Il Parco bioenergetico di Bolzano: una scelta discutibile

Il 19 aprile, la testata giornalistica regionale (TGR) della RAI del Trentino Alto Adige ha mandato in onda un servizio [1] in cui veniva presentato ai telespettatori un nuovo parco, realizzato a Bolzano, che prevede un percorso che si sviluppa lungo l’Isarco tra ponte Roma e via Bassano del Grappa. L’apertura di nuovi spazi verdi nelle nostre trafficate città è sicuramente una bella notizia. Tuttavia quello di Bolzano viene presentato e magnificato in quanto “parco bioenergetico”. Cosa significa? Ce lo spiegano gli ospiti che vengono intervistati durante il servizio. Il primo è Marco Nieri, che si definisce ricercatore bioenergetico e fondatore di Bionenergetic Landascapes [2], una ditta specializzata appunto nella realizzazione di parchi bioenergetici. Nieri afferma testualmente che:

ogni essere vivente emette campi elettromagnetici, gli alberi emettono campi elettromagnetici di debolissima intensità, ma di altissima affinità biologica. Vuol dire che sono campi elettromagnetici che hanno le stesse frequenze con cui funzionano i nostri organi. Attraverso uno studio che è durato alcuni anni si è potuto capire che questi campi elettromagnetici degli alberi possono incidere sullo stato di salute dei nostri organi o quanto meno permettere a questi organi di lavorare meglio.

La seconda intervistata è Katia Zanoner, geometra del Servizio Giardineria dell’Ufficio Tutela dell’Ambiente e del Territorio, che aggiunge:

La progettazione del verde ha bisogno di innovazione. Questo è un passo veramente importante. Tante persone, in questi giorni, lungo la passeggiata sedevano, erano curiose, volevano capire qualcosa di più. A tanti sembrava fantascienza, ma non è fantascienza. Oggi si può veramente misurare queste frequenze e poter dire “questo albero fa bene a che cosa”.

Il servizio informa che sono ben 160 le piante “controllate” lungo il percorso Baden-Powell (così si chiama) e 23 le aree bioenergetiche rilevate. Si tratta di zone (di una decina di metri quadrati ciascuna), indicate da cartelli informativi e dotate di panchine, in cui sostare, a seconda della patologia, per circa 10-15 minuti. Non mancano poi zone adibite all’abbraccio degli alberi (tree hugging).

La speaker del servizio giornalistico aggiunge inoltre che “la speranza è che il parco non resti l’unico”.

Il presidente dell’Azienda di Soggiorno, Paolo Pavan, intervenuto alla presentazione del parco insieme alla presidente dell’associazione Four You Elena Bonaldi, ha spiegato che l’iniziativa valorizzerebbe il capoluogo anche in chiave di attrattività turistica. Con questo obiettivo sono state stampate migliaia di copie di un opuscolo informativo che sarà distribuito per promuovere il nuovo parco bioenergetico.

L’intero progetto, promosso dall’Assessorato ai Lavori Pubblici e curato dal Servizio Giardineria comunale, è costato alle casse del Comune di Bolzano circa 40 mila euro, di cui 16.120 euro sono serviti per

“individuare le aree bioenergetiche, ovvero le zone del giardino dove gli alberi esistenti svolgono azioni particolarmente benefiche sull’organismo” [3].

Che dire? Appare evidente che le affermazioni circa le proprietà terapeutiche del parco siano affermazioni pseudoscientifiche prive di ogni fondatezza. In letteratura medica non vi è infatti traccia dei presunti studi citati dagli intervistati.

I termini energia, frequenze, vibrazioni e l’immancabile prefisso bio-, che in campo scientifico hanno un loro ben preciso significato, vengono continuamente utilizzati in modo improprio nell’ambito di numerose pseudoscienze per attribuire loro un carattere di scientificità che non hanno e non possono avere [4].

Quello che stupisce è il fatto che il Comune di Bolzano abbia dato credito a convinzioni pseudoscientifiche e che la RAI, servizio pubblico, vi abbia fatto da cassa di risonanza senza cercare una diversa valutazione dell’iniziativa. Offrire ai propri cittadini un piacevole parco in cui passeggiare è sicuramente un’opera meritoria, ma perché contribuire a pubblicizzare le elucubrazioni (da fantascienza!) che lo accompagnano? Perché dare visibilità a persone che commercializzano teorie pseudoscientifiche? E, soprattutto, perché spendere soldi pubblici per un’azione altamente diseducativa come questa? Il tutto è reso ancora più grave dall’epoca di emergenza pandemica che stiamo vivendo. Emergenza che richiede la massima razionalità e il rigoroso rispetto di ciò che la comunità scientifica ci suggerisce in tema medico-sanitario.

