Hamer, la morte di una giovane e cosa si può fare per impedire altre vittime

Articolo di Ilario D’Amato

In questi giorni si torna a parlare della “Nuova Medicina Germanica” inventata dall’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer, e lo si fa – come sempre – solo in relazione ad una delle sue tante vittime. Eleonora Bottaro era una ragazzina che aveva compiuto 18 anni da appena due settimane, quando ad agosto del 2016 è stata portata via da una leucemia che, se curata con la chemioterapia, le avrebbe dato oltre l’80% di possibilità di sopravvivenza. Racconto la sua storia, come quella di troppe altre vittime, nel mio libro Dossier Hamer.

Oggi, i genitori sono stati condannati a due anni di reclusione (con pena sospesa) perché avrebbero convinto la figlia a seguire le teorie di Hamer, rifiutando la chemioterapia. Una sentenza di secondo grado che ribalta la prima: le motivazioni non sono state depositate ed i genitori di Eleonora proporranno a loro volta ricorso. La domanda che angoscia tutti, scatenando reazioni molto forti sul web, è “perché?”. Non esiste una risposta facile, ma proviamo a fare un passo indietro.

Lino Bottaro, il padre di Emanuela, è un fotografo di Conselve, in provincia di Padova. Nel 2008 crea il sito Stampa Libera, con lo scopo

«di contrastare le deviazioni mediatiche della stampa di regime italiana ritenuta da chi scrive omologata, servile e depistante».

Questo “contrasto” si traduce nella diffusione di teorie complottiste di ogni tipo – dalla “mossa per spopolare il pianeta” al “sionismo Rothschild”, dalla solita “energia gratuita che ci tengono nascosta” alle scie chimiche, passando per la cospirazione dell’11 settembre e, ovviamente, la Nuova Medicina Germanica di Hamer.

Bottaro stesso descrive come sia arrivato a credere a tali teorie. Nel 2010, in risposta ad alcune diffamazioni sul mio conto, scrive:

«Da quando è morto mio padre di cancro ho cercato di capirne i motivi e per esperienza diretta personale sono arrivato alle convinzioni che espongo». In un altro suo post precisa: «di solito non vado dal medico perché in tanti anni non ricordo di aver mai avuto guarigioni dopo la prescrizione di farmaci, al punto che, negli ultimi quindici anni, li compravo solo omeopatici».

Ha un forte dolore al braccio destro, e un medico gli consiglia di operarsi: «conoscendo il business degli ospedali non mi passò nemmeno nell’anticamera del cervello», scrive. Compra il libro Testamento per una Nuova Medicina di Hamer, e trova la conferma che cercava: sta vivendo un “conflitto di territorio”. Lo risolve, e forte di questa sua esperienza continua a dispensare suggerimenti ai suoi amici malati di tumore.

Insieme alla moglie segue un corso (a pagamento) sulla Nuova Medicina Germanica con Mark Pfister e Claudio Trupiano, della associazione ALBA. Si scaglia contro la prevenzione e i trattamenti scientifici che non lasciano al tumore «il suo corso naturale», visto che questo sarebbe «il logico e sensato processo di riparazione di un guasto provocato da un evento conflittuale». Accusa «la lobby medica ebraica mondiale» e «il progettato crollo dell’economia globale orchestrato dal mondo della finanza e delle banche».

Sulla base delle teorie di Hamer “cura” le 23 carie del figlio Luca dicendogli ogni giorno “ti voglio bene”. Ma è falso. Luca ha 22 anni nel 2013, quando muore per un banale quanto inspiegabile aneurisma cerebrale. È quindi facile capire come la diagnosi di leucemia per Eleonora, che arriva nel febbraio del 2016 quando era ancora minorenne, venga accolta dalla famiglia Bottaro. Dopo varie battaglie legali tra i medici che cercavano di salvarla ed appunto i genitori che rifiutavano la chemio, ed una fuga in Svizzera dove le viene soltanto somministrato del cortisone, Eleonora muore. Ma Lino Bottaro è ancora convinto che

«la leucemia è rigenerazione (…), una fase di nuova vita: chi la supera diventa un uomo nuovo, chi non la supera muore».

