Il mostro spiaggiato della Nuova Zelanda

A fine aprile, una misteriosa carcassa è apparsa sulle spiagge intorno alla baia di Plenty, in Nuova Zelanda. In Italia ne hanno parlato oggi Giornalettismo e DireGiovani, che lo presenta così:

Quasi del tutto sepolto nella sabbia, l’animale ha delle caratteristiche inquietanti: lungo circa 9 metri, con la testa priva di occhi, presenta una mascella spalancata che mette in mostra una dozzina di denti a forma di “cono”.
Che sia un mostro? Un animale preistorico? Uno scherzo?

Il video della carcassa misteriosa è apparso su Youtube il 28 aprile, con un richiesta di aiuto:

Chi può aiutarci a capire che animale è?

La risposta non si è fatta attendere. L’animale è stato identificato come un’orca da Anton van Helden, esperto di mammiferi marini, grazie alla dentatura e a una pinna rimasta intatta.

A quanto pare la scopritrice, Mrs Lovell-Dewes, ne è rimasta piuttosto delusa.

È noioso, non è vero? Non è l’animale preistorico che pensavo.
Molto interessante la risposta di Sharon Hill su Doubtful News:

No, non è noioso. È la verità. Ogni carcassa che rimane spiaggiata è interessante, perché non abbiamo spesso la possibilità di vedere cose simili così da vicino, nè di constatare direttamente come la natura si riprenda ciò che è suo. È deludente quando la gente presume che una storia non sia interessante se ha una spiegazione naturale. Penso che la finzione ci abbia fatto il lavaggio del cervello. Io sarei stata elettrizzata a fare un ritrovamento del genere, e non avrei supposto selvaggiamente di aver scoperto un mosasauro o un altro mostro marino estinto. È quello che è, ed è già sufficientemente affascinante.

Siamo davvero così bisognosi di misteri da non riuscire più ad apprezzare la natura per come è?

35 pensieri riguardo “Il mostro spiaggiato della Nuova Zelanda

  • 28 Maggio 2013 in 20:50
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    Come aggiornamento sui Lupi: oggi mi sono imbattuta nella carcassa di una giovenca predata dai lupi. Competente è la Provincia di Prato. Vi copioincollo la denuncia da me fatta, perché, se Vi capita di trovare animali predati dai Chupas, o mostri marini spiaggiati, dovreste fare, all’ incirca, così (almeno qui in Italia):”Data e ora: 28 Maggio 2013, avvistata e visionata ore 12,30.
    Luogo: Monte Prataccio, loc. Le Doline. Salendo in Calvana da Bovecchio, seguendo l’ anello soft trekking n. 9 (segnalato anche come sentiero n. 9) raggiunta la congiunzione con l’ Anello Principale, in cresta di Calvana, presa la direzione a sinistra, verso Prato. Percorrendo la cresta sul sentiero principale (percorribile con fuori strada dalla Forestale) la carcassa si trova a 7 minuti a piedi circa dall’ incrocio col sentiero 9. Giaceva sul fianco sinistro, testa in direzione Montecuccoli. Al momento dell’ avvistamento era stata divorata solo nelle parti “pregiate” ovvero costole della gabbia toracica destra, guancia e collo destro. Scoperti ed integri i visceri. Solo la zampa anteriore sinistra risultava spolpata, le altre zampe erano integre.Ritengo sia stata uccisa con un morso preciso e devastante sul lato destro del collo, per questo si è abbattuta sul fianco sinistro, col lupo che l’ ha abbattuta presumibilmente attaccato al collo a destra . La parte inferiore della gola era integra, quindi non è stata attaccata dal basso. Esemplare giovane, stimo di peso non superiore al quintale. Colore chiaro, quasi bianco. Femmina. Le condizioni mi fanno presupporre che non fosse stata assalita in piena notte, ma da poche ore, presumibilmente all’ alba. I Lupi non avevano avuto tempo di mangiarne una maggior quantità, di smembrarla, di nasconderla e seppellirla. Numerose orme di lupo nei dintorni, evidenti nel fango, anche di esemplari grossi, ma non sono in grado di quantificarli. Sicuramente isolare dall’ armento e uccidere un vitello (una giovenca in questo caso) richiede la presenza di più adulti cooperanti in branco. Precedente mia esperienza su un bovino ucciso da lupi: Parco Nazionale del Pollino, anni 90.
    Esemplare avvistato sul pianoro a cinque minuti a piedi dalla carcassa, sempre in direzione Prato: alle 13, 20 circa, mentre tornavo indietro verso la carcassa, ho avvistato sul pianoro un animale dal pelo color marrone chiaro, che si muoveva come un predatore, annusando piste e non brucando erba. Coda diritta, da grosso felino. I lupi hanno coda ovoidale, questa era diritta, come una corda o una salsiccia. Testa tonda, orecchie piccole e non sollevate verso l’ alto. Troppo distante per essere certo della specie. Si è allontanato verso Vernio quando ho provato ad avvicinarmi. Da notare che in Calvana, nella zona di Montecuccoli, già diversi anni fa ho avvistato orme che mi sembrano di un grosso felino, ma non sono abbastanza esperto. Non giro con apparecchi fotografici, nemmeno nel cellulare. Anche oggi, tra le orme dei lupi vicino alla carcassa della giovenca, alcune mi sono sembrate di un grosso felino (dita tonde, unghie non sporgenti).
    In fede

