Scienziati tedeschi contro l’omeopatia

Che l’omeopatia sia uno dei nostri argomenti preferiti ormai è chiaro, vista la frequenza di articoli con cui ne parliamo. Questa volta però si tratta di una buona notizia: in Germania, la patria dell’omeopatia, un gruppo di medici e scienziati di varie discipline ha deciso di creare una rete tramite la quale informare apertamente il popolo tedesco circa l’inutilità delle pratiche omeopatiche.

E’ stata redatta come primo passo una dichiarazione ufficiale in cinque punti che esprime in modo chiaro e semplice cos’è l’omeopatia e perché non dovrebbe avere una rilevanza speciale nella medicina. Anzi, non dovrebbe averne alcuna, visti i presupposti scientifici approvati e replicabili pari a zero. Di seguito la traduzione:

Dichiarazione di Friburgo sull‘omeopatia

L’omeopatia non è naturopatia né medicina

Nonostante il sostegno della politica e il silenzio di coloro che dovrebbero saperne di più, l’omeopatia è e resta un metodo chiaramente in contrasto con fondamenti scientifici accertati. I membri e sostenitori della “Rete di informazione sull’omeopatia” considerano l’omeopatia un tenace sistema di pensiero duro a morire, che non rientra né nella naturopatia né nella medicina. Di questa rete fanno parte medici, farmacisti, veterinari, biologi, scienziati e altri ancora, uniti nella critica contro l’omeopatia e con l’obiettivo di trattare apertamente questo argomento ancora non chiaro alla società poco consapevole.

Nessuno status speciale per l‘omeopatia

Da 200 anni a oggi, l’omeopatia non è riuscita a provare la sua reale efficacia secondo criteri oggettivi. Eppure continua a sopravvivere solo grazie a uno status speciale acquisito nel sistema sanitario tedesco che, secondo gli esperti della Rete, è immotivato. Mentre i farmaci devono dimostrare la loro efficacia seguendo criteri oggettivi, l’omeopatia non è tenuta a farlo. Noi ci opponiamo a questo sistema dove si seguono due approcci diversi.

L’omeopatia non è riuscita nemmeno a fornire un metodo di efficacia plausibile, mentre i suoi sostenitori danno l’impressione che ci siano incertezze ancora da chiarire. Noi contestiamo tutto questo. L’omeopatia non è un metodo non-convenzionale che ha bisogno di ulteriori prove scientifiche. Il suo fondamento si basa sui principi già confutati, quali “la regola dei simili”, “la forza vitale” o “il potenziamento tramite diluizione”.

Auto-inganno di pazienti e terapeuti

Non potremmo negare gli effetti terapeutici che possono avvenire nell’ambito di un trattamento omeopatico, ma questi non sono direttamente generati dai prodotti omeopatici somministrati. Anzi, la presunta e provata efficacia di questi ultimi si basa sulla suggestione e autosuggestione di pazienti e terapeuti. I meccanismi di tale (auto-)inganno sono svariati, ma ben noti e studiati. I miglioramenti nello stato di salute dovuti a effetti contestuali non possono e non devono essere attribuiti ai prodotti omeopatici. Partiamo dal fatto che i medici e i naturopati non siano consapevoli dell’esistenza e della varietà di tali meccanismi e agiscano con le migliori intenzioni. Ciò non cambia il fatto che le loro conclusioni siano errate, e quindi potenzialmente pericolose.

Medicina e scienza

Non affermiamo assolutamente che gli attuali metodi da noi accettati possano dimostrare e spiegare tutto. Tuttavia ci pongono nella condizione di affermare che l’omeopatia non può dimostrare se stessa. E la scienza è il miglior metodo di cui disponiamo per distinguere trattamenti efficaci da quelli inefficaci. Una credenza in certe affermazioni in ambito medico, diventata popolare e alimentata da interessi personali, politici e giornalistici non può in nessun modo orientare il modo di agire della medicina.

Obiettivo di questa dichiarazione

Gli obiettivi di questa critica non sono i pazienti in cerca di cure e i singoli terapeuti che praticano l’omeopatia, ma la teoria omeopatica in sé e le istituzioni della sanità, che da tempo hanno riconosciuto l’assurdità dell’omeopatia e tuttavia non sono mai intervenuti. Invitiamo tutti coloro che fanno parte del sistema medico (fondato su certezze scientifiche) ad allontanarsi dall’omeopatia e altre medicine pseudoscientifiche, e ritornare a ciò che dovrebbe essere ovvio: regole scientificamente valide, oneste e generalmente riproducibili in direzione di una medicina valida e costruita per il benessere dei pazienti.

