Omeopatia e diffamazione. Quando l’interesse conta più della scienza

Una brutta storia di dis-informazione scientifica condita di giornalismo corrotto e poco professionale quella che vede coinvolto un consorzio di aziende tedesche produttrici di prodotti omeopatici, che riteniamo debba essere nota anche al pubblico italiano. Riprendiamo la notizia da Andy Lewis su The Quackometer, che fa riferimento a un interessante articolo pubblicato dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung dal titolo “Schmutzige Methoden der sanften Medizin”, vale a dire: “Gli sporchi metodi della medicina dolce”.

Il nucleo della storia è presto illustrato: Edzard Ernst è stato un noto ricercatore dell’università britannica di Exeter ma di nazionalità tedesca, titolare della prima cattedra al mondo di “Medicina complementare”. Lo scopo dell’istituzione di tale cattedra era quello di applicare rigorosi protocolli di ricerca allo studio delle cosiddette “medicine alternative” (come sappiamo, la definizione di medicina spetta, in realtà, soltanto all’insieme delle terapie di provata efficacia terapeutica), in modo da metterne in evidenza l’eventuale efficacia in modo scientifico. Questo il compito svolto egregiamente dal professor Ernst per un ventennio. Inizialmente la sua attività di ricerca era stata accolta con grande favore dalle aziende produttrici di rimedi “dolci” o “alternativi”. Ma non appena il professore ha iniziato a pubblicare gli esiti delle proprie indagini l’idillio con i fautori delle cure dolci si è bruscamente interrotto: in particolar modo per quanto riguarda l’omeopatia, le numerose prove raccolte da Ernst dell’assoluta inefficacia dei rimedi proposti dalla scuola di Hahnemann – che risultano né più né meno che placebo ben confezionati – sono state la ragione dell’incontenibile malumore delle aziende che lucrano sui prodotti omeopatici.

Ma «quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare», sosteneva una celebre battuta cinematografica. E gioco duro vuol dire spesso gioco sporco. Quale arma usare contro chi presenta prove inoppugnabili di verità scomode? Una delle migliori è quella della diffamazione, magari dietro lauto compenso. È quello che hanno pensato di fare alcune aziende produttrici di prodotti omeopatici, che, stando a quanto riferisce il Süddeutsche Zeitung, avrebbero pensato di pagare 43.000 euro ad un giornalista, Claus Fritzsche, per diffamare via web il professor Ernst, utilizzando astuti artifici (per esempio menzionare molte volte nel proprio sito il nome del professore) per far sì che Google indicizzi le pagine denigratorie tra i primi risultati ogniqualvolta si vada a cercare il nome di Ernst. Le accuse rivolte da Fritzsche – che non sembra fare onore alla professione di giornalista medico-scientifico, qualifica che rivendica – appaiono pretestuose e inconsistenti. Particolarmente ingenerosa, visto lo scrupolo e la perizia dimostrati dal professor Ernst nel corso dei suoi diciotto anni di attività scientifica, quella di incompetenza, sostenuta con argomentazioni capziose e prive di spessore.

Del poco etico comportamento di Fritzsche (posto che le accuse del quotidiano tedesco vengano confermate) non c’è molto da stupirsi: come ricorda Ben Goldacre nel suo ormai notissimo libro Bad science, non è né il primo né sarà l’ultimo caso di disinformazione motivata da interessi economici. Stupisce, forse, di più il fatto che aziende quali quelle produttrici di prodotti omeopatici, che fanno dell’etica il proprio baluardo, debbano ricorrere a mezzi assai poco morali per perseguire il proprio fine economico.

Anna Rita Longo

Insegnante, dottoressa di ricerca e science writer. Membro del board di SWIM - Science Writers in Italy e socia effettiva del CICAP

115 thoughts on “Omeopatia e diffamazione. Quando l’interesse conta più della scienza

  • 20 Luglio 2012 in 21:01
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    @Dubbioso
     
    Mi rendo conto di aver semplificato un po’ dicendo che gli atomi hanno frequenze particolari, ma in un altro post ho cercato di spiegarlo un po’meglio al buon ermetico, comunque ti rispondo direttamente.
    Lo spettro atomico è una “firma” particolare emessa da ogni atomo dopo che è stato colpito, ed eccitato, da radiazione elettromagnetica. Cosa, esattamente, viene eccitato? Sono gli elettroni dell’atomo che, in condizioni normali, se ne stanno belli tranquilli intorno all’atomo in “zone” chiamate orbitali, aventi una precisa energia. Un elettrone può acquisire energia e passare ad un orbitale (e ad un energia) superiore, tuttavia in questa condizione non è stabile e si diseccita, tornando al livello precedente. Nel fare questo spende l’energia in eccesso sotto forma di radiazione elettromagnetica avente frequenza pari a:
     
    f = (E2-E1)/h
     
    dove E1 ed E2 sono le energie dei livelli coinvolti nella transizione e h è una costante detta costante di Planck.
    Tali frequenze sono ben precise e tipiche di ogni atomo, tanto che spesso per identificare gli atomi di un gas si usa proprio questo procedimento: il risultato si chiama spettro atomico di emissione. Questo intendevo, ed è ovvio che questo spettro non “fa funzionare” l’atomo, è semplicemente una sua caratteristica.
     
    Se hai dubbi su altro, fammi pure sapere, spero di essere stato più chiaro.

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  • 20 Luglio 2012 in 21:10
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    @emetico: ho postato un link a un documento in cui si citano diversi studi che analizzano la sopravvivenza di persone curate con i chemioterapici fino a TRENTA anni dal tumore. Di solito si valuta la sopravvivenza a 5 anni perché a quel punto la probabilità di una recidiva è bassa, e stabilizzata. E dopo trent’anni la stragrande maggioranza di chi ha fatto una chemio o è morta NON di tumore (o di qualcosa riconducibile ala chemio), o è viva.

    Alcuni tumori non sono operabili, punto. Es. tutte le leucemie. In questi casi i risultati (inclusa una mia amica che ha fatto chemio 30 anni fa) si vedono.
    Ho analizzato tutta la documentazione sul caso Di Bella. Conosco (conoscevo, visti i risultati) persone che l’hanno usato. I risultati sono chiarissimi, il metodo Di Bella non fa nulla. Le poche persone che hanno usato solo quello (e che hanno una cartella documentata) sono decedute al 100%, gli altri hanno percentuali di sopravvivenza uguali al resto dei malati che seguono le cure che seguono ANCHE loro. Comunque come fai a sapere che la chiemio ammazza tutti, se non hai statistiche? Come fai a sapere che la terapia Di Bella funziona, se lui non ha mai fornito statistiche documentate (e quindi non può saperlo neppure lui)? Te l’ha rivelato il Padreterno? O lo deduci dal fatto che in teoria (secondo le tue teorie sulle case farmaceutiche) deve essere così?

    Questi sono dati di fatto. Galileo chiedeva ai suoi nemici di guardare nel telescopio, osservare i fatti, e non dissertare sui massimi sistemi.

    Su frequenze ecc. Certo che gli atomi hanno uno spettro di frequenze. Ma non relative alle frequenze elettromagnetiche di cui si parla in omeopatia. L’acqua che ha “visto” una molecola non ha nessuna impronta osservabile, è identica a quella che non l’ha mai vista, e anche qui ti sfido a dimostrarmi il contrario, identificando in qualsiasi modo 50 boccette contenenti acqua “improntata” da 50 che contengono acqua normale. Nessuno ci è mai riuscito. Anche questo è un fatto. Se vuoi dare link a FATTI (non a blog che riortano teorie) fai pire.

    Sul condensato di Bose-Einstein: credo tu ti riferisca alle teorie sulla superradianza di Preparata. Bella teoria, peccato sia sbagliata, l’acqua non si comporta così.

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  • 20 Luglio 2012 in 23:00
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    “Non l’hai trovato neanche tu altrimenti lo avresti postato e anche se ci fosse di sicuro avrebbero barato come fà l’istat con l’inflazione …”
    Purtroppo neanche tu hai citato uno straccio di studio sull’efficacia dell’omeopatia. E sai perché? Perché NON FUNZIONA. Mentre gli studi sull’efficacia della chemio sono stati citati da Cormoretto.
    Rispondere con le supercazzole politico ideologiche significa solo scappare perché sai benissimo di avere TORTO.
    Hai perso.

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  • 21 Luglio 2012 in 00:05
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    x daniele
    in dosi omeopatiche rispetto hai litri adoperati abitualmente .
    x alberto
    di dubbi non è ho piuttosto il resto che ho scritto come lo vedi
    x gc “@emetico: ho postato un link a un documento in cui si citano diversi studi che analizzano la sopravvivenza di persone curate con i chemioterapici fino a TRENTA anni dal tumore. Di solito si valuta la sopravvivenza a 5 anni perché a quel punto la probabilità di una recidiva è bassa, e stabilizzata. E dopo trent’anni la stragrande maggioranza di chi ha fatto una chemio o è morta NON di tumore (o di qualcosa riconducibile ala chemio), o è viva.”
    In che percentuale erano i vivi e i morti , ma questa non è statistica è solo uno studio generico .Di solito si valuta a 5 anni perchè dopo quel 50% scende velocemente a zero .
    “Alcuni tumori non sono operabili, punto. Es. tutte le leucemie. In questi casi i risultati (inclusa una mia amica che ha fatto chemio 30 anni fa) si vedono.”
    Un caso fortunato ma sempre un singolo caso , dopo l’entrata dei retinoidi di colpo i successi per la Leucemia si sono impennati .I retinoidi per chi ancora non ha capito sono stati utilizzati da Di Bella per la prima volta come arma contro il cancro specificamente per le leucemie , insieme ad altre molecole tra cui anche un chemioterapico ma con dosi di quest’ultimo bassissime .Quindi se i retinoidi funzionano ufficialmente  si può traslare il merito a Di Bella e quindi la sua multiterapia è elevata a cura comprovata ufficialmente senza se e senza ma .
    “Te l’ha rivelato il Padreterno?” per caso hai il morbo di Silvio B. ?
     
    “Questi sono dati di fatto. Galileo chiedeva ai suoi nemici di guardare nel telescopio, osservare i fatti, e non dissertare sui massimi sistemi.”
    I fatti sono che la chemio genera talmente tali danni che la ISS si è tutelata facendo un documento dove si denuncia che la maggior parte dei chemioterapici sono o altamente tossici , veschicanti , cancerogeni per chi li maneggia , figuriamoci per chi li riceve in vena in quelle dosi .
    Ma tanto per capire quanto costa un protocollo di chemio ? I risultati sono adeguati alla spesa ? Lo Stato Italiano si può permettere questo sperpero di denaro  ?
    Sul condensato di Bose-Einstein: credo tu ti riferisca alle teorie sulla superradianza di Preparata. Bella teoria, peccato sia sbagliata, l’acqua non si comporta così.
    e chi lo dice tu o la scienza e su la base di quali prove ?
    Amico se sei diventato improvvisamente il padreterno e pensi che qualcuno si beva le tue boiate pazzesche ,beh allora ti consiglio di farti vedere dà uno veramente bravo , perchè se rispondendo dici che è una teoria è semplicemente sbagliata perchè a te non và giù che la religione dogmatica di cui fai parte non permette revisioni…
    x le fue
    “Purtroppo neanche tu hai citato uno straccio di studio sull’efficacia dell’omeopatia. E sai perché? Perché NON FUNZIONA.”
    omeopatia su tumori non esiste , magari su uno svariato di disturbi si e poi se non ci credi basta che lo chiedi a 7-8 milioni di persone che la utilizzano e l’articolo e le relative risposte è stato scritto in modo dà limitare questo numero , ma il problema principale è che la differenza tra farmaci e omeopatia per molti disturbi è subito osservabile …
    Datti pace tu e i tuoi amici pagati per scrivere propaganda al limite dell’idiozia , certe cose funzoinano con il passaparola e la verifica personale di quanto detto …che vale molto di più della vostra insignificante propaganda .

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  • 21 Luglio 2012 in 00:13
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    «Datti pace tu e i tuoi amici pagati per scrivere propaganda al limite dell’idiozia»
    Ecco, infatti. Le aziende che producono sostanze omeopatiche sono ricchissime e già sono state tanate a fare disinformazione attraverso il web. Sarai TU ad essere pagato da qualcuna di queste case, NON CERTO IO, che mi occupo di altro. Mentre tu mi sembri MOLTO APPASSIONATO…

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  • 21 Luglio 2012 in 01:13
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    x alberto
    di dubbi non è ho piuttosto il resto che ho scritto come lo vedi

     
    Scusa, ti riferisci per caso al post indirizzato a “Dubbioso”? Guarda che quello era il nick di un altro utente, mica mi riferivo a te. Dopotutto, tu lo sai cos’è uno spettro atomico vero?

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  • 21 Luglio 2012 in 13:51
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    @emetico:
    dopo 5 anni le statistiche mostrano che la mortalità CALA bruscamente. Da 5 a 30 anni dopo la chemio, un 10% delle persone avrebbe un tumore comunque (in 30 anni, a età avanzata, come tutti quanti), e un altro 3-10% ce l’ha per colpa della chemio. Il restante 85% non ha NESSUN TUMORE. QUESTI sono i dati, non quelli che dici tu.

    Su Di Bella, non è certamente il primo ad aver usato retinoidi, melatonina,  o gli altri elementi della sua “multiterapia”. Ottenendo risultati peggiori di chi usa un metodo davvero scientifico, cioè controllando passo passo i risultati e concentrandosi sulle cose che almeno un po’ funzionano. Di Bella non teneva neppure i dati dei suoi pazienti, quindi NON POTEVA neppure lui sapere cosa funzionasse e cosa no. Gli studi pubblicati sul suo sito sono una collezione di “sembra” “apparentemente”, ecc., nessuna misura, nessuna valutazione obiettiva….
    Non è comunque vero che la sopravvivenza alle leucemie sia schizzata dopo l’uso di retinoidi.

    Sulla superradianza. La scienza funziona così, uno fa un’ipotesi, basandosi di solito su una serie di calcoli che a loro volta si basano su alcune assunzioni. Altri riguardano le assunzioni, i calcoli, confrontano i risultati attesi con quelli previsti dall’ipotesi. Tutto questo è stato fatto per la superradianza, e anche se i conti sono giusti, le premesse sono sbagliate, e i risultati non tornano con quelli previsti dalla teoria. Inoltre la matematica utilizzata è molto complessa, per cui di solito (ad es. per le storie sulla memoria dell’acqua o la fusione fredda) se ne utilizzano delle versioni semplificate. Che significa che neppure i calcoli è garantito siano giusti.

    Quindi ritorno al punto di partenza. A meno di non avere una fonte alternativa di conoscenza (rivelazione divina, contatti con gli alieni, accesso ad esperimenti segretissimi) se vogliamo sapere se la chemio ammazzi tutti, se l’omeopatia funzioni, se l’acqua abbia memoria, occorre andare a guardare che dicono i fatti. Esaminando le statistiche (che ci sono e dicono che se sopravvivi a 5 anni è fatta) o le cartelle cliniche (che dicono che la MDB non funziona una cippa e che l’omeopatia è solo placebo), guardando agli esperimenti (che dicono che l’acqua “informata” è indistinguibile da quella normale). O rifacendosi PER BENE degli esperimenti indipendenti. In caso contrario si parla di cose che non si conosce, facendo affermazioni basate sul nulla, sulla pura fede.

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  • 21 Luglio 2012 in 20:55
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    fino ad un certo punto ho assistito ad un dialogo che pareve essere uno scambio di opinioni/informazioni, poi sono spuntati i fans, gli ultras e di informazioni non ne sono più comparse, perchè sostituite dalle “certezze assolute” di cui si appropriano gli imbecilli.
    Possibile che non si possa partire dall’idea che ognuno dovrebbe essere libero di curarsi come vuole e di godere degli stessi diritti degli altri?
    A me parrebbe semplice! Vuoi curarti con la chemio? Curati con la chemio!
    Vuoi l’omeopatia? lo stato dovrebbe offrirti le stesso opportunità; così dovrebbe valere per la terapia Di Bella!
    Devi deciderlo tu, Stato Italiano bancarottiere, truffatore, mafioso ladro e baro a decidere come devo curarmi io?
    Ovviamente ogni tipo di discussione che possa produrre “squadre” tra cui schierarsi trova sempre i suoi adepti, i suoi imbecili disposti a sopraffarsi pur d’imporre la loro verità assoluta.
    E’ sempre avvenuto questo nei secoli passati, salvo poi, improvvisamente comparire colui che dimostra che “tizio” o “Caio” avevano ragione 50 anni prima: vedi uno dei tanti casi tipo il dott. Ignaz Semmelweis .

    Cari portatori di certezze assolute, per voi è così difficile accettare che ognuno voglia curarsi, voglia vivere o voglia morire come gli pare? Se siete così certi di essere nel giusto, rallegratevi del vostro destino e non rompete i coglioni a chi non condivide la vostre certezze!
     

