Boiron, fammi causa!

Mentre la redazione di Query era in vacanza, in rete e sui giornali si è parlato molto di omeopatia a seguito di uno scontro fra un piccolo blog italiano e la Boiron, la multinazionale francese produttrice di buona parte dei rimedi omeopatici attualmente in commercio. Abbiamo chiesto a Fabio Turone, giornalista scientifico, corrispondente dall’Italia del BMJ e presidente dell’associazione professionale Science Writers in Italy, di riassumere per i nostri lettori la vicenda.

«Boiron, fammi causa!»: questa frase è diventata in pochi giorni il tormentone del web, dopo che ha iniziato a diffondersi online la notizia (in alcuni casi con coloriture fantasiose) che la multinazionale dell’omeopatia Boiron aveva minacciato di denuncia per diffamazione un blogger responsabile di aver parlato male dell’omeopatia e dei suoi rimedi.
Quando a metà dello scorso luglio il ventottenne Samuele Riva, ingegnere informatico milanese che da due anni e mezzo scrive nel tempo libero sul suo blog blogzero.it, ha deciso di scrivere una serie di articoli sull’omeopatia tutto si aspettava tranne che di finire al centro di un caso mondiale: aveva alcune decine di affezionati lettori, e a loro beneficio voleva fare il punto sui tanti aspetti di questa disciplina che non reggono a un’analisi attenta, facendo anche – nello stile tipico del suo blog – qualche battuta dissacrante.
Non immaginava che la Boiron Italia avrebbe reagito con incredibile prontezza alla pubblicazione dei suoi articoli mandando al suo fornitore di accesso Internet una pesante lettera di diffida, dopo aver cercato con insistenza di avere i suoi recapiti (che questo non poteva comunicare, ai sensi della legge sulla privacy).
La lettera della Boiron contesta l’uso del nome dell’azienda e di quello del suo medicinale blockbuster – l’Oscillococcinum venduto come rimedio per i sintomi influenzali – in un contesto giudicato diffamatorio, e in particolare lamenta la pubblicazione di «messaggi inveritieri e spregiativi sia dell’omeopatia sia della nostra società e del nostro medicinale».

Più in particolare, secondo la lettera firmata dall’Amministratore Delegato Silvia Nencioni, la pubblicazione dei due articoli «offende gravemente la reputazione della nostra società, integrando gli estremi del reato di diffamazione di cui all’articolo 595 del codice penale e producendo ingenti danni alla nostra immagine risarcibili in sede civile».
Per questo intimava al provider (indicato come «responsabile del controllo sul contenuto») di cancellare entro 24 ore qualsiasi riferimento alla Boiron e ai suoi rimedi, e di «impedire ogni accesso a “blogzero.it” del detto sig. Samuele autore degli articoli diffamatori suddetti».

Il provider, consapevole di non essere tenuto per legge al controllo sui contenuti dei domini registrati per conto dei suoi clienti, ha inoltrato la lettera a Riva, che ha subito tolto immagini e didascalie e ha poi denunciato l’intimidazione scatenando sul web una prima ondata di commenti e citazioni assai poco lusinghiere per la multinazionale, facendo schizzare i contatori delle visite sul suo blog.

La notizia è rimbalzata di blog in blog, poi è uscita in rapida successione sul sito italiano di Wired e sulle pagine della prestigiosa rivista inglese BMJ (già “British medical Journal”), anche grazie al fatto di essere segnalata nella mailing-list dell’associazione Science Writers in Italy e da lì si è diffusa in tutto il mondo (ecco un’interessante cronologia realizzata da Jumpinshark). I due articoli che fino all’intervento di Boiron avevano avuto circa 150 lettori sono stati oggetto di un intenso pellegrinaggio, obbligando Riva a scrivere appositamente un breve sunto in inglese della vicenda.

«Credo che ci sia stata un’incomprensione dovuta alle difficoltà di dialogo e al gergo ‘legalese’» ha minimizzato al telefono l’Amministratore delegato della Boiron Italia Silvia Nencioni, intervistata dal BMJ mentre era in vacanza (la filiale italiana di Boiron era chiusa per la settimana di ferragosto, e il cronista si è rivolto alla casa madre francese, ottenendo un rapido e gentile contatto dall’ufficio-stampa e poi dall’Amministratore delegato stesso).
A precisa domanda ripetuta più volte nel corso di una lunga e cordiale intervista telefonica, la Nencioni non ha voluto dire se la decisione di Riva di eliminare immediatamente le frasi «incriminate» aveva del tutto scongiurato il rischio di una causa: «Credo che non perderemo tempo in tribunale, perché vogliamo concentrarci sulla missione aziendale» ha detto. «Ma decideremo nelle prossime settimane, dopo aver rivalutato la situazione insieme al nostro legale e alla casa madre».

