Enlarge your penis NOW! Sarà vero?

Enlarge your penis”, e le sue innumerevoli varianti (“penis enlargement”, “extra-size penis”, “enlarge your manhood”…), sono parole conosciute da chiunque possegga o abbia posseduto un indirizzo email, per quanto, negli ultimi anni, i filtri anti-spam abbiano fatto molto per limitarne la diffusione. Sono un evidente indicatore di un sentito bisogno, presunto o meno, della popolazione maschile; non se ne spiegherebbe altrimenti l’utilizzo ancora oggi frequente nello spam online. Al di là delle truffe via email (spesso per infettare i PC con un virus) e dell’effettiva utilità, è vero che è possibile estendere le dimensioni del pene?

Il contesto

Il pene non è un muscolo, per cui una ginnastica intensiva non sarà d’aiuto a influenzarne le dimensioni…

Il pene è un organo dell’apparato riproduttore maschile; si tratta, semplificando, di una struttura ben vascolarizzata composta da due “sacche” spugnose – i corpi cavernosi – responsabili dell’erezione, e un “tubo”, il corpo spongioso, che contiene l’uretra; i tre corpi sono tenuti insieme da tessuto connettivo fibroso e sono avvolti dalla cute, molto elastica. Al termine della struttura cilindrica si trova il glande. Questa è una mucosa riccamente innervata, a riposo racchiusa da un involucro cutaneo chiamato “prepuzio” (non più presente negli individui circoncisi). Durante l’erezione, il sangue affluisce dei corpi cavernosi, che si dilatano e, per la pressione del sangue contenuto, determinano l’ingrossamento e l’inturgidimento dell’organo.
Sono numerosi gli articoli pubblicizzati per l’ingrandimento del pene; nelle email di spam si tratta per lo più di integratori, farmaci e sostanze afrodisiache. Molto più raramente, sono citati estensori e o pompe aspiranti, così come tecniche “miracolose” con cui aumentare la dimensione dell’organo.

Vero o falso?

Falso, con qualche inaspettata (e poco pratica) eccezione.

Integratori, creme e prodotti farmacologici comprati sulla rete, oltre ad essere potenzialmente pericolosi, sono del tutto inefficaci per incrementare le dimensioni dell’organo. Si tratta per lo più di semplici truffe o di prodotti che non hanno nessuna correlazione con l’accrescimento del pene[1]. Al di fuori della rete e in ambito pediatrico, sotto stretta osservazione del medico, esistono specifici trattamenti ormonali, limitatamente efficaci[2] nel caso di ipoplasia peniena diagnosticata durante la crescita.

Le tecniche di massaggio – ad esempio, il jelqing – sono inutili, e – per quanto esistano descrizioni di incredibili successi su vari portali specializzati (disseminare aneddoti è un metodo promozionale tipico di siti che vendono procedure “miracolose”) – privi di qualsiasi fondamento scientifico.

Le pompe aspiranti (o “pompe a vuoto”) sono inefficaci; per quanto la documentazione scientifica sia scarsa, quella esistente non ha dimostrato un incremento significativo delle dimensioni, per quanto sembri – stando allo stesso rapporto – una pratica apprezzata da una parte dei soggetti sottoposti allo studio!

Pur con studi di dimensioni ridotte, sembra che gli estensori per il pene siano in grado di apportare limitati benefici circa la lunghezza dell’organo. L’estensore del pene è una struttura regolabile che, inserita fra pube e glande (quest’ultimo assicurato da una fascia elastica o un semplice anello), tiene l’intero organo in leggera trazione, solitamente progressiva nel corso delle applicazioni. C’è da considerare che la terapia – comunque seguita da uno specialista e non lasciata alla prescrizione “fai-da-te”, che potrebbe portare a conseguenze spiacevoli – richiede un’applicazione di almeno 4 ore al giorno per alcuni mesi consecutivi, con un guadagno, secondo lo studio, di una media di paio di centimetri, e nella sola lunghezza.

La dismorfofobia peniena, ovvero la paura di avere un organo sessuale troppo piccolo, è dovuta a una sovrastima delle dimensioni “adeguate” del pene umano.

Le pratiche chirurgiche, quali, ad esempio, la resezione del legamento sospensore del pene, così come l’inserimento di adipe prelevato da altre parti del corpo, possono effettivamente apportare benefici (contenuti) rispettivamente nella lunghezza o nella larghezza del pene. Tuttavia, il rischio di effetti collaterali rilevanti – fra cui la deformazione dell’organo, quando non, in alcuni casi, l’impotenza – le rende molto poco attraenti. Si tratta comunque di tecniche che devono essere valutate ed eseguite da personale specializzato, a seguito di un’adeguata valutazione delle condizioni psicologiche del paziente.

