1954: UFO e bambagia silicea su Firenze

L’avvistamento ufologico del mercoledì 27 ottobre 1954 avvenuto durante la gara amichevole di calcio Fiorentina – Pistoiese può finalmente rientrare all’interno dei casi identificati.

Di questa storia se ne parla ciclicamente, soprattutto in concomitanza della sua ricorrenza annuale, e ad esempio la BBC se ne è occupata ancora una volta recentemente. Cerchiamo dunque di ricostruire e decodificare gli avvenimenti.

Alcune migliaia di persone si erano quel giorno recate allo stadio comunale Giovanni Berta (ora stadio Artemio Franchi) di Firenze per vedere la partita Fiorentina – Pistoiese che alla fine del primo tempo vide rientrare le squadre negli spogliatoi con il punteggio di 2-2. Poco dopo l’inizio del secondo tempo circa alle 15.27, gli spettatori però cominciarono a distogliere l’attenzione dalla partita e a rivolgere lo sguardo verso l’alto: due misteriosi UFO si inseguivano ad alta quota.

L’arbitro sospese la partita per qualche minuto e così anche i giocatori rimasero a guardare stupiti quello spettacolo inatteso nel cielo. Dopo qualche minuto i due UFO si allontanarono verso sud e la partita riprese con la vittoria della Fiorentina per 6-2.

Le stranezze non finirono qui, misteriosi fiocchi biancastri simili a bambagia cominciarono a cadere dal cielo e mostravano una caratteristica alquanto bizzarra: si disgregavano durante la caduta. La bambagia che riusciva a raggiungere il terreno poteva essere toccata sì con le mani ma al contatto si polverizzava facilmente.

L’allora studente universitario Alfredo Iacopozzi già verso le 14.30 non solo aveva osservato il passaggio di coppie di strani oggetti volanti, ma era stato anche testimone della caduta di quella che fu poi definita come la bambagia silicea. Iacopozzi raccolse dei frammenti di questo materiale che, insieme ad altri campioni raccolti circa un’ora prima a Sesto Fiorentino, furono inviati all’Istituto di Chimica Analitica dell’Università e analizzati dal Professor Giovanni Canneri. Il verdetto fu il seguente:

Sostanza a struttura fibrosa, con notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Al riscaldamento imbrunisce lasciando un residuo fusibile e trasparente.
Il residuo fusibile spettograficamente mostra contenere prevalentemente: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio.
Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme. In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica potrebbe essere: un vetro borosilicico.
Il direttore dell’istituto, Professor Giovanni Canneri.

Che cosa videro dunque in cielo tutti quei testimoni e che cosa era esattamente la strana bambagia silicea che cadde dal cielo?

Normalmente nel periodo di ottobre/novembre alcune tipologie di ragni per spostarsi da aree troppo popolate migrano utilizzando una tecnica che viene chiamata ballooning. Lasciano penzolare un filo sufficientemente lungo di tela che grazie al vento a un certo punto li porta via in alto nel cielo per poi lasciarli cadere anche a grandi distanze. Durante il volo, questi fili finiscono per attorcigliarsi e quindi ricadere in lunghi filamenti, ma non è sicuramente questa l’origine della bambagia silicea che videro i fiorentini. La tela di ragno non contiene gli elementi chimici che Canneri mise in evidenza con la sua analisi e inoltre non ha la caratteristica di disgregarsi durante la caduta o al contatto.

C’è però un altro materiale, prodotto questa volta dall’uomo, che ha proprio tutte le caratteristiche della bambagia silicea sia dal punto di vista chimico che della sua modifica di stato durante la caduta, si chiama chaff.