Per colmo di ironia, mentre il caso italiano viene amplificato nel web presentando un volto della multinazionale assai diverso da quello sereno e gentile promosso dal marketing, la casa madre francese dovrà tenere conto di un’altra grana: una nuova causa collettiva promossa in California per pubblicità ingannevole: «Oscillo non è niente più che zucchero (85% saccarosio e 15% lattosio)» si legge al punto 19 della causa Gonzales vs Boiron.

Un precedente italiano recente è quello che nel 2004 ha visto Piero Angela vincere sia in sede civile sia in sede penale dopo che alcune associazioni di omeopati gli avevano fatto causa per una puntata di Superquark dedicata all’omeopatia, pretendendo di avere diritto di replica: «Il tribunale ha accettato di guardare le prove scientifiche che abbiamo presentato» ha detto Angela, intervistato per il BMJ «e ha sentenziato che i medici omeopati non hanno diritto di replica nella televisione del servizio pubblico, accettando la mia posizione secondo cui il compito di una trasmissione scientifica è anche quello di distinguere chiaramente tra cosa è scientifico e cosa non lo è».

Immagine by Isola Virtuale

82 pensieri riguardo “Boiron, fammi causa!

  • 12 Ottobre 2011 in 14:27
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    Non sono uno scienziato e men che meno un difensore dell’omeopatia. Ma:
    1 – Mio padre era medico, qualificatissimo (due specializzazioni e una libera docenza, oltre ad un primariato ospedaliero e un diploma da omeopata) ed era fermamente convinto dell’efficacia sia dell’omeopatia sia della sua variante omotossicologica (che usa i composti anzichè sostanze semplici, non so se mi son spiegato). Si è curato per anni, e ha curato i suoi pazienti, con rimedi omeopatici, oltre che con altre tecniche – ricordo benissimo quando introdusse, al posto dei fornetti Marconi, la magnetoterapia, quante gliene dissero. In molti casi funzionava.
    2 – Ho usato spesso anche io rimedi omeopatici (Arnica in varie combinazioni, Calendula, Nux vomica in vari dosaggi) con ottimi risultati, spesso non ripetibili; ma questo succede anche con i farmaci normali, per sensibilizzazione e/o per differente patologia non diagnosticata. Quindi posso dire che, come minimo quale placebo (ma la calendula nelle piccole infiammazioni della pelle è fenomenale!) l’omeopatia funziona; come, non lo so.
    3 – La medicina NON è una scienza esatta, e qui sta il principale errore di chi la riconduce agli schemi delle scienze fisico-matematiche; d’altronde, la prima regola è sempre, per il medico, “primum non nocere”, e qui l’omeopatia ha molte corde al suo arco.
    Scusate l’intrusione, saluti. Il dibattito è comunque interessante.

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  • 4 Settembre 2011 in 18:46
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    Grazie Aldo, mi hai fatto notare effettivamente una svista data dalla fretta: ho fatto l’errore di generalizzare intendevo quello che hai detto nel confronto.
    Mi riferivo all’ossillonumericordo il nome, non all’omeopatia in generale, anche se la mia posizione al riguardo è comunque un po’ scettica.
    Ma pure tu però cerchi i peli nell’uovo. E leggi tra le righe qualche volta .:-)

  • 4 Settembre 2011 in 18:30
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    Caro Luca, grazie per la risposta. Non intendo fare lunghe disquisizioni, ho già partecipato a un post con 250 commenti e non voglio battere il record dei 758 sull’ e-cat. L’unico appunto è il solito: “Analizzando il nostro studio sembrerebbe che l’omeopatia non ha efficacia,” non è corretto: sembrerebbe che l’ Oscillococcinum non abbia efficacia e, per giunta, nella sua indicazione di seconda linea, quella di accellerare la guarigione dall’ influenza. La sua indicazione principale è e rimane la prevenzione delle sindromi influenzali, pigliandone una monodose alla settimana per tutta la stagione, iniziando a Settembre. Come farmaci omeopatici per i sintomi influenzali già conclamati rimangono a mio giudizio di prima scelta il Gelsemium Sempervirens e l’ Eupatorium Perfoliatum. La Belladonna e l’ Aconitum Napellus come semplici antipiretici, per far concorrenza al Paracetamolo. Tutti a bassa diluizione. Ma sarebbe meglio li prescrivesse il pediatra di famiglia, se crede nella e pratica la Omeopatia, conoscendo il bambino, la sua diatesi, i sintomi differenziali. Oggi purtroppo l’ industria Omeopatica ha messo in commercio comodi Farmaci “pluricisti” che contengono tutti insieme rimedi omeopatici per tutte o quasi le malattie da raffreddamento, e che sparano a pallettoni colpendo senza mirare. Non sono d’ accordo, sono “unicista” ma devo dire che pochi pazienti si lamentano del fatto che non sono “guariti” alla svelta (loro o i loro figli). Ah, benedetto placebo!