Nella maggior parte dei casi, gli uomini che valutano la possibilità di allungare le dimensioni del proprio pene soffrono di una vera e propria dismorfofobia peniena, ovvero la paura – quasi sempre ingiustificata – di avere un pene troppo piccolo. La dimensione del pene eretto del 95% della popolazione maschile è compreso fra i 10 e i 16,5 cm., con una media di circa 13 (e un diametro di 3,5-4 cm.). Si tratta, peraltro, di misure di gran lunga superiori a quelle necessarie per garantire la funzionalità riproduttiva del rapporto sessuale – è sufficiente una penetrazione di circa 7 centimetri – e la stimolazione vaginale, dato che l’organo femminile è più sensibile proprio nei primi centimetri di profondità.

In pratica…

L’ossessione per i centimetri è tanto inutile quanto nociva per una salutare attività sessuale.

  • I prodotti e le pratiche proposti sulla rete per accrescere le dimensioni dell’organo sessuale maschile sono del tutto inefficaci, quando non pericolosi per la salute; la sola eccezione potrebbe essere l’estensore per il pene, riguardo al quale esiste però solo una scarsissima documentazione scientifica.
  • I prodotti succitati sono in vendita ovunque, anche su negozi online di portata e celebrità internazionale; non deve essere visto come una garanzia di qualità o di funzionamento, ma solo come un indicatore del fatto che siano di grande interesse per gli utenti, che resteranno inevitabilmente insoddisfatti e col portafoglio più leggero (talvolta, MOLTO più leggero).
  • Esistono tecniche chirurgiche che possono effettivamente ampliare le dimensioni del pene, ma sono fortemente sconsigliate per la maggior parte dei soggetti che rientrano nella media, poiché, oltre a non garantire la qualità del risultato, gli effetti collaterali possono essere gravi al punto da compromettere la funzionalità sessuale dell’organo.
  • La maggior parte degli uomini che crede di avere un pene piccolo ha in realtà un pene perfettamente normale e funzionale; il consulto con uno psicologo o un sessuologo (quando non semplicemente una discussione costruttiva con il partner), potrebbero alleviare o risolvere l’eventuale “sindrome da pene piccolo”; soprattutto considerato che la visione del piacere sessuale correlato alla dimensione del pene è più legata all’idea del “maschio virile” che alla realtà, salvo i rari casi di ipoplasia peniena, in cui, quando non trattato in pubertà, l’intervento chirurgico può essere effettivamente d’aiuto.
  • Una curiosità. Per quanto probabilmente non necessario, il metodo più semplice per accrescere le dimensioni dell’organo per i maschi più o meno sovrappeso, è quello più banale, ovvero perdere qualche chilogrammo di peso: il pene è infatti radicato più in profondità di quello che si crede, e la perdita di grasso all’altezza del pube può rivelarne anche qualche centimetro.

Le origini

Senza i filtri antispam, saremmo nuovamente sommersi di email sui prodotti per l’ingrandimento del pene.

Le dimensioni del pene sono una questione affrontata nel corso dell’intera storia umana; ad essere più interessante, in questo caso, è l’utilizzo della dismorfofobia peniena come strumento “acchiappaclick”, anche se un’analisi storica della sua diffusione sulla rete è pressoché impraticabile. Ancora oggi, messaggi email che si basano su questa leva psicologica sono molto diffusi[3], ma i filtri anti-spam sono sempre più efficaci nel riconoscerle, evitando il rischio di esporre l’utente ai virus prima ancora di fargli correre il pericolo di incappare in una truffa.


Note:

  1. Esistono anche prodotti per il trattamento delle disfunzioni erettili, che – fermo restando i rischi dell’acquisto di farmaci online – sono un argomento di discussione differente.
  2. Es. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28081535, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24235789
  3. I temi più caldi delle email spam sono tuttavia cambiati; oggi, in linea con l’utenza statunitense, sono molto più frequenti argomenti quali i sistemi di pagamento, le bollette insolute, l’assicurazione sulla salute e i prestiti, mentre l’argomento sessuale è più confinato a tanto attraenti quanto improbabili ragazze procaci.

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Le informazioni riportato hanno natura generale e sono pubblicate con uno scopo puramente divulgativo; non possono pertanto sostituirsi – in qualsiasi caso – al parere di un medico o di uno specialista. Tutte le foto mostrate nell’articolo sono di Pubblico Dominio o con licenza CC senza obbligo di attribuzione, salvo quando diversamente indicato nella didascalia. Si ringrazia il dott. Federico Guardia Nicola per la consulenza medica.

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