  • 25 Maggio 2013 in 12:03
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    Starcruiser ha detto:
    “In tutto questo discorso sull’orca, l’unica cosa che valeva la pena di fare era un’autopsia per scoprire le cause del decesso. Magari è stato il Chupacabras…”
     
    Cavolo, questa avrei voluta pensarla io…
     
    Comunque non esclude la mia ipotesi, potrebbe essere un bigfoot ucciso da un chupacabras.

  • 17 Maggio 2013 in 00:18
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    Claudio ha detto:

    Ma gli articoli del National Geographic te li sei letti?
    C’è scritto che la storia dei chupacabras nasce dal ritrovamento di coyotes con la rogna!
     
    Io dopo un pò ho smesso di discuterci propio per questo tipo di comportamenti.
    Ora mi limito ad apprezzarne le gesta.

  • 17 Maggio 2013 in 00:13
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    Aldo Grano:
    “Ma se fosse nè un’ orca né un mosasauro, come dici TU stesso?”
    Forse è un bigfoot.

  • 14 Maggio 2013 in 16:59
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    Caro Claudio, mi pare sia Tu ad aver letto dell’ articolo solo ciò che Ti interessava. L’ ho linkato perché il National Geographic negli ultimi anni ha preso sul serio il fenomeno, escludendo, come è doveroso per una rivista che si appella alla Scienza, le spiegazioni paranormali. E spero che anche il CICAP, pur non controllando il National Geographic, la consideri abbastanza seria da approfondire l’ argomento.

  • 14 Maggio 2013 in 13:16
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    @Aldo.
    Ma gli articoli del National Geographic te li sei letti? 🙂
    C’è scritto che la storia dei chupacabras nasce dal ritrovamento di coyotes con la rogna! 🙂

  • 14 Maggio 2013 in 13:11
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    @Aldo.
    Tornando (in ritardo) In Topic, ricordiamoci sempre che per le dichiarazioni di Van Helden stiamo parlando di frasi estratte da una intervista e pubblicate sui giornali, così come per quelle degli altri esperti contattati.
    Trattandosi di studiosi di cetacei, in realtà i fatti saranno stati appena più complessi rispetto a quanto riportato. Se la carcassa avesse avuto tratti interessanti, sicuramente avrebbero deciso che valeva la pena quantomeno indagare o prelevare dei tessuti: ricorda, nessun accademico disdegna una pubblicazione o la notorietà appena ne ha voglia.
    Nello specifico, lasciando perdere gli scherzi sui mosasauri, anche si fosse trattato di un cranio di cetaceo diverso, di una specie rara o insolita (e ce ne sono, tra i cetacei), avrebbero deciso che valeva la pena preservarla.

