Braccialetti della salute: terapia complementare o truffa colossale?

Bracciali magnetici o in rame, anche chiamati “braccialetti della salute” sono in commercio da lungo tempo. Venduti tanto in bancarelle quanto in siti internet specializzati, si possono trovare in una gran varietà di tipi e forme: intrecciati o lisci, classici o sportivi, semplici o impreziositi da incisioni e fantasie in argento. In ogni caso, i produttori garantiscono effetti benefici quasi miracolosi, in particolare sui disturbi reumatici. Alleviamento del dolore, azione antistress, stimolazione della circolazione e dell’organismo in generale, fino alla guarigione vera e propria da artrite e artrosi.

I meccanismi di funzionamento sono più o meno fantasiosi, a seconda del venditore. Di solito le spiegazioni si basano sul trasferimento di energie positive ed eliminazione di quelle negative, ma c’è chi si spinge oltre, coinvolgendo le leggi della scienza moderna. Per quanto riguarda i magneti, si presume che attraggano il ferro presente nel sangue, aumentando l’afflusso di ossigeno e nutrienti a livello locale. Invece il rame, dalle proprietà antiossidanti, dovrebbe penetrare la pelle ed entrare in circolazione, proteggendo le cellule.

Ma la medicina sa essere anche pratica e – pure se la teoria è traballante – nulla vieta di testare una terapia, per poi studiarla a fondo e migliorarla. Dunque, lasciando da parte la credibilità scientifica, quanto sono efficaci in pratica questi dispositivi? Ha risposto da poco il “Complementary Medicine Evaluation Group” dell’Università di York, in uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica PLoS One.

Il dottor Stewart J. Richmond e colleghi hanno reclutato settanta pazienti con artrite reumatoide e gli hanno chiesto di indossare diversi tipi di braccialetti in sequenza, per una durata totale di cinque mesi. I dispositivi includevano cinturini in rame, magnetici, attenuati o totalmente smagnetizzati. Alla fine di ogni trattamento i partecipanti hanno compilato dei questionari, indicando il livello di dolore, di disabilità e l’uso di farmaci. Inoltre, come riscontro oggettivo della malattia, sono stati misurati i livelli d’infiammazione dal sangue dei pazienti. Come ogni sperimentazione clinica che si rispetti, lo studio è stato svolto in modo randomizzato – ogni paziente riceveva una combinazione diversa assegnata da un computer – e con doppio cieco – né sperimentatori né pazienti conoscevano la sequenza dei braccialetti. Quindi i malati non erano soggetti a effetto placebo e i ricercatori non erano influenzati da eventuali pregiudizi.

L’analisi statistica dei risultati non ha mostrato differenze in nessun parametro: i pazienti non hanno riportato alcun miglioramento e l’infiammazione non è stata attenuata dai cinturini. Restano insomma pochi dubbi sulla loro inefficacia, soprattutto visto che gli stessi risultati erano stati ottenuti, nel 2009, con pazienti affetti da osteoartrite.

Il dottor Richmond conclude che i braccialetti non sono dannosi e possono essere utili come placebo, se chi li usa è convinto della loro efficacia. Tuttavia questi dispositivi non portano alcun beneficio dal punto di vista medico e, anzi, potrebbero indurre i malati a sottrarsi alle terapie convenzionali. Insomma, nulla vieta di utilizzarli, purché non si interrompano le visite dal proprio medico e sempre considerando che, attorno a questi braccialetti, esiste un business che supera il miliardo di euro all’anno.

Patrizio Mancuso

Immagine da Wikimedia Commons, licenza CC A-SA 3.0 Unported

13 pensieri riguardo “Braccialetti della salute: terapia complementare o truffa colossale?

  • 10 Gennaio 2018 in 10:02
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    pur avendo lavorato per 40 anni per l’Azienda produttrice e distributrice dell’ Energia Elettrica , e pur essendo stato a contatto con il rame , nuovo “usato” campi elettromagnetici ecc la mia artrite reumatoide alle ginocchia non ne ha trovato il minimo giovamento, meglio l’ acido ialuronico ..

  • 13 Ottobre 2013 in 17:27
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    Spaventoso!!!!!!addirittura c’e’ scritto “curiamo”. Un’ospedale al polso.sigghhhhh!!!!!non ho parole…………..

  • 9 Ottobre 2013 in 12:12
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    Caro Aldo Grano, rispondo brevemente e una volta sola ai commenti utili, tralasciando le provocazioni palesi:
    Le parole, anche quando “contemplate dal nostro Codice Penale”, continuano ad avere un significato più generale nel linguaggio comune. Non vedo motivi di critica.

