Fatturare le fatture: le streghe romene non ci stanno

Alin Popoviciu, giovane deputato romeno con un dottorato in economia, racconta che ha cominciato a detestare maghi e streghe quando una giovane donna è entrata in lacrime nel suo ufficio chiedendogli di punire una maga che le aveva estorto 2500 euro: una somma enorme in una nazione in cui il reddito medio mensile è intorno ai 340 euro.

Da allora il deputato di Timişoara ha cercato una strada legislativa per ostacolare i maghi e tutelare i loro clienti. Nel marzo 2010 ci ha provato per la prima volta, con una proposta di legge che attribuiva agli occultisti il reato di “phishing” (sottrazione di dati sensibili) e di conseguenza una pena da 3 a 15 anni di reclusione, ma il disegno di legge non è andato in porto. Ci ha riprovato a settembre, approfittando della crisi economica internazionale che ha obbligato il governo romeno a raggranellare fondi in tutti i modi, dall’aumento dell’IVA al taglio degli stipendi dei dipendenti pubblici. Insieme al collega del partito democratico liberale Cristi Dugulescu, ha presentato una proposta di legge per costringere maghi e chiaroveggenti a pagare le tasse sui loro introiti, per di più con la prospettiva di multe per le predizioni sbagliate. Inizialmente la proposta è stata bocciata dal Senato, suscitando l’ira di Popoviciu, che ha accusato i colleghi di temere le maledizioni dei maghi. Ma alla fine dell’anno, con il peggioramento dei conti pubblici, la riforma è stata velocemente approvata ed è entrata in vigore all’inizio del 2011. La nuova legge ha lo scopo di contrastare l’evasione fiscale ed è stata accompagnata da misure analoghe nei confronti di astrologi, imbalsamatori e istruttori di guida: tutti costoro dovranno ora iscriversi a un albo professionale e pagare le tasse del 16% sul reddito, in linea con gli altri liberi professionisti. In più, sono previste condanne da sei mesi a tre anni per occultisti, indovini e streghe che dovessero indurre in errore i clienti con i loro consigli.

Le streghe hanno reagito annunciando proteste e incantesimi contro il presidente Traian Masescu e il suo governo. L’autoproclamata regina della magia bianca Maria Campina ha dichiarato che le streghe compiono già il loro dovere civico riducendo il numero di catastrofi naturali tramite la magia. La sua collega Bratara Buzea, che durante il regime di Ceausescu era stata imprigionata con l’accusa di stregoneria ma non aveva dovuto pagare le tasse, ha annunciato un maleficio a base di escrementi di gatto e carcassa di cane. Ne parla Paniscus, che propone anche un semplice esperimento per mettere alla prova l’efficacia dei sortilegi:

organizziamo una task force di oranti che si impegni a recitarle per un tempo accuratamente programmato, in contemporanea con l’annunciata adunata delle streghe. E che le reciti con dedica personalizzata a qualche singolo membro del governo della Romania, ma mica a tutti: uno sì e uno no, uno sì e uno no, con sorteggio randomizzato in doppio cieco.  A ognuno si attribuisce un nome di fantasia, o un numero di codice, e ogni volontario si concentra sui propri senza sapere a chi corrispondano realmente, né a chi altro siano stati affidati.

Se al gruppo dei prescelti non succede nulla di spiacevole, e agli altri invece sì, ecco che l’efficacia delle “preghiere per spezzare gli incantesimi rumeni” è dimostrata.

E anche l’efficacia degli incantesimi stessi, ovviamente, che si vuole di più?

In ogni caso le minacce dei maghi non vanno prese alla leggera, considerando che non tutti i romeni sono scettici come Popoviciu e Dugulescu. Nell’ultima campagna elettorale per la presidenza, il vincitore Basescu era sponsorizzato dal parapsicologo Aliodor Manolea, mentre il suo rivale Mircea Geoana ha attribuito la sconfitta “all’energia negativa che era nell’aria durante il comizio finale”. Fin qui è solo folklore, ma le superstizioni non sono sempre inoffensive: nel 2005 una suora ortodossa è stata crocifissa nel suo stesso convento in quanto ritenuta indemoniata, una tragedia che sconvolse la Romania.

Questa volta, per fortuna, non ci sono spargimenti di sangue: il governo romeno non vuole la caccia alle streghe ma solo ai loro portafogli. La resa dei conti tra le forze occulte e il fisco è iniziata senza esclusione di colpi: vedremo come andrà a finire.

3 pensieri riguardo “Fatturare le fatture: le streghe romene non ci stanno

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  • 12 Gennaio 2011 in 17:45
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    Hai ragione, la povera suora era stata effettivamente legata a una croce, ma la morte è avvenuta per inedia e non per soffocamento come avviene nella crocifissione. Grazie per la precisazione.
    Per quanto riguarda invece la magia bianca, hai ragione anche qui ma dovresti indirizzare la precisazione alla maga Maria Campina; noi ci siamo limitati a riportare le sue dichiarazioni.

  • 11 Gennaio 2011 in 19:42
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    Le due famiglie di lavoratori rumeni (una ortodossa, l’ altra avventista) che hanno lavorato negli ultimi anni in una cooperativa dove ho fatto volontariato, mi avevano entrambe testimoniato la diffusione delle “fatture” in Romania. In particolare, quando si trasferì, una delle due ci raccomandò di non dare a nessun connazionale, tanto meno ai parenti, il nuovo indirizzo, perché temevano il malocchio. Da un punto di vista strettamente scettico, questa mia testimonianza, comunque, non basta certo a emettere giudizi, valgono di più queste notizie. Una precisazione: la suora non è stata inchiodata a una croce, ma legata e lasciata morire di fame. Il sacerdote è stato condannato, in primo grado, per omicidio. Ora si attende l’ appello. Altra piccola precisazione: non si può affermare di seguire la Magia Bianca e poi fare malefici. Il maleficio è nel campo della Magia Nera.

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