Illudere i cittadini che basti sostare sotto un albero o abbracciarlo per avere effetti terapeutici appare come un pessimo servizio pubblico.

Riferimenti e note

  1. Il servizio è visibile qui: https://tinyurl.com/3vk6zep2.
  2. https://www.archibio.it/it/.
  3. Determina dirigenziale del Comune di Bolzano n. 1601 del 24/04/2020, reperibile qui,
  4. Chi scrive ha dedicato all’argomento il seguente volume: S. Fuso, Energie misteriose. Viaggio tra scienza e non scienza, C1V Editore, Roma 2016 (prefazione di E. Boncinelli).

Immagine in evidenza: Rivanca, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

5 thoughts on “Il Parco bioenergetico di Bolzano: una scelta discutibile

  • 27 Aprile 2021 in 11:44
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    Grazie ragazzi, per fortuna che ci siete voi.

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  • 27 Aprile 2021 in 13:19
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    Parlate sempre più di Politica. E’ normale, perchè la Politica si interessa sempre più di Voi, sperando che gli diate appigli per colpire i Suoi Oppositori. Come in passato fu la Religio Instrumentum Regni, oggi molti Gruppi di potere Sperano di poter utilizzare la Scienza in generale, quella Scettica in particolare, sia per ottenere consenso che per eliminare dissenso. Ve lo dico qui ma avrei potuto dirvelo nell’ Articolo sul “Voto a punti” ( il Patentino: chi lo ha scritto è tra gli Scettici Moderati) o in quello in cui denunciate addirittura con nome e cognome gli Oppositori “sporchi e dozzinali”” più attivi (Scettici Estremisti e filo-sistema, come chi ha scritto questo). Non credo vi convenga, ma ormai i conflitti in corso rendono difficile il non schierarsi e, quindi, il rinunciare alla Ricerca della Verità, almeno come scopo principale della propria ricerca. E Voi da che parte preferite scegleire di stare?

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  • 27 Aprile 2021 in 13:21
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    Solo un puntualizzazione sul vostro articolo, che per il resto apprezzo molto: il parco in questione non è un “nuovo spazio verde”, ma esiste da molti anni, per quello che ricordo io almeno dalla metà degli anno 70 del secolo scorso. Il progetto, quindi, si riduce ai cartelli, alle panchine e alla “individuazione delle aree bioenergetiche” (sigh!).
    Grazie per il lavoro svolto.

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    • 28 Aprile 2021 in 08:31
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      Puntualizzazione gradita. Del resto con 40 mila euro non crei un parco. Circa 2/3 della spesa sono serviti a lavori di sistemazione, che probabilmente sarebbero costati uguali (o poco meno, togliendo qualche cartello ed opuscoli informativi). Ma un terzo, come indicato, è servito a rilevare campi elettromagnetici usando un’antenna Lechner, cioè un’antenna radio non collegata a niente ma usata a mo’ di bacchetta da rabdomante.
      In altre parole senza l’intervento della bioenergetica si sarebbe potuto sistemare un 50% di parco in più. E soprattutto non si sarebbe data una patente di credibilità a pratiche che di scientifico hanno solo l’aspetto esterno.
      Sicuramente camminare in un bosco fa bene al corpo ed allo spirito. Non serve scomodare improbabili emissioni elettromagnetiche (che, sottolineo, nessuno ha misurato davvero, si sono solo messi lì con una bacchetta da rabdomante), basta ed avanza la vetusta ed ottusa “scienza ufficiale”. E con tutta probabilità chi ha commissionato lo studio era mosso dalle migliori intenzioni, non è una critica agli amministratori, che si sono fatti ingannare dal linguaggio pseudoscientifico della ditta di bioenergetica.

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  • 27 Aprile 2021 in 13:26
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    Che faccia bene il contatto con la natura credo sia assodato, non vedo proprio la necessità di costruirci certe bufale sopra. Fate bene a segnalarle.

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