Un anno di mysteri

L’alieno messicano

Nel 2007 un agricoltore messicano ha dichiarato di aver trovato la creatura della fotografia intrappolata (e ancora viva) in una delle sue trappole d’acciaio. Dopo averla uccisa l’ha impagliata per conservarla a futura memoria. È vero? Quest’anno, Urso Ruiz Moreno, nipote dell’agricoltore, avrebbe confessato di aver creato il falso assieme allo zio e a un imbalsamatore. Il presunto alieno sarebbe infatti “solo” il corpo di una scimmietta scuoiata per guadagnare un po’ di soldi. La storia completa qui.

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23 pensieri riguardo “Un anno di mysteri

  • 7 Gennaio 2011 in 22:29
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    Grazie. Aveva ragione Salvatore Capalbi a dirmi che di Superenalotto me ne intendo poco. In effetti non ci giuoco mai, perché considero le probabilità di vincere troppo remote. Mia moglie, invece, lo fa, ma è di Torre Annunziata – NA… Certo, visti i tanti eventi singolari, può succedere tutto. Se uno dei miei defunti mi viene a dare i numeri in sogno, li giocherò. Ma non lo andrò a dire prima, solo per dimostrare che il paranormale esiste…Se poi vincessi sul serio, addio vita!

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  • 3 Gennaio 2011 in 16:38
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    E la matematica vince..  strano!
    Prima sembrava fosse un’opinione..
    (“perché entrambi facciamo ragionamenti, non stiamo esprimendo formule”) COME NO…

  • 3 Gennaio 2011 in 13:59
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    E’ stato un bel dibattito. Direi che è ora che finisca. Ringrazio Salvatore per avermi aggiornato sull’ utilizzo (era ora!) di una macchina automatica e…per aver rischiato di scrivere il 17esimo commento! Certo, da due macchine, ne è uscita una bella, a Napoli. A tutti quelli che vogliono vedere, almeno storicamente, il massimo tentativo di unire il Paranormale alla Statistica consiglio una lettura (meditata) dei Ching. Per invogliare basterebbe Wikipedia (il Libro dei Mutamenti).

  • 3 Gennaio 2011 in 12:07
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    @Aldo
    Mi sa che di Superenalotto ne sai pochino. E’ da oltre un anno che l’estrazione del Superenalotto non è più legata al Lotto. Un’unica macchina automatica genera l’estrazione dei 7 numeri (i 6 della combinazione più il numero Jolly), da un’altra macchina identica alla prima viene estratto il numero Superstar.
    Bastano i calcoli probabilistici più elementari (forza Alberto) unito al fatto che viene coperto almeno un decimo del totale delle combinazioni quando il gioco è a regime, un po’ di casualità (o fortuna, o c*lo che dir si voglia) e un vincitore ogni tanto si trova (ma hanno totalizzato anche 6 vincite di prima categoria, una volta).
    Sul sito della Sisal c’è il testo integrale del regolamento oltre a un discreto archivio delle estrazioni con numero vincite e importo vinto.
    In questo caso i complotto va a braccetto con le varie teorie numerologiche

  • 3 Gennaio 2011 in 11:31
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    Scusate il doppio post, ma devo aggiungere un appunto: le leggi della fisica non sono assolutamente dogmatiche; anzi, qualsiasi teoria scientifica moderna deve necessariamente soddisfare il criterio di falsificabilità: se le osservazioni e i dati sperimentali contraddicono la teoria, questa deve essere modificata.
     

  • 3 Gennaio 2011 in 11:01
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    @Aldo: Il calcolo probabilistico si usa proprio perchè la quantità di informazioni necessarie sarebbe talmente grande (posizione iniziale di ogni singola sfera, impulso iniziale dato ad ogni sfera dalla rotazione, interazione di ogni singola sfera con tutte quelle vicine, ecc…) da non avere senso, ai fini pratici, un calcolo deterministico della combinazione uscente; inoltre, il fatto che i numeri escano da sfere diverse e siano estratti da persone diverse porta a rafforzare l’uso del calcolo statistico, non ad indebolirlo, in quanto mette in gioco molti più elementi, rendendo così più difficile la vita ad eventuali truffatori.
    Riguardo al fatto che più persone possano vincere in un anno: e perchè scusa questo dovrebbe essere strano? Facciamo un rapido conto: supponiamo che ad ogni estrazione siano state giocate, in media, 10 milioni di combinazioni diverse su un totale di 600 milioni (giusto per fare il conto più facilmente). Questo significa che, ad ogni estrazione, c’è mediamente l’1,66% di probabilità che qualcuno azzecchi il 6. Ora, le estrazioni settimanali sono 3 (dal sito della sisal), quindi in un anno ci saranno 52*3 = 156 estrazioni; per calcolare il numero medio di vincite in un anno basta moltiplicare la singola probabilità per il numero di estrazioni, ottenendo 2,6: con un numero medio di 10 milioni di giocate ad estrazione (secondo me è basso, ma non ho ora dati sufficienti) si hanno 2-3 vincitori all’anno.
    La statistica non è un dogma, è un’idealizzazione: eppure, se applicata correttamente funziona molto bene.
     
