Comunicazione di servizio: la questione dei commenti

Tutti i blog e siti di informazione online si trovano prima o poi ad affrontare la questione dei commenti, e Query on line non fa eccezione.

I commenti agli articoli in teoria permettono di confrontarsi con i lettori e di aggiungere informazioni e link interessanti, ma in pratica rischiano di causare più danni che benefici. Nella maggior parte dei casi, infatti, si crea una ristretta comunità di commentatori abituali, molto più piccola dell’effettivo numero di lettori, che finisce per parlarsi addosso e tra fuori tema, battutine e piccole faide personali rischia di rendere virtualmente impossibile una discussione costruttiva per tutti gli altri.

La questione dell’effettiva utilità dei commenti è molto dibattuta, ma stanno emergendo alcune indicazioni secondo cui non sembrerebbe valere la pena di tenerli aperti.

Questo problema si potrebbe tenere a bada almeno in teoria con una moderazione preventiva, ma si tratterebbe di un lavoro enorme che semplicemente non abbiamo le risorse per portare avanti (e a dire la verità non ne abbiamo neanche tanta voglia: persone che si dicono razionali dovrebbero essere in grado di autoregolarsi; siamo volontari e nel nostro tempo libero ci sono molte altre cose che preferiamo fare rispetto a governare adulti che si comportano come bambini).

L’unica cosa che possiamo fare è rimetterci all’autodisciplina dei nostri commentatori. Vi chiediamo quindi di tenere a mente questi principi quando commentate:

– scrivete nei commenti soltanto cose che possano interessare tutti. Va benissimo segnalare correzioni e approfondimenti all’articolo, ma se si tratta di una vostra curiosità personale usate l’indirizzo e-mail della redazione;

– evitate i fuori tema. Lo sappiamo che non è il singolo fuori tema a creare problemi, ma evitateli lo stesso, grazie.

– evitate gli attacchi personali. Non c’è bisogno di far notare ai lettori quanto è stupido quell’altro commentatore, se ne accorgono da soli. Se qualcuno vi attacca personalmente, evitate di replicare. Ricordate la prima legge del dibattito.

Aiutateci a rendere questo posto migliore per tutti dandoci la possibilità di sfruttare le potenzialità positive dei commenti: in caso contrario, ci riserviamo di bloccare i singoli commentatori o anche di chiudere del tutto la possibilità di commentare.

Grazie a tutti per la comprensione.

Immagine da xkcd, licenza Creative Commons 2.5 Generic (CC BY-NC 2.5)

11 pensieri riguardo “Comunicazione di servizio: la questione dei commenti

  • 1 Ottobre 2013 in 13:43
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    Si potrebbe anche integrare un sistema di commenti di terze parti tipo Disqus.

  • 29 Settembre 2013 in 21:54
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    Non sono d’accordo sul chiudere i commenti. Meglio dei commenti fatti male che un articolo irreggimentato e “silenzioso”. E’ il bello di internet…. tanto varrebbe leggere una rivista.

  • 26 Settembre 2013 in 20:31
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    Concordo con Astaroth e Madmax (e Giuliano). La quantità non mi convince: questo è il secondo commento che faccio su questo sito e di solito lo faccio quando lo sento o lo ritengo necessario e non per essere presente virtualmente a tutti i costi. Anzi, proprio il basso numero di commenti mi è piaciuto approdando da poco al sito… Di decine di commenti visti altrove ho sempre pensato che solo la minima parte fosse utile, meritasse di essere letta e ricordata. Il resto mi faceva chiedere: “Ma perché scrivono? Perché??”. A volte sono sempre gli stessi che si beccano e non se ne esce: una noia. Ben venga lo scambio, lo scontro e le banalità no. Mi sta bene non trovarli come contaminanti qui. Buona l’idea di un forum, magari pulito e intelligente.

  • 25 Settembre 2013 in 22:59
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    Errata Corrige: “contraddittorio”, due ‘t’ e “Cicap” con la maiuscola.

  • 25 Settembre 2013 in 22:56
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    Concordo su tutta la linea con Giuliano.
     
    Secondo me la maggioranza non commenta perchè si trova d’accordo con l’articolo e non ha nulla da aggiungere. Sul sito di Attivissimo è venuta a crearsi una comunità e le cose vanno diversamente.
     
    Questo fà si che le principali persone interessate a commentare siano i detrattori dell’ articolo e i pochi iscritti al Cicap disposti a “litigare” con loro.
     
    Non a caso il contributore più attivo fra tutti è un aperto oppositore del cicap.
     