  • 14 Maggio 2013 in 09:16
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    Aldo, con i soliti giri di parole cerchi di dimostrare l’indimostrabile.
    Ogni volta che c’è un qualche fatto strano, gli scienziati, non si sà bene quali, devo indagare con ogni mezzo possibile e gli scetici stare a guardare e criticare.
    Perchè invece non sono stati gli scettici/creduloni ad attivarsi subito per inviare campioni in un laboraorio e verificare che il DNA non era quello delle orche ma di un essere preistorico?
    Perché io DEVO fare una cosa e tu no? E te ne stai a pontificare dietro il pc?
    Penso che se un biologo marino sostiene si tratti di un orca ed un paleontologo non abbia nulla da ridire, forse non è un dinosauro.
    Poi, visto che oggi la fantasia E’ al potere, diciamo pure che è vero ciò che mi piace e chiudiamola lì.
    Quindi, ti assicuro che se vuoi puoi viaggiare più veloce della luce, che avevo in mano un sasso e questo è schizzato in orbita, che ho congelato la fiamma di un fiammifero. Non mi credi? Io ci sono riuscito. Dimostrami che è impossibile.
     
    Nella scienza colui che deve dimostrare qualcosa porta le sue prove agli altri, non lascia che siano gli altri a scoprire quello che lui ha scoperto.
     
    In tutto questo discorso sull’orca, l’unica cosa che valeva la pena di fare era un’autopsia per scoprire le cause del decesso. Magari è stato il Chupacabras…

  • 13 Maggio 2013 in 12:13
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    Ok, Aldo, hai ragione tu: è dio, Gesù Cristo, la sindone, il fantasma formaggino, la strega cattiva, quello che ti pare!

  • 12 Maggio 2013 in 23:49
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    Be’, è chiaro che un celacanto non si scopre tutti i giorni…

  • 12 Maggio 2013 in 17:55
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    Beh, se la decisione fosse tra un’ orca e un mosasauro, avresti ragione. Se proprio volete vincere facile, facciamo, allora, che ci fosse da decidere tra un drago e un delfino. Ma se fosse nè un’ orca né un mosasauro, come dici TU stesso? E se fosse un problema più importante, anziché, tutto sommato, uno scontro tra la speranza di una grossa scoperta e la realtà più prosaica? In ogni caso, Ti ripeto, è il Metodo che è importante. Quando fu ritrovato il corpo straziato di Giuseppe Impastato, sui binari, i Carabinieri intervenuti si limitarono a guardare e a fotografare, senza analisi di laboratorio e senza accurate indagini in loco. e nei dintorni. senza una autopsia sui resti, che, probabilmente, avrebbe potuto fornire indizi che era stato messo sulla carica di esplosivo già morto. La fretta di chiudere il caso portò alla spiegazione più ovvia: morto alla maniera di Feltrinelli, o, quando fu poi trovata una lettera in cui parlava della sua disperazione, addirittura suicidio. E i Compagni di Democrazia Proletaria e i Familiari che accusarono subito la Mafia di Cinisi di averlo prima ucciso e poi inscenato un attentato finito male furono tacciati di “complottismo”. Se il Giudice Istruttore avesse preteso una vera indagine, criticando il Metodo, la Verità sarebbe saltata fuori subito e, magari. Tano Badalamenti sarebbe stato messo fuori combattimento venti anni prima.

  • 12 Maggio 2013 in 15:55
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    Caro Aldo, nel caso della carcassa stiamo parlando di due problemi diversi. E’ chiaro che se un biologo volesse fare uno studio scientifico con lo scopo di scrivere un articolo o un rapporto l’esame delle foto non basta. Ma qui stiamo parlando semplicemente di escludere con ragionevoli probabilita’ che la carcassa appartenga ad un mostro marino o ad un rettile preistorico, probabilita’ che sono gia’ bassissime fin dall’inizio. In questo caso l’esame delle foto fatto da un esperto e’ sufficiente, visto che le foto mostrano chiaramente le mascelle (oltre ad una pinna, come e’ stato riportato) che sono  simili a quelle di un’orca. come puoi ben vedere dal mio link e quello di Claudio. Poi se si volesse accertarsi che si tratta proprio di un’orca e non di un mammifero marino simile (come una pseudorca, che e’ piu’ piccola ma somiglia all”orca), o se si tratta di un’esemplare stanziale o di passaggio ecc, allora il discorso cambia.