                                                                                                                                 Febbraio 2016, Friburgo

Autori:

Dott.-Ing. Norbert Aust, Promotore della Rete di informazione sull’omeopatia
Dott. Natalie Grams, Direttrice della Rete di informazione sull’omeopatia
Amardeo Sarma, Presidente del GWUP e membro del CSI (Committee for Skeptical Inquiry)

Primi firmatari:

Edzard Ernst, Professore Emerito, Università di Exeter, Regno Unito
Prof. Dr. Rudolf Happle, Autore della Dichiarazione di Marburgo sull’omeopatia
Prof. Dr. Wolfgang Hell, Presidente del Consiglio scientifico del GWUP
Prof. Norbert Schmacke, Istituto per la Sanità Pubblica e la ricerca clinica infermieristica, Università di Brema
Christian Weymayr, Dott. in Scienze Naturali, giornalista medico freelance

Qui il link al testo, che si pone come petizione che può essere sottoscritta da chiunque. La stampa tedesca di stampo scientifico e scettico appoggia apertamente l’iniziativa, in quell’onda di pubblicazioni informative che descrivono l’omeopatia come uno spreco di tempo e denaro, nelle migliori delle ipotesi, e come un grave danno alla salute, nelle peggiori. Un esempio è il libro “Der Glaube an die Globuli” di Norbert Schmacke.

E in Italia?

Nel Bel Paese è molto facile trovare farmacie e altre strutture che vendono prodotti omeopatici e l’omeopatia è abbastanza popolare sia tra i consumatori medi che nella classe politica e nelle istituzioni. Gli scienziati e gli scettici scrivono continuamente sull’inefficacia dell’omeopatia: sono un esempio gli ottimi articoli di Salvo Di Grazia sul suo blog Medbunker, e, per citare proprio quest’ultimo, è innegabile che “l’omeopatia è alternativa alla medicina come il tappeto volante è alternativo all’aeroplano”. E il problema non risiede tanto nella sua diffusione, che fortunatamente sembra in diminuzione, ma nella mentalità che c’è alla base, che crea un terreno fertile per la proliferazione di questa e altre teorie pseudoscientifiche, come ad esempio l’agromeopatia, che arricchisce il terreno tramite vibrazioni (es. qui o qui).

L’Italia comunque non è al pari di Francia, Austria o della stessa Germania in quanto a diffusione della prassi omeopatica; ciononostante questa continua a essere una spina nel fianco della medicina scientifica, che si basa invece sull’efficacia comprovata ed è sempre sulla strada della revisione e del miglioramento. Quello che spinge la neo-nata Rete informativa tedesca è il bisogno di sottolineare che le medicine alternative, non realmente efficaci, possono costituire un pericolo e spesso un danno per chi ne fa uso, soprattutto se vengono coinvolti anche i più piccoli.

54 pensieri riguardo “Scienziati tedeschi contro l’omeopatia

  • 9 Marzo 2016 in 15:03
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    Mi sembra che la cosa più importante che manca nel documento sia un’indicazione perentoria sui danni anche gravi che l’omeopatia può fare quando i prodotti omeopatici vengono proposti e utilizzati non IN AGGIUNTA ai farmaci veri, ma INVECE dei farmaci veri.
    Strano che non sia stata inserita.

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  • Pingback:Omeopatia: si muove qualcosa | La Farmacia in Tasca

  • 11 Marzo 2016 in 15:36
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    Le solite balle scientiste ripetute dai tromboni dell allopatia per difendere i loro interessi! Questione di potere, niente altro…

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    • 13 Marzo 2016 in 10:04
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      Quelle “balle scientiste” hanno creato quella rete informatica tramite la quale lei può dire corbellerie sulla medicina “allopatica”. Qual è l’ultima persona che ha visto su una sedia a rotelle per la poliomielite o morire di tetano per essersi ferita con un chiodo arrugginito? E quanti trapianti di cuore si fanno con l’omeopatia? Si faccia fare una appendicectomia senza antibiotici, poi ne parliamo (anche se probabilmente sarà morta di setticemia).

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      • 14 Marzo 2016 in 11:11
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        Mi parla di scienza e poi tira fuori delle leggende e supposizioni! 🙂
        Quando mai il tetano è stato trasmesso da un chiodo arrugginito!?
        Gli omeopati non operano al cuore!? E il suo medico dell ASL è in grado di operare al cuore!?

        Risposta
  • 13 Marzo 2016 in 06:07
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    La prima causa di morte (LA PRIMA) in USA deriva dall’abuso di antidolorifici. Quante persone son o morte a causa dell’omeopatia? (in cui non credo).

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  • 13 Marzo 2016 in 10:17
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    Pro memoria per allucinati vari: Nelle confezioni dei prodotti omeopatici non ci sono e non ci possono essere, per legge, indicazioni terapeutiche perché non ci sono prove della loro efficacia. Punto. Stop.