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  • 21 Luglio 2012 in 21:40
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    @Max Stimer
    «è così difficile accettare che ognuno voglia curarsi, voglia vivere o voglia morire come gli pare?»
    Non è difficile, la libertà di cura esiste eccome. Sono andato in farmacia due settimane fa e, pagato dalle industrie dell’omeopatia, il farmacista mi ha proposto una cura omeopatica. Sarebbe stato divertente chiedere un farmaco equivalente e costringerlo a darmi un bicchiere d’acqua zuccherata…
    Il punto non è potermi curare come mi pare. Il punto è che se uno mi INGANNA sostenendo che una cura fatta con una sostanza indistinguibile dal NIENTE abbia un EFFETTO che non è MAI stato provato, e condiziona così la mia libertà di CURARMI (e non di NON CURARMI), è un CRIMINALE.
    Come dire: ognuno può investire il proprio denaro come vuole. Ma, se permetti, tra uno che mi promette il 2% e lo mantiene ed uno che mi promette il 10% e scappa con i soldi, io voglio avere le informazioni per scegliere e poi poter mandare in GALERA quello che mi ha INGANNATO occultando le informazioni e fregandosi i miei soldi.
    Libertà di scelta va bene, ma ci vuole anche trasparenza di INFORMAZIONE. E L’INFORMAZIONE cruda e semplice dice semplicemente che L’OMEOPATIA NON FUNZIONA.
    Fatelo sapere a chi ha intenzione di curarsi in quel modo, e poi vediamo se quelle industrie continueranno a guadagnare MILIARDI spacciando acqua e zucchero come rimedio universale per qualunque cosa.

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  • 21 Luglio 2012 in 23:28
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    LeFouReloaded
    Postato luglio 21, 2012 alle 21:40

    @Max Stimer
    «è così difficile accettare che ognuno voglia curarsi, voglia vivere o voglia morire come gli pare?»

    Non è difficile, la libertà di cura esiste eccome. Sono andato in farmacia due settimane fa e, pagato dalle industrie dell’omeopatia, il farmacista mi ha proposto una cura omeopatica.
     
    M- intanto per affermare che il tuo farmacista è pagato dalle industrie Omeopatiche occorrono prove. Se le cerchi, ne troverai a decine di medici processati e condannati per avere ordinato farmaci di tutti i tipi, anche quelli che erano dannosi per i clienti con io solo scopo di ottenere un profitto personale. Il tuo non mi pare un approccio adeguato all’argomentazione.
     
    Sarebbe stato divertente chiedere un farmaco equivalente e costringerlo a darmi un bicchiere d’acqua zuccherata…
     
    M- ti ha forse obbligato ad assumere l’omeopatico?

    Il punto non è potermi curare come mi pare. Il punto è che se uno mi INGANNA sostenendo che una cura fatta con una sostanza indistinguibile dal NIENTE abbia un EFFETTO che non è MAI stato provato, e condiziona così la mia libertà di CURARMI (e non di NON CURARMI), è un CRIMINALE.
     
    M- io credo, da come ti stai esprimendo, che tu abbia qualche problema nel rimanere nel contesto del discorso, ma vediamo di rimetterci in riga. Se io ho un sistema sanitario che finanzia solo un tipo di farmacologia e non altre richieste da altri cittadini, che pure contribuiscono con le loro tasse a sostenere il sistema sanitario, non è possibile sostenere che siamo tutti liberi di curarci come ci pare. Ciò precisato, proseguiamo.

    Come dire: ognuno può investire il proprio denaro come vuole. Ma, se permetti, tra uno che mi promette il 2% e lo mantiene ed uno che mi promette il 10% e scappa con i soldi, io voglio avere le informazioni per scegliere e poi poter mandare in GALERA quello che mi ha INGANNATO occultando le informazioni e fregandosi i miei soldi.
     
    M- Anche nel fare gli esempi, io credo che uno possa cimentarsi se poi l’esempio rende l’idea, altrimenti sarebbe meglio astenersi. Se uno scappa con i soldi tuoi, senza averti dato la contropartita stipulata, lo denunci per appropriazione indebita o scippo o altro che riguardi il codice penale o civile. QUI STIAMO PARLANDO DI ALTRO, con il solo scopo di capirci e trovarci entrambi più ricchi (di idee) alla fine della conversazione; nel caso il tuo scopo fosse quello di avere ragione, hai già vinto.

    Libertà di scelta va bene, ma ci vuole anche trasparenza di INFORMAZIONE. E L’INFORMAZIONE cruda e semplice dice semplicemente che L’OMEOPATIA NON FUNZIONA.
    M- “Libertà va bene ma…” ; nessun ma! Libertà va bene, è indispensabile e non c’è nessun ma! L’informazione e la trasparenza non cozzano mai con la libertà!
    Se per te ( io non mi esprimo perchè non ho i mezzi per affermare o negare nulla sull’omeopatia) l’omeopatia non funziona e ne sei certo, è sufficiente che tu ti rivolga ad un medico allopatico e che ti faccia prescrivere il farmaco! Chiaro? Il solo fatto di volere limitare la libertà di coloro che intendono farsi curare con l’omeopatia, mi fa ribollire il sangue, per il semplice motivo che inquadro questi soggetti nei portatori di libertà assolute; nei costrittori delle libertà altrui; nei produttori di autodafè (bruciatori di libri). LIBERTA’ SIGNIFICA IL PERMETTERE A TE DI CURARTI COME CREDI E PERMETTERE AD ALTRI DI FARE ALTRETTANTO! QUESTA E’ LA LIBERTA’ SE POI TU PENSI CHE ALTRI VENGANO IMBROGLIATI, SEI LIBERO DI PENSARLO; GLI ALTRI PENSERANNO ALTRETTANTO DI TE. CHIARO?

    M- Fatelo sapere a chi ha intenzione di curarsi in quel modo, e poi vediamo se quelle industrie continueranno a guadagnare MILIARDI spacciando acqua e zucchero come rimedio universale per qualunque cosa.
     
    M- sei liberissimo di comunicare il tuo pensiero, perché questa è la libertà, e non temere che le case farmaceutiche non hanno certo bisogno dei tuoi consigli e dei tuoi suggerimenti. Se malgrado tutta la potenza espressa dalle case farmaceutiche, l’omeopatia (che non conosco) viene praticata da sempre più persone, la cosa mi porta a riflettere. A te non so, ma ti lascio le tue certezze e ti suggerirei di fare altrettanto con chi non la pensa come te, se non hai argomentazioni tali da convincerli del contrario.
    PER QUANTO RIGUARDA LA LIMPIDEZZA DELLE INFORMAZIONI DATE DALLE CASE FARMACEUTICHE ALLOPATICHE, BASTEREBBE SAPERE LEGGERE… IL BUGIARDINO! BUGIARDINO… BUGIARDINO… BUGIARDINO…

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  • 21 Luglio 2012 in 23:55
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    Secondo i sostenitori dell’omeopatia, per garantire la libertà di cura deve funzionare così:
    – io ho un problema fisico
    – devo scegliere tra due cose, senza dirmi che una funziona e l’altra NON FUNZIONA
    Che razza di scelta è? Dev’esserci la libertà di scelta, ma io non posso avere la libertà di guarire e magari DEVO MORIRE PERCHÉ UN’AZIENDA DEVE PRODURRE ACQUA ZUCCHERATA?
    Quanti test hanno condotto le case “omeopatiche” come la Boiron (che fattura OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO l’anno – fonte Boiron) per dimostrare gli effetti di una loro sostanza tanto da indicarla contro l’influenza e non contro il dolore al ginocchio? ZERO. Non c’è la medicina “allopatica”. C’è la sostanza che ha un effetto misurabile e una sostanza che non è distinguibile dall’acqua. Quest’ultima per dargli un nome la chiamano “omeopatica”, ma è un TRUCCO.
    Del resto, una sostanza che non interagisce con nessun’altra sostanza e non ha controindicazioni non può che essere il NIENTE. Se avesse un effetto AVREBBE CONTROINDICAZIONI, ma non ce le ha.
    La gente deve scegliere, ma deve poterlo fare sapendo che c’è una sostanza che NON FUNZIONA ed una che HA UN EFFETTO. Non può scegliere se gli si nasconde che NON HA EFFETTI.
    Non è difficile da capire! È come far scegliere ad un alcolizzato tra due marche di birra senza dirgli che una è analcolica! A quello non interessa la marca della birra o come la fanno, se è cruda o doppio malto! Vuole solo l’effetto, VUOLE SOLO SBRONZARSI!
    Se il problema è arricchire la Boiron e non la Pfizer, sono problemi psicologici che non mi competono. Per me pari sono, l’unica cosa che importa è l’effetto che hanno sul corpo. E le sostanze chiamate “omeopatiche” non ce l’hanno, non ce l’hanno mai avute e dato che sono passati 200 anni non ne avranno MAI.
    Poi davanti ad informazioni chiare la gente può anche decidere di ingoiare un topo morto per guarire dalla dissenteria, sono cavoli loro. Ma almeno LO SANNO. E fargli prendere decisioni senza un’informazione completa è un CRIMINE.
    Il resto è chiacchiera per sviare dal problema.

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  • 22 Luglio 2012 in 01:04
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    LeFouReloaded
    Postato luglio 21, 2012 alle 23:55

    Secondo i sostenitori dell’omeopatia, per garantire la libertà di cura deve funzionare così:
    – io ho un problema fisico
    – devo scegliere tra due cose, senza dirmi che una funziona e l’altra NON FUNZIONA
    Che razza di scelta è? Dev’esserci la libertà di scelta, ma io non posso avere la libertà di guarire e magari DEVO MORIRE PERCHÉ UN’AZIENDA DEVE PRODURRE ACQUA ZUCCHERATA?
     
    M- Io mi ritengo una persona equilibrata e paziente ed ho compreso subito che non era il caso di risponderti per avere un dialogo con te, ma l’ho fatto con lo scopo di utilizzare te per comunicare al altri ciò che intendo: devo ringraziarti perché sei uno “strumento perfetto”: in una rete intranet verresti definito come “terminale stupito” Ovviamente stupido non sta per offesa, ma sta per strumento inattivo.

    Quanti test hanno condotto le case “omeopatiche” come la Boiron (che fattura OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO l’anno – fonte Boiron) per dimostrare gli effetti di una loro sostanza tanto da indicarla contro l’influenza e non contro il dolore al ginocchio? ZERO.
     
    M-Io non lo so quanti esperimenti hanno fatto! Tu lo sai? Mi posti dove ti sei documentato per fare queste affermazioni?
     
    Non c’è la medicina “allopatica”. C’è la sostanza che ha un effetto misurabile e una sostanza che non è distinguibile dall’acqua. Quest’ultima per dargli un nome la chiamano “omeopatica”, ma è un TRUCCO.
     
    M- Allopatico è un termine che generalmente viene utilizzato quando si fanno discussioni, soprattiutto se si tratta di discussioni sciocche, per distinguere la medicina scientifica da quella omeopatica, ma vedo che proprio non capisci e non m’importa se non capisci per limiti intellettuali oppure perché devi avere la ragione che io già ti diedi a priori: a me servi per lo scopo che ti descrissi: parlare a suocera perché nuora capisca. Omeopatia deriva da omeostasi che significa equilibrio:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Omeostasi
    NON M’INTERESSA DISCUTERE SE PER TE E’ UNA TRUFFA O MENO, IN QUANTO NE’ TU, Nè IO, NE TANTISSIMI ALTRI ABBIAMO LE CONOSCENZE PER DIMOSTRARLO e lo si deduce dallo stile dell’argomentare!
    IO PARLO DI LIBERTA’ DI POTERE FARMI FOTTERE SE MI VA E SE IO VOGLIO FARMI FOTTERE TU DOVRESTI FARTI I CAZZI TUOI, VISTO CHE NESSUNO TI OBBLIGA DI FARTI FOTTERE A TUA VOLTA! DIFFICILE DA CAPIRE?

    Del resto, una sostanza che non interagisce con nessun’altra sostanza e non ha controindicazioni non può che essere il NIENTE. Se avesse un effetto AVREBBE CONTROINDICAZIONI, ma non ce le ha.
     
    M- proprio non capisci, ed è per questo che mi sei così utile: va bene, hai ragione, non funziona, non cura nulla! Ma che cazzo t’importa se uno sta bene con l’assunzione di un placebo? Se è acqua pura, senza alcuna memoria, almeno non fa male e se uno è contento così e si sente meglio solo assumendo un placebo, vuoi impedirgli di prenderlo?
    CI SONO MIGLIAIA DI PERSONE CHE OGNI ANNO VANNO IN PELLEGRINAGGIO A LOURDES PER CURARE GRAVI MALATTIE e molti ritornano che pur non essendo guariti stanno molto meglio: vuoi denunciare la chiesa per truffa? VUOI IMPEDIRE A QUESTI AMMALATI DI ANDARE A LOURDES O AD ALTRI SANTUARI? POSSO SPIEGARTI PER L’ULTIMA VOLTA CHE SONO CAZZI LORO? QUESTA E’ LIBERTA’; LIBERTAAAA’

    La gente deve scegliere, ma deve poterlo fare sapendo che c’è una sostanza che NON FUNZIONA ed una che HA UN EFFETTO. Non può scegliere se gli si nasconde che NON HA EFFETTI.
     
    M- Senti, se vi fossero gli estremi della truffa, sarebbe compito della magistratura e di nessun altro. Tu hai solo la libertà di affermare che non credi ad effetti farmacologi dell’omeopatia; punto! La gente sceglie secondo le sue convinzioni e le sue conoscenze e tu, per chi non la pensa come te, sei un coglioncione che paga per farsi avvelelnare: opinione legittima quanto la tua, con la sola differenza che nessuno si “mette di traverso” affincheè tu non ti possa curare come credi, come invece vorresti fare tu con altri; chiaro?

    Non è difficile da capire! È come far scegliere ad un alcolizzato tra due marche di birra senza dirgli che una è analcolica! A quello non interessa la marca della birra o come la fanno, se è cruda o doppio malto! Vuole solo l’effetto, VUOLE SOLO SBRONZARSI!
     
    M- qualcuno ci scampi dai “Savonarola” come te, oppure che qualcuno ce li tolga dalla palle una volta per tutte. Te lo ripeto per l’ennesima volta: NON SO NULLA DI MEDICINA, MA VOGLIO ESSERE LIBERO DI CURARMI CON QUELLO CHE MI PARE E SE VOGLIO ANDARE A CURARMI A LOURDE, NESSUN COGLIONCIONE DEVE METTERSI A ROMPERMI LE PALLE DICENDO CHE VADO A FARMI TRUFFARE: SONO AFFARI MIEI! CHIAROOOO?

    Se il problema è arricchire la Boiron e non la Pfizer, sono problemi psicologici che non mi competono. Per me pari sono, l’unica cosa che importa è l’effetto che hanno sul corpo. E le sostanze chiamate “omeopatiche” non ce l’hanno, non ce l’hanno mai avute e dato che sono passati 200 anni non ne avranno MAI.
     
    M- TE LO DEVO RIPETERE? sono affari di chi sceglie e non tuoi, visto che nessuno t’impedisce di curarti come vuoi!

    Poi davanti ad informazioni chiare la gente può anche decidere di ingoiare un topo morto per guarire dalla dissenteria, sono cavoli loro. Ma almeno LO SANNO. E fargli prendere decisioni senza un’informazione completa è un CRIMINE.
     
    M- se le cose sono chiare solo perché coincidono con il tuo modo di pensare, allora hai diversi problemi da risolvere. Se nell’omeopatia vi fosse qualcosa di truffaldino sarebbe compito della magistratura e se questa non agisce, dubito che si tratti di truffa.

    Il resto è chiacchiera per sviare dal problema.
     
    M- A me le tue chiacchiere sono servite moltissimo, ma ora credo di avere esurito tutti gli argomenti sull’oggetto del nostro discorso: LIBERTA’ DI CURA, CHE GIUNGE FINO ALLA LIBERTA’ DI CREDERE AI MIRACOLI DI LOURDES: tutto il resto son ciance di pessimo gusto.

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 08:31
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    Noto che ermetico è svanito, Alberto pure. Alberto grazie della risposta, hai chiarito un concetto laterale al discorso ma si impara sempre qualcosa.
    Per il dialogo tra i nuovi due “avversari”: Max, non hai risposto agli appunti che ti ho fatto nel mio pro post chilometrico.  Comunque Faccio notare che la lunga discussione è scaturita da un FATTO: UNA CASA OMEOPATICA VIENE MESSA SOTTO ACCUSA. Perché? Perché ha pagato soldi per diffamare un ricercatore, titolare di una cattedra di medicina complementare (non penso quindi al soldo di chissà quale casa) che, dopo vent’anni di ricerche, pubblica risultati SCIENTIFICI sull’inefficacia di un certo tipo di cure, e invece di contestarli nel merito (forse perché non sono contrstabili?…) Possiamo ritornare a questo FATTO, a questi DATI che non penso né Max né ermetico abbiano letto, e commentarli?
    Per la libertà di cura: Max, non funziona cosi. La maggioranza (a torto o a ragione) si fida della medicina tradizionale. La maggioranza decide come investire le tasse di tutti. Anche per la medicina e le cure. Quando la maggioranza saranno gli omeopatici, la situazione sarà ribaltata. È la democrazia, mi spiace. Se vuoi curarti con erbe e acqua, sei libero di farlo, non coi miei soldi però.
    Un appunto: il metodo Di bella era stato avviato a diverse fasi di sperimentazione da Veronesi, ai tempi. Risultato: non funziona. Quando uno vuole negare l’evidenza…
    Un altro appunto: se è cosi miracolosa, perché non è andato in qualche Stato meno nazista fascista e quant’altro del nostro, e li ha applicato li la sua cura definitiva? Non tutti i paesi sono come l’Italia o gli Usa.
    Io non nego l’efficacia di certe cure omeopatiche. Discuto gli attuali risultati scientifici, che semplicemente, non ci sono.