Il chaff è un materiale che fu progettato per scopi militari verso la fine degli anni ‘30 come contromisura aerea per confondere i radar nemici.  Una volta espulso in volo e disperso in forma di nuvola dall’aeroplano che vuole ingannare l’avversario, il chaff genera un’onda elettromagnetica di riflesso che il radar nemico visualizza come se fosse il vero bersaglio da attaccare e colpire. La sua composizione chimica è assolutamente sovrapponibile a quella ottenuta da Canneri nel 1954 e inoltre il comportamento che ha è proprio quello di disgregarsi durante la caduta dal cielo e polverizzarsi al contatto, esattamente come avvenne a Firenze.

Ma se la bambagia silicea era chaff, allora gli UFO che videro migliaia di testimoni potrebbero essere stati aerei militari. È questa un’ipotesi plausibile?

Certamente sì, nel passato situazioni analoghe a quella di Firenze con avvistamenti di UFO e ricaduta di strano materiale, poi rivelatosi chaff, sono già avvenute (si veda ad esempio qui), portando a identificare gli UFO come aeroplani militari in esercitazione. Molti casi ufologici identificati che legano ricaduta di chaff ad avvistamenti UFO/aeroplani sono presenti nel famoso Project Blue Book, che raccolse i risultati di una serie di studi condotti sugli UFO dell’aeronautica militare statunitense (USAF) tra il 1947 e il 1969. Il Project Blue Book è per fortuna consultabile online per chiunque volesse verificare queste affermazioni.

Cosa avvenne dunque nei cieli di Firenze mercoledì 27 ottobre 1954? Con ragionevole certezza su Firenze erano in volo degli aeroplani militari che durante la loro esercitazione dispersero chaff che ricadde al suolo. E così potrebbe sicuramente concludersi la nostra ricerca, ma vogliamo aggiungere un’ultima ciliegina CICAP sulla torta.

È veramente possibile che ci fossero degli aeroplani militari in esercitazione in quel periodo proprio in quella zona d’Italia? Sicuramente sì, ad esempio nel porto di Livorno in quel periodo era attraccata la portaerei americana USS Lake Champlain (CV-39), con lo squadrone di aeroplani militari VF-84 Sidewinders, che proprio dal 21 al 27 ottobre del 1954 si esercitarono nei cieli italiani. Ebbene sì, proprio il 27 ottobre del 1954.

Desiderate conoscere a questo punto i nomi dei piloti che dispersero chaff su Firenze? Fino a questo dettaglio non sono ancora arrivato, teniamo però conto che questi ultimi dati hanno solo il modesto obiettivo di mostrare che sulle nostre teste hanno volato (e volano) per esercitazione degli aeroplani militari, che possono quindi generare avvistamenti ufologici e disperdere chaff. Che poi fossero proprio i VF-84 Sidewinders in attracco a Livorno la causa degli avvistamenti fiorentini per ora non ne ho la certezza, ma ad ogni modo mi accontento di aver proposto una soluzione a un caso che fino ad oggi è sempre stato dichiarato aperto e irrisolto da tutti gli studiosi che se ne sono interessati. Accetterà questa identificazione la comunità degli ufologi?

Immagine: gli UFO durante la partita di calcio, disegno di Silvio Neri

30 pensieri riguardo “1954: UFO e bambagia silicea su Firenze

  • 6 Dicembre 2016 in 10:32
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    Io non mi fiderei dei fiorentini, fanno sempre tutto al contrario di quegl’altri, tutta l’Italia Vota NO, loro votano Sì, sono un poco dementi, poi se li metti dentro ad uno stadio ancora peggio.

    Ma venendo al dunque, nessun altro oltre i tifosi vide gli oggetti volanti non identificati? Fuori dello stadio avranno visto qualcosa, anche altri no? :\

  • 6 Dicembre 2016 in 10:29
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    Sono tra di noi e nessuno può vederli…………………gli alieni?! No! Gli evasori fiscali! 😀

  • 6 Novembre 2016 in 00:35
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    Gabriele,
    grazie, l’articolo lo conoscevo, per cortesia riporta in chiaro in punti contrastanti a tuo avviso (pregandoti di leggere i commenti già fatti e le risposte già date).