    Risposta
  • 13 Marzo 2016 in 11:24
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    @Alecs: appunto, si parla di “abuso”, non di “uso”; c’è una bella differenza. Anche l’abuso di prodotti omeopatici (in genere caramelle di zucchero) comunque può causare danni, anche gravi, per esempio ai diabetici.

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  • 13 Marzo 2016 in 12:45
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    Da notare che l’ articolo, come molti testi fatti da giornalisti (categoria che di natura è incompetente e ignorante, anche quando si vanta di occuparsi di Divulgazione Scientifica) ha delle inesattezze, come ad esempio il sostenere che l’ italia sia l’ unica, in barba alle direttive europee, a non avere imposto il bugiardello nelle confezioni di FARMACI Omeopatici. Ad esempio in Grecia lo si prova solo sui Farmaci Complessi (non unicisti) brevettati. E in Grecia ci vado tutti gli anni. Ecco, comunque, il bugiardino dell’ Oscillococcinum in Svizzera, nella versione per gli Svizzeri del Canton Ticino o, comunque, di lingua italina:
    http://www.boiron-swiss.ch/it/prodotti/oscillococcinum.html
    Pascal: quanti altri punti fermi hai nei Tuoi sogni, così Te li smonto uno ad uno?

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  • 13 Marzo 2016 in 13:48
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    Cominciamo dalla base ” AVOGADRO” Iniziamo lo smontaggio?

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  • 13 Marzo 2016 in 16:58
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    Hanno appena fatto un medicinale omeopatico contro i danni da scie chimiche. E’ da provare!!!!!!

    Risposta
  • 13 Marzo 2016 in 20:15
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    Aldo Grano poverello, se io dico “per legge” è vietato fare qualcosa, è evidente che mi sto riferendo al Paese nel quale ci troviamo. Figuriamoci se mi posso riferire alla legislazione di tutti i paesi del mondo. Mi rendo conto che hai difficoltà con la logica, ma è come se io ti dicessi:” Per legge è vietata l’apologia del fascismo” e tu mi rispondessi: “Non è vero, in Svizzera si può fare l’apologia del fascismo.” Sei davvero a questo livello intellettivo?

    Detto questo, se in un paese si consente di scrivere le indicazioni, ciò non significa che vi sia nulla di provato, allo stesso modo in cui, se in Italia si fa la pubblicità al Sustenium dicendo che serve per gli stati di affaticamento, ciò non significa che che vi siano prove sulla sua efficacia. Allo stesso modo, mi sembra che in Italia sia consentito mettere indicazioni su qualunque preparato fitoterapico.
    Detto questo, è chiaro che la ratio del divieto che c’è in alcuni paesi è proprio il fatto che non ci sono prove. Stop. Punto.

    Risposta
  • 13 Marzo 2016 in 20:21
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    Pro memoria per allucinati e arrampicatori di specchi vari: Nelle confezioni dei prodotti omeopatici non ci sono e non ci possono essere, per legge*, indicazioni terapeutiche perché non ci sono prove della loro efficacia. Punto. Stop.

    * Si fa presente che con la dicitura “per legge” ci si riferisce alla legge italiana, come è inevitabile che sia e come qualunque persona intellettualmente normodotata, peraltro, capisce da sé.

    Risposta
  • 13 Marzo 2016 in 21:46
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    Caro Pascà, Tu non solo hai detto per legge, ma hai anche detto che la legge c’è per ragioni scientifiche. Quindi la CE che chiede di mettere i bugiardini e ha chiamato gli ex rimedi omeopatici FARMACI o mente o ha le prove scientifiche. Non è che, invece, Tu sei ignorante e presuntuoso, tante volte? E inoltre, pur di dimostrare di avere ragione, Ti seghi da solo con giustificazioni autocastranti?

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  • 14 Marzo 2016 in 09:06
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    Aldo Grano poverello, faresti meglio a leggere le pagine prima di linkarle (o forse, più probabilmente, le leggi ma non le capisci).
    1) Da nessuna parte si dice, come tu vuoi far credere, che ci sia l’invito a mettere il bugiardino nei prodotti omeopatici perché in essi ci sono indicazioni terapeutiche verificate.
    Semplicemente, parlando dei farmaci in generale, si dice: “i produttori devono fornire una serie di dettagliate informazioni terapeutiche sul prodotto, compresi i possibili effetti collaterali.”. E mi sembra una cosa ovvia, visto che stiamo parlando di farmaci.