  • 4 Settembre 2011 in 13:17
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    Ciao Aldo, ci si rincontra vedo 🙂 E’ sempre un piacere.
    Dunque, maledetto pignolone, per Pediatria intendo un reparto, pardon Unità Operativa altrimenti magari qualcuno fa qualche appunto anche su questo, ospedaliero, non la branca della medicina.
    Ti sembra strano tanta gente che viene ricoverata per una “banale influenza” ?
    Taglia le braccia ai giornalisti e tappa la bocca ai telegiornali e vedrai che non succederà più. Spero abbia capito cosa intendo ( l’anno scorso a causa dell’h1n1 abbiamo fatto gli straordinari, ma di brutto )
    Lo studio, inoltre, non è stato condotto in tre giorni, ma in un lasso di tempo di una intera stagione e precisamente dal novembre 2010 al Marzo 2011 spero che ora i conti tornino.
    Lo studio non è pubblicato e credo che mai lo sarà perché è , diciamo, una iniziativa inter nos promossa da un pediatra che voleva promuovere l’utilizzo di alcuni rimedi omeopatici , ma doveva dimostrare che i soldi spesi sarebbero stati spesi bene. Comunque privatamente continua a prescriverli con buona pace di quelli che dicono che sono le ditte farmaceutiche a convincere i medici a prescrivere i loro farmaci con dei regalini. A pensar male potrei dire che forse proprio lui tanto in buona fede non è 🙂
    L’effetto placebo  ( non vedo cosa ci sia di cattivo in questa domanda… maaaah! ) agisce in chi ha la convinzione che una cosa funziona, se lo somministri ad un bambino che non ha ancora la cognizione di capire le cose non ha effetto mi sembra ovvio e personalmente ho sperimentato l’efficacia dell’effetto placebo in alcune situazioni di carattere psicologico, ma non sono mai riuscito, per fare un esempio, ad abbassare una febbre con l’acqua fresca ( Soluzione fisiologica al posto di un sonnifero invece mi funziona alla grande 🙂 )  Quindi la mia posizione sta a metà sull’efficacia del placebo, bisogna vedere le cose in maniera globale però, riguardo ai dati clinici. Analizzando il nostro studio sembrerebbe che l’omeopatia non ha efficacia, ma lungi dal dare una validità scientifica ai nostri lavori , allo stesso modo anche i lavori dei sostenitori dell’omeopatia vanno trattati con le pinze. I dati da scremare sono molti, ma io sto ragionando in risposta a quelli che portano esperienze personali come prove di fattibilità, anche se statisticamente abbiamo almeno un indizio valido sul fatto che nei casi che abbiamo analizzato sembrerebbe che l’omeopatia abbia fallito.
    I risultati parlano chiaro, per chi ci vuole credere naturalmente se magari parti dal principio che mi sto inventando tutto allora buon per te :-). Non mi riferisco a te come Aldo Grano, ma per dire a chi non crede che lo abbiamo fatto veramente ( ce ne saranno molti quando qualcuno prova a fare una cosa che non coincide con le sue certezze , ci sono passato sull’esperimento che stiamo conducendo sulle scie chimiche) .

    Riguardo all’OT sui previsori di terremoti, sei testimone del mio impegno al riguardo e se non erro hai anche apprezzato l’iniziativa. Ho fornito mail e numero di telefono a tutti i presunti sensitivi, ma sto ancora aspettando i volontari che sono in grado, a chiacchiere a quanto pare, di prevedere i terremoti. Da quando ho messo l’annuncio sul blog di Massimo in quattro hanno detto ” io sento i terremoti” a quattro ho detto di fare questa cosa e in quattro si sono letteralmente volatilizzati. Ora uscirà qualcun’altro che dirà ” io sento i terremoti” io farò la stessa proposta, lui agirà nella stessa maniera fino a che qualcuno non ricomincerà con la solita pappardella ” Voi scettici non volete capire”. Io vorrei capire, ma se non mi si da una mano.