     
     
     
     
     

  • 3 Gennaio 2011 in 10:16
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    @ Alberto: la TEORIA matematica delle probabilità vuole che 90 numeri estratti da una ipotetica sfera che circola senza attriti ed espulsi da una finestrella a uno alla volta in modo perfettamente casuale, si combinino a sei per volta con le stesse probabilità. Tra il Superenalotto e questa teoria c’è la stessa differenza che c’è tra la Matematica e la Fisica. Prima di tutto i sei numeri vincenti del Superenalotto non escono dallo stesso congegno, ma da dieci diversi e vengono estratti da dieci coppie di mani diverse. E quando ci metti di mezzo l’ uomo, non c’è teoria statistica che tenga, altrimenti si vincerebbe tutti in Borsa. Considerate le condizioni operative, non è certo statisticamente normale che qualcuno riesca a vincere, addirittura più volte in un anno.  E ancor meno lo è che ci riescano in due o addirittua in tre. Se poi i due vincitori, il 27 Dicembre del 2010, capitano nella stessa ricevitoria perchè il gestore ha fatto un errore proprio su quella sestina vincente, mi pare assolutamente irragionevole affermare che tutto ciò sia normale. Se lo fosse, qualcuno avrebbe dovuto prevederlo calcolandone le probabilità. Si è invece trattato di un evento altamente SINGOLARE.La Teoria statistica è dogmatica come tutte le teorie, perché si applica in condizioni perfettamente controllabili. Anche le leggi della Fisica sono dogmatiche: quando poi hanno a che fare coll ‘ Universo, non si riesce a trovare una GTU che ne spieghi bene tutti i comportamenti, dall’ infinitamente grande all’ infinitamente piccolo.

  • 2 Gennaio 2011 in 21:50
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    @Aldo: No scusa, permettimi di dire che di statistica ne so abbastanza da poter affermare che il mio ragionamento non è riduttivo, è semplicemente la mera applicazione delle leggi statistiche, note ormai da diversi secoli. Inoltre, non esiste in statistica la nozione di singolarità (o almeno, non esiste quando si parla di calcolo combinatorio, non saprei in altri ambiti), quindi la tua affermazione è priva di senso: o fornisci una dimostrazione convincente che ci permetta di affermare senza ombra di dubbio che le sestine “consecutive” sono meno probabili delle altre, o altrimenti non ci si può basare su idee e/o sensazioni. Mettendola in un altro modo: tu puoi cercare di convincermi di avere ragione, mentre io posso dimostrartelo; c’è una bella differenza.
    P.S.: Giusto per chiarire, non è importante l’ordine di uscita dei numeri ai fini della combinazione finale, quindi la divisione per 720 non è da intendersi altro che come una nota a margine, da non tenere in considerazione nel momento in cui si decide la propria giocata: in altre parole, non importa se sulla scheda uno annerisce prima l’1 e poi il 2 o se fa il contrario, tutte le 720 permutazioni sono egualmente valide e la probabilità torna ad essere quella di prima (1 su 600 e rotti milioni).
     
     
     

  • 2 Gennaio 2011 in 18:53
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    Aldo vs. La Matematica.
    comunque:
    09/02/2010
    69.511.157,32 €
    Parma e Pistoia (nello stesso concorso sono stati centrati due “sei” che, di conseguenza, si sono divisi il jackpot a metà)


  • 2 Gennaio 2011 in 15:46
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    In 13 anni di SuperEnalotto, le regioni dove l’incidenza delle vincite è stata più alta sono rispettivamente Campania e Lazio (in base a dati certi; perciò, se vogliamo, possiamo affermare che Napoli sia la “capitale del Lotto”). Questo perché in tali regioni – per motivi culturali ormai noti ai più – si gioca più che in altri luoghi. E’ dunque ragionevole che ci siano maggiori vincite a Napoli, così come è ragionevole che ci siano più errori nelle giocate (in senso assoluto, ovviamente). Se questi non sono così infrequenti, può non essere così raro il caso che – per errore – la schedina vincente sia un doppione. Questa incidenza con le vincite non ha nulla a che vedere con il razzismo, che tra l’altro è un termine abusato visto che io – pur essendo settentrionale fino al midollo – sono della medesima razza di buona parte dei meridionali (che mi piaccia o no, o che piaccia o no a loro). Ciò non toglie che Napoli sia in effetti una città dove notoriamente l’incidenza delle truffe sia elevata (lo sanno bene le assicurazioni: i premi non si pagano per “dicerie” ma dati concreti alla mano), ma è una logica con la quale l’episodio riportato e verosimilmente le vincite a qualsiasi altro gioco d’azzardo non hanno proprio nulla a che vedere. Dunque, cerchiamo di essere obiettivi, senza generare una grottesca cascata di errori di valutazione dei fatti che porta ad un giudizio distorto della realtà, che è invece molto più semplice e meno esotica di quanto si immagini.