    Di omeopatia si parla in un paragrafo specifico, ma lo si fa utilizzando l’espressione “prodotti” omeopatici. E non è questa la cosa più significativa. La cosa più significativa è l’asterisco inserito nel documento, con la nota esplicativa: “* Prodotto omeopatici: rimedi basati sull’idea che il corpo abbia la capacità di curarsi da solo e secondo la quale una sostanza in grado di provocare i sintomi di una malattia in un soggetto sano può curare sintomi simili in un soggetto malato.”
    Prodotto…rimedio…idea.
    Qui è messo nero su bianco che i prodotti omeopatici non hanno nulla a che fare con la scienza ed, evidentemente, se ne consente la vendita per motivi “filosofico-liberali”.
    Infatti, di un antipiretico, non si direbbe mai: “Rimedio basato sull’idea che il corpo umano possieda centri della termoregolazione e secondo la quale determinate sostanze sono in grado di agire su di essi abbassando la temperatura corporea”.
    Il perché non ci si esprimerebbe così riguardo ad un farmaco vero, lo capisce anche un bambino e forse (dico forse) lo capisci perfino tu.

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  • 14 Marzo 2016 in 10:13
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    Nel documento completo, che riporta la direttiva, è vero che si utilizza l’espressione medicinali omeopatici, ma al punto 22 si utilizza perfino la dicitura “medicinali antroposofici” !!! (vedere quello che dicevo a proposito dell’aspetto filosofico dell’omeopatia e della liberalizzazione della stessa).

    L’aspetto filosofico torna in evidenza al punto 24: “Gli Stati membri in cui esiste una tradizione omeopatica devono in particolare poter applicare norme speciali per valutare i risultati delle prove volte ad accertare la sicurezza e l’efficacia di tali medicinali”.

    Resto in attesa di leggere “Gli Stati membri in cui esiste una tradizione antibiotica…”

    Infine, articolo 13 comma 3: “Per i medicinali omeopatici registrati in conformità del paragrafo 1 del presente articolo o eventualmente ammessi in base all’articolo 13, paragrafo 2, non è tuttavia richiesta la prova dell’effetto terapeutico.”

    Insomma, c’è la sacrosanta libertà di curarsi dei piccoli malanni come dei babbei, ma non parliamo di scienza, please.

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 10:25
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    Ultima chicca: articolo 100: “ogni Stato membro può vietare nel proprio territorio qualsiasi pubblicità dei medicinali omeopatici di cui all’articolo 13, paragrafo 2, e all’articolo 14, paragrafo 1.”

    E perché se ne può vietare la pubblicità? Non certo perché siano tossici. Il principio è, evidentemente, sempre quello della libertà, tanto dei soggetti, quanto degli Stati, in assenza di prove scientifiche.

    Quindi:
    – qualunque babbeo ha diritto di curarsi il raffreddore con l’acqua fresca, in virtù di consolidate tradizioni filosofiche
    – fatto salvo quanto detto prima, qualunque Stato ha il diritto di vietare pubblicità di quell’acqua fresca, in quanto da tale Stato considerate ingannevoli.

    La verità è trasparente e lineare per chi non è schiavo di credenze e ideologie.

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 13:34
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    @ Aldo: ma qualcuno che magari fa qualche controllino in piu’ tipo le riviste Lancet , british medical journal ecc.. non sono all’altezza?

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 13:36
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    per il resto, penso che piu’ esaustivo di Pascal ,non c’e proprio nulla da aggiungere.

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 13:38
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    Sul tetano vale la pena di approfondire, perché non si può tuttoggi escludere che il batterio possa contagiarci anche tagliandosi con materiale che, oltre che essere arrugginito, è sostanzialmente esposto a contaminazione in ambienti poveri di ossigeno. Il Ministero della Salute Italiano ce lo fa credere. nel dubbio, usate guanti spessi quando andate a sfruculiare.

    http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=6&area=Malattie_infettive

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 13:44
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    Questa tesina di laurea è, a mio modesto, ma comunque superiore, parere rispetto a Pascal e anche all’ amica (dagli amici mi guardi Iddio!) Iva, oltre che, ovviamente a quello di Luca Neri (può mai qualcosa di buono uscire da Cesena, dicono i Vangeli!) dicevo a mio modesto parere, attendibile e scientificamente corretta. Leggetela, fatevi una Qltura mostruosa e state attenti quando vi ferite.
    http://www.microbiologiatorvergata.it/approfondimenti/tetano.pdf

