Sara Cunial, campi elettromagnetici e infezioni virali: mancano le prove

Il 17 Febbraio 2021 la deputata Sara Cunial ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui propone come possibile la correlazione tra campo elettromagnetico (CEM) ed aumento delle infezioni virali, chiedendo al Ministro della Salute di esprimersi su quanto da lei esposto in tale quesito.

La domanda di Sara Cunial prende le mosse da un articolo pubblicato sulla rivista Scienza e Conoscenza intitolato «CEM: come incidono sul sistema immunitario?» a firma di Piergiorgio Spaggiari e Marcello Allegretti. Nel testo, si parla di una possibile correlazione tra campi elettromagnetici e infezioni virali, anche in riferimento ad uno studio del 2017 (Electromagnetic fields may act via calcineurin inhibition to suppress immunity, thereby increasing risk for opportunistic infection: conceivable mechanism of action, Paul Doyon ed Olle Johansson, Medical Hypotesis, 2017) in cui si ipotizza che le esposizioni ai campi elettromagnetici abbiano il potenziale di limitare la risposta del sistema immunitario ad infezioni fungine, virali o batteriche.

L’interrogazione quindi si concentra sulle frequenze di funzionamento dalla tecnologia 5G e, in particolare, su quelle comprese tra 1 e 6 GHz, sottolinea come una cartina pubblicata da Wired sulla distribuzione delle antenne 5G si sovrapponga a quella dei contagi da Covid-19 e si conclude chiedendo al Ministero della Salute quali indagini epidemiologiche siano state poste in essere per rispondere ai dubbi da lei esposti.

Da un punto di vista scientifico, le informazioni raccolte da Sara Cunial per proporre la sua interrogazione presentano diverse inesattezze ed errori.

La rivista Scienza e Conoscenza, a discapito del nome, non è una rivista scientifica, infatti gli argomenti di cui si occupa riguardano prevalentemente teorie non provate o già completamente screditate da un punto di vista scientifico: memoria dell’acqua, guarigioni Ayurvediche, medicina quantistica, Kinesiologia, Reiki ed altro.

L’articolo cui si riferisce la Cunial è disponibile solo in abbonamento, quindi non è possibile valutarlo direttamente. Gli autori sono Piergiorgio Spaggiari e Marcello Allegretti, entrambi scrittori di libri di medicina alternativa, in particolare di medicina quantistica. Quello che appare evidente è che i due autori, nell’articolo, ipotizzerebbero un’influenza negativa delle emissioni a radiofrequenza sul sistema immunitario, basandosi su quello studio di Doyon e Johansson del 2017 già menzionato qui sopra, che è quello citato anche nell’interrogazione parlamentare.

Solo che questo non è affatto uno studio, ma un articolo di Medical Hypotheses: un forum in cui ricercatori nel settore biomedico si scambiano idee e spunti di riflessione, senza che vengano passati al vaglio di revisioni paritarie e senza aver prima verificato con esperimenti le loro teorie.

La rivista è nota anche per aver ospitato articoli in cui si negava la correlazione tra virus HIV ed AIDS o altri, molto più simpatici, sull’origine della lanugine dell’ombelico (The nature of navel fluff, Georg Steinhauser, Medical Hypotheses, 2009).

Che si tratti solo di ipotesi lo scrivono anche gli autori già nelle prime righe dell’abstract, in cui specificano che molti studi parlano di campi elettromagnetici e sistema immunitario, ma:

“the precise mechanisms have yet to be completely elucidated”
(i meccanismi precisi [del legame tra CEM e sistema immunitario] devono ancora essere completamente chiariti)

Che è un modo elegante per dire che tali studi non riescono a dimostrare collegamenti tra i due fenomeni.

Il testo di Doyon e Johansson si limita ad elencare studi medici – molti dei quali, soprattutto quelli che riguardano l’afflusso di calcio nei citoplasmi (che è il fenomeno alla base della loro ipotesi), di oltre quaranta anni fa.

