18 Maggio 2024
News

Il Diavolo all’università? Il CICAP dice no

Oggi 27 gennaio, presso l’Università di Bari, si terrà la presentazione del libro Come difendersi dal diavolo, di Patrizia Cattaneo, alla presenza del rettore Uricchio, che introdurrà l’incontro, e di altri docenti dell’ateneo.

Il volume raccoglie una serie di conversazioni dell’autrice con l’esorcista Cipriano De Meo, che interverrà a sua volta nella presentazione barese. Secondo l’autrice, il diavolo si manifesta oggi in molti modi diversi: oltre alle possessioni e alle materializzazioni di oggetti di origine demoniaca, il pericolo verrebbe dall’attività degli operatori dell’occulto, dalla musica rock e perfino dai capi di abbigliamento più trasgressivi.

Il CICAP ritiene del tutto inopportuna l’organizzazione di un evento di questo tipo in un’università pubblica, a maggior ragione poiché esso si svolge alla presenza e quindi con l’implicita approvazione delle sue massime autorità. È del tutto legittimo che una persona creda all’esistenza del diavolo e al potere degli esorcismi, ma l’università, in quanto istituzione educativa e scientifica dovrebbe proporre un sapere che si fondi sull’esame razionale e obiettivo delle prove, non sull’adesione a un credo religioso.

Ci auguriamo che studenti e docenti dell’Università degli studi di Bari non tardino a manifestare la propria disapprovazione per un uso così poco oculato delle risorse pubbliche e che gli organismi dirigenti dell’ateneo riconoscano al più presto l’inopportunità dell’iniziativa.

Il CICAP è un’associazione scientifica ed educativa, fondata da Piero Angela nel 1989, insieme a Margherita Hack, Rita Levi Montalcini ed Edoardo Amaldi. Svolge un lavoro di verifica delle notizie, indaga su casi insoliti e apparentemente misteriosi e diffonde pubblicamente i risultati del proprio lavoro. Al CICAP aderiscono, tra gli altri, Umberto Eco, Silvio Garattini, Tullio Regge, Edoardo Boncinelli e Umberto Veronesi.

Foto di Donovan Reeves da Unsplash

23 pensieri riguardo “Il Diavolo all’università? Il CICAP dice no

  • Chissà come mai l’università di Bari è oltre il 601 postonella classifica delle migliori università?
    Proprio non riesco a capirlo!!
     
    http://doiop.com/jo57

    Rispondi
  • Bhe…probabilmente per laurearsi all’università di Bari bisogna farsi benedire, appellarsi ai santi e scacciare il demonio (solitamente insito in ogni studente che si dedica a feste prive di ogni morale invece di studiare)

    Rispondi
  • a me risulta che l’universita’ di bari sia gemellata con il politecnico di torino…..citta’ demoniaca per eccellenza.

    Rispondi
  • “Il Diavolo all’università? Il CICAP dice no”

    e il diritto allo studio va a farsi benedire

    Rispondi
  • Per Fabio, errata corrige: “e il diritto allo studio va a farsi benedire” va scritto: ” e il diritto allo studio va a farsi esorcizzare”.

    Rispondi
  • Se è per questo, in Gran Bretagna, Usa e Francia esistono corsi di astrologia nelle università.
    Che la ciarlataneria e la new age, nella sua accezione più vasta, sia entrata anche nelle università e nei centri di ricerca (pensiamo al nostro CNR) è un fatto ben noto ed è un problema mondiale. Del resto, ci sono persone con lauree scientifiche che, nel loro corso di studi, hanno solo memorizzato una serie di formulette e di nozioni senza aver minimamente sviluppato una conoscenza del metodo scientifico né una forma mentis scientifica.
    Pazienza: con la ciarlataneria e l’ignoranza bisogna convivere. 
     