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 14:01
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    E, infine, caro Blaise (ma hai mai letto, almeno, chi era Colui che utilizzi per il Tuo pseudonimo? sai qualcosa del Giansenismo?) anche se sei un alunno testone, mi sforzerò di aver pazienza con Te e, quindi, Ti propongo di vederTela con l’ AIFA. Sono solo sei pagine, ma molto corpose e piene di link utili che Ti documentano come USA ed Europa abbiano sdoganato ormai l’ Omeopatia dandole dignità e diritti e doveri, e come, veramente, Tu e tutti gli Scettici di quelle piccole società carbonare che si battono per un neopositivismo siate fuori del Mondo quando pensate di combattere l’ Omeopatia con argomentazioni risalenti a un tal signor Avogadro (numerologo) o a metaanalisi fatte dai Koala. Prendete possesso degli Organi preposti alla Tutela della salute, sia in Italia che nel Mondo, e, magari, se ne riparla.
    http://www.izslt.it/izslt/uploads/0a0a018c-a985-4f42.pdf
    Poi, lascio volentieri a te e agli altri l’ ultima parola. Purché non sfrucuoliate altri campi paralleli nel tentativo di depistare, sennò mi tocca replicare ancora e facciamo 200 commenti, come ai vecchi tempi.

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 14:08
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    Ah ah che buffone. Ho dimostrato, punto per punto, che non hai capito nulla del documento che avevi linkato e adesso ci provi con un altro, come se nulla fosse.

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 14:50
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    Ecco una nota combriccola carbonara e amatriciana, l’ ente governativo statunitense Federal Trade Commission, che stigmatizza i privilegi che si concedono alla omeopatia, prescindendo da evidenze scientifiche. http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-08-26/the-fda-is-under-more-pressure-to-regulate-homeopathic-products

    Infatti nessuno contesta che il mercato dell’ omeopatia “tiri” e questo spinga le autorità a “rispettare” il mercato in questione e, entro certi limiti, a regolamentarlo. La querelle tra le due agenzie governative statunitensi fotografa perfettamente questa realtà.
    Poi, chi è intellettualmente disonesto, anziché vedere la realtà nella sua complessità, vede solo ciò che gli fa piacere e vede la concordia di visioni laddove c’è un aspro scontro. Ma l’ onestà e lo spirito scientifico non sono da tutti.
    Concludo aggiungendo che non esiste motivo al mondo per cui uno scettico dovrebbe negare pregiudizialmente efficacia alla omeopatia. Infatti, se se ne dimostrasse l’ efficacia, questa efficacia risiederebbe comunque in un principio scientifico, benché sconosciuto, mica in un principio magico.

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 15:42
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    Ecco le parti più importanti dell’articolo:

    Federal agencies don’t normally tell each other how to do their jobs. But the Federal Trade Commission, which polices advertising claims, did just that last week when it asked the Food and Drug Administration to reevaluate its light-touch regulatory approach to an obscure corner of the over-the-counter drug market: homeopathic products.
    The FTC filed official comments that said it is “concerned” that the FDA’s policy on homeopathy conflicts with the FTC’s requirement that medical advertising claims be supported by evidence. […] The FDA hasn’t required homeopathic products to meet the same standards as other drugs. They can be sold over the counter for “self-limiting” conditions, meaning such ailments as colds that go away on their own. The agency has never evaluated them for safety or efficacy…

    Il problema di questo approccio, che determinato l’irrituale presa di posizione della carbonara Federal Trade Commission, è che i babbei, per il fatto stesso di vedere in vendita quei prodotti, pensano che ne sia stata provata l’efficacia. In realtà, non è così.

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 16:16
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    In questo recente articolo accademico si esamina dal punto di vista giuridico il paradosso determinato dall’approccio “liberale” da parte delle autorità sanitarie (in questo caso britanniche) nei confronti di trattamenti di efficacia non provata, come l’omeopatia. Anche qui si evidenzia come questo approccio liberale nasca da motivazioni di principio e filosofiche. Resta sempre il problema che evidenziavo sopra: le masse ignare di metodo scientifico, come Grano, prendono queste scelte come conferme scientifiche, scambiando principi ideali di salvaguardia del diritto di scelta con la scienza.

    http://www.healthpolicyjrnl.com/article/S0168-8510(15)00090-1/fulltext

    Viviamo in una società a misura di cretino.

    Risposta
  • 14 Marzo 2016 in 22:48
    Permalink

    Uffa, pasquale, secondo te, una commissione federale che tutela per statuto gli interessi dei consumatori, è paragonabile all’ AIFA? Allora presentami un documento dell’ Authority per la Concorrenza che vada contro le direttive AIFA. Lo può fare, per carità, ma non conta una selfie, dal punto di vista scientifico, che a Voi è molto caro, ma solo se vi conviene.
    https://www.ftc.gov/about-ftc/our-history