  • 12 Maggio 2013 in 14:28
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    Vedi Paolo, che si sia Scettici o Creduloni, il comportamento corretto di fronte a un fenomeno nuovo, come l’ aggressione ad animali di allevamento mediante suzione totale del sangue, è quello di studiarlo. Autopsie, telecamere notturne, battute di caccia, banca dati con il DNA dei predatori catturati. Io sono il primo che escluderei, in fase iniziale, ogni spiegazione paranormale, in quanto, nella maggior parte dei casi, si tratta di depistaggi. Il problema va risolto. Per ora i Chupacabras, nati a Puerto Rico, si sono estesi dal Sud al Nord America e ora sono in diverse zone dell’ Asia. Vogliamo deciderci a fare una Banca dati Mondiale? Qui vale la pena di spenderci soldi, perché, qualunque cosa siano, fanno grandi danni. E, anche se potrebebro essere stati altre bestie feroci, qualche vittima umana c’è stata. Vi sono Scienziati, come riporta il National Geographic, che parlano di una forma di “evoluzione” la quale non è una spiegazione paranormale. E’ questione di Metodo, il mio è un discorso di Metodo. Anche Luca ha probabilmente ragione, ma non si fa un esame di una carcassa, sia essa Sarda o Maori, per foto. Si può azzardare una ipotesi specificando che non è corretto come metodo di indagine, ma che non vale la pena, in casi come questi, di fare analisi serie, perché sono costose. Quando varrebbe la pena? Se il fenomeno si ripetesse nel tempo.  E i Chupas appartengono a questa categoria. E fanno danni, non solo per il puzzo delle carogne.

  • 11 Maggio 2013 in 19:29
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    Buongiorno Aldo, sei una miniera di informazioni! L’articolo del NG che parla del chupacabras non l’avevo ancora letto. La parte migliore mi pare sia quella dove si sottolinea che le prime segnalazioni della bestiaccia a Portorico coincisero con l’uscita nelle sale del film Species. Devo dire che la creatura del film ha fatto sperare anche me in un’invasione di alieni siffatti (almeno nella versione mimetizzata da umana!) buona serata!

  • 11 Maggio 2013 in 15:34
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    Visto il mostro sardo ! :)) forse era uno dei figli di Giovanna, quella di “Mistero”…
     

  • 10 Maggio 2013 in 16:56
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    Ciao Aldo! Non dimentichiamoci però che il lupo, raro quanto vuoi, è ampiamente documentato e lascia tracce ben riconoscibili e spesso, purtroppo, ci lascia anche le penne (o il pelo con tutto il vizio di attraversare le strade ;)). In altre parole ci sono tracce fisiche che, per chi le sa leggere, testimoniano la sua presenza. Poi che qualcun altro cerchi di “insabbiarle” per evitare i rimborsi dei danni fatti è un’altra storia.
    Per il chupacabras, correggi se sbaglio, non c’è nemmeno la vaga idea di cosa sia. Essere multidimensionale, cane da guardia del disco volante, alieno predatore, esperimento genetico in fuga…….insomma il mio buon senso mi porta a credere che tutti gli indizi a carico del povero chupacabras siano da ricondurre a esseri terresti (magari non troppo in forma, come il coyote con la scabbia) piuttosto che a fantomatiche presenze “esotiche”.
    Quando qualcuno mi porterà una cacca aliena con tanto di analisi certificata e campioni disponibili per la controprova che non si tratta di “coproresiduo” terrestre ci crederò, ma fino ad allora il mio buon senso (che ti assicuro non sempre è buono) mi fa pensare al banale zampino di quadrupedi terresti.
    Un altro conto sono le evidenze che non necessitano di ulteriori approfondimenti. Un cranio frollato di un essere con denti simili ad un’orca, con cranio simile ad un’orca trovato in un posto frequentato da orche mi sembra ragionevole pensare che sia un’orca. sopratutto se me lo dice un esperto di cetacei.
    Per la popolazione di lupi nel varesotto non so che dire, di sicuro quelli quadrupedi sono pochini……di bipedi è pieno!! (come di vipere bipedi, squali bipedi, etc. etc. altro che criptozoologia!!! 😉
    Un saluto a tutti.