  • 4 Settembre 2011 in 12:29
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    Luca, dove hai pubblicato o dove vuoi pubblicare questa interessante ricerca? Parli di “una pediatria”. Di norma la parola Pediatria indica semplicemente una branca della Medicina. Così come, giustamente, la Meccanica Quantistica non è la Fisica, ma una branca della medesima. Se lo avete fatto in un reparto ospedaliero di pediatria, come mai i bambini erano ricoverati per una semplice influenza? Ultima domanda, la più cattiva: allora ammetti che l’ effetto placebo non c’è nei bambini? Ma lo sai che ogni volta che Omeopathy pubblica un lavoro sui bambini non lo ammettono i soloni del placebo, anzi! Da che parte stai?
    Infine, una domanda un po’ più amichevole, OT ma approfitto della Tua presenza: i sensitivi al terremoto cui hai prestato ospitalità, hanno presagito quello dell’ asse Washington-New York pre uragano Irene?

  • 4 Settembre 2011 in 10:26
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    @Marco I 
    Allora come la chiami una chiavetta usb memorizzata con una sequenza particolare messa davanti alla fronte dare un fastidio e un’altra memorizzata diversamente  avere tutt’altro effetto.!!!!
     
    ?????

    Questa mi è nuova potresti approfondire ( anche se stiamo andando OT in questo caso )

    @Michele
    se avessi un euro per ogni volta che ho sentito citare “quantistica” a vanvera…
    A chi lo dici… ora andrei in Ferrari. La meccanica quantistica sembra essere diventata il mezzo attraverso il quale diventa tutto possibile. Se poi vai a chiedere, a chi la cita, cosa sia nessuno lo sa, ma fa tanto di scientifico 🙂

    Tornando all’argomento, abbiamo sperimenatto in una pediatria l’effetto del famoso pseudofarmaco che ha scatenato tutto sto putiferio mediatico . Per evitare effetto placebo lo abbiamo somministrato a bambini di età inferiore ai 15 mesi. Il risultato? Senza paracetamolo e altri farmaci col cavolo che i famosi sintomi influenzali e parainfluenzali se ne andavano e sto parlando di 38 casi  . In due casi si è avuta remissione della sintomatologia , negli altri 36 in terza giornata , vedendo nessun miglioramento, si è passati alla terapia farmacologica classica e sono guariti tutti e 36. Ora per evitare che qualcuno pensasse ” ma così non dimostrate nulla,. i due sono guariti grazie all’omeopatico prima degli altri e i restanti 36 sono guariti più tardi il fatto che hanno preso farmaci non conta nulla” abbiamo ripetuto , chiamiamolo, l’esperimento su altri 20 bambini di pari caeratteristiche di cui 15 trattati con omeopatici e 5 con terapia classica. I 5 con terapia classica hanno avuto un miglioramento della sintomatologia pressoché immediata, gli altri 15 diciamo un po’ alla rinfusa. Tre casi hanno avuto miglioramento, per i restanti 12 nulla di fatto e abbiamo interrotto la cura omeopatica in favore di quella classica con risultati positivi.
    Ora  , fisica quantistica , principi attivi, c’è o non c’è a parte, credo che i risultati statistici possono definirsi significativi verso l’efficacia della medicina classica rispetto a quella omeopatica.
    Naturalmente, per tranquillizzare tutti, abbiamo effettuato i lavori su bambini che avevano solo sindromi influenzali e parainfluenzali in cui era necessario solo il controllo della sintomatologia non abbiamo certo rischiato di far aggravare un malato serio e i genitori erano tutti daccordo. L’effetto placebo è stato annullato dalla non consapevolezza dei bambini e i genitori non sapevano cosa venisse somministrato al figlio in quel momento . L’esperimento è perfettibile sicuramente, ma credo possa dare l’idea della situazione.

  • 3 Settembre 2011 in 19:23
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    @Marco I
     
    Allora come la chiami una chiavetta usb memorizzata con una sequenza particolare messa davanti alla fronte dare un fastidio e un’altra memorizzata diversamente  avere tutt’altro effetto.!!!!
     
    Lo chiamo “farsi vedere da uno bravo perché non si sta affatto bene”.

  • 3 Settembre 2011 in 13:27
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    Allora come la chiami una chiavetta usb memorizzata con una sequenza particolare messa davanti alla fronte dare un fastidio e un’altra memorizzata diversamente  avere tutt’altro effetto.!!!!
    Comunque non c’è storia .
    Arrivederci
     
     

  • 3 Settembre 2011 in 13:07
    Permalink

    se avessi un euro per ogni volta che ho sentito citare “quantistica” a vanvera…

  • 3 Settembre 2011 in 11:33
    Permalink

    @Marco I
     
    Come tutte le scienze non esatte ad es. ,vedi la psicologia è tutto soggettivo.
     
    Ma proprio no, diamine! Sai almeno cosa vuol dire scienza esatta? Si definiscono scienze esatte quelle scienze che riescono a definire con precisione il grado di errore delle loro previsioni: la matematica e la fisica sono scienze esatte, in quanto io posso sempre dire per esempio “effettuando questa misura sto sbagliando al massimo del 5%”. In medicina, questo in generale non lo posso fare. La soggettività non c’entra proprio niente.
     