Non si tratta dunque di una “ricerca” come asserito nell’interrogazione, ma solo di ipotesi non sufficientemente avallate da prove ed esperimenti; affermare che la ricerca scientifica immunologica ha dimostrato questa teoria, dunque, non è corretto, anche perché definizioni così categoriche dovrebbero essere basate quantomeno su decine di studi di provocazione controllati, confrontati con metanalsi e revisioni sistematiche. Tanto più che la maggior parte degli studi a disposizione in letteratura scientifica va in direzione diametralmente opposta a quella percorsa da Doyon e Johansson.

Alla fine dell’interrogazione, la deputata Sara Cunial fa un lungo giro tra i valori delle frequenze del 5G e dei prezzi delle concessioni pagati dalle aziende di telefonia mobile per poi paragonare una mappa dell’Italia con la distribuzione delle antenne 5G pubblicata dal periodico Wired con un’altra mappa, che rappresenta la diffusione dei decessi causati dal virus SARS-CoV-2, recuperata da un documento dell’ordine dei biologi e basata su dati ISTAT.

Le mappe indicate dalla Cunial sono quelle mostrate in figura, in cui a suo parere sarebbero evidenti le sovrapposizioni tra le zone con più antenne e quelle con più morti.

Mappe con la distribuzione delle antenne 5G pubblicate da Wired (a sinistra) e numero di decessi per Covid-19 dal sito dell’ONB (a destra)

Solo che, mentre la mappa dell’ONB riguarda i decessi realmente avvenuti (ma aggiornati al giugno del 2020), quella di Wired non è la mappa delle antenne installate, ma solo della richiesta di accesso agli atti fatta dalle compagnie telefoniche, come specificato nella didascalia che accompagna la foto. Si tratta, cioè, della distribuzione delle antenne che si potrebbe avere in futuro nel caso che tutte le richieste venissero accettate. L’articolo di Wired parla infatti del possibile sviluppo della rete 5G a partire dal 2021.

Didascalia che accompagna la mappa pubblicata da Wired

Del fatto che la posizione delle antenne non combaciasse con le mappe dei contagi ne avevo già parlato in un articolo sul 5G, ma vale la pena fare un aggiornamento basato sulla situazione attuale.

L’immagine della reale distribuzione delle antenne in Italia, ottenuta grazie al sito nPerf, è quella mostrata nella foto seguente, in cui non risulta alcuna sovrapposizione evidente con quella dei morti per la pandemia.

Anzi, al limite dimostra quanto il nostro paese sia ancora indietro nello sviluppo di questa nuova tecnologia rispetto, ad esempio, alla Svizzera, che ha una altissima concentrazione di antenne ed in cui la diffusione del coronavirus è in linea con gli altri paesi d’Europa, a conferma dell’inesattezza dell’ipotesi avanzata nell’interrogazione. Vale la pena precisare che la semplice sovrapposizione di due mappe, non rappresenta comunque una prova di correlazione tra due eventi.

Mappe antenne 5G ottenute dal sito di localizzazione nPerf (a sinistra) e cartina ONB (a destra)

In conclusione, l’interrogazione presentata da Sara Cunial manca di basi scientifiche e si appoggia solo su ipotesi senza prove a sostegno, a cui vanno aggiunte valutazioni non corrette di immagini fotografiche.

Matteo Matassoni è un ingegnere elettrotecnico libero professionista che si occupa principalmente di impianti elettrici industriali, Media Tensione ed Innovation Management.

5 thoughts on “Sara Cunial, campi elettromagnetici e infezioni virali: mancano le prove

  • 26 Febbraio 2021 in 10:41
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    Sono Fiorella Belpoggi, Direttrice Scientifica dell’Istituto Ramazzini. Trovo che portare l’attenzione e la discussione su eventuali effetti non accertati in maniera adeguata, quando esistono comprovati effetti delle radiofrequenze sulle cellule nervose e sulla funzionalità degli spermatozoi, sia fuori luogo, nonchè fuorviante.
    Mi dispiace per Sara Cunial, persona motivata e generosa, ma questa volta è fuori strada. Se vuole fare una battaglia efficace, lanci una campagna affinchè il neo-ministro Colao non tenti di innalzare l’attuale limite di attenzione CEM di 6 V/m, oggi vigente in Italia. Con piacere porterei il mio contributo scientifico.

