat
Saremo assassini, attraverso la storia dell’uomo
Gesù Cristo e Kennedy, il Decreto Domino
Discepoli della Guardia, preparate la prossima maledizione
Se ci vorranno diecimila anni, non ci arrenderemo.
And so, our world is doomed, we’ll lay claim again some day
There is hope, in the birth of one, so many centuries away
E così, il nostro mondo è condannato, un giorno lo reclameremo di nuovo
C’è speranza, nella nascita dell’unico, tra così tanti secoli.

Immagine in evidenza da Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

One thought on “Il trillo del diavolo: Iced Earth – Prophecy

  • 25 Settembre 2021 in 07:48
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    Bella Storia, Enrico, Grazie. Cosa ci può insegnare, di valido per tutti? Viviamo in una epoca storica in cui ci si schiera sui vari fronti che si combattono. E le divisioni coglieranno anche il CICAP, ora che è diventato quasi un Movimento di Massa. La mia generazione si schierò, ognuno singolarmente, tra i gruppi che combattevano: tra i Rivoluzionari di Sinistra, quelli di Destra o difendevano il Potere. Ognuno vide amici e addirittura parenti schierarsi dall’ altra parte. Gli eventi e i cambiamenti hanno spazzato via tutte le idee che avevamo allora. Tra le tante occasioni di sbagliare, bisognerebbe non giudicare “criminali” le azioni degli altri soltanto. Quando ci si schiera si finisce sempre per credere di avere ragione assoluta ed è questo che porta a fare le azioni di cui poi pentirsi. La critica anche e soprattutto verso la parte cui ci sentiamo di aderire può aiutarci a non sbagliare troppo.

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