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 10:33
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    Sulla libertà di cura. NON significa che hai anche la libertà di farti pagare la cura, significa SOLO che puoi scegliere come curarti, A TUE SPESE.

    Il rimborso delle cure è una questione sociale. La società decide (è una decisione, come altre, anche se personalmente sono molto a favore) che è un bene per la società stessa che la gente abbia accesso gratuito ai mezzi per guarire. E quindi decide la società se un mezzo guarisce o meno. E lo fa richiedendo a chi propone le cure di PROVARE che queste sono efficaci. Non dicrimina un tipo di cura su un’altra, stabilisce una procedura. Se si scopre, anche a posteriori, che una cura è inefficace, non viene più rimborsata. Se si scopre che è dannosa, viene ritirata dal commercio.

    L’omeopatia non ha mai dimostrato di essere efficace. Lo studio che viene più citato per dimostrare che funziona (perché intravede qualcosina se impili insieme tutti gli studi fatti per qualsiasi malattia) conclude che non ha un’efficacia maggiore del placebo per nessuna patologia. Quindi non deve essere rimborsata. Punto. La libertà di cura non c’entra.

    Far causa per truffa? Si comincia a farle. L’Oscillococcinum dichiara di fornire una protezione antiinfluenzale e non è vero? Chi si è beccato l’influenza ha cominciato a protestare.

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 16:32
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    “Sulla libertà di cura. NON significa che hai anche la libertà di farti pagare la cura, significa SOLO che puoi scegliere come curarti, A TUE SPESE.”
    La libertà di cura presuppone la libertà di scelta e quindi di informazione , ma se l’informazione è distorta e diventa disinformazione è praticamente impossibile scegliere e valutare correttamente .Lo Stato dovrebbe fornire gratis l’omeopatia cosi come fà la Germania o altri paesi e la libertà è quella di non dover pagare per curarsi .Invece si assiste al dominio di pseudo cure che , come visto in questi post , causano altre malattie spesso più gravi delle precedenti e si muore per colpa della cura , un paradosso ma tant’è. L’omeopatia costa un decimillesimo , specie se fabbriche di Stato potessero essere impiantate e garantire cosi un costo basso e per tutti , mentre invece si sceglie di finanziare lautamente al limete del collasso economico , farmaci che causano altre malattie , l’omeopatia almeno essendo “acqua fresca” non dovrebbe far nessun danno collaterale ed è proprio questo il problema … i vampiri sionisti poi di cosa si nutrirebbero ?
    “Far causa per truffa? Si comincia a farle. L’Oscillococcinum dichiara di fornire una protezione antiinfluenzale e non è vero? Chi si è beccato l’influenza ha cominciato a protestare.”
    Se la metti su questo piano i vaccini antinfluenzali costano cari e la febbre viene in ogni caso , ma dicono che riduca la durata , come se a priori sapessero quanto può durare un attacco febbrile …una barzelletta che solo i sionisti possono esclamare senza ritegno …
    “Per la libertà di cura: Max, non funziona cosi. La maggioranza (a torto o a ragione) si fida della medicina tradizionale. La maggioranza decide come investire le tasse di tutti.”
    La maggioranza decide solo per se stessa perchè se le pecore vanno dove dice il cane stiamo freschi …e quindi la maggioranza di cretini che non sanno leggere e scrivere come l’Italia attuale , non può deicdere di regalare soldi a chi compra politici -medici -avvocati -istituzioni varie tramite mazzette , fin fino a raggiungere i medici di base di persona e promettere un tot a prescrizione o vacanze pagate in Brasile o in altri posti , per compensare il loro asservimento .
    Se poi vogliamo anche parlare del problema del fustellamento truffaldino che molte   , le farmacie usano fare …sprecare i soldi in questo modo per far arricchire una pletora di personaggi loschi che hanno scambiato la loro professione per semplice commercio speculativo , sbeffeggiando il giuramento fatto ..beh allora ci deve essere “qualcosa” di marcio .
    Visto che l’omeopatia costa una frazione infinitesa di soldi dello Stato sarebbe opportuno che questa fosse gratis o paragonabile alle altre cure , visto che la usano correntemente 7-8 milioni di persone informate e di sicuro hanno informazioni molto dettagliate su come si usano quando e perchè , sopratutto perchè gli omeopati parlano di più e non prendono il primo rimedio fornito dal medico indottrinato a dovere dal portaborse di una multinazionale .
     

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 16:50
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    «Visto che l’omeopatia costa una frazione infinites(im)a di soldi dello Stato sarebbe opportuno che questa fosse gratis o paragonabile alle altre cure , visto che la usano correntemente 7-8 milioni di persone»
    Se la usano 7-8 milioni di persone, è il 13% della popolazione e quindi far pagare le sostanze allo Stato non sarebbe più una frazione infinitesima della spesa sanitaria ma (appunto) il 13%.
    L’utente non si dimostra ferrato in matematica. Le società che producono acqua zuccherata (aka omeopatici) invece li sanno fare benissimo i conti, dato che con quello che propongono questi difensori dei ricchi sfondati andrebbero a guadagnare un bel pacco di soldini. Dal giorno dopo, sicuramente tutti questi soloni antiscientifici ed antirealistici partirebbero lancia in resta a dire che, siccome l’acqua sporca la passa lo Stato, allora funziona eccetera eccetera.
    Il tutto per un’ideologia. Mah.

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 18:58
    Permalink

    ULTIMO COMMENTO: UN SALUTO A TUTTI
     
    LIBERTA’ DI CURA:
    http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/liberta_di_cura.htm
     
    TRUFFE SUI FARMACI
    http://www.youtube.com/watch?v=19g6X56Fcmc
    http://www.youtube.com/watch?v=hFd31bU2KTs&feature=related
     
    Basterebbe questo e dopo l’informazione vi farete anche una sana risata, ma se volete approfondire accomodatevi.
     
    http://www.rivistapaginauno.it/Farmaci-business-aulin.php
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/05/farmaceutica-menarini-e-bms-accusate-di-truffa/149906/
    questa sera non perdetevi le jene (truffe farmaceutiche)
    http://www.reikinet.it/visual_sottocat.php?titolo=FARMACI%20E%20FARMACEUTICA&lin=1&ID_sottocat=1440&titolo_sotto=La%20truffa%20del%20vaccino%20contro%20l%27influenza%20suina
     
    Concludo!
     
    Io ho precisato subito che conosco nulla di medicina e mi son guardato bene dall’entrare nella diatriba omeopatia sì, omeopatia no. Inoltre mi sono trovato “inondato” da una sapienza tale che è stato un piacere leggere e mi son chiesto come mai nessuno di questi “sapienti” non ci precisasse l’anno in cui fu premiato dal Nobel sulla medicina.
     
    L’unica cosa che mi interessava discutere erano i termini con i quali si potrebbe definire la LIBERTA’ DI CURARSI con tutto ciò che la magistratura ritiene lecito, fino a prova contraria, perchè discutere di truffe ci porterebbe in un campo infinito che riguarda tutto il mondo farmaceutico. Non ci sono riuscito e deduco che è stato per causa mia, perché di fronte a tanta sapienza non sono stato all’altezza.
    Vorrei ricordarvi anche che, solo 40 anni or sono, se qualcuno avesse dichiarato di curarsi con l’agopuntura, poco ci sarebbe mancato che non l’avessero ricoverato in manicomio.
    Tenetevi tutta la vostra sapienza e sbrodolastela tutta gli uni sugli altri, ma se ogni tanto vi sovvenisse qualche sano dubbio, che incrinasse un pochino qualcuna delle vostre certezze, ci guadagnereste in salute. Per invitarvi a questa sana riflessione vi avevo citato a proposito la storia del dott. Ignaz Semmelweis , ma da come si è poi sviluppata la discussione, sono certo che a nessuno dei “quasi Nobel” sia importato una beata… cippa, ed abbia perso qualche minuto per capire se si fosse trattato del suo “vicino di casa”.
    Non ho altro da dire e credo neppure da leggere

     

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 21:50
    Permalink

    @Dubbioso
     
    Oh non sono sparito, io sono sempre qua, nascosto nell’ombra, pronto a colpire quando meno ve lo aspettate… muahahahah!
     
    No, in realtà è che ormai ho capito con chi parlo, e quindi evito di buttare troppo tempo. Sto comunque ancora aspettando da ermetico la spiegazione di come l’acqua possa considerarsi un condensato di B-E a temperatura ambiente, dato che lui la laurea non l’ha presa al cepu come me sarà sicuramente in grado di spiegarmelo 🙂
     
    Su questo forum comunque trovi sempre qualcuno disponibile per spiegazioni, anche se a volte sembra che non ci sia nessuno.

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 21:57
    Permalink

    Le offese di Max (che evidentemente sono state cancellate, e giustamente dato il loro livello di trivialità, ma che ho ricevuto via mail come tutti i messaggi) sono sintomatiche dell’assoluta mancanza di argomenti.
    Non mi è stato risposto a niente di niente, quindi ritengo di avere ragione. Ergo, lui ha torto.

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 22:26
    Permalink

    LeFouReloaded
    Postato luglio 22, 2012 alle 21:57

    Le offese di Max (che evidentemente sono state cancellate, e giustamente dato il loro livello di trivialità, ma che ho ricevuto via mail come tutti i messaggi) sono sintomatiche dell’assoluta mancanza di argomenti.
    Non mi è stato risposto a niente di niente, quindi ritengo di avere ragione. Ergo, lui ha torto.
     
    ^__^
     
    Non ho più nulla da dire sull’argomento, ma quando s’incontrano certe personcina, si può aggiungere ancora qualcosa.
     
    Intanto vorrei sapere quali offese io ti avrei inviato via e-mail e quali sono state cancellate, visto che tutto ciò che io ho postato si trova nel forum: puoi postarlo tranquillamente, così lo scoprirò anche io.
     
    che tu fossi una persona con qualche problema che ha bisogno di conferme lo si era capito fin dal tuo primo commento e a quel gener di persone io dò subito ragione; anzi spesso dò loro ragione ancora prima che essi espongano il loro pensiero.
     
    ^__^
     
    Tranquillo ora? Se cerchi nel commento delle :

    Max Stirner
    Postato luglio 22, 2012 alle 01:04
    sta scritto:

    M- proprio non capisci, ed è per questo che mi sei così utile: va bene, hai ragione, non funziona, non cura nulla!

    e poi ancora

    “ perché devi avere la ragione che io già ti diedi a priori:”

    Sei contento di tutte queste ragioni?  ^__^

    Te lo confermo di fronte a tutti i lettori di questo forum, perché nel ribadirlo, avevi bisogno ancora di qualche conferma.

    HAI RAGIONE!

    Ciao caro.

    Un saluto a tutti coloro che hanno qualche dubbio e non hanno sempre ragione.

    Rispondi
  • 22 Luglio 2012 in 22:54
    Permalink

    Certo che ho ragione. Infatti per l’ennesima volta non hai risposto.
    Buona vita con le tue certezze.

    Rispondi
  • 23 Luglio 2012 in 03:11
    Permalink

    Caro Max, onestamente sono poco interessato alla tua diatriba con LeFou. Personalmente, penso che nessuno abbia letto quantomeno il mio ultimo post, in cui chiedevo commenti alla notizia, e non alle superquestioni affrontate. Vale a dire: un colosso che guadagna miliardi viene accusato di aver pagato un giornalista per infangare un ricercatore che metteva in dubbio (con dati ed esperimenti) le proprietà di quanto venduto. Tu che hai uno spirito evidentemente molto critico (il che ti assicuro è quello che mi spinge a stare dietro a questa discussione), cos’hai da dire? Soprattutto alla mia domanda: perché invece di rispondere al ricercatore con i dati dei suoi successi, ha pagato un giornalista per infangarlo con menzogne e falsità? Coscienza sporca?
    Ho letto tutti i link/post che hai suggerito. L’aulin è un caso noto spero a tutti, la questione della B17 mi incuriosiva e mi incuriosisce tuttora, non escludo che possa essere vero. Lo spero, anzi. Di case farmaceutiche messe sotto accusa ci son notizie ogni mese, sicuramente non penso siano dei santi, anzi direi il contrario. La notizia del vaccino antifumo non vedo cosa c’entri, dato che 1) è in fase di sperimentazione e sembra ottenere risultati e 2) mi chiedo come reagirebbe la Philip Morris ad una notizia del genere… anche loro erano maestri nel truccare i risultati “scientifici” sui danni del fumo. Scontro tra superlobby?
    Detto questo, siete andati fuori tema anche nel fuori tema. Lo ripeto, perché nessuno parla più della notizia “originale”, è incredibile. Però il tuo problema è che nell’invitare tutti ad uno spirito critico (tranquillo che ce l’ho, seguo per curiosità tutto ciò che mi passa sotto tiro), ti sei accostato ad Ermetico che, su esplicite richieste, non ha saputo fornire nulla se non qualche teoria non dimostrata. Inoltre, ti sei accostato a lui nel commentare come falso qualunque esperimento/statistica/analisi arrivasse dalla ricerca “ufficiale”, vedi i dati sulla ricomparsa del tumore dopo una chemio. Lascio perdere il mancato approfondimento sul metodo Di BElla (che usa chemioterapici, in minima parte ma li usa… il che fa ridere), sulla sua sperimentazione da parte di Veronesi, e tutta un’altra serie di questioni (come il condensato di Bose Einstein). Quindi, la dinamica è stata: tutti dicono A -> no, io dico B perché è vero B -> dimostracelo! -> è così perché è così, è A che è falso! -> dire che A è falso non implica che B sia vero -> non capite niente!
    Mi permetto di ritenermi persona critica, e infatti ho approfondito questioni spinose (11 settembre) e questioni stupide (scie chimiche, HAARP), facendomi un’idea il più possibile variegata e ascoltando tutti. Ma anche quando mi trovavo contro la “maggioranza”, non ho mai fatto come Ermetico o come te. Mi lascio aperto al dubbio, se domani mi dimostrano che con le erbe si cura il cancro, sarò felicissimo. Nel frattempo, leggo i risultati della medicina tradizionale e non mi sembrano corrispondere a quelli dati da Ermetico. Se mi producete uno studio (fatto da voi o da chiunque altro) che lo contesti, lo leggerò, come ho già letto e commentato gli altri.
    Di Semmelweis sapevo, ho riletto quando l’hai nominato; e ti ripeto: e quindi? Lui ha esposto dati e teoria, la scienza ufficiale (come sempre succede) l’ha inizialmente escluso. E allora? Se non sei un addetto ai lavori, non puoi sapere se sei di fronte a Semmelweis o a Vanna Marchi.
    CONCLUDO:
    nessuno si spaccia/spacciava per conoscitore spargi-conoscenza, almeno non io. Però, all’urlo di svegliatevi, ermetico ha liquidato sdegnato qualunque richiesta di chiarimento (che dista anni luce dal metodo scientifico, non quello delle case farmaceutiche, quello di Galileo), e tu hai fornito la spalla affrontando un altro tema (verso la fine, perché prima semplicemente confutavi dati anche tu); tema molto pericoloso, perché qui il problema è che come le case farmaceutiche, anche le case omeopatiche si fanno i soldi sulle malattie altrui, con la differenza che non ottengono gli stessi risultati. E quindi si avvicinano pericolosamente ai casi di Vanna Marchi, che vendeva intrugli magici per curare il cancro. Capisci il problema? Una sorte di circonvenzione d’incapace, di profittatore di tragedie altrui. Quindi, come non voglio che Vanna Marchi sia pagata dallo stato per vendere le sue brodaglie, non voglio che lo siano altre cose che NON ottengono i risultati. Ad ora, l’omeopatia va benissimo per depurare il fegato, per aiutarti con le allergie, e via dicendo, tutte cose risolvibili anche con medicine che passa la mutua, ma visto che i soldi per tutti non ci sono, ad ora la scelta è questa. Se poi non capisci il problema e continui ad invocare la “libertà”, ti ricordo che sei libero di andare da Vanna Marchi, a Lourdes, in ospedale, in clinica privata, dall’omeopata o da Ermetico e da Di Bella. La differenza, tra tutte queste cose, è che l’unica pagata dallo Stato è l’ospedale. Confondi la libertà con un po’ di altre cose. Anche io vorrei scegliere tra far imparare a mio figlio inglese e cinese mandarino, purtroppo lo Stato mi passa solo l’inglese, alla scuola statale. Magari si sbaglia, ma allora devo convincerlo a cambiare lingua (io e il mio partito/movimento/quant’altro), perché i soldi per insegnare TUTTE le lingue non ci sono. Ok? Capito il concetto?
    Ti saluto, è stato molto istruttivo tutto il dibattito, in ogni caso, e io, come Popper ci insegna, cerco sempre di falsificare QUALUNQUE cosa, non do mai nulla per certo. Forse, caro Max, dovresti dirlo ad Ermetico 🙂
     

    Rispondi
  • 23 Luglio 2012 in 13:39
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    Per il momento leggetevi questo sul sito scetticamente.it “Lo scorpione in aula:Bocciato” By Rosa Contino.prima che vi arrestino per burrattinaggio.