  • 2 Gennaio 2011 in 13:56
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    Caro Alberto, è proprio questo il punto: il Tuo ragionamento statistico è riduttivo, ma molto meno di quelli che dicono che l’ estrazione di una serie di  numeri in successione ha le stesse probabilità di uscita di qualunque altra serie casuale. Tu almeno dici che, in effetti, se i numeri escono proprio uno dietro l’ altro, bisogna moltiplicare in diminuzione le probabilità che ciò accada (come, del resto, in qualunque estrazione in cui si rispetti casualmente l’ uscita nel tempo dei numeri dal più basso al più alto, o viceversa). Il Tuo ragionamento (perché entrambi facciamo ragionamenti, non stiamo esprimendo formule) contiene, in nuce, il ragionamento che, se la serie estratta presenta, oltre alla sua unicità su 623 milioni di possibilità alternative, un ‘ altra singolarità, ovvero l’ estrazione nell’ ordine, vada considerata anche questa minore probabilità. Ma che i 4, 5 o 6 numeri risultino in successione, estratti o no in ordine temporale, è comunque una ulteriore SINGOLARITA’ rispetto alle serie parimenti probabili e va sempre considerata. Voglio solo spiegarmi e non convincere: le mie tesi verranno prese in considerazione solo il giorno in cui un vero matematico esperto in statistica si cimenti nei calcoli necessari, oggi è più facile fare di ogni erba un fascio, tanto, per quanto riguarda il Superenalotto, le probabilità di vincere sono già, nella pratica, vicine all’ impossibilità assoluta. Eppur vincono, direbbe Galileo!

  • 1 Gennaio 2011 in 15:56
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    @Aldo: Vorrei solo puntualizzare sull’ultimo commento: in realtà è vero che avere sei numeri uno di fila all’altro ha la stessa probabilità di uscita di una sestina “casuale”, può sembrare strano e controintuitivo, ma è proprio così. Diversa è, invece, la probabilità che i sei numeri siano estratti in ordine. E’ una differenza sottile, ma un esempio può chiarire: ai fini della vincita la combinazione 1-2-3-4-5-6 ha lo stesso significato della combinazione 3-1-2-5-6-4, ma la probabilità che venga estratto prima l’1, poi il 2, poi il 3 ecc. è molto più bassa, bisogna dividere la probabilità per 6! = 720 (tuttavia questo non è importante perchè nel superenalotto non conta l’ordine di uscita dei numeri); nota inoltre che lo stesso ragionamento può essere fatto per la combinazione 3-1-2-5-6-4, così per ogni altra permutazione (cioè scambio) di questi 6 numeri.
    Il fatto che finora non si è ancora vista una sestina con sei numeri uno di fila all’altro è spiegabile osservando che, nel superenalotto, esistono solo 85 sestine siffatte (che sono 1-2-3-4-5-6, 2-3-4-5-6-7 ecc… fino a 85-86-87-88-89-90), e quindi queste sono poche se raffrontate con tutte le altre possibili (a conti fatti, circa 600 milioni). In linea di principio tuttavia ognuna di queste combinazioni è una legittima scelta per la propria giocata, con la stessa probabilità di vittoria di ogni altra.

  • 1 Gennaio 2011 in 15:36
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    Grazie a tutti per le spiegazioni e piano con le inalberature, specie sul “razzismo”: mia moglie è di Torre Annunziata e io sono nato a Catania da padre catanese. Quanto è difficile scherzare in um mondo globalizzato! Per DAVE: sul fatto che, trattandosi di eventi separati, non cambi il calcolo delle probabilità non sono d’ accordo: si tratta della coincidenza di due elementi altamente improbabili, come, ad esempio, che i sei numeri risultino in successione (es: 36,37,38,39,40,41). Anche se, in linea teorica, le probabilità che esca questa sestina è uguale a tutte le altre, ed è la risposta della maggioranza dei cosiddetti esperti in statistica, in realtà si tratta di considerare due eventi altamente improbabili e di sommarne le probabilità. In tutta la lunghissima storia del Lotto non mi risulta sia mai stata vinta nè una cinquina né una quaterna con cinque  o quattro numeri in successione, mentre per il terno è capitato. Se, da esperto attento quale sei, puoi smentirmi, Ti ringrazio, ma stavolta pretendo data dell’ estrazione e ruota, non un generico “nell’ estate del 1843”. Di nuovo auguro a tutti eventi fortunati ed impossibili statisticamente per il 2011.