    Mi sembra un pò troppo per un placebo nudo e crudo, e tantomai non mi assumo nessuna proprietà taumaturgica, dunque???
     
    Dunque se tu conoscessi un po’ di statistica sapresti che il caso singolo non significa assolutamente niente: è probabile che, nel tuo caso, la patologia sia semplicemente regredita spontaneamente, non sono un medico quindi non posso dirlo con certezza. Posso però dirti, siccome un po’ di statistica la conosco, che queste considerazioni devono essere fatte sui grandi numeri, su centinaia, se non migliaia, di casi analoghi; per questo i nuovi farmaci sono sottoposti ai trial clinici, proprio perché l’effetto su un solo paziente non è significativo.
     
    Il problema è chiaramente che la Natura non è fatta solo con la fisica classica ma anche con  quella quantistica. E l’interazione dell’osservatore sull’osservato non è una novella semplice semplice ha effetti enormi ma impalpabili.
     
    Per piacere, perché ogni volta bisogna spiegare tutto con la meccanica quantistica? Io la studio tutti i giorni, mi sto dannando l’anima per passare l’esame e ti posso dire che quello che dici non ha senso. Evitiamo di applicare a sproposito teorie che non si comprendono, grazie.

  • 3 Settembre 2011 in 08:58
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    @Alberto
    Come tutte le scienze non esatte ad es. ,vedi la psicologia è tutto soggettivo.
    Poi sull’argomento che l’omeopatia non funzioni in toto ho i miei dubbi.Un es.terra terra,mia madre soffre da sempre di “fuoco di s’antonio” dalla fase iniziale fino alla fase cocnclamata con le classiche vescicole sulla pelle senza il dolore.Ha provato l’allopatia convinta che riuscisse a risolvergli il problema anche prima che arrivasse in commercio lo Zovirax e  l’ Aciclovir  ,comunque  tutto sotto controllo medico. Risultato , la patologia non regrediva e faceva allegramente il suo corso , Come l’acqua fresca. Allora gli compro una boccetta di Apis Mellifica 7 ch prezzo 4,5 eur , dicendogli chiaramente di non farsi illusioni sull’efficacia perchè lì dentro non c’è niente di chimico. Per farla breve appena avverte i sintomi dell’Herpes Zoster che si riaffaccia prende 3 granuli per due tre volte e i sintomi regrediscono in brevissimo tempo. Mi sembra un pò troppo per un placebo nudo e crudo, e tantomai non mi assumo nessuna proprietà taumaturgica, dunque???
    L’astrologia esiste anche da più tempo, da migliaia di anni. Secondo te il problema dov’è?
    Il problema è chiaramente che la Natura non è fatta solo con la fisica classica ma anche con  quella quantistica. E l’interazione dell’osservatore sull’osservato non è una novella semplice semplice ha effetti enormi ma impalpabili.

  • 2 Settembre 2011 in 11:52
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    P.S.
    @Marco I
     
    Quindi ammetti che l’omeopatia non funziona: e allora perché spendere soldi per qualcosa che non serve a niente?
     
     

  • 2 Settembre 2011 in 11:50
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    @Marco I
     
    Ma non è inutile, si cura anche lo spirito , Guarda cosa ci fà la Chiesa con un pezzettino di ostia. Le farmacie sono piene di prodotti inutili, eppure!!!!!
     
    Anche la somministrazione dei farmaci, se fatta in modo “umano” e non da automa, produrrebbe lo stesso effetto: infatti, è parere diffuso tra i medici che oggi il contatto umano tra medico e paziente si è un po’ perduto, soprattutto nei grandi ospedali dove per esigenze di numero il tempo dedicato al singolo è inferiore.

    Intanto sono 200 anni che esiste , non funziona ma esiste . Secondo Te il problema dov’è .
     
    L’astrologia esiste anche da più tempo, da migliaia di anni. Secondo te il problema dov’è?

  • 2 Settembre 2011 in 09:26
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    @ Alberto

    E questo ti sembra una cosa giusta? La ricerca è deludente, dei princìpi attivi neanche una traccia eppure lo si deve pagare quanto un farmaco?
    Sono d’accordo ,ma penso purtroppo sia solo un problema psicologico, se lo paghi vale qualcosa ,se è gratis non ha lo stesso effetto.