    Grazie

  • 5 Novembre 2016 in 19:50
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    Confrontando le vostre osservazioni con queste, mi sembra che ci sia ben poco che possa sostenere le vostre conclusioni.

    -Il più importante caso di avvistamento UFO in Italia è avvenuto proprio a Firenze, ed esattamente sopra lo stadio Artemio Franchi, nel 1954.

    Si tratta di un caso particolarmente celebre e rilevante non solo per il numero e l’entità di “oggetti non identificati” avvistati il 27 ottobre di quell’anno ma soprattutto per il numero di testimoni presenti all’avvenimento: lo stormo di presunti dischi volanti appare infatti nei cieli di Firenze sopra lo stadio Franchi, nel primo pomeriggio, momento in cui si stava disputando l’incontro Fiorentina – Pistoiese: ben 12.000 spettatori (più i giocatori e l’arbitro naturalmente!) furono testimoni dell’insolito evento e tale fu lo sbalordimento generato che il match calcistico dovette essere sospeso.
    Ufo su Firenze: notizia sul giornale

    Avvistamento UFO sullo Stadio di Firenze

    Tutto comincia quando, nel primissimo pomeriggio, Alfredo Jacopozzi, studente di ingegneria, chiama la redazione del quotidiano “la Nazione”, per avvisare dell’avvistamento di diversi dischi volanti nei cieli di Firenze. Secondo le testimonianze, i supposti UFO (per un totale di sei) si aggirano anche sui tetti del centro storico, apparendo bianchi, tondi, lucidi e sfrecciando più veloci di un aereo, ma soprattutto, lasciando cadere al loro passaggio “fiocchi” simili alla bambagia. Gli avvistamenti si moltiplicano in tutta la città, mentre le “ragnatele lucenti” continuano a cadere al suolo.

    Subito dopo gli oggetti non identificati appaiono sopra lo stadio Franchi, avvenimento che ci rimane vivido nel racconto di Romolo Tuci, presente in quel momento in campo come capitano della Pistoiese. Tuci ricorda come l’attenzione dei calciatori venne attratta all’improvviso dallo strano comportamento degli spettatori che, invece di guardare la partita, stavano col naso per aria a guardare il cielo. Tuci ricorda di aver osservato lui stesso dei piccoli anelli lontani.

    A differenza di molti altri casi simili, quello di Firenze risulta particolarmente interessante sia per il numero di testimoni presenti all’evento (basti pensare agli spettatori presenti in quel momento al Franchi), che rendono molto credibile la veridicità dell’avvistamento, sia per la singolare presenza di quella sorta di “bambagia” che fu raccolta sia dallo Jacopozzi che da diversi giornalisti.

    I curiosi filamenti bianchi, una volta raccolti in provetta, apparivano simili ai fili del baco da seta, luccicavano e si mostravano appiccicosi aderendo al vetro del contenitore. I reperti vennero analizzati dal professor Giovanni Canneri, direttore dell’Istituto di Chimica Analitica dell’Università di Firenze assieme all’assistente, il professor Danilo Cozzi. Dall’analisi microscopica e spettrografica risultò che si trattava di una sostanza che presentava una notevole resistenza alla trazione e alla torsione oltre che al calore, in ciò molto simile alle fibre di vetro usate come rivestimento dei veicoli spaziali terrestri. Il responso finale fu che la composizione prevalente era Boro, Silicio, Calcio e Magnesio: l’ipotesi fu quella di trovarsi di fronte ad una sorta di pyrex (vetro boro-silicico).