  • 10 Maggio 2013 in 16:33
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    Caro Paolo, visto il Tuo link sul Lupo Appenninico, siccome non siamo tanto OT (parliamo di bestie)eccoTi un aneddoto sulla mia esperienza coi Lupi Italici: sono 43 anni, dal mio primo viaggio a Pescasseroli con esursione sul Monte Marsicano, che tento di avvistarne uno. I miei risultati sono stati un attraversamento a razzo di notte (e a meno di un km da casa mia, dopo tanti viaggi!) di cui non posso aver certezza, un cucciolo investito alle 3 di notte (non da me, per fortuna) nel Parco del Sirente Velino e da me sepolto, due esemplari (probabili, c’ era troppo traffico per fermarmi) investiti sull’ Autosole tra FI e BO in due giorni diversi i cui corpi erano accanto al guard rail. Tante impronte sulla neve, escrementi, animali predati (caprioli, pecore, un vitello sul Pollino). Mai un bell’ avvistamento, come quelli capitati a tanti miei amici e conoscenti. Nel 1972 fu vietata la caccia e da allora ho potuto seguire la loro espansione nei vecchi areali, fino a sconfinare in Francia e negli altri Paesi confinanti. E ho potuto, soprattutto, seguire lo scetticismo interessato delle Amministrazioni Tosco-Emliane che avrebbero dovuto ripagare i danni agli allevatori. Sembrava di sentire il CICAP quando gli parli dei Chupacabras! Nonostante studi, articoli e testimonianze raccolte, devo dirTi che, se la mia esperienza fosse esaminata con scetticismo Cicappiano, io non ho prove decisive sul fatto che i Lupi siano tornati in quasi tutta Italia in questi 40 anni. A proposito dell’ articolo che hai linkato: la quantità di lupi presenti intorno alla Malpensa e nelle altre zone è largamente sottostimata. Ma come faccio a provarlo? Contali Tu, se ci riesci!

  • 10 Maggio 2013 in 15:45
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    A dirla tutta son d’accordo anche con Aldo, se qualcuno vuol analizzare tutti i “roadkillcat” (grazie Anton per l’idea del nome) in cerca di chupacabras o lupi mannari faccia pure, a sue spese pero’. In tal caso si meriterebbe tutta la fama della scoperta! Ma che non si sperperino le risorse pubbliche per la ricerca di ectoplasmi, aglieni, gomblotti etc etc. Buona giornata!
    p.s. A quanto pare le strade sono un ottimo sistema per lo studio della fauna:
    http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=260003
     

  • 10 Maggio 2013 in 15:35
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    Battuto sul tempo da Claudio per pochi minuti, stesso identico pensiero……sara’ mica un caso di telepatia? Saluti!

  • 10 Maggio 2013 in 13:49
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    Claudio, non ho mai detto che valeva la pena far ricerca più approfondita e, quindi, spenderci tempo e denaro. L’ unica cosa è che Van Helden avrebbe dovuto dirlo: “dalle immagini fornite per me è una orca per questi motivi (elenco) e per me non vale la pena di perderci tempo e denaro per averne certezza. Se qualcuno vuole analizzare i resti e arrivare all’ esame del DNA per tagliare la testa al toro, lo faccia pure, ma a sue spese”. Il link che hai messo non mi si apre.

