I segnalibri 13 – Serpenti preistorici, mammut, struzzi alieni

– I mostri lacustri non passano mai di moda. Un filmato riportato da diverse testate giornalistiche ritrae quello che sembra un bizzarro serpente mentre nuota. Il lago stavolta non è quello di Loch Ness, si tratta infatti del lago islandese Lagarfljót. Il serpentone islandese, dall’impronunciabile nomignolo Lagarfljótsormurinn (letteralmente verme del Lagarfljòt), vanta una storia che non ha nulla da invidiare a quella di Nessie: radicata nelle credenze popolari e ricca di avvistamenti fin dal XIV secolo, è immancabilmente priva di alcuna prova concreta dell’esistenza dell’animale. Il video di questi giorni rispetta in pieno il cliché dell’avvistamento criptozoologico: pessima qualità, prospettiva che rende impossibile la valutazione delle dimensioni e, soprattutto, diversi elementi che fanno pensare a spiegazioni molto più logiche rispetto al “sopravvissuto preistorico”. Tra le più plausibili di primo acchito, un modello radiocomandato camuffato da serpente (le movenze dell’oggetto ripreso paiono piuttosto meccaniche) ed un convoglio di chiatte. Un’analisi più attenta rivela invece un inganno molto più sottile, come riporta Paolo Attivissimo: l’oggetto dà solo l’impressioni di spostarsi, ma di fatto si muove sul posto. Si tratta dunque, verosimilmente, di qualche lembo di tessuto o simile rimasto impigliato e dunque in balia della corrente. Siamo di fronte al caso non solo ingigantito, ma inventato di sana pianta da qualche giornalista in cerca del pezzo sensazionalistico: lo stesso autore del video, Hjörtur E. Kjerúlf, afferma di non aver mai creduto che il suo video contenesse qualcosa di paranormale o costruito ad arte per dare quella impressione.

– Non ci sono solo i laghi nell’immaginario di chi avvista creature fuori dal tempo. Un filmato che ritrarrebbe nientemeno che un mammut circola in rete da qualche giorno. L’autore, tale Michael Cohen, sedicente ufologo ed “esperto” di paranormale, non è proprio la fonte più credibile che ci si possa aspettare.
Anche in questo caso, la qualità della ripresa è piuttosto bassa, tanto da lasciar ipotizzare un intenzionale blurring delle immagini. La macchia marrone che si sposta sull’acqua non sembra compatibile con le dimensioni e la forma di un mammut, che oltretutto sarebbe dotato di zanne molto evidenti. È credibile si tratti di un orso che recupera la riva con un pesce tra le fauci, come ipotizza Lorenzo Rossi su criptozoo.
Tuttavia, gli hoax hanno spesso le gambe corte, come le bugie, e così a distanza di qualche giorno spunta il filmato originale, girato dallo scrittore e documentarista Ludovic Petho sulle montagne Sayan in Siberia e destinato ad un reportage.
Non vi è traccia di mammut nel pezzo originale, dunque le immagini diffuse da Cohen sono il risultato di un montaggio video, probabilmente di un orso o semplicemente di una figura del tutto artificiale.

– Senza varcare  i confini di casa nostra ma facendo molta più strada con l’immaginazione, ecco un caso di contatto alieno, che un programma RAI non ha mancato di riportare. Nientemeno che nella pianura friulana, più precisamente nei pressi dell’abitato di Mortegliano (UD), Leonard D’Andrea giura di aver dovuto fermare la propria auto alla vista di una:

“Creatura alta quattro metri”, “silenziosa”, la cui “testa aveva una forma tondeggiante e che terminava a forma conica”, con le “gambe leggermente incurvate in avanti e con la parte posteriore formata da una sorta di tendini molto grossi.”

Gli occupanti di altre tre auto avrebbero assistito alla scena. L’intraprendente Leonard avrebbe “inseguito senza successo” il misterioso essere.
Peccato che non ci sia alcuna documentazione perché – guarda caso – i telefoni cellulari erano inutilizzabili. C’è da chiedersi, poi, che fine abbiano fatto gli altri testimoni, e come un inseguimento si possa terminare curiosamente “senza successo”!
L’ipotesi più logica avanzata in merito è che si tratti di uno struzzo. Certo, lo si può definire un animale alieno in terra friulana, dove tuttavia viene allevato. Facciamo notare come uno struzzo sia un animale imponente, che può superare i 2.5m di altezza, pur non potendo raggiungere i 4 metri stimati dal testimone. Come tutti gli uccelli ha arti inferiori ben descritti dalle “gambe incurvate in avanti” e con “tendini molto grossi” riportate dal testimone. A supporto di questa tesi, un anonimo testimone della zona racconta come il recinto del proprio allevamento di struzzi sia stato quella stessa sera aperto da ignoti. Testimonianza smentita dall’unico allevatore di struzzi presente nella zona.
Insomma, anche in questo caso un avvistamento “da manuale”: poche informazioni, poche testimonianze, per di più imprecise e in disaccordo.

8 pensieri riguardo “I segnalibri 13 – Serpenti preistorici, mammut, struzzi alieni

  • 24 Febbraio 2012 in 15:17
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    @ Luca neri C.: La Manuela Arcuri appartiene alla specie detta Bellanutria Ingiovibilis. Solo nel 1837 il biologo livornese Forditesta Fallone classificò questa specie come elusiva, anziché mitologica, come era stata fino ad allora erroneamente ritenuta. Oggi che la sua esistenza, grazie ai moderni mezzi di comunicazione audio-visiva, è stata ampiamente filmata, permane la non possibilità di utilizzo pratico per la stragrande maggioranza degli esseri umani. Per cui l’ aggettivo “Ingiovibilis” non è stato modificato, a quasi 180 anni dalla scoperta.

  • 23 Febbraio 2012 in 16:13
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    @ Aldo + Rossi: ma Manuela Arcuri di quale branca dela criptozoologia fa parte?

  • 20 Febbraio 2012 in 12:07
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    Beh, ad esempio, anche sul fatto di riconoscere Manuela Arcuri in qualunque confronto all’ Americana ero d’ accordo con Luca. E Anche sul fatto che gli Scienziati svedesi favorevoli all’ e-cat si fossero laureati all’ IKEA anziché a Uppsala, mi trovavo d’ accordo…

  • 18 Febbraio 2012 in 18:29
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    Grazie, troppo buoni 🙂
    Inoltre vedere Aldo e Luca d’accordo su qualcosa è un avvenimento quasi epocale 😀

  • 18 Febbraio 2012 in 14:19
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    Complimenti Lorenzo, stupenda analisi e complimenti per il tuo sito.

  • 18 Febbraio 2012 in 12:59
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    Caro Lorenzo, avevo già letto i Tuoi articoli sul “Mostro” di Loch Ness e invito tutti a leggerli, senza superficialità e con calma, per il rigore scientifico unito alla passione.

  • 17 Febbraio 2012 in 19:03
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    Caro Aldo,
    è anche possibile che le persone scambino per animali sconosciuti fenomeni naturali di tutt’altra origine.
    Il caso del “mostro di Loch Ness”, può secondo me essere accomunato a quello di tanti altri laghi che ospiterebbero un “mostro”:
    http://tinyurl.com/6y95czy

  • 17 Febbraio 2012 in 16:50
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    Per quanto riguarda il “mammuth”, direi che la spiegazione di Lorenzo Rossi è molto, molto, molto probabile. Per quanto riguarda la Nessie islandese, direi che è una incarnazione del Debito Pubblico di quel Paese che gli abitanti hanno esorcizzato non pagandolo e, quindi, costringendolo a farsi mostro in un lago gelato. SPERIAMO CHE SI RIESCA A FARE UGUALE NOI ITALIANI NEL GARDA.
    Scusate la battuta, vorrei parlarne un po’ seriamente, anche se a molti farà ridere più della battuta. Ho letto di altre Nessie e, d’ altronde, è facile con Wikipedia. Ne ho letto anche prima di Wikipedia, perché la cosa mi ha sempre incuriosito. Non ne conoscevo la cugina islandese, molto interessante. Gli ingredianti sono sempre gli stessi: nessuna cattura per secoli, quindi non esiste. Ma troppe testimonianze e orme, tali da renderne improbabile la non esistenza se non c’è una forte organizzazione locale, tramandata di padri in figli, che ne organizza le periodiche esternazioni, mantenendo un improbabile segreto. La spiegazione cui preferisco credere io è che si tratti di creature non appartenenti a questo mondo. Sarebbe interessante, anche se non è la stessa cosa, una ricerca e un dibattito su Query attorno alla “Bete De Gevaudan” vero e propria “evoluzione” dei  Draghi medioevali, ma ben documentata.

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