    Gli avvistamenti di presunti UFO su Firenze e dintorni si ripeterono nei giorni seguenti, con relativa caduta di filamenti di bambagia lucentissima: Pontassieve, Scarperia, San Mauro a Signa e molte altre località furono interessate, ma soprattutto Calenzano, dove il 29 ottobre, pochi minuti dopo le 13, fu segnalata la caduta degli strani filamenti provocata dal passaggio di un gruppo di UFO diretti verso Firenze passando sopra il Monte Morello.
    Notizia bambagia aliena su quotidiano

    Notizie sulla “bambagia aliena” apparsa sul giornale nel 1954

    Molte furono le ipotesi tirate in ballo per spiegare in maniera scientifica quello che sembra ancora, a distanza di tanti anni, un fatto, ancorchè inspiegabile, sicuramente credibile quanto al suo effettivo avvenimento. Dagli esperimenti aeronautici a quelli nucleari, dai residui spaziali in collisione con l’atmosfera terrestre ad un a fuga di materiale da una vetreria dovuta al vento, le opinioni furono molte, ma a tutt’oggi non è stata raggiunta alcuna conclusione condivisa.

    L’edizione della Nazione del giorno successivo, il 28 ottobre 1954, diede molto rilievo all’eccezionale avvenimento, riportando alcuni particolari molti precisi. Secondo la descrizione riportata in cronaca, l’avvistamento si verificò alle 15.27 e non durò più di un minuto, durante il quale “i due oggetti rotondi e lucenti,di colore grigio metallico,si muovevano ad elevata velocità e procedevano in linea retta da Sud a Nord. Si distingue una corona circolare esterna che gira vorticosamente intorno al proprio asse, formato dalla parte centrale di colore più chiaro.

    Ad un certo punto il primo oggetto si fermò,pur continuando il proprio moto rotatorio, l’altro prosegue il suo cammino diminuendo la distanza che li separava, giunto perpendicolarmente sulla Torre di Maratona si arrestò mentre il primo riprese la sua corsa procedendo però a scatti zig-zagando.

    Ad un tratto però invertirono repentinamente la direzione e ripassarono sulle teste degli spettatori,riattraversando lo stadio in tutta la sua lunghezza e scomparvero verso Sud procedendo ad una velocità superiore a quella di qualunque aereo conosciuto“.

    http://www.fittel.it/gli-alieni-a-firenze-ufo-avvistati-sopra-il-franchi.html

  • 23 Novembre 2014 in 11:17
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    Caro Aldo, le foto che mostro sono 3 all’inizio del post e poi nei commenti mostro dov’è l’oggetto nella prima delle 3 immagini cerchiandolo in rosso. Se vuoi posso mandarti le foto originali.
    Scorri e leggi i commenti, perchè nei commenti ho ritagliato il dettaglio dell’oggetto che è presente nelle 3 immagini.

    Riporto il link del post con i commenti:
    https://www.facebook.com/francesco.grassi66/posts/539785832822619

    La mia non è una “scoperta”, è un’esperienza che possono fare tutti guardando il cielo con attenzione e con la mente aperta alla magia del quotidiano e della “normalità”.
    Oggi come oggi aeroplani che solcano il cielo a miglialia di metri di altezza ce ne sono decine e centinaia tutti i giorni, l’esperienza visivo/sonora che riporto è alla portata di tutti.
    Se le persone (o peggio ancora se si tratta di noti ufologi che si scervellano da anni sul “problema UFO”) si stupiscono del fatto che migliaia di testimoni avrebbero scambiato aerei di forma normale per dischi volanti, ciò vuol dire che non hanno conoscenza di come funziona l’ottica e la fisica pur potendo fare tutti i giorni l’esperienza che ho riportato io (senza dover studiare necessariamente ottica e fisica).
    Nascondere ciò dietro l’ironia invece di ringraziare per aver appreso qualcosa in più, non aiuta.

  • 22 Novembre 2014 in 23:33
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    Caro Francesco, dopo quasi 48 ore di estenuanti tentativi di trovare una prova che mandasse all’ aria la Tua ultima scoperta, devo gettare la spugna e ammettere la Tua vittoria e la mia sconfitta: nella Tua foto non si vede un beneamato razzo, e questo dimostra in modo scientificamente inoppugnabile che gli UFO non esistono!! Sob! Sob!! Sob!!! E io che avevo comprato l’ abbonamento allo Stadio perché un Contattista mi ha detto che avrebbero lanciato presto sullo Stadio di Firenze, a conferma della loro visita del 27 Ottobre del 54, una pioggia di Euro da 500!