    Rispondi
  • 23 Luglio 2012 in 14:19
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    Prima di cominciare a screditare qualcosa, preparate la vostra attrezzatura. Attrezzatura necessaria: una poltrona. Assumete la giusta espressione. Curate di avere un’aria condiscendente che suggerisca che le vostre personali opinioni sono sostenute dalla completa fiducia e credito divino.

    Utilizzate termini vaghi, soggettivi, e di discredito, come “ridicolo” o “banale” in un modo da suggerire che abbiano tutta la forza dell’autorità della scienza.

    Dipingete la scienza non come un processo di scoperta da condurre a mente aperta, ma come una guerra santa contro sfrenate orde di infedeli, adepti della ciarlataneria. Poiché in guerra il fine giustifica i mezzi, potete falsare, travisare o violare il metodo scientifico, o persino ometterlo del tutto, nel nome della difesa del… metodo scientifico.

    Mantenete i vostri argomenti quanto, più astratti e teorici possibile. Ciò “manderà il messaggio” che le teorie accettate schiacciano ogni effettiva evidenza che possa sfidarle – e che perciò non vale la pena di esaminare nessuna evidenza di tal genere.

    Rafforzate l’errore comune secondo cui alcuni argomenti sono di per sé non scientifici. In altre parole, confondete deliberatamente il processo scientifico col prodotto della scienza.

    (Qualcuno potrebbe, naturalmente, obiettare che, essendo la scienza un metodo universale per la ricerca della verità, deve essere neutrale rispetto all’argomento, e che quindi soltanto il processo investigativo può essere scientificamente responsabile o irresponsabile. Se ciò accadesse, liquidate queste obiezioni utilizzando un metodo impiegato con successo da generazioni di politici: semplicemente rassicurate tutti che “non vi è alcuna contraddizione!”).

    Organizzatevi in modo tale da far sì che il vostro messaggio abbia eco in personaggi autorevoli. Il livello fino a cui potete travisare la realtà è direttamente proporzionale al prestigio dell’araldo da voi scelto.

    Riferitevi sempre alle affermazioni non ortodosse dicendo “sostiene che”, “si dice”, e alle vostre asserzioni come “fatti” che sono “stabiliti”.

    Evitate di esaminare la tangibile evidenza. Ciò vi permette di dire impunemente “Non ho visto assolutamente alcuna evidenza a supporto di queste ridicole voci!” (Si noti che questa tecnica ha retto alla prova del tempo, e risale almeno ai tempi di Galileo. Semplicemente rifiutando di guardare attraverso il telescopio, le autorità ecclesiastiche hanno guidato la Chiesa per tre secoli, con trasparenza, svincolata dalla necessità di dover negare!).

    Se diviene inevitabile esaminare l’evidenza, commentate di rimando: “non c’è niente di nuovo qui!”. Se venite messi di fronte ad un’inconfutabile prova che è sopravvissuta ai test più rigorosi, semplicemente liquidatela con un “troppo comodo”.

    Identificate la necessaria componente scettica della scienza con la totalità della scienza. Enfatizzate quegli elementi della scienza angusti, stringenti, di rigore e di critica, a detrimento di quelli connessi all’intuizione, all’ispirazione, all’esplorazione e all’integrazione. Se qualcuno ha delle obiezioni, accusatelo di vedere la scienza in termini esclusivamente indistinti, soggettivi o metafisici.

    Insistete che il progresso della scienza dipende dalla capacità di spiegare l’ignoto in termini del noto. In altre parole, scienza è uguale a riduzionismo. Potete applicare l’approccio riduzionistico in ogni situazione mettendo da parte via via sempre più evidenze fino a che il poco che resta si può finalmente spiegare interamente in termini della conoscenza già sistematizzata.

    Minimizzate il fatto che la libera indagine e il legittimo disaccordo sono una parte normale della scienza.

    Rendetevi disponibile per i produttori dei media che cercano “commenti bilanciati” su visioni non ortodosse. Comunque, acconsentite a partecipare soltanto a quelle presentazioni i cui limiti di tempo e i cui pregiudizi a priori, impediscano lussi come: discussioni, dibattiti e possibilità di replica.

    Ad ogni opportunità, rafforzate la nozione che «ciò che è familiare è necessariamente razionale». Il non familiare è dunque irrazionale e di conseguenza inammissibile quale evidenza.

    Affermate categoricamente che l’inconvenzionale deve essere rifiutato come, al massimo, un’onesta ma errata interpretazione del convenzionale.

    Marchiate i vostri oppositori come “creduloni acritici”. Liquidate sommariamente la nozione che anche voler sfatare tutto rivela un credo acritico, sebbene nello status quo.

    Sostenete che, nell’investigazione di fenomeni non convenzionali, una singola pecca invalida il tutto. Nei contesti convenzionali, però, potete saggiamente ricordare il detto secondo cui: “dopo tutto, le situazioni sono complesse e gli esseri umani imperfetti”.

    Una lametta medievale

    Il “Rasoio di Occam” (2), o “principio della parsimonia”, dice che la spiegazione corretta di un mistero coinvolgerà, di solito, principi fondamentali. Insistete, dunque, che la spiegazione standard è quella corretta, perché non implica assunzioni ulteriori! Denunciate con forza che il Rasoio di Occam non è semplicemente un metodo filosofico empirico, ma una legge immutabile.

    Scoraggiate con forza ogni studio della storia che possa rivelare il dogma di oggi come l’eresia di ieri. Così pure, evitate di discutere i numerosi paralleli, storici, filosofici e spirituali, tra scienza e democrazia.

    Poiché il pubblico tende a non avere chiara la distinzione tra prova ed evidenza, fate il vostro meglio per mantenervi in questa tenebra. Se manca una prova assoluta, affermate categoricamente che “non c’è evidenza! “.

    Se viene presentata evidenza sufficiente a garantire la necessità di ulteriori investigazioni di un fenomeno inusuale, sostenete che “l’evidenza da sola non prova nulla!”. Ignorate il fatto che nessuno suppone che l’evidenza preliminare debba provare qualcosa.

    In ogni caso, insinuate che la prova precede l’evidenza. Questo eliminerà la possibilità di cominciare ogni processo significativo di investigazione — specie se non è stato già stabilito alcun criterio di prova per il fenomeno in questione.

    Insistete che i criteri di prova non possono in alcun modo essere stabiliti per i fenomeni che non esistono.

    Sebbene si supponga che la scienza non debba tollerare standard vaghi o duplici, insistete sempre che i fenomeni non convenzionali devono essere giudicati da un separato, ancora non ben definito, insieme di regole scientifiche. Fate ciò dichiarando che “affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie” – ma attenzione a non definire mai dove termina “l’ordinario” e dove comincia “lo straordinario”. Questo vi permetterà di confezionare un orizzonte delle evidenze che regredisce ad infinito; cioè, di definire l’evidenza “straordinaria” come quella che giace esattamente fuori dalla portata, in ogni istante di tempo.

    Allo stesso modo, insistete su classi di evidenze che sono impossibili da ottenere. Per esempio, dichiarate che i fenomeni aerei non identificati possono essere considerati reali soltanto se li possiamo portare nei laboratori per colpirli con dei martelli e analizzare le loro proprietà fisiche. Ignorate. e imprese delle scienze deduttive – l’astronomia, per esempio, che se la passa abbastanza bene senza dover portare esattamente i pianeti, le stelle, le galassie e i buchi neri nei laboratori per colpirli con dei martelli.

    Praticate il discredito per associazione. Ammucchiate insieme tutti i fenomeni che sono comunemente considerati paranormali e suggerite che i loro sostenitori e ricercatori parlano con una sola voce. In questo modo potete trascinare indiscriminatamente materiale da un caso ad un altro per supportare le vostre visioni così come vi necessita. Per esempio, se un’affermazione che ha qualche somiglianza superficiale con quella di cui si discute è risultata una frode (oppure è comunemente considerata così), citatela come se fosse un esempio appropriato. Poi assumete un sorriso gongolante, distendetevi sulla vostra poltrona e dite solo: “Sostengo la mia tesi”.

    Usate la parola “immaginazione” come un epiteto che si applica soltanto quando si vede qualcosa che non c’è, e non anche quando si nega qualcosa che c’è.

    Se un numero significativo di persone concorda di aver osservato qualcosa che viola la normale percezione della realtà, semplicemente ascrivetela ad una “allucinazione di massa”. Evitate di considerare la possibilità che la normale percezione della realtà possa essa stessa costituire un’allucinazione di massa.

    Ridicolo! (3)

    Ridicolo, ridicolo, ridicolo. È assolutamente la più potente e scoraggiante arma nella guerra contro la scoperta e l’innovazione. Il senso del ridicolo ha lo straordinario potere di rendere le persone — che abbiano virtualmente ogni tipo di opinione – completamente inconsce in un solo attimo. Fallisce soltanto nello sviare quelle poche persone che sono di mente sufficientemente indipendente da non cascare in quella specie di consenso emozionale che il senso del ridicolo genera.

    Con appropriate allusioni ed esempi, insinuate che il senso del ridicolo costituisca una caratteristica essenziale del metodo scientifico che può aumentare il livello di obiettività e di imparzialità con cui ogni ricerca è condotta.

    Se siete incalzati rispetto alla vostra nuova interpretazione del metodo scientifico, dichiarate che “l’integrità intellettuale è un argomento sottile”.

    Insinuate che gli investigatori dei fenomeni non ortodossi siano degli zeloti. Suggerite che allo scopo di investigare.’esistenza di qualcosa ci si deve prima credere assolutamente Poi pretendete che tutti questi “veri credenti” conoscano tutte le risposte alle loro domande più complesse in completo dettaglio già prima. Convincete gli altri della vostra personale sincerità rassicurandoli che voi stesso “vorreste credere nei fenomeni fantastici”. Eludete accuratamente il fatto che la scienza non è una questione di credere o non credere, ma di scoprire (4).

    Usate “fumo e specchietti”, cioè, annebbiamento ed illusione. Non dimenticate mai che una scivolosa mistura di Fatti, opinioni, insinuazioni, informazioni fuori contesto e di nette bugie raggirerà la maggior parte della gente nella maggior parte dei casi. Una piccola frazione di una parte di fatti su dieci parti di ca***te basterà normalmente per il trucco. (Alcuni “discreditatori” veterani usano diluizioni omeopatiche di fatti con notevole successo!).

    Coltivate l’arte di scivolare avanti e indietro tra fatto e finzione in maniera così impercettibile che il più inconsistente fondamento di verità apparirà come una solidissima base per l’intero vostro edificio di opinioni.

    Il metodo PTC

    Utilizzate la “PTC”: Pseudo-confutazione Tecnicamente Corretta. Esempio: se qualcuno fa notare che tutte le grandi verità sono iniziate come affermazioni blasfeme, rispondete immediatamente che non tutte le affermazioni blasfeme sono diventate grandi verità. Essendo la vostra risposta tecnicamente corretta, nessuno noterà che non confuta realmente l’osservazione iniziale.

    Banalizzate il singolo caso preso in considerazione, per banalizzare l’intero argomento in questione. Caratterizzate lo studio dei fenomeni ortodossi quale profondo e impegnativo, descrivendo invece lo studio dei fenomeni non ortodossi come così inconsistente da non richiedere nient’altro che uno sguardo ai giornali scandalistici. Se venite incalzato sull’argomento, dite semplicemente «ma h non c’è niente da studiare! “.

    Caratterizzate ogni serio ricercatore di argomenti non ortodossi come «buffo” o “bizzarro”, o come “sedicente” – le parole d’ordine favorite dai media per “falso”.

    Ricordate che la maggior parte delle persone non ha abbastanza tempo o competenza per un’attenta discriminazione, e tende ad accettare o rigettare tutto di una situazione non familiare. Quindi discreditate l’intera storia sforzandovi di discreditarne una parte. Ecco come: a) prendete un elemento del caso che sia completamente fuori contesto; b) trovate qualcosa di banale che possa ipoteticamente spiegarlo; c) quindi dichiarate che quell’elemento è stato spiegato; d) organizzate una conferenza stampa e annunciate al mondo che l’intero caso è stato spiegato!

    Assumete un illusionista professionista che possa imitare il fenomeno in questione; per esempio ESP (5), psicocinesi o levitazione. Ciò convincerà il pubblico che i testimoni originali di tali fenomeni devono essere stati a loro volta illusionisti di talento (o persone ingannate da essi) che si erano fatti beffe del fenomeno originale esattamente nello stesso modo.

    Trovate un fenomeno banale che, ai profani, appaia identico al fenomeno descritto. Quindi suggerite che l’esistenza di riproduzioni dozzinali in qualche modo proibisce l’esistenza dell’oggetto originale. Per esempio, deducete che poiché la gente vede «facce” nelle rocce e nelle nuvole, l’enigmatica faccia su Marte deve essere un’illusione simile e che quindi’ non può in alcun modo essere artificiale.

    Quando un fenomeno inspiegato mostra evidenza di un’intelligenza (come nel caso dei misteriosi cerchi nel grano) focalizzate l’attenzione esclusivamente sul meccanismo che potrebbe essere stato brandito dall’intelligenza piuttosto che sull’intelligenza che potrebbe aver brandito il meccanismo. Più attenzione dedicate al meccanismo, più facilmente potete distrarre la gente dalla possibilità dell’esistenza di un’intelligenza non ordinaria.

    Accusate i ricercatori dei fenomeni inusuali di credete in «forze invisibili e realtà extrasensoriali”. Se dovessero far rilevare che le scienze fisiche hanno sempre avuto a che fare con forze invisibili e realtà extrasensoriali (gravità? elettromagnetismo? …) rispondete, ridacchiando con condiscendenza, che questa è “un’ingenua interpretazione dei fatti”.

    Insistete che la scienza occidentale è completamente oggettiva, e che non è basata su assunzioni non verificabili, credenze nascoste o interessi ideologici. Se accade che un fenomeno non familiare o inesplicabile viene considerato vero e/o utile da un’altra società tradizionale o non occidentale, potete rifiutarlo su due piedi come «errore dell’ignoranza”, “superstizione medievale” o «tradizione folcloristica”.

    Etichettate ogni fenomeno non ben compreso come “occulto”, “marginale”, “paranormale”, “metafisico”, “mistico”, “soprannaturale”, o “new age”. Ciò metterà immediatamente fuori dal gioco la maggior parte degli scienziati ordinari, su basi puramente emozionali. Se siete fortunati, ciò ritarderà ogni ricerca responsabile su tale fenomeno per decenni o anche per secoli!

    Lo sosteniamo da anni…

    Ponete domande che sembrano contenere una conoscenza data per scontata che supporti il vostro punto di vista; per esempio, «perché i poliziotti, i piloti militari, i controllori del traffico aereo o gli psichiatri non parlano di avvistamenti UFO (6)?» (Se qualcuno precisa che lo fanno, insistete che quelli che lo fanno devono essere mentalmente instabili).

    Ponete domande a cui non si può dare risposte perché sono basate su criteri arbitrari di prova. Per esempio, «se questa asserzione fosse vera, perché non l’abbiamo vista in TV?» oppure «in questa o quella rivista scientifica?». Non dimenticate mai la madre di tutte le domande di questo tipo: «Se gli UFO sono extraterrestri, perché non sono atterrati sul prato della Casa Bianca?”.

    Analogamente, rafforzate la favola comune secondo cui la conoscenza scientifica è completa e finita. Fatelo asserendo che “se questo-e-quello fossero veri, già lo sapremmo!”.

    Ricordate che potete facilmente far sembrare che state refutando le asserzioni di qualcuno, costruendo “uomini di paglia» da distruggere. Un modo di fare questo è citarli in maniera sbagliata ma al tempo stesso mantenendo un grano di verità convincente; per esempio, interpretando il loro pensiero in tal maniera come se avessero sempre inteso l’estremo delle posizioni che hanno assunto. Un’altra strategia efficace, con una lunga storia di successi, è semplicemente riprodurre male i loro esperimenti – o evitare proprio di riprodurli sulla base del fatto che “farlo sarebbe ridicolo o inutile”. Per rendere l’intero procedimento perfino più semplice, non rispondete alle loro affermazioni vere ma alle affermazioni così come riportate dai media, o come sono diffuse nella tradizione comune.

    Insistete che questa-e-quella affermazione non ortodossa non si può provare scientificamente perché nessuna istituzione che si rispetti finanzierebbe degli esperimenti così ridicoli.