    Non a caso io ho iniziato a commentare perchè non sopportavo più di leggere articoli che avevavo come unici commmenti quelli di tale persona senza mai un contradditorio.

  • 25 Settembre 2013 in 14:09
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    Mi sembra molto corretto l’intervento di Giuliano. Forse siamo una folla di lettori più “silenziosi”, forse non amiamo la polemica fine a se stessa e non perdiamo tempo a rispondere ai “provocatori”, ma siamo pur sempre una folla….

  • 25 Settembre 2013 in 13:45
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    Trovo l’idea del forum propsta da Roberto eccellente. Una volta esisteva un forum del Cicap, di cui io stesso ho fatto parte, ma purtropp e’ stato chiuso. Era molto interessante e dava l’opportunita’ per interessanti discussioni e scambio di informazioni. Naturalmente cio’ richiederebbe la presenza di moderatori, ma tra i piu’ seri ‘cicappini’ dovrebbe esserci qualcuno che possa farlo.

  • 25 Settembre 2013 in 10:10
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    Io penso che le cose potrebbero migliorare ed essere piu’ gestibili se si togliessero i commenti ai singoli articoli e si aprisse invece una sezione forum nel sito.
    In questo modo i “soliti fedeli commentatori” avrebbero comunque uno spazio utilizzabile, anzi anche piu’ comodo se ci fosse la possibilita’ di aprire nuovi thread con argomenti a piacere (cosa che diminuirebbe gli off topic slegando i commenti da un argomento/articolo prefissato).
    Creando un thread nuovo per ogni nuovo articolo e mettendo in calce allo stesso il link al forum, anche per i nuovi lettori non dovrebbero esserci problemi.
    Pero’ un minimo di moderazione ci deve essere, soprattutto se l’alternativa e’ togliere del tutto i commenti, che personalmente trovo un po’ triste 🙁
    Tra i commentatori fedeli magari c’e’ qualcuno che farebbe volentieri da moderatore in vece vostra, se cosi’ fosse potreste risolvere anche questo 🙂
    Ciao!
      Roberto.

  • 25 Settembre 2013 in 07:12
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    @Alberto Bianchi: il numero di commenti non riflette il numero di lettori (io ho 2500 lettori al mese e una media di 0,2 commenti a post), piuttosto credo sia un problema di comunità. Attivissimo ha creato una comunità di commentatori, gli argomenti che ha toccato nel tempo hanno creato discussioni anche gargantuesche (c’è un post che un po’ per gioco un po’ per motivi vari è arrivato a decine di migliaia di commenti se non mi sbaglio), le polemiche hanno fatto sì che i commentatori si conoscessero sulle sue pagine tanto che ci sono le cene disinformatiche, a quel punto è facile avere almeno una decina di commenti in un post. Qui invece leggono molte persone sconosciute tra loro, molti soci cicap e simpatizzanti che sostanzialmente sono d’accordo con i post, quindi poche discussioni accese, pochi interventi in genere. Paradossalmente, questo potrebbe essere uno dei post più commentati.

  • 24 Settembre 2013 in 23:50
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    Errata corrige: Peraltro dite “moderare è un lavoro che non possiamo fare”

  • 24 Settembre 2013 in 23:48
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    Secondo me in questo articolo non si focalizza, e in effetti si elude, il vero problema, che è il bassissimo numero di commenti a questi articoli. A volte sono due, a volte tre… quando sono molti sono una quindicina… pochissimi rispetto ad altre realtà. Il sito di Attivissimo ha 15 commenti nel peggiore dei casi, quasi mai, e arriva ad averne molte decine, più di cento e a volte centinaia per singolo articolo. Oppure, altro esempio, il sito UAAR: anche lì ad ogni articolo seguono non decine, ma spesso centinaia di commenti. Non vi siete chiesti perché ciò avviene? Perchè invece da voi commentano così poche persone?
    Peraltro dite “moderare è un lavoro che possiamo fare”. E allora come fa Attivissimo, che è solo e ha anche un lavoro, a moderare centinaia di commenti al giorno? La sua esperienza dimostra che anche voi, se voleste, potreste moderare? Perché non lo fate? Forse la verità è che con così pochi commenti, se si moderasse ne comparirebbero ancora meno.
    Insomma: perché non affrontare i problemi per quello che sono? Perché non avviare una riflessione sul vero problema, il bassissimo numero di commenti, e cercare di risolvere tale questione? Se può avere centinaia di commenti un articolo dell’Uaar o uno di Attivissimo (giusto per fare due esempi), perché da voi ciò non succede? Questa è la vera domanda da non eludere.

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