La piovra gigante di Staten Island

Battery Park, estremo sud di Manhattan, New York; poggiata su un piedistallo, una statua di bronzo da 113 kg ricorda la tragedia del Cornelius G. Kolff, il traghetto che trasportava i passeggeri a Staten Island. Una targa racconta gli eventi di quel lontato 1963: quando una piovra gigante, emersa improvvisamente dal fondale, ghermì il traghetto con i suoi tentacoli, trascinando la nave e i suoi 400 passeggeri nelle profondità oceaniche.

A Battery Park la gente si ferma e commenta, magari chiedendosi perché la storia è così poco nota; ma ecco che un pescatore con secchio e canna da pesca contribuisce a svelare l’arcano: l’affondamento del Cornelius Kloff avvenne il 22 novembre 1963, lo stesso giorno dell’assassinio di Kennedy. Ovvio che la notizia sia sfuggita ai più.

Se non fosse che… La tragedia non è mai avvenuta, se non nella fantasia del suo autore: Joseph Reginella. L’artista – dal cognome italiano, come molti abitanti di Staten Island – ebbe l’ispirazione chiacchierando con il nipote undicenne, e fantasticando con lui sulla possibilità che le acque dell’Hudston fossero infestate da squali e altre creature pericolose.

Di qui l’idea del falso evento storico, diventato presto un documentario, un sito web, e infine una statua alla memoria delle vittime. Sulla pagina dello “Staten Island Ferry Octopus Disaster Memorial Museum” è ora possibile visionare i giornali dell’epoca, le foto del Cornelius Kolff (che effettivamente trasportò passeggeri per 36 anni fra Manhattan e Staten Island), e numerose interviste a biologi marini e storici locali (tutti rigorosamente interpretati da parenti e amici di Reginella). In aggiunta, i prezzi del biglietto e le indicazioni per arrivare al museo, che ovviamente non esiste se non nell’impalpabile mondo del web.

Le reazioni del pubblico di fronte al memoriale sono diverse: “Molte persone hanno la sensazione che si tratti di un falso, ma si divertono a crederci. Come un bambino che gioca alla caccia al tesoro”, spiega Joseph Reginella. Altri rimangono convinti della veridicità della storia; e allora l’artista si diverte a raccogliere i loro commenti, appostandosi accanto alla statua in abiti da pescatore.

Installata nel 2016, la statua abusiva ha già cambiato posto diverse volte, onde evitare rimozioni da parte delle autorità: sulla sua pagina Facebook, Joseph Reginella segnala spostamenti e installazioni. Ma dal 2017 alla piovra di bronzo che ghermisce il traghetto si è aggiunto un secondo memoriale “mobile”, anch’esso dedicato a una tragedia dimenticata: la carica di un elefante lungo il ponte di Brooklyn, che nel 1929 fuggì da una parata insieme a due compagni, travolgendo e uccidendo chiunque incontrasse sul suo cammino; la più grande tragedia causata da un singolo animale di tutta la storia americana.

Se non ne avete mai sentito parlare, è solo perché avvenne il 29 ottobre 1929, e i giornali erano troppo occupati a parlare del crollo della borsa. Non certo per altri motivi, ovviamente.

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