Oggi rimbalza su tutti i giornali la notizia della condanna dei genitori di Emanuela, che avrebbero spinto la minorenne – spaventata anche dalla morte per cancro di un’amica – verso il rifiuto di ogni terapia scientifica. La madre avrebbe dichiarato

«credo nella giustizia divina, non ho sbagliato nulla e rifarei tutto. Solo Dio sa quanto ha sofferto mia figlia».

Parole che sul web scatenano commenti duri, quando non veri e propri insulti, ai due genitori.

Ed è facile e comodo pensare che i Bottaro siano due mostri, una deviazione da ciò che dovrebbe essere normale e giusto: affidarsi alla scienza. Caratterizzarli come sub-umani ci mette al riparo dal pensare che in fondo noi siamo completamente diversi, che “queste cose non potrebbero mai succedere a me”. Ma tralascia un concetto fondamentale: noi tutti cerchiamo di decodificare la realtà in base alle nostre esperienze ed ai nostri pregiudizi; noi tutti soffriamo di dissonanza cognitiva quando dobbiamo analizzare informazioni che cozzano violentemente con il modo in cui ci siamo costruiti la nostra visione del mondo; noi tutti siamo fortemente influenzati dalla “bolla” che ci creiamo in virtù di queste visioni condivise; e quindi è difficile per chiunque ammettere di aver sbagliato.

Perché la mia amica ha fatto la chemioterapia ed è comunque morta di tumore? Perché non abbiamo una certezza univoca ed eterna riguardo la nostra salute? Perché nessuno è in grado di garantirmi che seguendo una determinata terapia guarirò di certo? Per chi ha fiducia nella medicina scientifica queste domande angosciose possono sembrare stupide, ma non lo sono affatto. Come sottolinea il ricercatore Walter Quattrociocchi in Dossier Hamer,

«il processo scientifico in qualche modo è diventato autonomo. Non aspetta che sia digerito dal processo sociale: evolve e va avanti».

Ed è in questo distacco che fioriscono i ciarlatani, offrendo soluzioni che sono sì false, ma che danno certezze a chi le cerca disperatamente. “Grazie ad Hamer non ho più paura”, scrivono sulle loro magliette i suoi seguaci. Ed è solo questo ciò che conta, a dispetto di tutto. Anche della morte di una ragazzina.

I genitori di Eleonora, insomma, sono vittime e carnefici allo stesso tempo. Non sta a me giudicarli, per fortuna: personalmente, penso che aver perso entrambi i figli sia una pena più che sufficiente. Ma se Lino Bottaro è stato per anni uno dei riferimenti hameriani in Italia, a sua volta è stato indotto a credere alle teorie di Hamer da personaggi che vendono libri, tengono corsi a pagamento, danno consigli da “terapeuta” a malati anche gravi. E lo fanno alla luce del sole, da anni, a volte perfino ottenendo crediti ECM per le professioni sanitarie, senza che le autorità competenti facciano molto per contrastare questo fenomeno.

Per un Ordine dei medici di Torino che si costituisce parte civile nel processo ad una sua iscritta hameriana, quello di Salerno ignora la mia denuncia per la quale un medico avrebbe insegnato queste teorie all’Università di Salerno (che pure fa spallucce) e quello di Napoli avrebbe addirittura garantito protezione ed appoggio ad un altro medico hameriano. In tutto questo l’Ordine degli psicologi rimanda al mittente il pericolo che un suo iscritto “verifica con gioia” la Nuova Medicina Germanica sui suoi pazienti. E l’elenco sarebbe lungo, incluso il Ministero della Salute che non ha mai risposto ad una precisa interrogazione parlamentare in tal senso.

E allora a cosa serve ricordarsi delle teorie di Hamer solo quando l’ennesima vittima finisce sui giornali? A cosa serve piangere per un giorno, vomitando insulti su due genitori che hanno perso entrambi i figli? Sarebbe meglio indirizzare questa rabbia verso chi potrebbe fare qualcosa per fermare questo strazio, e invece non fa nulla. Presentare esposti documentati, dettagliati, senza darsi per vinti e senza pensare falsamente che altri lo facciano al posto nostro. Fare pressione perché chi denuncia venga continuamente supportato, invece che ignorato dalle istituzioni perché visto come una spina nel fianco. Perché è comodo e consolatorio insultare i genitori di Eleonora, ma non impedirà la prossima vittima di questi imbonitori.

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