Morto Harold Camping, pluri-predicatore della fine del mondo

È morto il 15 dicembre, all’età di 92 anni, il celebre predicatore evangelico fondamentalista Harold Camping, californiano, fondatore dell’emittente “Family Radio” dai cui microfoni più volte predisse la fine del mondo, l’ultima volta fissata per l’ottobre 2011. Di apocalissi, Camping se ne intendeva. Aveva iniziato a parlarne in un libro del 1970, The Biblical Calendar of History, basandosi su una cronologia biblica che fissava la creazione del mondo nell’anno 11013 a.C. e il Diluvio universale nel 4990. Su quelle basi, si spinse a sostenere che il mondo sarebbe finito nel settembre 1994. Quando la data passò senza conseguenze, rifece i calcoli e posticipò l’apocalisse al 25 dicembre dello stesso anno. Non accadde nulla, e per un po’ di Harold Camping non se ne sentì più parlare. Poi, nel 2010, all’interno del programma radiofonico “Open Forum” dell’emittente da lui fondata, “Family Radio”, Camping tornò a farsi sentire proponendo una nuova data: 21 maggio 2011.

Il tutto sulla base di numerologie bibliche fantasiose ma in grado di convincere numerosi fedeli ascoltatori della radio. Tra questi Robert Fitzpatrick, ex dirigente in pensione di un’azienda di trasporti pubblici di New York, che aveva devoluto circa 150mila dollari per tappezzare le metropolitane e gli autobus della Grande Mela con cartelloni che annunciavano l’imminente Giorno del Giudizio. Cartelloni che erano giunti anche in Italia, affissi in diverse stazioni della metropolitana delle principali città. I soldi non sono mai mancati a “Family Radio”. Nel 2009 l’emittente aveva dichiarato al Fisco americano 104 milioni di dollari, di cui 18,3 milioni di sole donazioni. Un ex impiegato di “Family Radio”, Matt Tuter, oggi responsabile di progetti internazionali, stima che la campagna pubblicitaria sul giorno del giudizio sia costata intorno ai 100 milioni di dollari, ricavati in buona parte dalla vendita di proprietà.

Camping era stato preciso: il 21 maggio 2011 si sarebbe verificato il rapture, ossia il “rapimento” da parte del Signore dei 144.000 prescelti a cui sarebbe stato risparmiato il periodo di flagelli e orrori che avrebbe anticipato la fine del mondo, fissata al 21 ottobre. Ma, il giorno dopo, non risultando sparizioni in massa di esseri umani, Camping si era sentito in dovere di chiarire la questione nel suo programma radiofonico. “Il giorno del giudizio è di tipo spirituale”, aveva rivelato, ribadendo che i suoi calcoli prevedevano la fine effettiva del mondo cinque mesi dopo, il 21 ottobre. “Il Signore ha voluto risparmiare alla terra cinque mesi di sofferenze”, sentenziò.

Il 9 giugno, tuttavia, Harold Camping veniva colpito da un ictus  nella propria casa di Alameda, vicino Oakland, in California. Alla fine di quel mese si decise di chiudere il suo programma “Open Forum”. Dopo una lunga degenza in una casa di cura, Camping aveva fatto ritorno a casa, riacquistando gradualmente la capacità di parlare. Ma l’essere scampato alla morte non aveva impedito al novantenne predicatore di restare fermo nelle sue convinzioni: “Credo che ci stiamo davvero avvicinando alla fine”, aveva annunciato a pochi giorni dal 21 ottobre 2011. “I vostri bambini e i vostri cari moriranno tranquillamente” e “i veri credenti conquisteranno il nuovo cielo e la nuova terra”, tenne a precisare. “So che il mio lavoro è stato fatto. Addio e che Dio benedica tutti voi”.

Non accadde nulla nemmeno il 21 ottobre. Dopo diversi giorni di silenzio, in un breve intervento di cinque minuti sulla sua radio Camping decise di scusarsi: “Decisamente, non avrei dovuto dire una cosa del genere”, tenendo comunque a precisare che la sua ricerca personale sulla Bibbia era lontana dall’essere conclusa: “Dobbiamo essere molto pazienti sul tema della fine del mondo. Dio possiede la verità, non noi”. Poi, qualche mese dopo, la decisione di abbandonare definitivamente la sua carriera di profeta dell’apocalisse: “Dobbiamo apertamente riconoscere di non avere alcuna nuova prova di un’altra data per la fine del mondo”, scrisse in una lettera. “Per quanto molte date stiano circolando, Family Radio non ha alcun interesse a prendere in considerazione un’altra data. Dio ci ha spinti a essere più umili attraverso la lezione del 21 maggio, per continuare anche più ferventemente nel cercare nella Bibbia, non per trovare date, ma per essere più fedeli nella nostra comprensione”. Si trattava di una chiara presa di posizione contro l’ipotesi di una nuova data apocalittica da fissare per il 21 dicembre 2012. Camping è rimasto fedele alla sua ultima promessa e non ha lasciato ai suoi seguaci, con la sua morte, l’attesa di un nuovo giorno del giudizio.

Roberto Paura

Dottore di ricerca in Fisica, con specializzazione in comunicazione della scienza, laurea in Relazioni Internazionali, è giornalista scientifico per diverse testate ed è stato consulente per la comunicazione della Città della Scienza di Napoli. Dal 2013 è presidente dell'Italian Institute for the Future. Socio CICAP dal 2011.

4 pensieri riguardo “Morto Harold Camping, pluri-predicatore della fine del mondo

  • Pingback:Dicembre 2013. Morto il predicatore evangelico fondamentalista dell’apocalisse | favisonlus

  • 18 Dicembre 2013 in 11:23
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    “Matt Tuter,…, stima che la campagna pubblicitaria sul giorno del giudizio sia costata intorno ai 100 milioni di dollari”.
    Sarebbero bastati una decina di matti col classico cartello “La Fine è Vicina”: più economici e stesso risultato (una risata).
    CENTO MILIONI di dollari?
    Ci sono organizzazioni di beneficenza che se le sognano certe cifre, e questi li raccolgono per una emerita boiata!

  • 18 Dicembre 2013 in 09:05
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    Beh, per lui la fine del mondo è arrivata.
    E, alla lunga, anche per tutti gli altri.

  • 17 Dicembre 2013 in 21:14
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    L’ Eterno Riposo.

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