    La ringrazio per la segnalazione riguardo alle farmacie. Quel tipo di vendita mi è sfuggito e condivido appieno le sue perplessità.
    Proteine di fase acuta, Proteina C-reattiva e viscosità del plasma sono indicatori di infiammazione, pur se non specifici dell’artrite reumatoide (che non esistono). Sono stati usati per calcolare un parametro composto chiamato Disease Activity Score, insieme a misure “self-reported” (e quindi soggettive) come la SJC. Questo indice è comunemente usato nelle sperimentazioni cliniche di AR. Quindi non c’è nessun errore nell’articolo.
    Lo studio, che segue uno simile sull’osteoartrite, è stato svolto su pazienti con AR perché molti venditori promettono di alleviare le sofferenze proprio di queste condizioni. La gravità della malattia non conta, in quanto si usano i controlli, valutando quindi il miglioramento. Se i braccialetti avessero proprietà anti-infiammatorie, si vedrebbero.
    “Ogni lavoro clinico, per ottenere consensus, deve essere sottoposto a verifica da altre equipes.” No, deve semplicemente essere sottoposto a peer review (come quella di PLoS One), altrimenti si spenderebbero anni a ripetere gli stessi studi.
    Sul fatturato globale c’è effettivamente un errore: ho riportato il dato citato da Richmond, senza controllare la fonte (che comunque parla di “magneti terapeutici”, quindi non necessariamente solo braccialetti). Evidentemente il business è anche maggiore di quanto pensavo.
    Non serve affatto “una serie di studi world wide lunghi decenni”. Da un punto di vista puramente scientifico, basterebbe aumentare il campione statistico e modificare le scale valutative. In ogni caso i risultati attuali scoraggiano completamente ulteriori studi.
    La sua comprensione del mondo scientifico è contorta e perlopiù sbagliata. Nel suo interesse, si limiti a fruire della divulgazione. La prego, non si disturbi a ribattere in quanto non mi interessa discutere oltre. Si dedichi piuttosto ad attività più proficue.

     

  • 9 Ottobre 2013 in 11:18
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    Al fine di selezionare i commentatori, è sufficiente chiudere per una settimana Queryonline, cioè giusto il tempo che serve alle crisi di astinenza per dare i loro frutti.
    Saluti

  • 9 Ottobre 2013 in 02:42
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    Mi associo a Roberto Camisana…
    A lei Aldo,un consiglio: esca e viva…lei legge nei articoli solo quello che vuole leggere,non certo tutto…si fa grande con paroloni e postando a gogo commenti a mitraglia,risultando cosi persin noioso e fastidioso. Ma poi lei che competenze ha? Ha affermato di essere un farmacista…lei sarà magari esperto di medicine e di chimica,senza dubbio,ma al CICAP lavorano molte persone che prima di pubblicare un articolo,fanno le dovute ricerche,controllando e ricontrollando varie volte la veridicità,quindi non credo che lei sia abilitato a smentire le parole di chi fa ricerche per lavoro. Io son appassionato di astronomia e astrofisica ma questo non fa di me un esperto,quindi non mi metto a smentire teorie,provate o meno,di gente più esperta. Mi pare che lei sia il classico “flamer”,a lei il piacere di scoprire che significa.

  • 7 Ottobre 2013 in 16:15
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    Nel caso si decida di rinnovare il sistema dei commenti sul sito del Cicap, propongo la possibilita’ di bannare utenti qualora ce ne fosse la necessita’.

  • 7 Ottobre 2013 in 16:15
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    Il link finale viene sintetizzato già con un errore: gli Autori parlano di 4 miliardi (billions) di dollari, stimati nel 1999, come business mondiale della terapia mediante magneti. Senza contare, quindi, i braccialetti di rame. Mentre Query parla di un miliardo di Euro. Vabbè che dice “supera”, ma qui, quattordici anni fa, si superavano i tre miliardi di Euro, non mi pare siate stati “accurati” quanto dovrebbero esserlo i Giornalisti Divulgatori di Scvienza. Vi invito a leggere per intero l’ articolo, che è una metaanalisi sui lavori pubblicati in Terapia con Magneti cutanei. E’ una letteratura ricca. Vi sono anche lavori in vitro, che non sono certo soggetti a sviste dovute ad effetto placebo. Gli autori della Metaanalisi non sono Scettici, pubblicano su una rivista dedicata alle Medicine Complementari, una di quelle che Voi disprezzate. Eppure l’ abstract è molto serio, fa trasparire una analisi che segue gli stessi criteri che devono seguire tutti gli Studi scientifici in Campo Medico. Difatti le conclusioni sono che gli studi finora prodotti non sono sufficienti e che la carenza principale è sul “dosaggio”. Pertanto indica come andrebbero condotti i prossimi studi. 
    CONCLUSIONS. Personalmente non credo a una grande efficacia terapeutica o, semplicemente, preventiva dei dispositivi che sperano di influenzare in positivo, in qualche modo, le cariche elettromagnetiche del nostro Organismo, promuovendo così, indirettamente, uno stato di buona salute. Ma so che, al momento attuale, il volerlo dimostrare, o il voler dimostrare il contrario, implicherebbe una serie di studi world wide lunghi decenni che non sono stati condotti e che, se non diventiamo più ricchi, non verranno condotti. Ho anche indossato, 32 anni fa, per un anno, un bracciale di rame, non certo comprato in Farmacia, fatto a mano da un mio amico artigiano, su misura, per il braccio, non per il polso. Non posso dire di essere stato nè meglio nè peggio, quell’ anno. Certo, d’ estate, attraeva l’attenzione, anche delle Donne, perché era bello e visibile. Smisi di portarlo perché cominciava a darmi fastidio e, soprattutto, ossidandosi macchiava la pelle e anche le camicie.