  • 31 Dicembre 2010 in 18:13
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    @peppe e @aldo
    SOno un ricevitore e la SIsal non manda schedine ai ricevitori (ci sono i “giocafacile” da esporre al pubblico, ma per noi sono più comodi i Quickpick tematici che il terminale emette automaticamente con combinazioni RANDOM).
    Ma i due 6 sono spiegabili in modo ancora più banale e senza scomodare la Probabilità e la Statistica, l’estrazione del 27/12 era quella che si sarebbe dovuta fare il 25/12 posticipata, come al solito, quando cade in un giorno festivo.
    Ecco lo scenario plausibile. Qualcuno (anche lo stesso ricevitore) gioca delle schedine il lunedì mattina usando la formula abbonamento per tutte e tre le estrazioni settimanali; il 27, dimenticandosi di avere ancora un tagliando valido esegue di nuovo la giocata e BUM vince due volte.
    Cosa mi fa propendere per questa tesi? Si parla di serei di schedine (l’abbonamento è la stessa scheda giocata in serie per i concorsi indicati) e i numeri progressivi delle schede (sono pubblici, basta chiederli in ricevitoria o cercarli sul sito della Sisal) sono 12 e 126; dodici schede una ricevitoria media li gioca tutte in anticipo in abbonamento, di solito.
    Vi assicuro che è un incidente molto frequente e spesso la schedina vecchia viene strappata o buttata, spesso ci scherzo coi clienti. “se vinci avrai isolo metà 6, ti accontenti lo stesso?” 🙂

  • 31 Dicembre 2010 in 17:47
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    @Aldo
    le vincite sono state due perché chi gestiva la ricevitoria ha per errore stampato due volte le schedine precompilate (che le fornisce la sisal). L’ho spiegato in modo semplice o hai bisogno di un disegnino?
    Ma mettiamo anche il caso che siano state due persone diverse a compilare le schedine giocando gli stessi numeri. sono d’accordo che è un evento altamente improbabile, ma perchè parlare di truffa? il premio si divide in due mica ognuno prende la cifra intera.
    Abbandonate i vostri stereotipi e magari anche il vostro razzismo ingiustificato

  • 31 Dicembre 2010 in 11:47
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    il jackpot l’hanno vinto in due anche l’estate scorsa..
    comunque non cambia la probabilità, sono eventi separati..
     

  • 30 Dicembre 2010 in 18:35
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    Spiace disputare a Capodanno, ma forse è di buon auspicio per il 2011: chi discute di Paranormale a Capodanno, ne discute tutto l’ anno. Caro Lorenzo, già c’è una probabilità su 600 milioni (e oltre) di azzeccare i sei numeri estratti. A questa scarsa probabilità devi togliere percentualmente quella che un computer centralizzato generi due schedine uguali. Per fare questo secondo calcolo bisognerebbe, ovviamente, essere più esperti di me e, soprattutto, conoscere la macchina diabolica. Del resto non mi pare che nella storia breve del Superenalotto ci sia stata un’ altra vincita massima doppia, seppur in città e ricevitorie diverse. Correggimi se sbaglio. A malincuore non levo altre probabilità ( portandole a una su 10 alla 23)perchè il fatto è successo proprio a Napoli: il fatto che Napoli sia la capitale del Lotto e della cabala del Lotto non è scientificamente provato, può essere un luogo comune e, quindi, avrebbe potuto succedere anche a Torino o a Casalpusterlengo. Non mi pare, comunque,  un fatto normale. Ovviamente che ciò sia la prova che il Paranormale esiste, è una mia battuta, scarsa fin che vuoi, ma è scarso anche il Tuo senso dell’ umorismo… Per essere una prova del genere, i vincitori avrebbero dovuto dichiarare in Tv il giorno prima che avevano sognato la combinazione vincente la notte di Natale, che gliela aveva data San Gennaro e che avrebbero vinto. E anche in tal caso Lorenzo, avresti avuto a che ridire, non negarlo.

  • 30 Dicembre 2010 in 10:39
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    Avete, ovviamente (bricconcelli!) dimenticato la dimostrazione scientifica dell’ esistenza del Paranormale con la P maiuscola, prodotta a Napoli il 27 dicembre: la vincita di un doppio sei al Superenalotto nella stessa ricevitoria della città più paranormale d’ Italia! Approfitto del thread per augurare a Voi e a tutti un buon 2011. Non ho dati scientifici a supporto di questo augurio, ma spero che si avveri: se è accaduta a Napoli questa vincita paranormale, e sotto non c’è alcuna colossale truffa, tutto ciò che sogniamo  di bello e fortunato può accadere.

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