  • 21 Novembre 2014 in 10:15
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    51m0, attenzione che ti prendono sul serio 🙂

    Approfondimento su: “E nello Stadio, di testimoni, ce n’ erano migliaia. Tutti questi hanno scambiato degli aerei americani da guerra, di forma normale, per dischi volanti.”

    Il 19 novembre alle 16.35 ho fotografato un oggetto discoidale bianco in cielo e non sentivo alcun rumore. Qui il post pubblico su FB:
    https://www.facebook.com/francesco.grassi66/posts/539785832822619

    Da qui i miei commenti con dettaglio fotografico dell’oggetto discoidale bianco che non faceva rumore:
    https://www.facebook.com/francesco.grassi66/posts/539785832822619?comment_id=539868259481043&offset=0&total_comments=28

    Era un aeroplano e lo specifico nei miei commenti:
    ——–
    Da terra un qualsiasi aeroplano che vola a una certa altezza in condizioni di luminosità adeguate, può apparire tranquillamente come un oggetto discoidale biancastro che non emette alcun rumore. Fotografato con fotocamere moderne non dà informazioni aggiuntive. Non dovrebbe suonare poi così strano il fatto che migliaia di persone nel 1954 abbiano visto due “cose” così che si inseguivano nel cielo dalle quali sia poi caduto chaff/bambagia.
    E’ un’esperienza che chiunque può fare, basta guardare il cielo e ragionare un attimo.

  • 19 Novembre 2014 in 18:19
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    Noo no no, vi state tutti sbagliando. Gli elementi fin qui raccolti dimostrano incontrovertibilmente che si tratta di tentativi sperimentali per mettere a punto le scie chimiche approntate 20-30 anni dopo. SVEGLIA!!11!1!!!!
    😉

  • 18 Novembre 2014 in 17:02
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    Aldo Grano, ma hai letto veramente bene il mio articolo? Il testo del link che hai incollato contiene una serie di non sequitur che non sto qui a sviscerare. Gli ultimi miei commenti su tela di ragno e chaff chiariscono ulteriormente i contenuti di questo articolo su queryonline.

  • 15 Novembre 2014 in 18:34
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    Mi pare che a questo punto tutti i tasselli combacino, ottimo lavoro.

  • 15 Novembre 2014 in 17:49
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    Grazie Gian Paolo Barsi.

    Aldo Grano, se rileggessi molto bene quello che è scritto nell’articolo, eviteresti di inventare ad arte il nuovo caso della “pallottola magica” di Kennedy applicato questa volta agli UFO di Firenze.
    Mi rendo conto che sfugge a molti e sicuramente anche a te, ma la forma di come appare un oggetto ai testimoni dipende da numerosissimi fattori, fra cui:
    – distanza fra l’osservatore e l’oggetto (riguarda i primi 4 commenti di questo articolo)
    – posizione dell’oggetto (un semplice cubo che si libra e ruota in aria con quale forma appare? E un aeroplano? Un aeroplano che si libra e assume diverse posizioni in aria a svariati km di altezza?)
    – grado di foschia
    – condizioni di luminosità

  • 15 Novembre 2014 in 16:32
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    Grazie Marco Bruno, la tua domanda mi consente di aggiungere un altro tassello interessante, effettivamente lo scritto del 27 ottobre 1954 di Canneri riporta: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio.

