Telefono cellulare in un film di Chaplin?

Un filmato pubblicato da Yahoo! NotizieRepubblica qualche giorno fa sta galvanizzando gli appassionati di mysteri: si tratta dello spezzone di un documentario del 1928, che mostra l’anteprima pubblica del film di Charlie Chaplin Il Circo (e non, come scrivono i due siti, una scena del film). All’interno del filmato (disponibile su Youtube con una qualità leggermente migliore) compare una donna che sembra parlare al telefonino, tenuto nella mano sinistra. L’anacronismo, che nel linguaggio dell’archeologia misteriosa si chiamerebbe OOPArt (oggetto fuori dal tempo), sarebbe stato scoperto da un filmaker irlandese, George Clarke.

Sui forum dei “cacciatori di misteri” la spiegazione più gettonata è che la donna sia in realtà una viaggiatrice del tempo. Ma per funzionare un telefono cellulare ha bisogno di una serie di attrezzature che trasmettano il segnale, come le stazioni radio base o i satelliti per telecomunicazioni (a meno di volare ancora di più con la fantasia e immaginare che il telefono in questione usasse una tecnologia completamente diversa non solo da quella del 1928 ma anche da quella del 2010). Insomma, sarebbe più plausibile pensare a un walkie-talkie… se non fosse che i primi oggetti del genere comparvero solo nella seconda guerra mondiale (ed erano grossi come mattoni).

Ma allora, escludendo un caso di “viral marketing” mirato a promuovere il restauro del film di Chaplin, che cosa sta facendo la signora? Un’ipotesi plausibile, suggerita tra gli altri dal sito scettico Forgetomori, chiama in causa gli apparecchi acustici: questi strumenti, nella forma di piccole trombette, erano già in uso già negli anni Venti. A partire dal 1924 la Siemens aveva anche commercializzato un sistema tascabile di ricezione/amplificazione, utile anch’esso per aiutare l’udito. Ma per la verità non è nemmeno sicuro che la signora abbia davvero qualcosa in mano (forse sta cercando semplicemente di ripararsi dal sole o di non farsi riprendere dalla telecamera).

Potrebbe quindi trattarsi di un caso di “cronopareidolia”, secondo un felice neologismo coniato da Paolo Attivissimo: saremmo in pratica noi, guardando con occhi moderni un’immagine del passato, a trovare corrispondenze con oggetti attuali, anche quando questi oggetti non ci sono. Insomma, un caso simile a molti altri OOPArts, dall’astronauta di Palenque al “globo del creato” che compare in un dipinto seicentesco di Ventura Salimbeni, scambiato da alcuni ufologi per un satellite Sputnik. Anche in questi casi sono i nostri occhi a riconoscere una forma nota e attuale in un oggetto, che visto invece nel suo contesto temporale aveva un significato completamente diverso.

Notiamo infine che la notizia ha cominciato a circolare il 27 ottobre, proprio nei giorni in cui venivano festeggiati i venticinque anni di Ritorno al futuro, con l’uscita del cofanetto Blu Ray negli Stati Uniti e la proiezione della trilogia nelle sale italiane. Può darsi che la coincidenza abbia fini pubblicitari, ma in ogni caso ci uniamo ai festeggiamenti: buon viaggio, Marty McFly!

7 pensieri riguardo “Telefono cellulare in un film di Chaplin?

  • 31 Ottobre 2010 in 11:21
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    A me sembra, più che con un cellulare in mano, stia parlando con una persona in prossimità e tenga su un colletto del cappotto per non farsi riprendere dalla telecamera, tant’è che si gira  verso la camera da presa per poi girarsi di nuovo e procedere….le dita della mano quando si sta al telefono non si chiudono verso l’interno altrimenti si schiaccerebbero i tasti, idem per quanto riguarda un walkie-talkie. Voilà…mistero risolto 🙂

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  • 31 Ottobre 2010 in 12:13
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    Secondo il mio modesto avviso la signora regge con la mano un lembo della sciarpa scura che si vede pendere, per ripararsi dal sole, mentre parla con l’uomo che passa appena prima di lei.

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  • 2 Novembre 2010 in 13:24
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    risposta a david :  nn è possibile che si copra dalla telecamera, poichè è una comparsa e quindi deve interpretare un persona che passa per la strada normalmente.

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  • 2 Novembre 2010 in 13:43
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    Giustappunto a maggior ragione non dovrebbe coprirsi il volto con alcunché, quindi è molto più probabile che sia un lembo di un colletto che un qualsiasi altro oggetto.
    Guarda bene il cambio di scena, quando la persona si ferma e gira il corpo a due terzi in direzione della camera di ripresa: ha le dita piegate su qualcosa di sottile e scuro: è molto più probabile che si tratti del colletto della mantella sulla quale è posata una stola di pelliccia.
    Rivedendo il filmato dall’inizio sono tutti coperti con cappotti pesanti, quindi dovrebbe essere una giornata invernale e particolarmente ventosa (le bandiere nella prima scena sventolano con vigore), cosa c’è di più naturale del coprirsi le orecchie con un colletto dal vento freddo??

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  • 6 Novembre 2010 in 11:10
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    @mari89
    Ti faccio notare che non si tratta di una comparsa perchè questa non è una scena del film ma sono delle riprese effettuate durante la premiere.
    Aggiungo anche che mi sembra da escludere una mossa di marketing visto che il cofanetto col contenuto speciale è del 2004 e quindi sarebbe un virale a gittata decisamente troppo lunga.
    Sul mio blog sto comunque seguendo gli sviluppi della cosa sperando di arrivare ad una soluzione.

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