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    • 28 Febbraio 2021 in 14:45
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      Ritengo sia opportuno per tutti andare a rileggere le ultime linee guida di ICNIRP. Anche la Cunial avrebbe bisogno di un bel ripasso.

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    • 28 Febbraio 2021 in 22:46
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      Riguardo al commento precedente di Fiorella Belpoggi, mi permetto di osservare che definire Sara Cunial ‘persona motivata e generosa’ e’ quantomeno opinabile, per voler usare un gentilissimo eufemismo.

      Ci riferiamo alla stessa parlamentare che mensilmente percepisce emolumenti significativi per spargere teorie prive di senso su Soros, Bill Gates e nuovo ordine mondiale? Dell’individuo che ha promosso l’uso dei caschi, ritenendoli maggiormente necessari delle mascherine, poiche’ la probabilita’ di essere investiti da un meteorite sarebbe maggiore di quella di contrarre un virus con scarsa immunita’, in piena pandemia?

      Della parlamentare cosi’ ferrata scientificamente che, qualora pure fosse valida la sua ipotesi, sarebbe cosi’ lungimirante e profonda conoscitrice dei fenomeni fisici dal ritenere sufficiente un casco per proteggersi da un eventuale impatto con un corpo celeste?

      La prossima volta magari, grazie alla sua ‘motivazione e generosita’, ci proporra’ di portarci un ombrellone su un volo di linea: perche’ secondo i suoi ‘calcoli’ sara’ piu’ probabile schiantarsi con un bimotore che contrarre un virus, ad esempio e l’ombrellone ci assicurera’ la portanza necessaria per fluttuare nell’aere. Del resto l’lhanno gia’ dimostato grandi esperimentI: tipo Mary Poppins nei film di Disney.

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      • 1 Marzo 2021 in 08:33
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        Penso che ci sia anche un problema di approccio alla questione “nocività dei campi elettromagnetici” da parte della ricercatrice che ha poco di scientifico.

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  • 1 Marzo 2021 in 10:57
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    Sarà bene leggere cosa fa L’ Istituto Ramazzini, da 40 anni, nel campo della ricerca sulla Cancerogenicità: https://www.ramazzini.org/centro-di-ricerca/pubblicazioni/
    Credo che uno dei grandi problemi, insolubili, della Scienza e del Pensiero Scientifico, sia, fin dagli albori, il dipendere da esseri Umani e non da macchine: gli esseri Umani si schierano, ad esempio in Politica. E hanno bisogno di soldi. Il che non contribuisce certo a renderli Santi, né in Religione né in Scienza. Detto questo, ho qui davanti a me delle Previsioni Meteo che mi dicono che non sarà possibile mai decidere se i campi elettromagnetici siano cancerogeni o no. Sicuramente, se incancreniscono gli uomini e le donne che vi si espongono, non lo fanno subito. Sicuramente, gli esposti ai campi E.M. vengono esposti anche ad altre sostanze cancerogene. Quindi un buon avvocato avrà sempre successo nel non dimostrare il nesso di causalità. E un buon scienziato simpatizzante del CICAP potrà affermare, per tutta l’ Eternità, che non vi sono prove sufficienti. Inoltre, come si fa a fermare la produzione, e la conseguente vendita, di apparecchiature di uso comune che producono campi E.M. ? Ulteriore esempio: è scientificamente provato che le armi da fuoco possono provocare ferite anche mortali non solo agli Animali, ma anche alla specie umana. Molto più dei campi E. M. Su questa grande scoperta vi è consensus scientifico pressoché unanime. Ma nessuno è mai riuscito a bloccare la produzione, la ricerca, l’ esportazione di queste armi. Vi sono addirittura Paesi dove è consentito portarsele appresso e detenerle in casa!!!

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