    E’ inutile prescrivere entrambi i rimedi: se il problema è reale si dà il farmaco, altrimenti si lascia libero il medico di decidere se dare il placebo. Non vedo che vantaggi si potrebbero avere da una somministrazione combinata.
    Ma non è inutile, si cura anche lo spirito , Guarda cosa ci fà la Chiesa con un pezzettino di ostia. Le farmacie sono piene di prodotti inutili, eppure!!!!!
    La relatività einsteniana è “folle”, però funziona. La meccanica quantistica è “folle”, però funziona. L’omeopatia è “folle” ma non funziona. Se dopo 200 anni non si è ancora riusciti a dimostrarne l’efficacia (non il meccanismo d’azione eh, solo se funziona o no!) direi che sarebbe il caso di abbandonarla per nuovi campi di ricerca.
    Intanto sono 200 anni che esiste , non funziona ma esiste . Secondo Te il problema dov’è .

  • 2 Settembre 2011 in 01:23
    Permalink

    @Marco I
     
    Il prezzo è  pressochè nullo di un rimedio omeopatico ,ma come logico  è la distribuzione  che decide quanto ci vuole guadagnare.
     
    E questo ti sembra una cosa giusta? La ricerca è deludente, dei princìpi attivi neanche una traccia eppure lo si deve pagare quanto un farmaco?
     
    Ma ripeto, non capisco ,il perchè non si usino in combinazione sia i farmaci che i rimedi, che cosa costa dargli in combinazione . L’avete detto voi che i placebo delle volte funzionano.
     
    E’ inutile prescrivere entrambi i rimedi: se il problema è reale si dà il farmaco, altrimenti si lascia libero il medico di decidere se dare il placebo. Non vedo che vantaggi si potrebbero avere da una somministrazione combinata.
     
    Erano e sono folli quelli che escono dalla media , la storia insegna.Non crediate che chi usa i rimedi sia solo credulone.
     
    La relatività einsteniana è “folle”, però funziona. La meccanica quantistica è “folle”, però funziona. L’omeopatia è “folle” ma non funziona. Se dopo 200 anni non si è ancora riusciti a dimostrarne l’efficacia (non il meccanismo d’azione eh, solo se funziona o no!) direi che sarebbe il caso di abbandonarla per nuovi campi di ricerca.

  • 1 Settembre 2011 in 23:47
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    @ Alberto
    Ma questo non è problema di sostanze attive ,come del resto il placebo. Anzi un placebo dato da persone professionali che credono che funzioni ,molto probabilmente funzionerà meglio di quello dato in doppio cieco.
    Il prezzo è  pressochè nullo di un rimedio omeopatico ,ma come logico  è la distribuzione  che decide quanto ci vuole guadagnare.
    D’altronde i rimedi omeopatici potrebbero essere tutti uguali perchè nessuno li può analizzare e confermare la diversità .Ovvio, analisi fatte in laboratori riconosciuti .
    Ma ripeto, non capisco ,il perchè non si usino in combinazione sia i farmaci che i rimedi, che cosa costa dargli in combinazione . L’avete detto voi che i placebo delle volte funzionano.
    Il perchè i placebo funzionano (alcune volte) dimostra che molte patologie sono di origine psichiche . Perciò come dice un proverbio un colpo al cerchio e uno alla botte.
    Perciò ,perchè no!!  Un placebo travestito da rimedio o meglio un rimedio fatto con tutti i carismi(tanto costa pochissimo) ,perchè anche l’occhio vuole la sua parte.
    Ma, un appunto contro la Boiron ci sarebbe. Non  si preoccupa minimamente del  confezionamento e stoccagio dei rimedi. I rimedi ( eventualmente ) contengono informazione percio farei di tutto per conservarla.
    Direte voi, ma  tutto questo è puro delirio.
    Pensatela come volete. Il mondo è dei folli.  Erano e sono folli quelli che escono dalla media , la storia insegna.Non crediate che chi usa i rimedi sia solo credulone.
     

  • 1 Settembre 2011 in 13:36
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    Non ricordo se sono due o tre anni fa, ma gli omeopati sfidarono la James Randi Foundezion e il prestigioso premio da 1.000,000 di dollari sostenendo di essere in grado di saper distinguere una boccetta di farmaco omeopatico da una con semplice solvente. qualcuno sa come e’ andata a finire?

  • 1 Settembre 2011 in 12:32
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    @Marco I
     
    Ecco, io vorrei semplicemente sapere come viene deciso il prezzo dei prodotti omeopatici sapendo quello che c’è dentro (cioè solo acqua e/o zuchero, almeno finché qualcuno non dimostrerà il contrario) e soprattutto in cosa consiste la “ricerca” su tali prodotti.
     
    Se usate con intelligenza  sono il miglior modo di curare.
     
    Sì, i farmaci sì: se non se ne abusa, sono il miglior modo di curare.
     