    Ma grazie alla collaborazione con l’amico Paolo Toselli del CISU, dispongo della lettera che Canneri dell’Università di Firenze inviò in una risposta all’ufologo Renato Vesco il 14 marzo 1955.
    In quella lettera più dettagliata Canneri riporta:
    “[…] Il responso spettrografico, interpretato con le più rigorose cautele, mostrò le righe inequivocabili dei seguenti elementi nell’ordine decrescente di intensltà relativa: Calcio, Silicio, Alluminio, Magnesio, Ferro , Boro. […]”

    La lunghezza dei filamenti non è riportata, solo il peso, però ti aggiungo un reperto video (“La settimana Incom 01166 del 04/11/1954”) dal quale puoi vedere di che cosa si parlasse (non fare riferimento a quello che si vede intorno al secondo 23, quelle sono tele di ragno, ma guarda quelle successive, secondi 24-26):
    http://youtu.be/PBIy6PXsPMQ

    Nei campi di Firenze conviveva sia tela che chaff, infatti nel documentario dell’epoca all’inizio Righini mostra tele e poi sulla pianta e sui campi viene mostrato chaff. Eravamo in ottobre e quindi il periodo è assolutamente coerente con il fatto che fossero piovute anche tele di ragno, ma l’avvistamento ufologico è strettamente interconnesso con la bambagia/chaff che videro cadere i testimoni.

  • 15 Novembre 2014 in 09:22
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    Ho solo un dubbio. Sono esperto di elettromagnetismo e microonde. Per quanto ne so, il chaff per essere efficace deve essere conduttivo; preferibilmente, essere composto da fili lunghi lambda/2 alla frequenza del radar di intercettazione. Per un radar a 9 GHz, circa un centimetro e mezzo, oppure un multiplo dispari di questa lunghezza. C’è qualche accenno alla lunghezza dei filamenti?
    Se i fili fossero stati di fibra di vetro metallizzata l’analisi chimica avrebbe dovuto rivelare un contenuto di alluminio o rame. Invece si parla solo di boro, calcio, magnesio, silicio.

  • 14 Novembre 2014 in 23:52
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    Non sono un ufologo, e, purtroppo, ho varcato gli ottanta anni. Ma non mi ricordavo l’episodio dello stadio di Firenze. Mi pare che le osservazioni e le spiegazioni esposte da Francesco Grassi siano assai plausibili. Se posso aggiungere qualcosa, direi che i servizi sensazionalistici proposti (mi viene alla mente Maurizio Crozza con Kazzenger) dalla TV e dai media, debbano essere valutati per quello che sono e che vogliono essere: voglia di stupire e di moltiplicare l’audience o la tiratura, non di giungere a risultati probanti e sicuri. Certamente meraviglia molto il fatto che in uno stadio non ci fosse una macchina fotografica, cosa oggi impensabile con l’avvento delle compatte e soprattutto dei telefonini e dei tablet capaci di documentare e filmare (magari purtroppo anche di taroccare al computer) senza dover ricorrere a testimonianze di centinaia o più di persone che poi non approdano a conclusioni inequivocabili. Com’è ben noto. In 60 anni qualcosa sarebbe dovuto uscir fuori.

  • 14 Novembre 2014 in 19:21
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    Caro Francesco, At sea, credo che voglia dire “in mare”. Per esercitazioni della flotta (non sono bravissimo in Inglese, ma mi pare la traduzione sia questa).Quindi, perché la Tua ipotesi abbia una “ragionevole certezza”, bisogna che una pattuglia di Sidewinders si sia staccata all’ ora di pranzo durante l’ ultimo giorno di esercitazione (27 Ottobre 1954) e si sia diretta da Livorno a Firenze ad alta quota, per non essere avvistata da terra e, magari, nemmeno dai nostri radar. Poi, all’ altezza di Prato, si sia abbassata per farsi vedere dai Pratesi. Proseguendo a bassa quota è passata su Sesto Fiorentino (che è circa a metà strada tra Prato e Firenze), e Vi abbia sganciato sopra dello Chaff. Poi, per farsi vedere meglio (se da uno Stadio pieno per una partita si vede un aereo, dall’ aereo vedono benissimo uno stadio pieno) abbia sganciato una discreta quantità di Chaff sullo Stadio. Inoltre ha sganciato due tipi di Chaff diversi, perché una sostanza che esercita una “notevole resistenza alla trazione” in laboratorio, non può essere, nel nostro mondo, la stessa sostanza che si dissolve a contatto con le mani secondo centinaia di testimoni. E nello Stadio, di testimoni, ce n’ erano migliaia. Tutti questi hanno scambiato degli aerei americani da guerra, di forma normale, per dischi volanti. Se usi lo stesso scetticismo che, in questa stessa pagina, sulla destra, il CICAP usa verso le “prove” del ritrovamento dei resti dell’ aereo di Amelia Earhart, capisci che le Tue prove, se le porti qui a Firenze, magari in una platea dove ci siano dei testimoni viventi, per quanto ultraottantenni, causerebbero un fenomeno paranormale alquanto diffuso a nella mia citta: quello di far ridere i polli.