  • 7 Ottobre 2013 in 15:49
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    Innanzitutto chiedo scusa, perché nel post precedente mi è scappato per ben due volte reumatoride anziché reumatoide. E ora l’ osservazione: ” visto che gli stessi risultati erano stati ottenuti, nel 2009, con pazienti affetti da osteoartrite.” Invece, dai risultati  riportati in abstract: “Further analyses of the PRI subscales revealed a statistically significant difference between devices (P=0.025), which favoured the experimental device. Participants reported lower sensory pain after wearing the standard magnetic wrist strap, than when wearing control devices.” Anche se gli Autori concludono che non Vi sono prove significative di effetti terapeutici e ipotizzano che i miglioramenti siano dovuti a effetto placebo, rispetto al lavoro precedentemente citato, più recente nel tempo, i risultati sono tali da meritare ulteriori studi. Tanto più che l’ Osteoartrite, pur essendo meno grave dell’ Artrite Reumatoide, è sempre una malattia seria che quasi sempre degenera in Osteoartrosi. Tra l’ altro, nell’ Abstract, non si capisce se i 45 pazienti reclutati soffrissero di Osteoartrite Primaria o Secondaria. SECONDA CRITICA GRAVE AI LAVORI PRESENTATI: gli Autori di questi due studi sono gli stessi. Ogni lavoro clinico, per ottenere consensus, deve essere sottoposto a verifica da altre equipes.

  • 7 Ottobre 2013 in 15:26
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    “come riscontro oggettivo della malattia, sono stati misurati i livelli d’infiammazione dal sangue dei pazienti.” Non è esatto: I due parametri sanguigni misurati nel lavoro, PCR e aumento della Viscosità, non sono specifici della malattia (Artrite Reumatoide). La SJC è più specifica ed è stata misurata, ma non è un parametro sanguigno. Ne approfitto per fare la CRITICA PIU’ FORTE al lavoro: fare un test su un dispositivo che vanta proprietà antireumatiche proprio sull’ Artrite Reumatoride significa volerlo demolire. Ovvero non è uno studio neutrale. L’ Artrite Reumatoide è una grave malattia autoimmune, che si cura (il più delle volte senza riuscire ad arrestarne il decorso invalidante) con Immunosoppressori e Anticorpi Monoclonali. Voglio vedere quale medico o quale farmacista avrebbe il coraggio di proporre, anche solo come complementare, un braccialetto di rame in caso di Artrite Reumatoride. Vero è il contrario: se tali dispositivi alleviassero almeno i sintomi di dolorosi di questa “brutta bestia” per tutte le Medicine, sarebbero la Terapia di prima scelta nelle forme reumatiche e artritiche meno gravi.

  • 7 Ottobre 2013 in 14:56
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    “Venduti tanto in bancarelle quanto in siti internet specializzati,” Qui Vi ringrazio per non aver citato le Farmacie, essendo io farmacista. Purtroppo tali dispositivi vengono venduti anche in Farmacia. Il mio “purtroppo” prescinde dalla loro efficacia. Secondo il mio parere le Farmacie non dovrebbero vendere come se fossero dispositivi medici oggetti non registrati come tali ma che lasciano (vagamente, per non incorrere in sanzioni di Legge) intendere di avere effetti terapeutici. Lo stesso vale per le Erboristerie. Nei negozi di Alimentazione Naturale o Biologica nulla lo vieta.

  • 7 Ottobre 2013 in 14:49
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    Osservazioni generali, a cominciare dal titolo: “Truffa colossale” contrapposto a Terapia Complementare: E’ una dizione capziosa, che corre il rischio di suscitare reazioni spropositate verso chi vende questi dispositivi. La Truffa, specie quando “colossale” è un reato contemplato dal nostro Codice Penale. Il reato si caratterizza per la piena coscienza, la volontà, l’ organizzazione del reato. Ove manchino sentenze specifiche, o denuncie chiare e coraggiose all’ Autorità preposta alla repressione del reato da parte di chi è convinto che di truffa si tratti, invito il CICAP, in quanto Organizzazione avente uno Statuto che si appella alla Razionalità e alla Scienza, a non lanciare accuse di questa gravità.

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