    Rispondi
  • Ringrazio Aldo della informazione, molto interessante.
    Con una breve ricerca su Gooogle si trova che la professoressa Betti docente del corso, è anche esperta di agricoltura biodinamica. Sarebbe interessante approfondire i risultati delle sue ricerche a favore dei rimedi omeopatici sulle piante, considerando che queste non subiscono l’effetto placebo. Quì c’è una sua intervista: http://www.omeovet.it/omeopatia/38-attualita-cronaca/85-le-piante-sono-sensibili-ai-farmaci-omeopatici.html
    Mi fa sorridere che alla fine dica che il dibattito sulla fondatezza dell’omeopatia “non scaturisca da interesse e volontà di conoscere, ma piuttosto sia supportato da interessi economici ed accademici e quindi non “produttivo” “, quando leggendo il suo corriculum vitae su unibo(http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?TabControl1=TabCV&mat=015751) più o meno al centro, dove elenca le sue attività di ricerca, si legga: “lo studio degli effetti di composti naturali sulle proprietà nutraceutiche della fragola e sulla sua resistenza a Botrytis cinerea in agricoltura biologica (“Effetti di preparati omeopatici sulle piante e loro potenziale applicazione in agricoltura”, finanziato dal Laboratoires Boiron srl per gli anni 2009-2010)”.
    A questo punto mi piacerebbe che il Comitato dicesse la sua!

    Rispondi
  • Secondo me l’agro-omeopatia ha senso: nessuno ha mai detto che l’acqua non faccia bene alle piante! 

    Rispondi
  • Caro 51, forse hai già visto questo articolo, Te lo linko. Non perché neutrale, ma perché riporta la Letteratura, per quanto scarsa. E, aggiungerei, quasi tutta su riviste omeopatiche, il che vi fa storcere il naso. Ma il lavoro n. 8 è apparso su Science. Questo per documentazione. Sappi che, al momento attuale, l’ uso di preparati Omeopatici in Agricoltura si va diffondendo in modo esponenziale in tutti i Continenti, senza adeguata ricerca e pubblicazione dei dati, anche perché non interessa molto agli Agricoltori dimostrare che l’ Omeopatia funzioni, ma ottenere buoni risultati a basso costo. Ed è questo il limite dell’ Omeopatia, anche in Campo Umano e Animale, dove i controlli sono maggiori.
    http://www.fiamo.it/pdf/Omeopatia_e_piante.pdf

    Rispondi
  • X Grano:
    Omeopatia? Lei è totalmente off-topic.
     
    X Fabio:
    Il diritto allo studio non è quello di poter sentire un comizio che propaganda superstizione ed oscurantismo in un’ università pubblica, che dovrebbe essere il tempio della conoscenza e della scienza.
     
    Se no per lo stesso “diritto allo studio” dovrebbero dare spazio anche ai guaritori filippini, ai maghi, a scientology, etc.

    Rispondi
  • X Astaroth
    era semplicemente una battuta: il diavolo vuole andare all’uni qualcuno gli dice no negandogli il diritto allo studio (farsi benedire, diavolo). Scusate se sono stato innoprtuno

    Rispondi
  • X Fabio
    L’ho capita ora, mi sento un creitino.

    Rispondi
  • Bari?Diavolo? per fortuna in zona c’e’ De Vincentiis.

    Rispondi
  • @Luk: Verissimo: Armando è l’ unico Esorcista degli Esorcisti, ovvero l’ unica persona in grado di snidare il Demone dell’ Esorcismo dagli Esorcisti.

    Rispondi
  • Esatto ALdo, ed io in controtendenza consiglio vivamente “L’indemoniata.Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione”naturalmente di De Vincentiis .Attento Aldo, non farti ingannare dalla parola “possessione”non montarti la testa 😉 si parla di “sindrome “mi spiace!!!!Ciao.

    Rispondi
  • Pingback: Il nuovo squadrismo | Libertà e Persona

  • sigh dovrò bruciare tutti i miei testi universitari, là non conoscono i principi!? metodi!? e fini!? dell’omeopatia, come farò come farò, una decade di studi buttata al vento, consigliatemi dove posso studiare l’omeopazzia dove?
    mabafanghiu!!!!!

    Rispondi
  • Pingback: Squadrismo 2.0 | Informare per Resistere

  • Pingback: I segnalibri 30 – Bufale blu, esorcismi e negazionisti

  • come scoprire la presenza del demonio?: dall’assenza della Fede cristiana e dall’assenza di Cristo Gesù “lucem gentium” in questo mondo neo-pagano, letteralmente svuotato dalla presenza del Signore Gesù. Basta svuotarne il significato salvifico e il gioco è fatto: scienza, sette, politica, IL MONDO insomma. La sua principale area di influenza è nella psiche umana, generando il “Vulnus Intelligentiae”, dovuto al peccato del genere umano, ovvero mancanza di capacità a comprendere il bene, generando così disastri in ogni campo

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *