Crudo o cotto?

Cos’hanno in comune tre personaggi dello spettacolo e della moda come Demi Moore, Woody Harrelson e Carol Alt? Sono tutte star che, in tempi diversi, hanno dichiarato di seguire una dieta crudista, abolendo totalmente dai propri piatti i cibi cotti.

La motivazione di questa scelta, in molti casi, è di tipo salutistico: vitamine, antiossidanti e altri composti essenziali al buon funzionamento del nostro organismo – affermano i sostenitori di questo regime alimentare – si degradano con il calore; quindi assumere esclusivamente alimenti crudi dovrebbe risultare più “sano”.

Ma i cibi crudi sono davvero migliori di quelli cotti? La risposta più onesta è: “dipende”. Si tratta di un confronto che può essere fatto su diversi piani: nutrizionale, di digeribilità, igienico. Anche riguardo al cavallo di battaglia del crudismo (la maggior presenza di nutrienti), però, le cose non sono così facili.

Se è vero che alcune vitamine sono termolabili (non illudiamoci di far scorta di vitamina C con una limonata calda), a volte sono proprio i cibi cotti a fornirci una quantità maggiore di alcune sostanze.

Un caso esemplare è dato dal beta-carotene contenuto nelle carote, a cui Dario Bressanini ha dedicato recentemente un post sul suo blog. L’articolo analizza minuziosamente gli studi scientifici sull’argomento, che portano a una conclusione apparentemente contradditoria: chi mangia carote cotte assume circa tre volte più beta-carotene rispetto a chi le magia crude, anche se il beta-carotene tende in parte a degradarsi con il calore.

La soluzione del paradosso risiede nel concetto di “accessibilità”:

Le cellule vegetali, a differenza di quelle animali, sono protette da una parete cellulare costituita da vari polisaccaridi: principalmente cellulosa -un materiale che il corpo umano non è in grado di metabolizzare- emicellulosa e pectina. Sono poi circondate da una membrana cellulare. Infine i nutrienti sono spesso localizzati in alcuni compartimenti specifici all’interno della cellula, o legati ad alcuni elementi strutturali come proteine e membrane. Insomma, sono “sepolti” in profondità e questo può influire enormemente sulla loro accessibilità.

Il calore “ammorbidisce” le pareti cellulari, rendendone più facile la distruzione e andando a stanare il beta-carotene nascosto. Questo fa sì che nelle verdure cotte (ma anche in quelle frullate, per via dell’azione meccanica) il beta-carotene venga assimilato in misura maggiore rispetto al prodotto crudo.

Quello descritto, comunque, non è un caso isolato: anche il licopene viene assunto più facilmente dal pomodoro cotto rispetto a quello crudo.

L’ideale – conclude Bressanini – è alternare cibi crudi e cotti, con una certa attenzione anche alla gastronomia. Frullare tutti i cibi potrebbe essere un’alternativa, ma non è di quelle che soddisfano il palato.

5 pensieri riguardo “Crudo o cotto?

  • 13 Giugno 2013 in 10:49
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    Bell’ articolo. La mia esperienza con la Macrobiotica (che è diversa dal Crudismo, ma è un’ altra Dieta che può indurre certezze nell’ Immortalità del Corpo) Ve l’ ho già raccontata nel thread sui cibi biodinamici. Il mio consiglio sintetico a chi approccia Diete e Stili di Vita è : cercate di essere felici di quel che mangiate, di quel che fate e di quel che non fate e avrete qualche probabilità in più di campare un po’ meglio e almeno 15 minuti in più del Vs/destino.

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  • 13 Giugno 2013 in 13:09
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    @Aldo Grano,
    hai perfettamente centrato il problema. Io ho provato tante diete e tutte le volte si trattava del famigerato “effetto yo-yo”; dopo aver raggiunto il peso forma tornavo pian piano a mangiare come prima e ri-ingrassavo.
    Soltanto quando ho cambiato stile di vita (un po’ di movimento, molta frutta e verdura, etc. etc.) sono veramente dimagrita ed ho migliorato sensibilmente anche la salute.
    Quindi: è assurdo dire “mangio solo roba cruda” piuttosto che “mi nutro esclusivamente di cereali biodinamici” e così via.

    Risposta
  • 14 Giugno 2013 in 13:28
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    Le malattie causate dalla carne di maiale e dagli alcolici
    Il maiale è impuro così pure la sua carne. Anche nel Vecchio Testamento della
    Bibbia, nel libro del Levitico (v. 11), c’è scritto che è vietata la carne di maiale:
     
    “Questi sono gli animali che potete mangiare tra tutti quelli che sono sulla terra.
    Ogni animale che ha il piede forcuto, l’unghia spaccata e rumina, potete
    mangiarlo, ma fra quelli che pur hanno il piede forcuto e ruminano, non
    mangerete i seguenti: il cammello..così il maiale, che pur avendo l’unghia fessa,
    tuttavia non rumina, sia per voi immondo. Non vi cibate delle loro carni e non
    toccate i loro corpi morti. Siano per voi immondi!”.
     Anche la Bibbia lo dice nonostante vietasse animali come il cammello, non
    proibiti da Dio perché ritenuti non nocivi.
     Nel libro “The Westminster dictionary of the bible” alla voce (pork/porco) c’è
    scritto:
    “Il maiale è una bestia immonda, non disdegna di nutrirsi di rifiuti e carogne e si
    suppone che il consumo della sua carne provochi malattie della pelle”.
     
     L’elenco dei germi nel maiale, che provocano malattie è molto lungo, ed alcuni
    germi, o parassiti sono addirittura mortali. Nella carne di maiale si trova un
    protozoo ciliato (organismo vivente unicellulare microscopico), il verme
    solitario del maiale, e la trichina (un verme parassita che produce la trichinosi.
    Questa malattia si trasmette per ingestione di carne cruda, o poco cotta di
    maiale) contenente larve incestate, le quali, dopo l’uscita dalle loro crisalidi, si
    insediano nelle pareti dell’intestino tenue. Poi si trova il verme parassita, tutti
    conosciuti come agenti patogeni di gravi malattie che il maiale ha in comune con
    l’uomo. Il protozoo ciliato può causare una dissenteria incurabile che porta alla
    morte dell’uomo. Fino ad oggi non hanno trovato una cura.
     Anche la carne ovina e la carne di bue, sono sede di microrganismi (germi
    patogeni) che provocano malattie, e anche i legumi. La carne di maiale tuttavia
    contiene il maggior numero di germi con il più alto potenziale di patogeni.
    Spesso è si è detto che i maiali ai giorni nostri sono allevati con condizioni
    igieniche, e la carne non fa male come un tempo, ed è un alimento sano e nutriente.             
    Tutte le citazioni si riferiscono ai maiali allevati in quelle condizioni igieniche e
    portano i germi, sono scoperte fatte nel passato recente quando i maiali erano
    allevati secondo metodi scientifici moderni. Tutte le fattorie oggi usano igiene
    ma il risultato è sempre lo stesso. Ed anche se in futuro troveranno un modo per
    annullare gli effetti patogeni dei germi ecc., ciò non toglierà alla carne di maiale
    la caratteristica di portatore di malattie anche mortali.
     Il Washington post, nel suo numero del 31 Maggio 1952 ha pubblicato un
    articolo del Dott. Glen Shepered e dice:
    “Negli USA e nel Canada una persona su sei ha dei vermi (trichina) nei propri
    muscoli per aver ingerito carne di maiale infetta da trichina. Molte persone, pur
    essendo contaminate, non presentano alcun sintomo e la maggior parte di coloro
    che ne presentano guarisce lentamente. In alcuni l’infezione produce la morte.
    Altri sono ridotti ad invalidi permanenti. Tutti consumatori di carne di maiale”.
    La trichinosi, la malattia provocata dalla trichina, scoppia come un’epidemia.
    Neanche con i metodi scientifici moderni i batteri possono essere distrutti.
     Il verme solitario infesta l’intestino dell’uomo, provocando vomito, nausea,
    alternanza di stipsi e diarrea, disturbi nervosi e dimagrimento.
    Il verme rotondo è un parassita lungo diversi centimetri e causa gravi danni.
    Il verme ad uncino entra nella pelle attraverso le ferite o perforandola. I maiali
    mangiano gli escrementi umani contenenti le uova di questi parassiti, che si
    sviluppano nel loro corpo e si moltiplicano. Tutto questo causa impotenza,
    mestruazioni irregolari, debolezza fisica, apatia ecc.
    Faciolopsis buski I suoi parassiti infestano anche l’uomo.
    Paragonimus Vive nei polmoni del maiale può causare nell’uomo polmonite.
    Cloronorchis siniensis Negli uomini causa gravi malattie del fegato e del petto.
    Erisipela diminuisce l’attività e l’appetito, portando poi alla morte, questo
    batterio può sopravvivere a lungo nel prosciutto.
    Emottisi endemica Sangue dai polmoni.
     Insomma il maiale è sempre stato portatore di malattie gravi e mortali:
    La dissenteria
    La Trichinosi
    Il verme solitario
    Il verme rotondo
    Il verme ad uncino
    L’itterizia
    La polmonite
    Il soffocamento
    Il dimagrimento
    L’occlusione (chiusura) intestinale
    Le pancreatiti acute
    L’ingrossamento del fegato
    La diarrea
    La formazione di calcoli epatici
    Il cancro
    L’anemia
    Forti febbri
    L’arresto della crescita dei bambini
    La febbre tifoidea
    Disfunzioni cardiache
    Aborto
    Sterilità
    Malattie che provocano una morte atroce

    Risposta
  • 15 Giugno 2013 in 15:19
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    @ R. Profumo: E’ scientificamente provato che  il Parmacrudo è meglio del Parmacotto.

    Risposta

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