  • 10 Maggio 2013 in 13:30
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    Aldo, non capisco l’accanimento.
    E’ stata trovata una carcassa che sembra quella di un’orca, spiaggiata come fanno le orche, in una zona frequentata dalle orche, perché dovrebbe essere un mosasauro?
    Sarebbe come chiedere di analizzare tutte le carcasse di cani investiti dalle automobili per verificare se invece si tratti di chupacabras o mannari 🙂
    Poi suppongo che la questione sia più complessa: noi stiamo discutendo dei commenti di seconda mano. Nell’articolo si dice anche anche che sia stata identificata inequivocabilmente come orca per via delle pinne. Dato che carcassa è stata vista da molte persone, sia in loco che su internet, qualche esperto di cetacei si sarebbe accorto se avesse avuto fattezze VERAMENTE insolite? E parliamo di un paese dove di cetacei spiaggiati ne debbono vedere parecchi.
    Io per esempio non sono per niente esperto, ma i denti non mi sembrano diversi da questi:
    http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Orca-Sch%C3%A4del.jpg
     
    Tu invece che elementi hai per dire che valeva la pena esaminarla in cerca di ipotetici rettili acquatici?
     
     

  • 9 Maggio 2013 in 22:48
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    Caro Anton & Company, ovviamente siete liberi di complicarVi la Vita, ma qui il problema è molto, molto più semplice: non si può analizzare un corpo ritrovato dopo settimane di mare sulla base di foto o filmati, bisogna portarlo in laboratorio. Così è come fare una diagnosi medica per telefono. Un medico bravo ci può indovinare, specialmente se gli telefona un suo paziente da anni. Ma arriva poi la volta su mille che il suo paziente muore e se i suoi parenti vanno da un avvocato cattivo il medico è rovinato.  Non è così che si fa, visto che dite che è un sito educativo. Poi, anche io ritengo molto probabile che Van Helden ci abbia indovinato e molto improbabile che si tratti di un animale strano o tra quelli che pensavamo scomparsi. Ma il metodo non è questo. Questo metodo si chiama tirar via, aver fretta di archiviare il caso. Riparliamone appunto, in casi probabilmente più gravi, questo al vita non ce la cambia comunque.

  • 9 Maggio 2013 in 15:40
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    Grazie per la risposta Paolo. Il punto e’ che questo e’, o dovrebbe essere, un sito educativo dove le argomentazioni dei sostenitori del paranormale e di argomentazioni irrazionali dovrebbero essere discusse. Se non lo facciamo qui, dove dovremmo farlo, su Astra? Ora, episodio del cetaceo a parte, la cosa importante mi sembra rispondere ad argomentazioni come quelle di Aldo, secondo cui affermazioni o teorie paranormali e/o irrazionali richiederebbero per essere confutate prove, esami ed analisi altrettanto approfonditi ed intensi come le teorie solide e razionali. Cosi’, nel caso del gatto ‘roadkill’ secondo queste persone uno dovrebbe per sempio fare un’analisi del DNA per provare che non si tratta di una tigre siberiana rimpicciolita dagli alieni. E le analisi dovrevbbero essere multiple e in cieco, altrimenti si potrebbero sempre sospettare contaminazioni da parte di un gatto domestico che ha annusato il ‘roadkill’ o che magari, che so, un ricercatore potrebbe aver introdotto del DNA del proprio gatto. Una caratteristica dei fautori del paranormale e’ quella di usare argomentazioni e terminologie pseudoscientifiche per zittire i propri critici. Naturalmente chi lavora nel settore scientifico puo’ subito identificare la fallacia di queste argomentazioni, ma per il grande pubblico esse potrebbero sembrare valide. Cosi’ si hanno maghi e cartomanti che accusano scettici e scienziati di essere come i famosi critici di Galileo, che rifiutarono di guardare attraverso il telescopio… Cosi’ paradossalmente certi fautori del paranormale ritorgono (in modo improprio) le stesse argomentazioni scientifiche usate dagli scettici contro questi ultimi.