    Risposta
  • 15 Marzo 2016 in 06:28
    Permalink

    Quello che non vuoi capire è che, dal punto di vista puramente formale, la situazione dell’omeopatia è questa: non ci sono prove né dell’efficacia né dell’inefficacia. Quindi le autorità, in nome di principi giuridici già richiamati, consentono la vendita di questi prodotti.
    Per chi mette in primo piano i principi giuridici, questo modo di ragionare è corretto.
    Dal punto di vista dello scienziato, però, le cose stanno in modo diverso e lo scetticismo è più che fondato. Lo scienziato sa che isolati risultati positivi possono venir fuori qualunque sostanza si testi, per una serie di motivi che vanno dalla casualità all’effetto placebo, al livello discutibile dei test e, nei casi limite, alla frode scientifica.
    Questi risultati positivi creano però il “rumore di fondo” in base al quale le autorità dicono: “Boh, non si sa mai, chi vuol comprare compri”. E’ così semplice e chiaro!

    Risposta
  • 15 Marzo 2016 in 06:38
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    D’altro canto, basta entrare in qualsiasi motore di ricerca di pubblicazioni scientifiche e mettere le parole chiave homeopathy no evidence…

    Risposta
  • 15 Marzo 2016 in 06:54
    Permalink

    Che poi… tu stesso ammetti che in farmacia si vendono anche alcuni prodotti inutili/inefficaci/di efficacia non provata. E si vendono ovviamente con tanto di autorizzazione dell’Aifa. Però poi, se si parla di omeopatia, l’autorizzazione dell’Aifa diventa verità rivelata…
    Ma perpiacere perpia

    Risposta
  • 16 Marzo 2016 in 14:45
    Permalink

    Vette di analfabetismo funzionale da far rabbrividire…

    Risposta
  • 19 Marzo 2016 in 11:31
    Permalink

    In alcune aree dell UK, l’ NHS (Servizio Sanitario Nazionale britannico) offre cure omeopatiche, ma, a differenza di quello che crede qualche boccalone nostrano, questo non significa affatto un avallo. Anzi lo stesso NHS prende nettamente le distanze dall’omeopatia, sottolineando che una commissione parlamentare (carbonara) ha concluso che l’omeopatia non ha effetti superiori al placebo. Nella stessa pagina si fa presente che i risultati positivi attribuiti all’omeopatia provengono da studi scientifici di scarsa qualità. Lo stesso NHS ricorda che il National Institute for Health and Care Excellence (carbonaro) “non raccomanda l’ omeopatia per nessun disturbo” (virgoletto ma vado a memoria, sono con lo smartphone)
    http://www.nhs.uk/conditions/homeopathy/pages/introduction.aspx

    Risposta
  • 19 Marzo 2016 in 13:47
    Permalink

    Ah be, di fronte al dottor Menotti ,omeopata, non resta che alzare le mani in segno di resa…..

    Risposta
  • 19 Marzo 2016 in 13:54
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    Gli sparapalle, comunque, li trovi facilmente pure in italiano. Non c’è bisogno che ti sforzi tanto.

    Risposta
  • 19 Marzo 2016 in 17:26
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    Questo Minotti sembra presentarsi come un leader della “medicina” omeopatica in America Latina.
    La natura del personaggio si può cogliere dalla divertente intervista segnalata dal sempre esilarante Grano, che non smetteremo mai di ringraziare per il buonumore che ci sa sempre regalare.
    Ora domandiamoci: quanti e quali titoli accademici “mainstream” avrà accumulato questo argentino curatore di tutti i mali (pardon, del 90% dei mali) ?
    UNO: Laurea in medicina, conseguita 46 anni fa.
    http://www.homeopatico.com/titulos.html

    Risposta
  • 20 Marzo 2016 in 06:29
    Permalink

    Leggo ora che c”e chi mi ha risposto “l abuso di omeopatici produce il diabete perché è zucchero”, ma che lavoro fate? Ma dove le vedete queste cose? Ma almeno avete a che fare con persone che sono malate? Hanno dolori? Provano rimedi? Sono curiose? Quanti diabetici provoca l ‘omeopatia? Almeno datemi dei dati. Non mi si può rispondere seriamente così, se riporto il dato che in USA la prima causa di morte è per abuso di antidolorifici.

    Risposta
  • 20 Marzo 2016 in 10:14
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    @Alecs: certo che per trasformare la mia frase “Anche l’abuso di prodotti omeopatici (in genere caramelle di zucchero) comunque può causare danni, anche gravi, per esempio ai diabetici” in “l abuso di omeopatici produce il diabete perché è zucchero” ce ne vuole.
    E l’ha anche virgolettata.
    Complimenti.