    Siate selettivi. Per esempio, se un metodo di cura non ortodosso non è riuscito ad indurre una totale remissione in un caso di malattia terminale, potete ritenerlo senza valore – evitando con cura di menzionare alcun difetto della medicina convenzionale.

    Considerate gli autori delle affermazioni come se fossero i responsabili dell’etica aziendale e delle politiche editoriali di ogni mezzo di comunicazione che riporti le loro affermazioni. Se un evento inusuale o inesplicabile è riportato in maniera sensazionalistica, consideratela una prova che l’evento stesso deve essere senza alcuna sostanza o valore.

    Quando un testimone afferma qualcosa in una maniera che è scientificamente imprecisa, consideratela come se fosse totalmente ascientifica. Se la persona che fa l’affermazione non è uno scienziato con credenziali, deducete che le sue percezioni possono probabilmente non essere oggettive.

    Se non siete in grado di screditare i fatti del caso in esame, screditate i partecipanti – o i giornalisti che hanno fatto la cronaca del caso. Argomenti ad hominem, o attacchi personali, sono tra i metodi più potenti per influenzare il pubblico ed evitare la discussione. Per esempio, se i ricercatori dei fenomeni non ortodossi hanno avuto profitti finanziari dalle attività connesse con le loro ricerche, accusateli di “trarre profitti finanziari dalle attività connesse alla loro ricerca!” Se la loro ricerca, le pubblicazioni, le conferenze e così via, costituiscono la loro normale modalità di lavoro o il solo mezzo di sostentamento, considerate questo fatto come “la prova decisiva che il loro reddito è stato tratto da queste attività! “. Se hanno provato a raggiungere un pubblico riconoscimento del loro lavoro, potete senza correre alcun rischio caratterizzarli come persone “in cerca di notorietà”.

    Fabbricate delle competenze che vi sostengano quinto è necessario, in modo da poter citare le opinioni di coloro i quali sono comunemente considerati possessori della necessaria preparazione. Per esempio, gli astronomi possono essere tirati fuori come esperti sulla questione UFO, sebbene i crediti ottenuti nei corsi in ufologia non sono mai stati un prerequisito per una laurea in astronomia.

    Fabbricate confessioni. Se un fenomeno rifiuta ostinatamente di sparire, procuratevi una coppia di coloriti vecchietti eccentrici perché dicano che si tratta di una loro burla (7). La stampa ed il pubblico tenderà sempre a vedere una confessione come sinceramente motivata, e abbandonerà prontamente il proprio senso critico. Dopo tutto, nessuno vuole apparire senza compassione per dei peccatori che si autodenunciano.

    Fabbricate sorgenti di disinformazione. Sostenete che “avete trovato la persona che ha diffuso la voce che questo fenomeno esiste!”

    Fabbricate interi progetti di ricerca. Dichiarate che “queste asserzioni sono state completamente discreditate dai maggiori esperti del campo!’. Fatelo sia se questi esperti hanno mai realmente studiato queste affermazioni, sia se non lo hanno fatto, oppure, per quanto possa interessare, anche se non esistono.

    Nel caso dello scenario peggiore – in cui un fenomeno precedentemente considerato anomalo è improvvisamente accettato dalla comunità scientifica ordinaria – ricordate soltanto che il pubblico ha memoria corta. Semplicemente acclamatela come “una vittoria del metodo scientifico” e dite con disinteresse: “Bene, tutti sanno che si tratta di una questione di rilevanza monumentale. In verità, i miei colleghi ed io l’abbiamo detto da anni! “.

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  • 23 Luglio 2012 in 14:54
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    Ermetico, sicuramente si sarebbe salvato se i medici avessero usato l’omeopatia!!! Ma sai, cos’è un tumore, come si sviluppa e cosa sono le metastasi ?
    ah, eccoti un link che potrebbe interessarti!
    http://www.darwinawards.com/
    Spero che il Darwin Award diventi un tuo obbiettivo per il futuro =D ah, già, che sbadato, tu non credi nell’evoluzione, è un concetto troppo complicato per il tuo cervello.

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  • 23 Luglio 2012 in 15:20
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    @ermetico
     
    Senti, siccome non ho voglia di leggermi tutta la pappardella che hai scritto sopra (e che, ad una prima lettura veloce, indica che chiaramente non hai capito un’acca di come funziona la scienza), voglio mettertela giù facile. Diciamo che ti concedo il beneficio del dubbio; faccio come vuoi tu, apro la mia mente e ti chiedo: me la spieghi spieghi questa benedetta teoria secondo cui l’acqua è un condensato di B-E a temperatura ambiente, o no? Te lo chiedo seriamente, spiegamela, perchè per me è inconcepibile. Perchè mi ignori? La scienza è basata sulla condivisione della conoscienza, non sei d’accordo? Mi sembra che questo sito ti offra la possibilità di parlare liberamente, perchè non ne approfitti?

    Rispondi
  • 23 Luglio 2012 in 19:29
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    @ Dubbioso
    Postato luglio 23, 2012 alle 03:11
    Caro Max, onestamente sono poco interessato alla tua diatriba con LeFou.
     
    M- Ciao, onestamente, anche io ero per nulla interessato, ma sono stato chiamato in causa ed ho usato la “controparte” come veicolo; uno strumento insomma. Apprezzo il tuo modo d’approcciarti e sebbene abbia esaurito quel poco che avevo da dire, ti rispondo per questioni di garbo, che a mio parere meriti.
     
    Personalmente, penso che nessuno abbia letto quantomeno il mio ultimo post, in cui chiedevo commenti alla notizia, e non alle superquestioni affrontate. Vale a dire: un colosso che guadagna miliardi viene accusato di aver pagato un giornalista per infangare un ricercatore che metteva in dubbio (con dati ed esperimenti) le proprietà di quanto venduto.
     
    M- su questo ti sbagli! Infatti, deliberatamente spiegai il mio punto di vista in merito, rilevando che se tutta la questione dovesse vertere sull’accusa alla ditta omeopatica, potremmo perderci in una miriade di altrettante accuse verso case farmaceutiche, come ho tentato di mettere in evidenza, postando i link adeguati. Se una ditta omeopatica ha avuto bisogno di comprarsi la stampa per infangare chi fa le pulci alla sua attività, molto probabilmente ha qualcosa da nascondere, ma possiamo anche affermare che spesso, o almeno qualche volta, si verifica che chi NON ha nulla da nascondere e proprio perché non ha nulla da nascondere, viene distrutto dal fango inventato: Se questo assunto è vero, si dimostrerebbe che lanciare fango o ricevere fango, non dimostra nulla, almeno fino a sentenza e questa, nel caso rappresentasse la verità “reale”, oltre quella giudiziale, spiegherebbe il motivo per il quale è stato lanciato o ricevuto il fango, ma non necessariamente che il pagare un giornalista per infangare chi ti esamina sia necessariamente per il timore che siano svelate le “gherminelle” commesse: è solo una eventualità, anche se la più probabile.
     
    Tu che hai uno spirito evidentemente molto critico (il che ti assicuro è quello che mi spinge a stare dietro a questa discussione), cos’hai da dire? Soprattutto alla mia domanda: perché invece di rispondere al ricercatore con i dati dei suoi successi, ha pagato un giornalista per infangarlo con menzogne e falsità? Coscienza sporca?
     
    M- credo dio averti risposto adeguatamente, sopra

    Ho letto tutti i link/post che hai suggerito. L’aulin è un caso noto spero a tutti, la questione della B17 mi incuriosiva e mi incuriosisce tuttora, non escludo che possa essere vero. Lo spero, anzi. Di case farmaceutiche messe sotto accusa ci son notizie ogni mese, sicuramente non penso siano dei santi, anzi direi il contrario.
     
    M- Questo periodo credo sia la chiave di tutta la storia: si tratta di un giro di migliardi che può giustificare qualsiasi azione da parte di ogni multinazionale del settore sanitario: per questo ho invitato tutti ad osservare la cosa da un’angolazione diversa e molto più adeguata alle nostre competenze.
    Mi si dice:  Se A corrompe B, affinchè infanghi C, allora significa che tutta l’attività di A è fasulla, altrimenti non avrebbe avuto la necessità dell’azione corruttiva.
    Questo tipo di ragionamento non so se è più simile ad un sillogismo aristotelico o alla proprietà transitiva e forse non importa a cosa aassomigli, ma io vi metto in guardia perché se lo utilizziamo per questa storia che riguarda un ditta Omeopatica, lo stesso criterio dovremmo usarlo anche per ogni altra casa farmaceutica coinvolta in qualche fatto corruttivo, o lobbistico, che si distingue dalla corruttela come il “correre” dallo “scappare”. Per questa ragione, se noi applichiamo quel principio a tutti, non si salva nessuno e non mi va la teoria “tutti colpevoli = nessun colpevole”. Io preferisco dire che se un fatto rivela corruttela, e l’interessata è una ditta Omeopatica, venga condannata, se vero, per corruzione, poi le motivazioni della sentenza eventualmente, riveleranno le motivazioni della corruttela e se questi riguarderanno un “trucco” sui prodotti di questa azienda, dovremmo soffermarci a questi prodotti. Se non si usa questo metodo di valutazione, dovremmo valutare con lo stesso criterio tutti i farmaci sul mercato, perchè di condanne per fatti analoghi ve ne sono a sufficienza.
     
    La notizia del vaccino antifumo non vedo cosa c’entri, dato che 1) è in fase di sperimentazione e sembra ottenere risultati e 2) mi chiedo come reagirebbe la Philip Morris ad una notizia del genere… anche loro erano maestri nel truccare i risultati “scientifici” sui danni del fumo. Scontro tra superlobby?
     
    M- Vabbè… una notizia c’entra o no a secondo della prospettiva tu la esamini.

    Detto questo, siete andati fuori tema anche nel fuori tema. Lo ripeto, perché nessuno parla più della notizia “originale”, è incredibile. Però il tuo problema è che nell’invitare tutti ad uno spirito critico (tranquillo che ce l’ho, seguo per curiosità tutto ciò che mi passa sotto tiro), ti sei accostato ad Ermetico che, su esplicite richieste, non ha saputo fornire nulla se non qualche teoria non dimostrata.
     
    M- Fantastico! Siete andati tutti fuori tema, discutendo di omeopatia SI’/NO, mentre il tema era l’articolo e io sarei quello che, non avendo mai discusso del confronto Farmaci/omeopatia, sarei andato fuori tema? Vabbè… Il non controbattere in casi del generesi chiama carità di patria! L’alternativa è vincere facile. Ma procediamo.
    Se io, in treno, da Trieste mi recassi a Milano per affari e allo snodo di Verona, in attesa della coincidenza incrociassi, una persona che Da Bologna si sta direndo a Trento per compiere un atto terroristico, si potrebbe anche affermare, secondo il tuo modo di osservare, che essendoci “incrociati” alla bouvette della stazione di Verona, la vicinanza tra me e costui è innegabile e per tale ragione dovrei rendere conto di tale “vicinanza”.
    Ermetico ha sempre discusso della validità della medicina omeopatica ed io che di medicina non sono competente, ad ogni piè sospinto ho sempre precisato che non entro nella diatriba Omeopatia sì/no!
    Il fatto in discussione non è se l’omeopatia funziona o meno, quindi, OT sono andati tutti coloro che si sono dilungati in lunghe spiegazioni teoriche o con semplici e banali affermazioni, “parola di RE”, che l’omeopatia funziona o non funziona! L’argomento era ed E’:
    A COSA CI POTREBBE…  POTREBBE PORTARE QUEL PROCESSO, ammesso che le motivazioni di una eventuale condanna ci spiegassero che il fango era per impedire lo svelamento dell’inutilità di quel o quei prodotti di quella specifica ditta omeopatica? Funziona così, che vi piaccia o meno.
     
    Inoltre, ti sei accostato a lui nel commentare come falso qualunque esperimento/statistica/analisi arrivasse dalla ricerca “ufficiale”, vedi i dati sulla ricomparsa del tumore dopo una chemio.
     
    M- ho la sensazione che in questo caso tu, inavvertitamente, abbia decisamente frainteso una frase che, se letta attentamente, non rivela ciò che affermi.
    ” ti sei accostato a lui nel commentare come falso qualunque esperimento/statistica/analisi arrivasse dalla ricerca “ufficiale”, vedi i dati sulla ricomparsa del tumore dopo una chemio.”
    Ti dispiacerebbe postare la frase in cui  mi sarei accostato?
     
    Lascio perdere il mancato approfondimento sul metodo Di BElla (che usa chemioterapici, in minima parte ma li usa… il che fa ridere), sulla sua sperimentazione da parte di Veronesi, e tutta un’altra serie di questioni (come il condensato di Bose Einstein). Quindi, la dinamica è stata: tutti dicono A -> no, io dico B perché è vero B -> dimostracelo! -> è così perché è così, è A che è falso! -> dire che A è falso non implica che B sia vero -> non capite niente!
     
    M- Perfetto! Infatti non vedo proprio perché discutendo di un processo si sarebbe dovuto discutere del metodo Di Bella o di qualsiasi altro metodo.
    In realtà è successo che chi pensa che l’omeopatia sia una bufala, ha aprrofittato di questo processo per affermare che, visto che una azienda omeopatica paga un giornalista per infangare chi aveva messo sotto esame quella azienda, allora significa che tutta l’omeopatia è una bufala! Ragionamento bislacco, che pur non escludendo che l’omeopatia possa essere una bufala, dimostra solo che chi lo fa non è in grado di elaborare il fatto con logiga adeguata r, per tale ragione, potrei aggiungere io, ogni sua considerazione in merito vale nulla.
    Molti di voi, medici compresi (se ve ne sono) hanno discusso di questa cosa, ostentando una conoscenza che non hanno adeguata alla bisogna e tutti i loro ragionamenti poggiano su convinzioni personali o riportati, pur pretendendo discutere di Scienza (e qui vi è l’unico punto in cui mi affido alla immaginazione, perché non avendo conoscenze, non posso neppure escludere che tra tante cialtronerie, possano essere state scritte pagine da “nobel”.). Io non ho conoscenze in merito es ho cercato di astenermi dai giudizi ammettendo come ho fatto appena ora che ho dovuto immaginare, ma affermo che nutro molti dubbi sulla scientificità degli esperimenti di moltissimi farmaci di molte multinazionali farmaceutiche e questo non in base a opinioni personali, ma in base a sentenze sull’inutilità o dannosità di molti prodotti o al loro ritiro preventivo prima di azioni giudiziarie o class actions.

    Mi permetto di ritenermi persona critica, e infatti ho approfondito questioni spinose (11 settembre) e questioni stupide (scie chimiche, HAARP), facendomi un’idea il più possibile variegata e ascoltando tutti. Ma anche quando mi trovavo contro la “maggioranza”, non ho mai fatto come Ermetico o come te. Mi lascio aperto al dubbio, se domani mi dimostrano che con le erbe si cura il cancro, sarò felicissimo.
     
    M- Eh no! Qui casca l’asino!  ^__^  veramente l’unico a fare fulcro sul dubbio nelle proprie argomentazioni sono stato io: NON TROVI ALCUNA AFFERMAZIONE CATEGORICA O RICHIESTA DI RAGIONE IN ALCUN MIO COMMENTO, al contrario di quasi tutti i contendenti: dove voglia piazzarti tu non m’interessa, ma almeno non attribuire a me atteggiamenti o intenzioni che non corrispondono al vero: i miei commenti sono sul forum e sei pregato di postare qui ciò che ti ha indotto a questa affermazione NON VERA:
    ” non ho mai fatto come Ermetico o come te. Mi lascio aperto al dubbio,”
    Per quanto riguarda ciò che lasci trapelare sull’idea della “maggioranza” non voglio finire OT e ti ricordo soltanto che MAGGIORANZA non è una unità di misura, non è sinonimo di ragione, di equilibrio, di intelligenza o altro che c’interessi, ma sta solo a significare che, dato un certo numero di soggetti o cose o fatti esaminati, una parte è rilevante o maggiore rispetto ad un’altra: tutto qui.
    A chi affermò che LA DEMOCRAZIA è scegliere a maggioranza, io rispondo che la DEMOCRAZIA è DIFESA DELLE MINORANZE e più queste scelte vengono fatte con una maggioranza rilevante, maggiore è la democrazia! DIFESA DELLE MINORANZE…
     
    Nel frattempo, leggo i risultati della medicina tradizionale e non mi sembrano corrispondere a quelli dati da Ermetico. Se mi producete uno studio (fatto da voi o da chiunque altro) che lo contesti, lo leggerò, come ho già letto e commentato gli altri.
     
    M- come vedi, anche tu sei caduto nel “vizietto” di tutti gli altri: SEI OT! Hai utilizzato la storia del processo per esporre le tuo opinioni sulla omeopatia, ma c’entra come i cavoli a merenda e credo di avere chiarito in abbondanza.
     

    Di Semmelweis sapevo, ho riletto quando l’hai nominato; e ti ripeto: e quindi? Lui ha esposto dati e teoria, la scienza ufficiale (come sempre succede) l’ha inizialmente escluso. E allora? Se non sei un addetto ai lavori, non puoi sapere se sei di fronte a Semmelweis o a Vanna Marchi.
     