  • 9 Maggio 2013 in 14:18
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    Sarebbe bellissimo incontrare un alieno, un vampiro, un fantasma, un animale preistorico…ma la realta’ e’ che e’ tutto qui, senza eccezioni. Razionale e irrazionale sono due mondi separati. Prima ce ne  rendiamo conto meglio e’. Allora si’ che inizieremmo a sognare davvero…

  • 9 Maggio 2013 in 11:56
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    Sono d’accordo con Mrs Lovell-Dewes.
    E’ noioso, come lo sono tutti coloro che (purtroppo) hanno smesso di sognare…
    C’è differenza tra apprezzare (giustamente) la realtà, e ritenersi “realisti” comunque e sempre.
    Ovviamente non è questo il caso.
     

  • 9 Maggio 2013 in 09:41
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    Ciao Anton, forse gli scettici non dicono nulle perchè c’è ben poco da dire. Se esco di casa e per strada vedo un essere peloso con canini sporgenti, grandi occhi e zampe con artigli vittima di compressione da pneumatico la prima cosa che mi viene in mente è “hanno stirato il gatto”. Se c’è qualcuno che ipotizza che possa essere un rarissimo esempio di tigre siberiana nanizzata dagli alieni a scopo di studio, fuggita dal disco volante, catturata dalla CIA e uccisa con l’alabarda spaziale è un problema suo. Non so da te ma dalle mie parti il soggetto verrebbe bollato come “casciaball” (trad. colui che divulga notizie false) e, con molta discrezione e ben poco rispetto, verrebbe preso per i fondelli in tutti i ritrovi del paese (bar, circolini, oratorio, etc.). Oggi come ritrovo abbiamo internet e la falsa convinzione che tutti possano dire quel che gli passa per la testa meritando la stessa attenzione e lo stesso rispetto dei ricercatori seri. Le leggende esistono e sono divertenti da leggere ed è piacevole fantasticarci su ma se trovi sulla spiaggia un essere in decomposizione prima di pensare a un dinosauro dovresti partire dalle cose più banali….lo so è noioso, poco fantasioso ma aiuta a mantenere la stima di quelli del circolino…….forse no, mi sa che troverebbero altri motivi per prendermi per i fondelli! Buona giornata!!

  • 8 Maggio 2013 in 22:19
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    Quanto alla betsia di Gévaudan, visto che siamo in argomento, non capisco molto quale sia il problema. Chiaramente nessuno oggi prende sul serio l’ipotesi che si tyattasse di un lupo mannaro. Che si trattasse di un lupo particolrmente grosso ed aggressivo, (magari ‘acromegalico’), o di molteplici lupi, nessuna di queste sarebbero spiegazioni straordinarie, tantomeno ‘paranormali’. L’ipotesi di un serial killer camuffato sembra invece improbabile. ma anche questa non avrebbe nulla di paranormale. Ovviamente, trattandosi un fatto avvenuto due secoli e mezzo fa, e’ impossibile sapere esattamnete quello che e’ avvenuto, Ma nulla sembra indicare eventi straordinari o ‘innaturali’, solo l’evento raro di lupi ‘antropofagi’.