    Risposta
  • 20 Marzo 2016 in 12:09
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    Una valida opinione di Lucilla Titta, Ricercatrice del Vostro amico (è socio onorario e garante scientifico) Umberto Veronesi: “come tutte le metanalisi che si rispettino” è al 26esimo minuto circa di questa trasmissione di Radio 3 Scienza.
    http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-42412b68-5694-4378-a213-6a21c3750bdf.html
    Ora è ovvio che Voi vorrete che la Titta si riferisca solo alle Metaanalisi che vi fanno comodo, mentre le altre, come quelle fatte col Koala contro l’ Omeopatia, sono serie, neutrali e scienza infusa. Ma Lei si riferiva al vezzo di tutte le Metaanalisi. Dice chiaramente che hanno il difetto di partire con un pregiudizio da dimostrare. Altrimenti avrebbe detto, chiaramente, che tutte le Metaanalisi sono un valido strumento scientifico (compresa quella dello IARC sulla carne cancerogena, di cui ha evidenziato i limiti in ben due trasmissioni di Radio 3 Scienza) tranne quella di Campbell.

    Risposta
  • 20 Marzo 2016 in 13:57
    Permalink

    Quello che conta è il metodo. Se in determinate e specifiche metaanalisi si riscontrano problemi di metodo, persone competenti sollevano il problema e aprono il dibattito. È questo il “lavoro” della scienza.
    Ma un conto è evidenziare un potenziale punto debole delle metaanalisi, un altro conto è dire che le metaanalisi siano da eliminare.
    La scienza dibatte sull’omeopatia anche senza le dritte di Aldo Gran Cazzaro.
    E quali sono i frutti del dibattito? Da una parte, ad esprimere scetticismo vedo la stragrande maggioranza delle università del mondo, dove l’ omeopatia non è ammessa o viene estromessa; ministeri della sanità (vedere sopra), commissioni parlamentari tecnico scientifiche (vedi sopra), enti sanitari governativi come lo stesso NHS (vedere sopra).
    A favore si vedono, perlopiù, medici con un curriculum da guardia medica.
    Mmmmm… Da che parte stare? È una scelta difficile…

    Risposta
  • 20 Marzo 2016 in 16:38
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    Caro Pascal, d’ accordo che è stata la Titta a ingannarTI, ma TU, con tutta la competenza che sfoggi, non dovresti cascarci. A Parte che una persona che lavora in campo Scettico dovrebbe sapere che il China Study è uno studio epidemiologico e non una Meta Analisi, comunque non dovresti fidarTi di un nemico come me, che Ti può tendere delle trappole. Quindi dovresti verificare, se non sai di cosa parla la Tua amica Titta, se le accuse che sono volte allo studio sono basate sul fatto che sia una Meta Analisi (“che si rispetti,” dice lei stessa, ovvero partigiana, secondo la Titta, che dimostra così di esser disinformata o di voler disinformare) e che parli esattamente di quello di cui accenna nella trasmissione di Radio 3 Scienza. Ora sarei curioso di sapere il Tuo nome, cognome, e il Tuo curriculum. Almeno la Titta e io ci esponiamo. Grazie, comunque. E’ stato un piacere giocare con Te.
    http://science.sciencemag.org/content/248/4955/553.extract

    Risposta
  • 20 Marzo 2016 in 17:27
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    PER MASSIMO: sono contento che a qualcuno piaccia l’uso corretto del virgolettato, anche perché ormai i giornali ci hanno abituato a tutt’altro. Comunque ribadisco il concetto.

    Risposta
  • 20 Marzo 2016 in 17:50
    Permalink

    Ah ah, sempre divertente.
    Punto primo: non ho neanche ascoltato il file. Hai sollevato una questione di principio, che ho trovato insulsa come sempre, e ho risposto sulla base di quello che hai detto. Trovo comunque divertente che tu ascolti trasmissioni scientifiche. Come se Salvini frequentasse un Centro Accoglienza.
    Punto secondo: cosa vuol dire che io “lavoro” in campo scettico? Qualunque cosa voglia dire un’espressione del genere. Cerchi di porre surretiziamente premesse fallaci per dedurne conclusioni altrettanto fallaci. No comment.
    Punto terzo: Chiedi il “curriculum” all’Università di Barcellona, al Parlamento inglese, all’NHS, al ministero della sanità spagnolo. E poi confrontalo con il tuo e con quello di qualche luminare omeopatico.
    Punto quarto: il tuo può essere un nick come qualunque altro, non so se sia il tuo vero nome.
    Punto quinto: è semplicemente esilarante che discetti di scienza e metodo scientifico (e quindi di pensiero critico) uno che si trovi in queste condizioni (sono cose che hai scritto tu e parlano chiarissimo): http://www.massimopolidoro.com/misteri/i-miracoli-di-cristo-ha-senso-oggi-cercare-di-spiegarli.html/comment-page-1#comment-424602