    M- Tu affermi: “Se non sei un addetto ai lavori, non puoi sapere se sei di fronte a Semmelweis o a Vanna Marchi.” MA BRAVO!
    Hai appena affermato che: “Lui ha esposto dati e teoria, la scienza ufficiale (come sempre succede) l’ha inizialmente escluso”. Ovvero affermi che GLI ADDETTI AI LAVORI hanno escluso i suoi dati, la sua teoria e le sue prove negando l’evidenza, Poi affermi che se NON SEI UN ADDETTO AI LAVORI come puoi sapere se sei un ” Semmelweis o a Vanna Marchi”? FANTASTICO!
    La realtà è che i più grandi nemici delle più colossali scoperte del’umanità, sono e sono quasi sempre stati gli addetti ai lavori e spesso bisogna attendere l’arrivo di altri personaggi che le circostanze o i tempi favorevoli incaricano di rivalutare scoperte e personaggi trascurati.
     

    CONCLUDO:
    nessuno si spaccia/spacciava per conoscitore spargi-conoscenza, almeno non io. Però, all’urlo di svegliatevi, ermetico ha liquidato sdegnato qualunque richiesta di chiarimento (che dista anni luce dal metodo scientifico, non quello delle case farmaceutiche, quello di Galileo), e tu hai fornito la spalla affrontando un altro tema (verso la fine, perché prima semplicemente confutavi dati anche tu); tema molto pericoloso, perché qui il problema è che come le case farmaceutiche, anche le case omeopatiche si fanno i soldi sulle malattie altrui, con la differenza che non ottengono gli stessi risultati.
     
    M- piano con i sassi! Tu affermi:
    “nessuno si spaccia/spacciava per conoscitore spargi-conoscenza, almeno non io.”
    Parla per te, perchè i commenti basta leggerli e la saccenteria che trasuda è dobordante.
    Poi affermi: “e tu hai fornito la spalla affrontando un altro tema (verso la fine, perché prima semplicemente confutavi dati anche tu);
    Difficile fare funzionare con me questo “giocattolo”! Come vedi, per evitare affermazioni fuori luogo o false, io ho l’abitudine di quotare ciò a cui rispondo, ma vedo che qui invece si “afferma” che gli altri dicono, senza riportare la frase altrui: comodo, molto comodo, ma con me non funziona! Aspetto di leggere le frasi a cui tu attribisci importanza, poi se per te significhi “dare spalla”, e lo dai per scontato senza che il periodo assuma espressamente quel significato, io lo definisco un modo scorretto di discutere o limitato alle proprie intenzioni, ma allora il gioco è un altro.
     
    E quindi si avvicinano pericolosamente ai casi di Vanna Marchi, che vendeva intrugli magici per curare il cancro. Capisci il problema? Una sorte di circonvenzione d’incapace, di profittatore di tragedie altrui. Quindi, come non voglio che Vanna Marchi sia pagata dallo stato per vendere le sue brodaglie, non voglio che lo siano altre cose che NON ottengono i risultati.
     
    M- Io ti ho già detto che SEI OT! L’argomento non era Omeopatia SI’/NO, ma se si desidera fare una puntatine nel merito, mi trovi d’accordo, con la sola differenza che molti di voi, invece di affrontare la discussione con la dovuta prudenza, hanno colto l’occasione del processo per affermare che l’omeopatia è cosa da Vanna Marchi. IO NON LO SO, MA DA COME LA PRESENTATE VOI, NON SIETE CREDIBILI! SE IL VOSTRO CRITERIO FOSSE VALIDO, ALLORA LA TANTO OSTENTATA INFORMAZIONE FARMACEUTICA SI TRAMUTEREBBE D’INCANTO IN UNA DISINFORMAZIONE DI MASSA, inducendo milioni di persone a giovarsi di farmaci inutili e spesso dannosi!
    La mia non è una difesa di cose che non conosco, ma a parte che non era l’argomento di cui discutere, se proprio lo si voleva affrontare, io penso che il dubbio doveva essere il punto da cui partire e di dubbi ne ho visto pochi oltre i miei.
     
    Ad ora, l’omeopatia va benissimo per depurare il fegato, per aiutarti con le allergie, e via dicendo, tutte cose risolvibili anche con medicine che passa la mutua,
     
    M-Intanto ad uno come me che non ha conoscenze in merito di MEDICINE DI ALCUN TIPO, dovreste almeno avere l’accortezza di non essere contraddittori!
    O L’OMEOPATIA E’ ACQUA SPORCA, COME SCRIVE QUALCUNO, O E’ ACQUA PURA COME SCRIVE QUALCHE ALTRO e quindi non fanno male, ma neppure serve per le allergie e/o a depurare il fegato o a qualche altro inghippo salubre “via dicendo”. OPPURE SERVE  A QUALCOSA E SU QUESTO SI POTRA’ DISCUTERE, E QUINDI TUTTA L’ACQUA SPORCA O L’ACQUA PURA CON CUI DEFINITE L’OMEOPATIA E’ SOLO UN MEZZO PER DISPREZZARE CIO’ CHE NON CONOSCETE: COERENZA, PREGO!
     
    ma visto che i soldi per tutti non ci sono, ad ora la scelta è questa. Se poi non capisci il problema e continui ad invocare la “libertà”, ti ricordo che sei libero di andare da Vanna Marchi, a Lourdes, in ospedale, in clinica privata, dall’omeopata o da Ermetico e da Di Bella.
     
    M- I soldi! ecco, questo è un problema. Siccome non bastano per tutti, capisco che chi ha più forza per fare valere i propri interessi o le proprie convinzioni determini dove si possono spendere i soldi che ci sono: Basta definire cosa è la democrazia!
    Io non sono appassionato di calcio eppure devo contribuire ogno giorno che si gioca a pagare decine di migliaia di poliziotti per l’ordine pubblico! La maggioranza vuole questo e mi adeguo, ma in base al tuo ragionamento, posso dire che i poliziotti dovrebbero pagarseli coloro che vanno allo stadio? esempi di questo tipo ne posso fare a decine! Coerenza!
    Noto anche, da parte tua, man mano che ti avvicini alla fine, uno scadere del “Bon ton” con cui avevi iniziato, ma capisco…, capisco il problema. Lo capisca talmente che, “GRAZIE A DIO” sono ateo, quindi l’ultima cosa che mi sovverrebbe sarebbe di recarmi a Lourdes, ma non mi sognerei mai di pensare che chi si accinge ad andarci è un grullo. Anche sulla libertà si può discutere e si scoprirebbe che la libertà, invece di essere un principio condiviso, indiscutibile, sarebbe una “esigenza” soggettiva. Io non mi curo con l’omeopatia perché so nulla in merito, ma sarei disponibile che una quota di ciò che si versa per la sanità possa essere devoluta per tale pratica medica, visto che chi la utilizza contribuisce con le sue tasse. Ma so che questo è un mio limite.
     
    La differenza, tra tutte queste cose, è che l’unica pagata dallo Stato è l’ospedale. Confondi la libertà con un po’ di altre cose. Anche io vorrei scegliere tra far imparare a mio figlio inglese e cinese mandarino, purtroppo lo Stato mi passa solo l’inglese, alla scuola statale.
     
    M- chissà chi confonde cosa e chissà se tuo figlio è disponibile ad accettare che tu voglia “scegliere tra far imparare a mio figlio inglese e cinese mandarino”, ma siccome sei un democratico e lo stipendio lo porti a casa tu e non tuo figlio, hai buon gioco a dire…, quel che dici, ma in raltà sarebbe tuo figlio a dovere scegliere e tu a lamentarti di non poterlo accontentare: la prospettiva sul concetto di libertà, almeno di quella di tuo figlio, cambierebbe. Poi aggiungi:
    “purtroppo lo Stato mi passa solo l’inglese, alla scuola statale.”
    Hai le idee assai confuse, ed è per questo che dai del “confuso” a me. Scambi ciò che spetterebbe a tuo figlio come diritto per la sua felicità, con l’idea di ciò di cui ti devi accontentare, perché lo Stato decide per altre priorità, invece che per le necessità di tuo figlio e magari queste priorità si chiamano F£35.
     
    Magari si sbaglia, ma allora devo convincerlo a cambiare lingua (io e il mio partito/movimento/quant’altro), perché i soldi per insegnare TUTTE le lingue non ci sono. Ok? Capito il concetto?
     
    M-sicuro di avere capito tu quello che chiedi a me se ho capito? Magari comincia a chiederlo a tuo figlio; sarebbe il primo passo.

    Ti saluto, è stato molto istruttivo tutto il dibattito, in ogni caso, e io, come Popper ci insegna, cerco sempre di falsificare QUALUNQUE cosa, non do mai nulla per certo. Forse, caro Max, dovresti dirlo ad Ermetico
     
    M- Ti suggerirei di rileggerti Popper, perchè il tempo tende a farci travisare i ricordi e comunque se tu avessi maggior stima di te stesso e delle tue capacità di comunicare, non chiederesti a me, di fare ciò che si supporrebbe dovresti sapere fare benissimo tu, altrimenti a cosa ti sarebbe servita la lettura di Popper?
     
    Un saluto

    Rispondi
  • 24 Luglio 2012 in 00:34
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    Ah ecco, questa è una discussione interessante. Quanto meno, sei l’unico che dimostra del cervello, per quanto a parer mio c’è un po’ di confusione, ma tu dici lo stesso a me, quindi la cosa è interessante.
    Dunque.
    M- su questo ti sbagli! Infatti, deliberatamente spiegai il mio punto di vista in merito, rilevando che se tutta la questione dovesse vertere sull’accusa alla ditta omeopatica, potremmo perderci in una miriade di altrettante accuse verso case farmaceutiche, …
    Sono d’accordo, e ripeto che le case farmaceutiche sono uno dei mali di oggi (assieme alle assicurazioni, alle banche, ai petrolieri, ai finanzieri, e in generale a tutte le lobby che vogliono fare soldi calpestando diritti e leggi a loro piacimento). Però la notizia in questione era questa, e quindi ritenevo inutile commentare qui queste cose, il luogo naturale sarebbe un altro, cioè appunto a commento di una delle tante notizie che denunciano il marcio delle suddette case. Il tuo punto di vista è venuto in seguito ad una esposizione lacunosa e priva di fatti e dimostrazioni di teorie quantomeno discutibili. E visto che siamo nel campo delle “ipotesi probabili”, e di assoluta mancanza di certezze, o non si ragiona più su nulla, o ci si affida alle ipotesi più probabili. La tua obiezione, in questo contesto, non mi sembra regga molto; quando si attaccano le case farmaceutiche lo si fa (giustamente) per una serie di procedure “infrante” che la scienza richiederebbe, e che loro bypassano. L’articolo in commento invece è il contrario: uno scienziato pubblica risultati sulla non efficacia di certe sostanze, in seguito all’applicazione di protocolli scientifici, senza nessun altro che riesca a dimostrare il contrario; valido e fastidioso, perché è il lavoro di 20 anni di osservazioni ed esperimenti, non un dossier confezionato in 2 mesi (come un tempo avevano provato a fare per nascondere i danni del fumo). Elemento importante, per capire di chi e cosa stiamo parlando, penso. Se ritorniamo alle ipotesi probabili, ecco, mi sembra probabile che abbia ragione il ricercatore, e la probabilità è rinforzata dalla risposta della casa omeopatica in questione. Io vedo la differenza: non è un qualcosa che cura ma che ha effetti collaterali anche devastanti, ma un qualcosa che non cura affatto.
    M- Mi si dice:  Se A corrompe B, affinchè infanghi C, allora significa che tutta l’attività di A è fasulla, altrimenti non avrebbe avuto la necessità dell’azione corruttiva….
    Io infatti la applico sempre, ma cambia il punto di partenza, che poi è l’oggetto del flame fatto scaturire. Nel caso ad es. dell’Aulin, nessun problema: ci credo, e l’Aulin (in particolare) è giusto venga ritirato, e sarebbe giusto colpire duramente i colpevoli. In questo caso però si attacca un intero approccio alla “malattia”, e si identifica come “non significante” l’apporto dato da certe tecniche. Quindi la notizia non ti ha detto nulla di ciò che hai detto ti venisse detto: è il contenuto dello studio del ricercatore che la mette in dubbio, non la reazione dell’azienda omeopatica, né tanto meno le mie personalissime considerazioni, che al massimo danno più credito ad un ricercatore che alla detta azienda. Ma si parla sempre di probabilità, per carità.
    M- Fantastico! Siete andati tutti fuori tema, …
    La retorica sicuramente non ti manca, cosa sempre piacevole da trovare, ma di nuovo non mi trovi d’accordo. Io parlavo del “tuo problema”, per spiegare che ti sei innestato in una discussione che era quella omeopatia si/no (e siamo OT), l’hai usata per aprire un tema diverso (vediamo le cose da una diversa prospettiva, secondo OT), ma nel farlo hai, purtroppo (io ho capito che non era il tuo fine, se no non ti avrei dedicato la mia risposta, ma gli altri no) appoggiato indirettamente il primo OT. Non ho detto nulla di diverso da ciò che è successo e che quindi ha portato certe risposte ai tuoi post. Penso di aver capito cosa volessi dire, e lo hai spiegato bene in seguito, ma la percezione è stata quella. Per dirla con il tuo esempio: se ti vedessero argomentare con il tale terrorista, o anche solo parlare vicino a lui, sì, dovresti renderne conto, ed è quello che penso sia successo qui.
    La tua conclusione è una domanda, di cui però non ammetti tante risposte se non la tua. Io ti rispondo: i casi sono ben diversi, e quindi dipende dal tipo di processo. QUEL processo in particolare, ci porta, in caso di condanna, a sapere che una volta di più è stato portato discredito alla pratica omeopatica, perché in ballo non c’è UN SOLO prodotto di una casa, ma TUTTI i prodotti di tale casa. Invece, il processo ad es. contro l’Aulin ci porta a sperare che Guariniello inchiodi chi all’Aifa si è fatto comprare, e a considerare esclusivamente il principio attivo Nimesulide come tossico. Io la penso così, ma è opinione personalissima.
    M- ho la sensazione che in questo caso tu, inavvertitamente, abbia decisamente frainteso una frase che, se letta attentamente, non rivela ciò che affermi.
    Potrebbe essere, ma non avendo adottato la tua tecnica (effettivamente utile) di ripostare i periodi da commentare, non posso più riprendere i vecchi post (non li fa più vedere). L’avevo scritto forse nel primo post, se per caso ce l’hai ancora a disposizione controlliamo.
    M- Perfetto! Infatti non vedo proprio perché discutendo di un processo si sarebbe dovuto discutere del metodo Di Bella o di qualsiasi altro metodo.In realtà è successo che chi pensa che l’omeopatia sia una bufala, ha aprrofittato di questo processo per affermare che, visto che una azienda omeopatica paga un giornalista per infangare chi aveva messo sotto esame quella azienda, allora significa che tutta l’omeopatia è una bufala! Ragionamento bislacco, …
    Non è successo così. E’ successo (questo lo ricordo) che un utente, dichiarandosi come oncologo, ha riportato un caso di una sua ex paziente, che aveva provato a curare omeopaticamente un tumore al seno. Risultato: è morta. E questa testimonianza (leggermente OT, ma rinforzo alla notizia) ha suscitato le ire di Ermetico e qualcun altro, che oltre a mettere in dubbio l’esistenza e la validità della testimonianza stessa, ne ha approfittato per cominciare ad illustrare i disastri causati dalle chemio e le differenti teorie a supporto di un approccio omeopatico al problema. Il “ragionamento bislacco”, come lo poni tu, lo è sicuramente; il problema è che (e penso di averlo già scritto più sopra), sotto accusa c’era un insieme omnicomprensivo di prodotti della tal Casa, il che ha portato il ricercatore (stando alla notizia) a contestare TUTTO l’impianto di Hahnemann. Il processo ha quindi valore nel contestare l’intero impianto omeopatico, non solo una casa o un prodotto.
    M- ora che ho dovuto immaginare, ma affermo che nutro molti dubbi sulla scientificità degli esperimenti di moltissimi farmaci di molte multinazionali farmaceutiche e questo non in base a opinioni personali, ma in base a sentenze sull’inutilità o dannosità di molti prodotti o al loro ritiro preventivo prima di azioni giudiziarie o class actions.
    Vero, però a fronte di quei molti prodotti, ce ne sono altre svariate migliaia che ti salvano la vita. Almeno, a me è successo, a molti altri anche, quindi penso che sia vero. Per quei prodotti, finché non c’è evidenza del contrario, posso solo basarmi, in assenza di conoscenza approfondita in materia, dei risultati, e cioé: funzionano. Sotto esame qui, come detto più sopra, è invece l’intero approccio omeopatico a certi problemi di salute.
    M – ” non ho mai fatto come Ermetico o come te. Mi lascio aperto al dubbio,”
    Forse mi sono espresso male. Volevo dire:
    1) che non ho fatto né come Ermetico (profeta dell’omeopatica), né come te: più sopra e ripetutamente hai perso l’aplomb con cui avevi iniziato, definendo più o meno tutti come massa di sapientoni, e “andandotene sbattendo la porta”… e anche a me dici cose come “dove voglia piazzarti tu non m’interessa,” che, ecco, se stiamo discutendo, potrebbe interessarti, se vuoi capire come la penso; almeno come io sto cercando di capire come la pensi tu. Ecco, io non ho fatto così, né mai l’ho fatto in discussioni/flame senza fine.
    2) “Mi lascio aperto al dubbio” è proposizione scollegata dalla precedente, ma pensavo si capisse, dato che poi parlo sempre di me e di come reagirò alla omeopatica. Concludeva il periodo, parlando sempre di me. Penso tu abbia erroneamente inteso un’associazione del mio essere aperto al dubbio al non esserlo tuo o di Ermetico. Mi sono espresso forse male, ma parlavo solo di me, non di voi, a partire dal punto in avanti. Sarei anche stupido, prima a considerarti uno “spirito critico”, e poi definendoti “chiuso al dubbio”, non credi?
    M – A chi affermò che LA DEMOCRAZIA è scegliere a maggioranza, io rispondo che la DEMOCRAZIA è DIFESA DELLE MINORANZE e più queste scelte vengono fatte con una maggioranza rilevante, maggiore è la democrazia! DIFESA DELLE MINORANZE…
    Continuo a sostenere che sono due cose diverse, “difendere le minoranze” e “finanziare le minoranze”. Nel primo caso, per il dibattito in questione, lo identifico con la necessità di non PROIBIRE nulla. Nel secondo, si arriva a finanziare pubblicamente tutto, Vanna Marchi compresa (mi è tanto caro, quel caso).
    M- come vedi, anche tu sei caduto nel “vizietto” di tutti gli altri: SEI OT! Hai utilizzato la storia del processo per esporre le tuo opinioni sulla omeopatia, ma c’entra come i cavoli a merenda e credo di avere chiarito in abbondanza.
    No, questo lo rifiuto categoricamente. Non ho espresso nulla, ho letto tutto quello che Ermetico e altri hanno postato, e ho concluso che non ho letto niente di “scientifico”, a mio modo di vedere. Cosa che invece esiste dall’altra parte della barricata. E visto che la discussione era tutta su quello, certo, ne ho approfittato, ho assistito a scambio di informazioni e opinioni (come te d’altronde), e le ho valutate, chiedendo a più riprese approfondimenti sui punti non chiari. Stai cominciando ad avere un tono nervoso… 🙂
    M- Tu affermi: “Se non sei un addetto ai lavori, non puoi sapere se sei di fronte a Semmelweis o a Vanna Marchi.” MA BRAVO!…
    Questo poi è proprio un gioco di stile, un modo di travisare chiaramente a tuo piacimento il senso di quello che ho scritto. Quello che ho detto (e ripeto) è che sono solo gli addetti ai lavori che possono valutare le cose. Tra di essi, ci sono gli scettici, i baroni, quelli che dovrebbero fare un altro mestiere, e via dicendo. Poi ci sono anche quelli che, incuriositi, prendono la nuova teoria, la analizzano, la studiano, e poi magari o la confutano definitivamente, o la rinforzano, magari stravolgendo tutto. La scienza è sempre andata avanti così, ma sempre tra “addetti ai lavori” (di qualunque campo parliamo). Ed è naturale ostentare scetticismo e dubbio, all’inizio. Nel caso che hai riportato tu, chi è stato a rivalutare Semmelweis? Altri addetti ai lavori, non certo un uomo qualunque, ma Pasteur. E come? Nell’unico modo che la scienza ammette e su cui si interroga: dimostrandolo scientificamente. E’ questo che volevo dire; spero ora sia più chiaro. Non so se sia il miglior modo possibile di procedere, ma conosci un altro modo per valutare che uno è Semmelweis e un altro è Vanna Marchi, se non tramite la scienza? Io no. E la scienza ha i suoi tempi e i suoi problemi, purtroppo. Noto di nuovo un certo colorito nell’interloquire.
    M – ’abitudine di quotare ciò a cui rispondo, ma vedo che qui invece si “afferma” che gli altri dicono, senza riportare la frase altrui: comodo, molto comodo, ma con me non funziona! Aspetto di leggere le frasi a cui tu attribisci importanza, poi se per te significhi “dare spalla”, e lo dai per scontato senza che il periodo assuma espressamente quel significato, io lo definisco un modo scorretto di discutere o limitato alle proprie intenzioni, ma allora il gioco è un altro.
    Ho già scritto più sopra che i post sono spariti, se tu li hai li rileggiamo; ho già detto che, nella baraonda di certi messaggi, posso aver male interpretato, nel qual caso me ne scuso. Non mi sembra comunque che due asserti in un post chilometrico, che spero avesse tutto un altro senso rispetto al complesso. Ripeto, non avrei esordito con una sorta di captatio benevolentiae, non ti avrei semplicemente risposto.

    M- Io ti ho già detto che SEI OT! L’argomento non era Omeopatia SI’/NO, ma se si desidera fare una puntatine nel merito,…
    La puntatina nel merito l’ho fatta perché era interessante, e l’hai proposta tu. Il mio pensiero consiste in quello che ho espresso in precedenza, io vedo le cose in maniera differente. Il dubbio rimane, pensa un po’ come mi sono sempre firmato: “Dubbioso”!
    M – O L’OMEOPATIA E’ ACQUA SPORCA, COME SCRIVE QUALCUNO, O E’ ACQUA PURA COME SCRIVE QUALCHE ALTRO e quindi non fanno male, ma neppure serve per le allergie e/o a depurare il fegato o a qualche altro inghippo salubre “via dicendo”. OPPURE SERVE  A QUALCOSA E SU QUESTO SI POTRA’ DISCUTERE, E QUINDI TUTTA L’ACQUA SPORCA O L’ACQUA PURA CON CUI DEFINITE L’OMEOPATIA E’ SOLO UN MEZZO PER DISPREZZARE CIO’ CHE NON CONOSCETE: COERENZA, PREGO!
    Siamo decisamente sterzati verso un Caps-lock nervoso e urlato, il che non mi piace, così come non mi piace il singolare (tu) che diventa plurale (voi). Ma andiamo avanti. Non penso si debba conoscere medicina o omeopatia per sapere che il caffè e il te (per quanto siano la stessa molecola) hanno effetti sul nostro corpo. Così come ogni cosa che ingeriamo e il nostro metabolismo processa. Come dicevo, si può depurare il fegato con erbe, si può lenire l’allergia nello stesso modo; ben diverso è proporre un INTERO impianto medico a base omeopatica. Se poi sia ben fondato o no, è tutto da vedere, e come ho scritto, “per ora” è così; solo perché non mi sembra ci sia dimostrazione dell’efficacia omeopatica.
    M- I soldi! ecco, questo è un problema. Siccome non bastano per tutti, capisco che chi ha più forza per fare valere i propri interessi o le proprie convinzioni determini dove si possono spendere i soldi che ci sono: Basta definire cosa è la democrazia!Io non sono appassionato di calcio eppure devo contribuire ogno giorno che si gioca a pagare decine di migliaia di poliziotti per l’ordine pubblico! La maggioranza vuole questo e mi adeguo, ma in base al tuo ragionamento, posso dire che i poliziotti dovrebbero pagarseli coloro che vanno allo stadio? esempi di questo tipo ne posso fare a decine! Coerenza!Noto anche, da parte tua, man mano che ti avvicini alla fine, uno scadere del “Bon ton” con cui avevi iniziato, ma capisco…, capisco il problema. Lo capisca talmente che, “GRAZIE A DIO” sono ateo, quindi l’ultima cosa che mi sovverrebbe sarebbe di recarmi a Lourdes, ma non mi sognerei mai di pensare che chi si accinge ad andarci è un grullo. Anche sulla libertà si può discutere e si scoprirebbe che la libertà, invece di essere un principio condiviso, indiscutibile, sarebbe una “esigenza” soggettiva. Io non mi curo con l’omeopatia perché so nulla in merito, ma sarei disponibile che una quota di ciò che si versa per la sanità possa essere devoluta per tale pratica medica, visto che chi la utilizza contribuisce con le sue tasse. Ma so che questo è un mio limite.
    Riporto questo per intero perché è un ottimo spunto. L’esempio del calcio in realtà l’avrei potuto fare io: visto che la maggioranza ha eletto governi il cui Ministro per la Salute non ha mai creduto utile investire i (pochi) soldi a disposizione per fornire ANCHE cure alternative (manca poco che ci tolgano quelle che già abbiamo), semplicemente l’omeopatia non è mutuata. Faccio inoltre notare che Veronesi in questo senso si era distinto per aver aperto dialoghi con certe metodologie dubbie (vedi Di Bella), che han portato come risultato: ZERO. Capisco quindi che abbia deciso di non investire su quella strada. Mi sento quindi perfettamente coerente: odio il calcio, eppure la maggioranza sembra non faccia una piega a vedere quello spreco di risorse, quindi mi adeguo.
    Il bon ton l’ho mantenuto: ho semplicemente fatto un elenco, ricordandoti che eri libero (“LIBERO”) di fare qualunque delle cose che ho elencato, senza che nessuno ti dica nulla. Mi sembra invece, come notavo prima, una certa crescente aggressività da parte tua.
    L’esempio del “figlio” è appunto un esempio, poiché non ho figli. Ma mi chiedo io, chi confonde cosa con chi: il mio esempio è in linea con quello che diceva prima,e  poco c’entra la “felicità” (quante altre categorie dobbiamo inserire?), e c’entra anche poco il concetto di “educazione” (fino ai 18 anni, l’educazione e diverse altre cose sono responsabilità della famiglia, non del diretto interessato; questo comporta doveri, ma anche diritti, quali ad es. scegliere cosa si pensa sia meglio per la prole). Non confondo nulla, cercavo di fare un esempio per spiegarti meglio, ma forse ti ho solo confuso. Me ne dispiaccio.
    M-sicuro di avere capito tu quello che chiedi a me se ho capito? Magari comincia a chiederlo a tuo figlio; sarebbe il primo passo.
    Vedi sopra. Ripeto: lo Stato pensa sia meglio l’inglese che il cinese. Io posso mandarlo a imparare cinese (lo farei sicuramente se il mio ipotetico figlio me lo chiedesse), ma a spese mie, perché altrimenti, per la mia cattedra di cinese che lo Stato mi fornisce, e in cui magari siamo in 3 interessati, lo Stato ne deve tagliare una di inglese, scontentando (si presuppone) ben più persone. Se poi le proporzioni sono diverse, le cose cambiano.
    M- Ti suggerirei di rileggerti Popper, perchè il tempo tende a farci travisare i ricordi e comunque se tu avessi maggior stima di te stesso e delle tue capacità di comunicare, non chiederesti a me, di fare ciò che si supporrebbe dovresti sapere fare benissimo tu, altrimenti a cosa ti sarebbe servita la lettura di Popper?
    Non sono certo di aver capito, ma penso neanche tu. Pensa che voleva essere un complimento; Ermetico lo reputo fanboy, tu no, questo era il senso. La stima di me stesso lasciala tranquilla che c’è, così come la capacità di comunicare. Anzi, la uso un’ultima volta per sottolineare una vena quasi denigratoria da parte tua che, alla fine di questo lungo papiro, mi lascia un po’ l’amaro in bocca, ma tant’è. Pensare che avevo iniziato divertito, e mi trovo mezzo insultato.
    Stammi bene.
     
     

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  • 24 Luglio 2012 in 02:11
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    @ Dubbioso
    Postato luglio 24, 2012 alle 00:34

    Insultato?

    No grazie!

    Se desiderassi farlo, con chiunque mi basterebbero poche righe e non papiri di risposte contestuali ed equilibrate. Per offendere non avrei neppure bisogno di utilizzare vocaboli notoriamente riconosciuti come insultanti: ne ho la capacità ed i mezzi, ma non la volontà, perchè non me ne hai offerta la motivazione, il movente.

    Il tono urlante? No! Il maiuscolo, nelle risposte periodo per periodo, a volte serve per sottolineare l’importanza del concetto espresso in quel periodo/i. E’ un po’ come la descrizione del passaggio chiave, quando stai preparando una via di roccia: Lo si evidenzia nel modo più consono, e sta a significare che se superi quel passaggio, il resto della via te la “bevi” in scioltezza. Il concetto di netiquette va ampliato in discussioni di questo tipo dove, data la complessità dell’argomento, la mancanza di conoscenza del carattere e dello stile di prosa dell’interlocutore ti esponi al rischio di molti equivoci e quindi ogni mezzo per fare risaltare ciò che ritieni importante lo si utilizza: i mezzi in un dialogo tra sconosciuti sono pochissimi. E’ ovvio che se la discussione avvenisse ad un tavolo davanti ad una birra, soltanto con il tono della voce e lo sguardo tutto sarebbe molto più facile e anche se su alcuni punti non si concordasse, la birra la si terminerebbe in armonia senza alcun rischio di equivoco perchè immediatamente vi sarebbe la precisazione.
    Come avrei potuto supporre che il parlare di tuo figlio era un esempio? E’ chiaro che se tu fossi stato all’altra parte del tavolo sarebbe bastato il tono per capirlo, mentre invece la parola scritta significa ciò che deve significare e non altro: ciò necessita di precisazioni continue.

    Ti confermo che per me è stato un dialogo gradevole e spero sia chiarita la sensazione di sgradevolezza che inavvertitamente ti ho procurato nel finale, ma pensavo che la premessa fosse stata fondamentale per definire l’impronta del colloquio.

    “ ti rispondo per questioni di garbo, che a mio parere meriti.”

    Per quanto riguarda Popper e la risposta conseguente, ho equivocato a cuasa del tuo invito ad interloquire con Ermetico e la mia risposta non fu comunque astiosa, ma ironica: l’ironia non guasta mai se non sconfina nel sarcasmo.

    Più chiaro ora?

    Spero di sì e… peccato che manchi la birra.

    Notte

    Rispondi
  • 24 Luglio 2012 in 09:01
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    Ho avuto solo ora il tempo di leggere qualche articolo (serio) linkato da ermetico in risposta alla mia domanda sulla “medicina frequenziale”.

    E ho verificato appunto che non c’entra rigorosamente NULLA: quegli articoli, e gli strumenti diagnostici che ne derivano, non esaminano risonanze, frequenze specifiche, ecc. ma costanti dielettriche. Cioè guardano come i tessuti rispondono alle onde elettromagnetiche: a bande molto larghe di onde elettromagnetiche, non a frequenze specifiche. Non trovano “le frequenze” dei tumori. Per cui ripeto la domanda: quali sono le frequenze dei tessuti?

    È la differenza tra la scienza e la fuffologia. La scienza fa ipotesi, anche “strane”, va a vedere che succede, e corregge il tiro (non ci prendi mai alla prima, la realtà è ben più strana di qualsiasi nostra filosofia). Cerca di capire come funzioni davvero la realtà. La fuffologia costruisce teorie, più o meno strampalate, e considera “prova” tutto quanto ci abbia vagamente assonanza. Per cui se la tua teoria prevede che le molecole o gli organi abbiano “frequenze” e “risonanze”, e che ristabilire le “frequenze” giuste guarisca, qualsiasi articolo abbia dentro la parola “frequenza”, anche solo per stabilire che l’apparecchio era attaccato alla frequenza di rete (la 220 della spina), diventa una “prova”. Capire quel che c’è scritto nell’articolo è secondario, basta che “suoni” giusto.

    Un po’ come la buffa etimologia di “omeopatia” citata da Max Stirner. No, l’omeopatia con l’omeostasi non c’entra nulla, suona solo simile. Mi ricorda l’etimoogia di “phone” (telefono in inglese) come derivata da “phoenices” (fenici), per cui il telefono era stato inventato dai fenici. Ma questi si sono letti almeno l’Organon di Hanemann?

    Poi mi si accusa di stare dietro ad una poltrona e di non voler guardare all’evidenza. Mi sono fatto ormai 4 proving omeopatici, ciascuno di 15 giorni e spesso ripetuti per sicurezza, senza avere NESSUN effetto. Nell’ordine ho provato: nux vomica, ipeca, aconitum, sepia. In diluizioni CH, LM, con 2 o anche 8 somministrazioni al giorno. Per cui rilancio: se (come appunto scritto sull’Organon) prendere un rimedio omeopatico ultradiluito in un sano produce effetti osservabili, quelli che poi finiscono sulla materia medica, esiste un qualche rimedio che A ME causi effetti osservabili? E se non li produce a me, immagino che non li produca in generale: tutti quelli che compaiono nella Materia Medica, da dove saltano fuori?

    Rispondi
  • 24 Luglio 2012 in 14:32
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    “E ho verificato appunto che non c’entra rigorosamente NULLA: quegli articoli, e gli strumenti diagnostici che ne derivano, non esaminano risonanze, frequenze specifiche, ecc. ma costanti dielettriche. Cioè guardano come i tessuti rispondono alle onde elettromagnetiche: a bande molto larghe di onde elettromagnetiche, non a frequenze specifiche. Non trovano “le frequenze” dei tumori. Per cui ripeto la domanda: quali sono le frequenze dei tessuti?”
    Secondo te come fà a rilevare la frequenza di 460mhz se non con una risonanza ? bada bene che la prima frequenza rilevata dall’inventore è stata quella della sua gastrite dovuta a stress .Dà lì è partito per la ricerca che lo ha portato a definire una serie di parametri e frequenze atte a definire una serie di malattie , in base alle frequenze assorbite .Per le frequenze dei tessuti è una mia ipotesi , essendo tipo di cellule precise con un forma precisa per non andare in giro per il corpo e rimane tutte sintonizzate in quanto facenti parti di un organo-coerente  , devono avere un range di frequenza di funzionamento normale , in quanto sano e uno shift di frequenza in quanto malato .
    “È la differenza tra la scienza e la fuffologia. La scienza fa ipotesi, anche “strane”, va a vedere che succede, e corregge il tiro (non ci prendi mai alla prima, la realtà è ben più strana di qualsiasi nostra filosofia). Cerca di capire come funzioni davvero la realtà. La fuffologia costruisce teorie, più o meno strampalate, e considera “prova” tutto quanto ci abbia vagamente assonanza. Per cui se la tua teoria prevede che le molecole o gli organi abbiano “frequenze” e “risonanze”, e che ristabilire le “frequenze” giuste guarisca, qualsiasi articolo abbia dentro la parola “frequenza”, anche solo per stabilire che l’apparecchio era attaccato alla frequenza di rete (la 220 della spina), diventa una “prova”. Capire quel che c’è scritto nell’articolo è secondario, basta che “suoni” giusto. ”
    Devi avere dei grossi problemi di comprensione o di ignoranza …
    Con l’apparecchio in questione si rilevano assorbimenti eccessivi a determinate frequenze che identificano determinate malattie , mentre l’omeopatia consiste nel fornire un eccesso di queste sgradite frequenze , tramite l’impressione (impronta) delle caratteristiche molecole che generano queste frequenze dannose nell’acqua e quindi esacerbare la malattia costringendo il corpo a reagire .Il problema dell’omeopatia e dei possibili studi su di essa , deriva dai soggetti trattati e dalla capacità dei singoli omeopati ci capire perfettamente quale sia il malanno o la serie di malanni e ricostruire la catena all’inverso , dando volta per volta rimedi diversi .Come ben si sà un dolore più forte sovrasta quello più debole , quindi sullo stesso terrento dà trattare ci possono essere varie frequenze anomale di cui l’unica risultante è la più forte ,questo presuppone che si và a tentativi più o meno precisi in maniera dà curare interamente e non il singolo disturbo .E’ un’altro pianeta in cui l’individuo è visto nell’intero e non in compartimenti stagni , per cui il presupposto della sperimentazione del singolo rimedio , può avere una fallacità molto alta , a meno di non selezionare i pazienti in maniera adeguata .L’aspetto psicologico poi in questa specie di sperimentazioni non avrebbe nessun peso e il malato sarebbe solo una cavia dà laboratorio ,non pensante e simile ad un pupazzo senza emozioni e pensieri che possano modificare il risultato .Ti ricordo che il tuo cervello e quello di tutti lavora su frequenze con uno stretto range di funzionamento a seconda dei singoli pensieri che vi si sviluppano e dei singoli dolori presenti nel corpo …per questo si utilizza l’encefalogramma per rivelare la presenza di dolori , peccato che non rilevi dà dove provengono in quanto il loro modo di utilizzo è talmente sciocco che non distingue dolore dà dolore e se uno si morsica la lingua durante il test …15 giorni di convalescenza…
    Se volevi dimostrare che tutto fà brodo …hai sbagliato persona e comunque le assonanze si attirano e c’è sempre un fondo di verità in qualsiasi cosa , sempre che riesca a delineare il giusto modo per disporre le assonanze e relative relazioni , senza fermarsi alla apparente boiata iniziale .
    The capì ?
    a più tardi …

    Rispondi
  • 24 Luglio 2012 in 15:22
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    @ermetico

    No, non ci siamo proprio. Nell’articolo NON SI PARLA di risonanze. La costante dielettrica (a proposito, sai cos’è, vero?) rimane costante in un grosso intervallo di frequenze, la frequenza scelta di 460 MHz è solamente un punto in quell’intervallo, comoda da generare. Con quell’apparecchio si rileva un eccessivo assorbimento di onde radio perché i tessuti malati hanno modificaizoni nella parete cellulare, che comporta una differente costante dielettrica. Ma l’assorbimento, sullo STESSO tessuto con la STESSA malattia avviene in un intervallo enorme di frequenze. E avviene nello stesso intervallo di frequenze per praticamente qualsiasi malattia che comporti le stesse modificazioni cellulari. Niente risonanze.

    E soprattutto l’autore dell’articolo NON RILEVA 460 MHz. Utilizza 460 MHz per provare a vedere qual’è la costante dielettrica. Lavoro con spettri, frequenze, ecc. da 30 anni, so di cosa parlo. Se tu leggi quelle cose nell’articolo è semplicemente perché non ne hai capito nulla (il che non è un insulto, è una constatazione, e del resto nessuno nasce imparato).

    Mi ricordi che anche il cervello funziona a frequenze. Be’, TUTTO può essere analizzato a frequenze, è solo un modo come un altro di analizzare le cose. Ma il cervello NON funziona a frequenze, e da un EEG non ricavi cosa pensi il soggetto. Un EEG è come il brusio della folla di uno stadio, puoi capire come sta andando la partita, ma non puoi sapere neppure che squadra abbia fatto gol, figurarsi cosa pensi la gente che compone quella folla.

    Poi passiamo all’omeopatia, che manderebbe delle frequenze al corpo attraverso l’acqua che l’avrebbe memorizzata. Come faccio a vedere se l’acqua ha memorizzato una frequenza (che ripeto, non so neppure ancora quale sarebbe, non certo 460 MHz)? Come faccio ad impostare una frequenza nell’acqua? Esiste un modo per distinguere l’acqua a 460 MHz da quella, poniamo, a 430 MHz? Ho un laboratorio sufficientemente attrezzato, se mi dici come fare ci provo anche domani. 

    “E’ un’altro pianeta in cui l’individuo è visto nell’intero e non in compartimenti stagni”. Bella frase ad effetto. Anche qui è appunto un altro pianeta rispetto alla scienza. Nella scienza si cerca di vedere una persona nel suo complesso, come qualcosa di ben più complicato delle sue singole parti. Per cui ogni studio deve tener conto di questo, tener conto di tutte le interaizoni che rendoono il tutto più della somma delle sue parti. Ad es. degli aspetti psicologici (che sono TUTTO nell’omeopatia). E soprattutto non può assumere che valgano poche leggi generali, devi smazzarti a studiare in dettaglio tutto l’organismo, tutte le interazioni, devi accettare che ogni studio, per quanto accurato, non vale appena esci dal campo in cui lo hai fatto…..

    Per l’omeopatia invece l’individuo è ua specie di riflesso di una “essenza”, semplice e unitaria, che può essere compresa con poche leggi generali. La sola difficoltà è risalire a quest’essenza dalle sue manifestazioni fisiche (i sintomi). Idea molto attraente, è il vecchio vitalismo che non ci ha mai lasciato da 20 mila anni, ma che è purtroppo falso. Però mentre per capire qualcosa nel caso della medicina scientifica devi studiare e faticare, nel caso dell’omeopatia basta andare ad assonanze. Tanto c’è sempre un fondo di verità in tutte le cose.

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  • 24 Luglio 2012 in 15:52
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    ma perché discutete ancora con Ermetico ? Non capirà mai…

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  • 25 Luglio 2012 in 10:34
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    “Per rispondere a questa domanda occorre indagare al meglio delle nostre conoscenze il meccanismo d’azione dell’apparato. L’ipotesi che a me, ma soprattutto ad un mio autorevole collaboratore, Cyril Smith professore emerito di Campi Elettromagnetici dell’università di Salford, sembra più plausibile, è che il dispositivo agisca da amplificatore di un campo elettromagnetico di debolissima intensità già presente nell’acqua, ma in forma “latente” ossia non osservabile. L’esistenza di questo campo si può dedurre dal fatto, dimostrato sperimentalmente, che la frequenza di 384 MHz ha proprietà inaspettate nei riguardi dell’acqua, ove interviene, insieme al campo geomagnetico, nel processo fisico dell’imprinting, ossia della “Memoria dell’Acqua”2. L’energia necessaria a “mettere in moto” il dispositivo deve, a sua volta, provenire anch’essa dal campo geomagnetico nei cui riguardi il dispositivo, sembra comportarsi, grosso modo, come una radio a galena di antica memoria. Occorre infine spiegare come il risonatore esterno interagisca sull’energia correlata alla risonanza interna dell’acqua, ossia sulla frequenza di 384 Mhz che entrambi hanno in comune, in modo da amplificarla fino a renderla misurabile. Questo processo è spiegabile solo con un’interazione di campo quantistico. Tralascio i particolari teorici e numerici che convalidano questa affermazione poiché sono reperibili in bibliografia3.”
     
    Tratto dà : http://www.acquainformata.eu/archivio/le-energie-sottili/
    Per chi vuol leggere in maniera approfondita qualche pensiero che ho espresso in maniera molto grezza : http://www.acquainformata.eu/archivio/segnali-em-prodotti-da-nanostrutture-acquose-derivanti-da-sequenze-di-dna-batterico/

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  • 25 Luglio 2012 in 13:16
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    Neanche Adam Kadmon a mai osato tanto……

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  • 25 Luglio 2012 in 13:28
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    ma perché hanno chiuso i manicomi ?

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  • 25 Luglio 2012 in 19:31
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    perchè altrimenti saresti ancora dentro …

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  • 27 Luglio 2012 in 18:31
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    Ermetico fai qualcosa per tutta l’umanità TACI!

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  • 30 Luglio 2012 in 18:19
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    grazie a Max Stirner, è un vero piacere leggerti, anche se avolte potresti essere più conciso.

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  • 5 Agosto 2012 in 22:45
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    DEDICATO A CHI NON HA DUBBI…
     
    http://qn.quotidiano.net/salute/2012/08/05/754444-cancro-cura-chemioterapia-tumore.shtml
     

    HOMEPAGE > Salute > Cancro, “chemioterapia rende ‘immuni’ i tumori e ne sostiene la crescita”. Lo afferma uno studio pubblicato su ‘Nature’


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    Cancro, “chemioterapia
    rende ‘immuni’ i tumori
    e ne sostiene la crescita”
    Lo afferma uno studio
    pubblicato su ‘Nature’

    La chemioterapia, usata da decenni per combattere i tumori, in realtà può stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende ‘immune’ il cancro a ulteriori trattamenti
    Parigi, 5 agosto 2012  – Una scoperta inattesa, e scioccante sotto certi aspetti, scuote gli ambienti scientifici impegnati nella lotta al cancro. La chemioterapia, usata da decenni per combattere i tumori, in realtà può stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende ‘immune’ il cancro a ulteriori trattamenti.
    LO STUDIO – A pubblicare la rivelazione scientifica è niente meno che la rivista Nature. La scoperta è frutto di uno studio statunitense sulle cellule del cancro alla prostata tesa ad accertare come mai queste ultime siano così difficili da eliminare nel corpo umano mentre sono estremamente facili da uccidere in laboratorio.
     
    SALUTONI A TUTTI QUELLI CHE… “VUOI METTERE LA CHEMIOTERAPIA?”

     

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  • 6 Agosto 2012 in 15:50
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    Cito da altri più esperti: “Dove sta scritto che è colpa della chemioterapia se c’è questo meccanismo? Dove sta scritto che la chemioterapia potenzia i tumori?”
    Questo è l’articolo originale, non quello del giornalaio che ha scritto l’articolo: http://www.nature.com/nm/journal/vaop/ncurrent/full/nm.2890.html
    Come al solito, l’ubriaco si aggrappa ai lampioni non per illuminarsi ma per sorreggersi. La prossima volta si consiglia la citazione da STOP, NOVELLA 3000 e CORNA VISSUTE.

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  • 6 Agosto 2012 in 16:01
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    La fotne dimentica di scrivere quest’ultima parte:

    “Per evitare l’effetto collaterale dannoso si potrebbe , però,  creare un anticorpo alla WNT16B, da assumere  durante la chemio.”

    Il cocktail di farmaci è quindi migliorabile. Il che è ovvio, se esistesse una cura perfetta il cancro non desterebbe paura in nessuno.

    E notiamo una cosa: quell’articolo dice che è stato scientificamente dimostrato che la chemio può ( sottolineo il può), non funzionare, e anzi peggiorare il cancro. E’ terribile, ma nessuno ha mai detto che la chemioterapia sia perfetta, anzi è e deve essere perfettibile e perfezionata: ma anche così nella maggior parte dei casi ha un’effetto misurabile, e che la chiemio abbia guarito dal cancro un altissimo numero di persone è un dato di fatto.

    E’ stato nello stesso modo scientificamente dimostrato( l’articolo che stiamo commentando dice proprio questo), che l’omeopatia serve quanto un placebo, se quindi si citano fonti scientifiche per dire che la chemio può far danni, bisogna essere coerenti e dire che la scienza dice che l’omeopatia non serve a niente.

    Rispondi
  • 6 Agosto 2012 in 16:02
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    Ecco un articolo più equilibrato, che (strano) viene pubblicato sul Fatto Quotidiano
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/06/cancro-e-chemioterapia-tirelli-studio-interessante-ma-conclusione-sbagliata/318325/
    Non chiedono al primo fesso che passa per strada, ma ad Umberto Tirelli (cito) “direttore del dipartimento di Oncologia medica del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Pordenone)” che conclude l’intervento con queste parole:
    “Mi sento di dire che la chemioterapia è comunque quella che oggi riesce a far guarire dai tumori, anche se non tutti. Bisogna sempre essere prudenti e allo stesso tempo realisti, evitando i trionfalismi. Anche perché si rischia di diffondere notizie che possono provocare molta confusione in pazienti affetti da tumore che stanno effettuando cure. (leggi: SCIACALLI)”
    E quindi si conferma ancora: VUOI METTERE LA CHEMIOTERAPIA?

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  • 7 Agosto 2012 in 01:11
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    MEGLIO DUBITARE DELLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO…
     
    http://www.urcaurca.it/trovata-la-cura-per-il-cancro-non-interessa-perche-non-rende.html
     
    Le grandi Case Farmaceutiche la snobbano perchè non è un “affare”.
    E’ una soluzione semplice ed è sempre stata sotto il naso degli scienziati. C’è da utilizzare semplicemente il di-cloro-acetato, che attualmente è impiegato nei problemi metabolici. La scoperta della sua efficacia contro i tumori è stata fatta nell’Università canadese di Alberta la scorsa settimana. Stranamente, i media non ne hanno parlato. Eppure è una sostanza che può essere utilizzata da chiunque, non ha effetti collaterali particolari ed è estremamente economico (a differenza dei costosi farmaci antitumorali prodotti dalle grandi Aziende Farmaceutiche internazionali). Gli scienziati canadesi hanno testato il DCA (di-cloro-acetato) sull’uomo ed hanno ucciso le cellule tumorali dai polmoni, dal seno e dal cervello lasciando integre le cellule sane. Lo stesso risultato era stato ottenuto alimentando cavie ammalate con acqua contenente DCA. Nel corpo umano abbiamo già chi combatte le cellule tumorali: i mitocondri. Gli scienziati, però, hanno da sempre ipotizzato che fossero danneggiabili dal cancro e si sono indirizzati sulla glicolisi, che è meno efficace ma… più costosa.
    Il DCA, che innesca la reazione nei mitocondri, è ampiamente disponibile e la terapia è semplicissima.
    DOMANDA: perchè le Case Farmaceutiche snobbano la scoperta?
    RISPOSTA: perchè il metodo è naturale e non può essere brevettato. Niente brevetto, niente affari. Senza brevetto non è possibile sfruttare la scoperta come stanno facendo, ad esempio, con le costosissime cure per l’AIDS. Meglio che la gente continui a finanziare campagne anti-tumori ed a pagare salate le cure sul mercato.
    Ma forse c’è una speranza: piccoli Laboratori indipendenti potrebbero iniziare a produrre il DCA e, dopo le previste procedure, commercializzare finalmente il farmaco.
    Vale la pena di informarsi e di attivarsi.
    SARA’ VERO E FORSE NO, MA E’ CERTO CHE SE NON C’E’ L’AFFARE ALLE MULTINAZIONALI NON INTERESSA… LA CURA VERA!

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  • 7 Agosto 2012 in 01:19
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    Tra le multinazionali del non-farmaco contiamo la BOIRON, che guadagna oltre 500 milioni di dollari l’anno e che ne pagherà cinque perché diceva che produceva farmaci che guarivano un sacco di brutte cose ma non era vero.
    O almeno, avrebbe potuto evitare di transare dimostrando l’efficacia dei farmaci, ma NON PUÒ FARLO PERCHÉ NON FUNZIONANO NEANCHE A CAPOCCIATE.
    Fine dell’omeopatia. Una prece.

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