  • 14 Novembre 2014 in 12:59
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    Per Aldo:
    quella pubblicata sembra possibile, e plausibile, spiegazione di quanto accaduto.
    Un’altra possibile spiegazione coinvolge un incrociatore interstellare proveniente da Sirio ormeggiato nei pressi di Giove, alcuni intercettori stellari staccatisi da questa, e una semina di materiale genetico verso un piccolo pianetino ricco d’acqua.
    … mi sembra più accettabile la prima

  • 14 Novembre 2014 in 12:28
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    “Egli ha per lungo tempo osservato attentamente i due oggetti bianchi a forma oblunga , come i famosi “sigari” che hanno sostato nel cielo poi, improvvisamente, quasi roteando su se stessi, sono partiti scomparendo dal suo sguardo in men che non si dica. La sua versione è stata confermata da diverse signore che abitano nella piazza e da numerosi frequentatori del bar “Cini” e del bar “Sport”. Nella zona della Pietà abbiamo interrogato due giovani che si trovavano di passaggio: Ongaro Gherardo di Grignano e Dante Santetti di Signa, anche i due giovani ci hanno fatto la stessa descrizione. Sta di fatto che centinaia di persone hanno visto i famosi dischi e non può certo trattarsi di un caso di illusione collettiva quantunque non si possa accertare l’origine e la specie degli strani oggetti.” Caro Francesco, mi pare che Tu pigli per buone le testimonianze che Ti tornano, scartando quelle che Ti smentiscono. Abitudine che non è solo del CICAP, ma anche di noi Creduloni. Senti, ce l’ hai un comunicato ufficiale dell’ Aeronautica Militare Italiana o di quella Statunitense che confermino le esercitazioni e proprio come spiegazione di questi episodi? Mi sembra strano che, a distanza di 60 anni, queste due benemerite Armi continuino a consentire ai Creduloni di annoverare Firenze a Capitale Mondiale degli avvistamenti UFO. Il link, tra l’ altro, che hai messo, parla di una esercitazione del 28 Settembre 1954, un mese prima. (In ogni caso la Nazione scrive gli articoli a caldo, il giorno dopo gli eventi). Non mi pare che questa sia una “ragionevole certezza”. Un comunicato ufficiale di una delle due Aeronatiche (?) o la testimonianza scritta di un pilota che il 27 Ottobre 1954 volò con altri in stormo tra Sesto Fiorentino, Prato e Firenze sganciando ciaffate di CHAFF sullo Stadio Comunale (dì alla BBC che all’ epoca non si chiamava Artemio Franchi), tanto per passare inosservato (ma si sa, allora, non esistevano gli Sciatori Chimici tra i Creduloni) taglierebbe non solo la testa al toro, ma anche i testicoli ai Creduloni.

  • 14 Novembre 2014 in 11:03
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    Grazie Aldo.
    le descrizioni degli articoli confermano la mia soluzione.

    http://anticoastronauta.blogspot.it/2011/06/avvistamenti-di-ufo-ottobre-novembre.html
    […] “in mezzo al cielo è apparsa la “ cosa”. Una cosa bianca, tonda, lucida, immobile con tutta l’aria dei palloncini che sfuggono ai venditori nella calca delle fiere paesane e che sono destinati alla breve gloria di un volo che finisce in genere con uno scoppio.”

    Nuvola di chaff espulso.

    “Cercavamo di attribuire alla cosa un valore eccezionale, ma non ci riuscivamo. Era un palloncino e basta. Sennonché ad un tratto, tra l’oggetto fermo e la cupola del duomo, è sfrecciato rapidamente proveniente, diciamo dalle Cascine diretto a Rovezzano, un altro palloncino bianco. Velocissimo.”

    L’aereo che aveva espulso il chaff o quello che inseguiva durante l’esercitazione.

    “Qualcuno aveva visto un disco aprirsi e dividersi in tre pezzi che avevano proseguito la corsa l’uno indipendentemente dall’altro.”

    Espulsione di chaff (i tre pezzi).

    “Ma subito dopo il passaggio dei tre oggetti, sul cielo, erano state notate come delle ragnatele lucenti che cadevano lentamente al suolo: tali regnatele si erano posate sugli alberi, sui fili della luce, un po’ dappertutto.”

    Il chaff è ricaduto arrivando al suolo nella sua forma filiforme.

  • 12 Novembre 2014 in 18:20
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    Per completezza, visto che non è direttamente indicato nell’articolo, aggiungerei due note.

    1) Lo squadrone Sidwinder all’epoca volava con i Grumman F9F5 Panther. Si trovano varie foto facilmente anche online. Era un aereo dalla sagoma abbastanza tozza. Bisogna capire effettivamente cosa potevano vedere e interpretare i testimoni dell’epoca, considerando che erano i primi anni in cui volavano aerei a reazione.
    Qui c’è una foto dei Panther sulla Champlain nel 1953. Notate anche i colori: nero e alluminio.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Grumman_F9F_Panther#mediaviewer/File:F9F-5_VF-111_CVA-39_1953.jpeg

    2) Curiosamente la portaerei Lake Champlain incrocerà poi una astronave, stavolta vera, essendo stata utilizzata per il recupero delle capsule Mercury.

  • 11 Novembre 2014 in 12:42
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    Non mi risultano fotografie dell’evento e se anche ci fossero probabilmente non aggiungerebbero informazioni a quello che “videro” i testimoni. Se le trovi fammi sapere.
    In questo caso abbiamo evidenza incontrovertibile di caduta chaff dopo aver visto due oggetti che si inseguono in cielo.
    Se cade chaff allora non può che essere stato espulso da aeroplani militari. Si può fare 2+2.

  • 11 Novembre 2014 in 12:11
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    Capisco. Quindi, considerando che si trattava di uno spettacolo non comunissimo come oggi (al quale infatti non facciamo quasi più caso), è plausibile che possa aver provocato un tale abbaglio collettivo. Occam sarebbe soddisfatto, io lo sarei ancor di più potendo visionare qualche immagine dell’evento. Sembra strano che durante una partita di calcio (pur degli anni ’50) non fossero presenti fotografi pronti a immortalare l’evento…

  • 10 Novembre 2014 in 23:24
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    No, mi riferisco all’oggetto volante che si trova alla fine della striscia.

  • 10 Novembre 2014 in 21:06
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    A cosa ti riferisci? A quella sorta di cirro che sembra incrociare la rotta dell’aereo?

  • 10 Novembre 2014 in 15:17
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    L’ipotesi dello chaff è sensata, ho solo una perplessità: nell’articolo della BBC si parla di UFO ovali, bisognerebbe essere orbi per confonderli con aeroplani… Non è che in quel momento ci fossero dirigibili o palloni sonda in giro? O sono le masse di chaff stesso a poter assumere quella forma ovale?

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