    Copio e incollo qui quello che hai scritto sul blog di Massimo:
    ———————————————
    Aldo Grano
    8 marzo 2016 at 22:38
    Caro Aldo, Dio non concede esclusive, quindi la Risurrezione non è esclusiva dei Cristiani, sia come Miracolo tipo Lazzaro sia come risurrezione di una Incarnazione Divina uccisa da qualche nemico. C’è una scheda di Wiki, intitolata Risurrezione, che Ti può fornire un riassunto. In India abbiamo Babaji, che periodicamente muore e poi ritorna, sempre giovane.L’ incarnazione Sua meglio documentata, tra le contemporanee, è quella del 1970. Ebbe un tempio, un luogo stabile, dei discepoli e, grazie al cielo, anche dei fotografi. Non ho tracce salde di un suo attuale ritorno e presenza, ma non lo escludo. Ricordati che anche Gesù, dopo la Risurrezione, si mostrava con una certa varietà di forma e non sempre veniva riconosciuto subito dai discepoli.
    http://www.karmanews.it/3358/sri-babaji-herakhan-wale-baba/
    —————————————–

    E io sto a parlare di scienza con uno così? Qui non si trata di più di opinioni e posizioni ma di problemi di ben altra natura.
    Tu hai bisogno di tanto amore e di qualcuno che si prenda cura di te. Spero che ce l’abbia già. Salutami gnomi, fatine, elfi e pilloline omeopatiche.

    Risposta
  • 20 Marzo 2016 in 17:51
    Permalink

    Punto primo: non ho neanche ascoltato il file. Hai sollevato una questione di principio, che ho trovato insulsa come sempre, e ho risposto sulla base di quello che hai detto. Trovo comunque divertente che tu ascolti trasmissioni scientifiche. Come se Salvini frequentasse un Centro Accoglienza.
    Punto secondo: cosa vuol dire che io “lavoro” in campo scettico? Qualunque cosa voglia dire un’espressione del genere. Cerchi di porre surretiziamente premesse fallaci per dedurne conclusioni altrettanto fallaci. No comment.
    Punto terzo: Chiedi il “curriculum” all’Università di Barcellona, al Parlamento inglese, all’NHS, al ministero della sanità spagnolo. E poi confrontalo con il tuo e con quello di qualche luminare omeopatico.
    Punto quarto: il tuo può essere un nick come qualunque altro, non so se sia il tuo vero nome.
    Punto quinto: è semplicemente esilarante che discetti di scienza e metodo scientifico (e quindi di pensiero critico) uno che si trovi in queste condizioni (sono cose che hai scritto tu e parlano chiarissimo): http://www.massimopolidoro.com/misteri/i-miracoli-di-cristo-ha-senso-oggi-cercare-di-spiegarli.html/comment-page-1#comment-424602

    Copio e incollo qui quello che hai scritto sul blog di Massimo:
    ———————————————
    Aldo Grano
    8 marzo 2016 at 22:38
    Caro Aldo, Dio non concede esclusive, quindi la Risurrezione non è esclusiva dei Cristiani, sia come Miracolo tipo Lazzaro sia come risurrezione di una Incarnazione Divina uccisa da qualche nemico. C’è una scheda di Wiki, intitolata Risurrezione, che Ti può fornire un riassunto. In India abbiamo Babaji, che periodicamente muore e poi ritorna, sempre giovane.L’ incarnazione Sua meglio documentata, tra le contemporanee, è quella del 1970. Ebbe un tempio, un luogo stabile, dei discepoli e, grazie al cielo, anche dei fotografi. Non ho tracce salde di un suo attuale ritorno e presenza, ma non lo escludo. Ricordati che anche Gesù, dopo la Risurrezione, si mostrava con una certa varietà di forma e non sempre veniva riconosciuto subito dai discepoli.
    —————————————–

    E io sto a parlare di scienza con uno così? Qui non si trata di più di opinioni e posizioni ma di problemi di ben altra natura.
    Tu hai bisogno di tanto amore e di qualcuno che si prenda cura di te. Spero che ce l’abbia già. Salutami gnomi, fatine, elfi e pilloline omeopatiche.

    Risposta
  • 21 Marzo 2016 in 09:15
    Permalink

    @Alecs: ribadisci un concetto (ma quale poi?) che non ha niente a che fare con quello che ho detto io.

    Risposta
  • 31 Marzo 2016 in 17:11
    Permalink

    Nel 2016, in barba alle prove scientifiche che mancano, si crede ancora che una puttanata priva di princio attivo possa curare le malattie. Niente da fare, la mancanza di spirito critico e l’assenza di cultura scientifica del nostro (e, ovviamente, non solo!) paese è disarmante. Forse tra vent’anni…

    Risposta

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