  • 8 Maggio 2013 in 21:54
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    Come ho detto, sarebbe fantastico se fosse un mostro preistorico. Non sono assolutamente d’accordo che ritrovare i resti di un’orca, di cui gli oceani sono (ancora) pieni, sia interessante come sarebbe trovare, che so, un Mosasauro o un Pliosauro! Tuttavia le probabilita’ che questo sia il caso sono praticamente nulle. Le probabilita’ di un rettile preistorico gigante sopravissuto ai nostri giorni senza essere mai stato scoperto sono di per se’ bassissime (anche se non completamente impossibili). E poi anche da una foto, un biologo marino puo’ certamente riconoscere la dentatura di un cetaceo. Infatti, anch’io posso vedere che somiglia alle mascelle di un’orca: http://www.azdrybones.com/cetacea.htm
    Percio’ la spiegazione data da Van Halden sembra pienamente accettabile. Quando un’ipotesi e’ ovvia e l’alternativa e’ estremamente improbabile o ‘paranormale’, non si puo’ richiedere per la prima controlli altrettanto approfonditi come per la seconda. Se qualcuno saltasse fuori con la teoria che la Luna e’ fatta di formaggio, dovremmo organizzare multiple spedizioni lunari per prelevare campioni in diverse aree ed analizzarli per dimostrare che si tratta di roccia? (se i campioni fossero prelevati solo da uno o pochi punti il teoretico della luna di formaggio potrebbe obbiettare che essi provengono da ‘inquinamnenti’ meteoritici).
    Mi chiedo inoltre come mai anche qui sia Aldo, chiaramente un sostenitore acceso del paranormale, a fare i commenti e a fornire un sacco di argomentazioni, mentre gli scettici non dicono nulla (a parte il sottoscritto).

  • 8 Maggio 2013 in 20:13
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    Grazie, Gavagai. Rimane però il fatto che Van helden ha riconosciuto la bestia tramite fotografie. Le quali, inviate ad un acquario, da quando ci dice il sito Neozelandese linkato non sono state riconosciute con sicurezza. Ora comunque la carcassa è tornata in mare e si fanno solo discussioni bizantine. Qualcosa di simile accadde anche con la Bete du Gevaudan. E’ probabile che il suo vero uccisore, Jean Chastel,  non riuscì mai, eccetto che per i compaesani, a provarne la cattura perché si putrefece durante il viaggio. La Storia di questo animale rimane comunque uno dei migliori misteri zoologici di cui si abbia documentazione, ancora molto dibattuto nei siti Francesi. Wikipedia, per me, è abbastanza carente nella scheda, prendiamola come un riassunto accettabile:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Bestia_del_G%C3%A9vaudan

  • 8 Maggio 2013 in 18:08
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    Da come riportate la notizia, link compresi, direi che l’ “esame” della carcassa è stata fatto non sulla carcassa ma a distanza, su foto. Ora non ho motivo di dubitare che Van Helden sia un grosso esperto in grado di farlo, ma non ho motivo neppure di crederlo così sulla parola. Linkate almeno una biografia di questo esperto, non sono tenuto a conoscerlo e a fidarmi. Avrei gradito quanto meno una sua relazione scritta. Del resto, se avesse detto che si trattava di una specie che ritenevamop scomparsa, era il minimo che gli sarebbe stato chiesto. Quando la spiegazione è normale, e non para, ci si crede subito, di tutta furia, e anche questo lo capisco. Ma non mi sembra corretto che le spiegazioni normali non debbano a loro volta sottostare a nessuna verifica e a nessuna regola. Non Vi lamentate, poi, se i Creduloni così bistrattati, dubitano. Ad esempio la famosa analisi del DNA dell’ occhione di Pompano Beach, di cui qui avete postato, non risulta sia mai stata fatta e riportata. Anche li ci si è accontentati dell’ ipotesi più probabile. Ma la prova del DNA era stata promessa, perché non è stata fatta? Amore del risparmio e della vita comoda? Spero di non riaprire la polemica, ma è per l’ appunto, il sistema adottato da Armando De Vincentiis per il suo esame a distanza e decenni post mortem del Digiuno Eucaristico di Alexandrina Da Costa, di cui abbiamo discusso e litigato in precedenza.

  • 8 Maggio 2013 in 17:24
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    Sono perfettamente d’accordo che bisogna attenersi alla realta’. Questo pero’ non significa che la realta’ sia necessariamente la piu’ interessante. Cio’ che e’ considerato interessante o no e’ una valutazione qualitativa che dipende largamente da fattori individuali ed emotivi. Certamente per un biologo marino anche una carcassa di Orca e’ interessante. Ma diciamo la verita’, il ritrovamento di un mosasauro sopravissuto ai nostri giorni sarebbe una scoperta rivoluzionaria, e a mio parere molto piu’ interessante ed affascinante.
     

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