    Ma resto perplesso quando si dice che funziona o non funziona l’omeopatia quando non si conosce minimamente il funzionamento dell’azione.
     
    L’efficacia di un farmaco è indipendente dalla conoscenza del suo meccanismo di funzionamento: si fanno dei test, e se il farmaco risulta più efficace di un placebo allora ha senso tentare di commercializzarlo (dopo aver fatto ulteriori test per eventuali effetti collaterali). Tutti i test finora sostenuti dai prodotti omeopatici, invece, non hanno dato risultati migliori di un placebo: ergo, i prodotti omeopatici attualmente in commercio sono dei placebi a tutti gli effetti.
     
    @Aldo Grano
     
    Non mi sembra una domanda campata per aria chiedere in base a cosa venga deciso il prezzo di un prodotto omeopatico: non ti interessa sapere se tale prezzo è deciso dal sig. Boiron al mattino appena alzato, o se deriva da una ben precisa filiera di produzione?

  • 31 Agosto 2011 in 13:43
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    Big Pharma non nè stupida ma neanche fà beneficenza . Ricerca e rischia perchè vuole guadagnare.
    Per come viene costruito il costo dei medicinali ,chiedetelo a dei matematici esiste un sistema per ottimizzare il potenziale guadagno in base all’utenza.
    Ma non vedo tutto questo darsi addosso fra medicine alternative e l’allopatia.
    Se usate con intelligenza  sono il miglior modo di curare.
    Ma resto perplesso quando si dice che funziona o non funziona l’omeopatia quando non si conosce minimamente il funzionamento dell’azione.

  • 30 Agosto 2011 in 22:59
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    “Ciò vorrebbe dire che Big Pharma non è malvagia, è solo stupida a quanto pare.” Tu lo dici, non l’ ho detto io.
    “Sarebbe poi interessante sapere in cosa consiste la “filiera di ricerca” delle aziende omeopatiche, dato che di studi che confermano l’efficacia dell’omeopatia non ne è saltato fuori neanche uno finora (sto parlando delle riviste serie, ovviamente).”
    Alberto, cosa importa se non capisci quello che scrivo? In fondo Te l’ ho già data vinta una volta, Te la dò vinta anche questa volta. Hai ragione Tu. Dormi sonni tranquilli.

  • 30 Agosto 2011 in 19:54
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    @Aldo Grano
    Se ciò che dici è vero (lasciando perdere il costo delle diluizioni che mi lascia abbastanza perplesso, per essere gentili) allora perché le case farmaceutiche dovrebbero ostacolare i prodotti omeopatici se alla fine il guadagno che ne avrebbero sarebbe circa lo stesso? Ciò vorrebbe dire che Big Pharma non è malvagia, è solo stupida a quanto pare.
    Sarebbe poi interessante sapere in cosa consiste la “filiera di ricerca” delle aziende omeopatiche, dato che di studi che confermano l’efficacia dell’omeopatia non ne è saltato fuori neanche uno finora (sto parlando delle riviste serie, ovviamente).
     

  • 30 Agosto 2011 in 13:31
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    Il costo finale di un farmaco è dovuto in parte trascurabile alla quantità di principio attivo contenuta, e in parte determinante alla filiera di ricerca, registrazione e immissione in commercio, almeno in Europa, USA e Giappone. Quindi, se ai farmaci Omeopatici venisse riconosciuta la parità con quelli Allopatici, ovvero pari diritti e pari doveri, i costi non sarebbero dissimili da quelli allopatici. Un altro particolare che coloro che hanno in antipatia l’ Omeopatia dimenticano è il costo del processo di diluizioni successive. Anche questo, comunque, non è importante quanto il costo di commercializzazione.

  • 30 Agosto 2011 in 11:38
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    @Alessandro
     
    Credo che l omeopatia verrà puntualmente “scientificamente dimostrata” quando le multinazionali del farmaco avranno l interesse che lo sia
     
    Mi lascia sempre perplesso vedere quanto sia diffusa questa idea che siano le case farmaceutiche a ostacolare la ricerca omeopatica (come se la Boiron fosse il negozietto sotto casa, e non una multinazionale da milioni di euro di fatturato, ma tant’è). Se davvero l’omeopatia funzionasse, le case farmaceutiche avrebbero invece tutto l’interesse a svilupparla: perché spendere milioni di dollari nella ricerca di nuove molecole, col rischio che i test siano negativi o che il farmaco venga rifiutato dalle organizzazioni sanitarie se a prezzi ridicoli posso fare delle pilloline di zucchero, egualmente efficaci e praticamente senza effetti collaterali, vendendole allo stesso prezzo dei farmaci “usuali”?

