Un “drago” sulla spiaggia…

Il giorno di Ferragosto, per i bagnanti che si sono recati nella spiaggia di Luis Siret, a Cuevas del Almanzora, in Andalusia, è stato movimentato dal ritrovamento della carcassa di un grosso animale, lunga più di quattro metri e di colore bianco-grigiastro, che, rimbalzando di foto in foto attraverso i social network, ha scatenato le più fantasiose ipotesi di identificazione.

A saltare particolarmente all’occhio era la lunghezza di quella che appariva come una grossa pinna caudale, che evocava, probabilmente, le immagini di mitologici mostri marini dai pericolosi flagelli.

Come riporta Repubblica.it, interpellata in merito all’identificazione, la zoologa Lisa Signorile (autrice del libro L’orologiaio miope e nostra collaboratrice) aveva ipotizzato si trattasse di un thresher shark, in italiano squalo volpe  (Alopias vulpinus), una specie caratterizzata da una coda che può superare la lunghezza del corpo stesso, come è possibile riscontrare in questa foto:

 alopias_vulpinus

 

La zoologa ha ammesso, comunque, che istintivamente, in un primo momento, il suo pensiero era andato al cosiddetto re d’aringhe o regaleco (Regalecus glesne), un enorme pesce degli abissi che può raggiungere gli 11 metri, anche se le sue dimensioni  medie sono di circa 3 metri.

L’ipotesi della nostra Lisa (ovvero l’identificazione con lo squalo volpe) è stata confermata da altri ricercatori, tra cui Dean Grubbs, esperto di squali. Lo scienziato, rispondendo a NBC news in una email, ha dichiarato di riconoscere nelle “corna” visibili nelle foto (e che avevano indotto alcuni fantasiosi a pensare a un drago) le scapulocoracoidi che sostengono le pinne pettorali dello squalo.

L’enigmatico mostro sembra, quindi, avere un’identificazione certa. Ancora una volta è la natura a rivelarsi il più affascinante tra i misteri.

Anna Rita Longo

Insegnante, dottoressa di ricerca e science writer. Membro del board di SWIM - Science Writers in Italy e socia effettiva del CICAP

10 pensieri riguardo “Un “drago” sulla spiaggia…

  • 9 Settembre 2013 in 10:54
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    Chiedo scusa dell’ errore, questo commento era per “Attenti a quel Pesce!”. Già copiato colà.

  • 9 Settembre 2013 in 10:45
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    Lite non certo rara tra persone che studiano e, sostanzialmente, la pensano allo stesso modo. Le cause sono principalmente due, il malinteso e la permalosità. Facile arrivare al tradizionale: “Lei non sa chi sono Io”. Chi di natura è Scettico e ha una mentalità critica dovrebbe sapere che se fa qualcosa attirerà più critiche di quante mosche attiri un metro quadrato di carta moschicida. E dovrebbe anche sapere che le critiche ci inducono alla difesa e alla controffensiva. Ergo sarebbe meglio riflettere: prima di criticare, cerchiamo di capire se chi abbiamo di fronte, in fondo, dice le stesse cose che diciamo noi e cerchiamo un approccio rotondeggiante, non appuntito. E prima di reagire a una critica, riflettiamo e cerchiamo di capire perché siamo stati criticati, a volte la critica è utile. Auspico che Pagheca voglia ripensarci e,ogni tanto, contribuire con la sua esperienza e che il CICAP sia un po’ più accogliente, in modo da raggiungere subito i 2000 Soci obiettivo del Fondatore e in tempi brevi, magari, i 20.000.

  • 5 Settembre 2013 in 17:45
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    “Da oggi ho imparato che paleontologi e biologi da campo non fanno ricerca scientifica.”
     
    Cosa centra? Ho detto qualcosa del genere?
     
    Io ho detto che il fatto che oggi ci sia più gente comune che trova animali morti, li scambia per creature estinte o sconosciute e si rivolge a scienziati per sapere cos’ hanno trovato non centra  nulla con l’evoluzione della ricerca scientifica.
     
    “Grazie per la dritta Astaroth…”
    Fanno 50 €.

  • 4 Settembre 2013 in 08:35
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    Da oggi ho imparato che paleontologi e biologi da campo non fanno ricerca scientifica. Grazie per la dritta Astaroth…

  • 3 Settembre 2013 in 19:47
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    Grano:
    “Piu’ o meno quello che c’ entra con la ricerca di Tedesche abbandonate sulle spiagge romagnole degli anni 60.”
     
    Esatto.

  • 3 Settembre 2013 in 10:29
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    Ma cosa centra la ricerca scientifica con i ritrovamenti di animali morti?
      Piu’ o meno quello che c’ entra con la ricerca di Tedesche abbandonate sulle spiagge romagnole degli anni 60.
    “Grazie per la battutaccia di cattivo gusto, ne sentivamo il bisogno. E Grazie anche per il Tuo continuo uso Creativo delle Maiuscole.”
    Prego.

  • 3 Settembre 2013 in 02:00
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    Grano:
    “La frequenza, ben visibile su Query, di ritrovamenti di resti di animali misteriosi sulle spiagge, non puo’ che essere un segnale positivo dell’ evoluzione della Ricerca Scientifica”
    Ma cosa centra la ricerca scientifica con i ritrovamenti di animali morti?
     
    ” Ai miei tempi, l’ unica Ricerca che ci interessava d’ estate era quella delle Tedesche Abbandonate in spiaggia.”
    Grazie per la battutaccia di cattivo gusto, ne sentivamo il bisogno. E Grazie anche per il Tuo continuo uso Creativo delle Maiuscole.

  • 31 Agosto 2013 in 12:50
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    La frequenza, ben visibile su Query, di ritrovamenti di resti di animali misteriosi sulle spiagge, non puo’ che essere un segnale positivo dell’ evoluzione della Ricerca Scientifica e dell’ interesse che suscita  presso il grosso pubblico. Ai miei tempi, l’ unica Ricerca che ci interessava d’ estate era quella delle Tedesche Abbandonate in spiaggia.

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