  • 29 Agosto 2011 in 13:45
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    L’omeopatia verra’ “scientificamente dimostrata”.Se questo succedera’,sicuramente qui verra’ scritta la seguente frase:L’omeopatia ha effeto superiore all’effetto placebo.

  • 29 Agosto 2011 in 13:05
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    Usate sempre la parola”scientifico” come sinonimo di “vero”.
    Non credo nell”omeopatia e nemmeno nelle verità scientifiche delle multinazionali.
    Se l omeopatia esiste anche solo grazie all effetto placebo, si può dire che gran parte dei farmaci di sintesi funzionano anche grazie a questo effetto, se non a volte del tutto. Per non dire di farmaci ritirati dal commercio quando risulta essere maggiore il danno che il beneficio (di cui magari la multinazionale produttrice ha tenuto nascosti risultati già noti).
    Credo che l omeopatia verrà puntualmente “scientificamente dimostrata” quando le multinazionali del farmaco avranno l interesse che lo sia. Poi voglio vedere cosa scrivete…

  • 25 Agosto 2011 in 13:54
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    No no non sono Polidoro!

  • 25 Agosto 2011 in 13:17
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    Direi di cessare, prima che sia costretta a intervenire la moderazione di Query, i miei interventi in questo thread. Non consideratela una ritirata: sull’ Omeopatia le occasioni si moltiplicheranno in futuro, e qui l’ atmosfera si va surriscaldando. Chiarisco a Massimo che l’ “anastrofe” è uno degli errori miei più frequenti (Beneviste) sulla tastiera che sfugge anche ai miei tentativi di correggere prima di inviare (vedi, più sopra “uan” anziché una). Sei Massimo Polidoro, vero?

  • 25 Agosto 2011 in 12:27
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    @aldo grano. una cosa l’hai detta giusta: ” la ricerca spasmodica di Montagnier e di Beneviste, per tentare di dimostrare che l’ Omeopatia ha delle spiegazioni”.
    ecco, è quel “spasmodica” che lascia un po’ perplessi……

  • 25 Agosto 2011 in 11:08
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    Che dal XIX secolo ci siano singoli che studiano l’omeopatia è ovvio. Se l’omeopatia esiste, c’è gente che la coltiva: è nell’ordine delle cose.
    Di sicuro non vediamo una gara tra gli scienziati di fama per comprendere qualcosa che, per quanto tu ci giri intorno come una biscia, “non esistono prove sufficienti che abbia efficacia.”

    Benveniste (non Beneviste, come lo chiami tu) è stato sbugiardato. Quello delle frodi scientifiche è un altro problema, molto serio, di cui tener conto. 
    Il direttore di Nature, Maddox, pubblicò l’articolo ma con una premessa: un editoriale  (“Quando credere all’incredibile”) che invitava i lettori a sospendere il giudizio finché una apposita commissione non si fosse recata nei laboratori di Benveniste ad assistere alla ripetizione degli esperimenti.
    La commissione (di cui faceva parte lo stesso Maddox) andò, verificò le carte e si notò che l’unica ricercatrice ad avere ottenuto sempre buoni risultati era Elisabeth Davenas.
    Quando l’esperimento fu ripetuto in condizioni di controllo, non solo i risultati furono negativi (i basofili non degranularono, l’anti-Ige in dosi omeopatiche non ebbe effetto) ma si scoprirono segni di effrazione (risalenti alla notte intercorrente tra la predisposizione dell’esperimento e le verifiche) eseguiti naturalmente da chi voleva accedere al documento in cui era riportata la corrispondenza tra le diverse provette (quelle contenenti la diluizione e quella non contenente la diluizione).

    Ah “Maddox e compagni scoprirono che non solo le spese di albergo erano pagate dalla Boiron, ma che questa casa pagava anche gli stipendi della della Davenas e di Poitevin” (uno dei firmatari dell’articolo che annunciava la scoperta). [F. Di Trocchio, Le bugie della scienza, Mondadori, pagina 129).

    Ma quando uno ha già deciso a cosa vuole credere e quando ha già deciso cosa vuole imporre agli altri di credere, queste sono quisquilie. Ciò che conta sono solo le proprie convinzioni personali.

    Ah, giusto per ricordarlo, nella migliore delle ipotesi, la Scienza dice che NON CI SONO PROVE SUFFICIENTI DELL’EFFICACIA DELL’OMEOPATIA.

    Certo, se Aldo Grano dice che queste invece ci sono, ciò rende del tutto superfluo il giudizio della Scienza, quei noiosi test, quelle procedure.
    Ma perché seguire il metodo scientifico se abbiamo un Aldo Grano a disposizione?

  • 25 Agosto 2011 in 10:24
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    più che aldo grano direi aldo… granitico!! sei inamovibile.

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