L’indiano che vive d’aria

Ricordate la vicenda del santone indiano che diceva di non mangiare da 74 anni? La notizia è uscita qualche tempo fa sui principali quotidiani ed è stata ripresa da Paolo Attivissimo sul suo blog.

I cugini dell’Indian Rationalist Association sono andati a vedere che cosa stava succedendo e lo raccontano sul Guardian:

È stato riferito che i due signori congiuntamente hanno confermato che Jani non ha mangiato una sola briciola e – cosa ben più importante – non ha bevuto una singola goccia d’acqua durante i suoi 15 giorni in cui è stato tenuto sotto osservazione – il che sembra totalmente impossibile.
Possono degli scienziati essere tanto creduloni da riconoscere le dichiarazioni di un uomo che afferma di ribaltare le leggi fondamentali della biologia? Hanno chiuso gli occhi (e anche la videocamera non-stop) quando Jani ha alleviato la propria arsura? Non c’è alcun dubbio sul fatto che la “sorveglianza totale” avesse delle falle e che il “grande test scientifico” fosse una farsa.

Mentre il test aveva luogo, ho smascherato alcune di queste scappatoie in un’intervista in diretta su India TV: un videoclip ufficiale mostrava che Jani qualche volta si spostava fuori dal campo di ripresa della videocamera; gli era permesso ricevere devoti e poteva persino lasciare la stanza sigillata del test per prendere il sole; i suoi periodici gargarismi e lavaggi non sono stati sottoposti a sufficienti controlli, e così via.

(traduzione in italiano a cura di Giovanna Caputo e Francesco Sblendorio)

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Articolo sul breatharianismo dallo Skeptic Dictionary

4 pensieri riguardo “L’indiano che vive d’aria

  • 12 Giugno 2010 in 14:55
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    Questo è uno studio che, contrariamente al clima, coinvolge maggiormente il “paranormale”, specificamente religioso e, quindi, suscita schieramenti aprioristici e diatribe che si allontanano dalla Scienza. Anche in questo caso i fratelli indiani del CICAP si comportano come si comporterebbe il CICAP in Italia di fronte ai casi, esistiti ed esistenti, di Santi che si nutrono per lunghissimi anni solo di Ostie consacrate: cercano di mettere dubbi sul come sono stati condotti gli studi e su chi li conduce. A mio giudizio i casi clamorosi come questo non possono che essere risolti con lunghe e pazienti convivenze con le persone. Stargli vicino per  mesi, vedere come vivono, come si muovono, ascoltare le loro spiegazioni, cercare di scoprire se ci guadagnano. E avere il coraggio di affrontare gli oneri di una denuncia penale, se si scopre un reato. Storicamente, confrontarli con i casi che li hanno preceduti, perché non ci troviamo di fronte a casi sporadici e inspiegabili, ma a casi ricorrenti e documentati nei secoli dei quali non accettiamo la spiegazione data dagli avversari. Se si vuole solo giocare in difesa, evitando lunghi e pazienti studi, la si avrà sempre vinta, ma solo agli occhi di coloro che scettici lo sono già.

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  • 16 Giugno 2010 in 14:33
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    Sarebbe molto interessante poter visionare questa intervista con il videoclip che mostra come il soggetto si spostasse fuori dall’occhio della telecamera. Per smascherare la metodologia di uno studio servono una serie di prove condivisibili. La mia impressione leggendo la critica (ho visto, ho filmato, non hanno fatto…) è di una possibile inadempienza nei controlli, ma sinceramente anche la posizione di critica pare più aneddotica o basata su supposizioni che su fatti dimostrabili.
    In modo un pò provocatorio vorrei anche sottolineare che non esistono leggi così certe da doversi considerare inconfutabili (visto che oggi veneriamo giustamente le grandi menti che in passato hanno saputo sfidare l’establishment della conoscenza, anche quando tutti sembravano pensare il contrario). Il semplice fatto che il risultato di una ricerca sembri smentire una previsione data per certa non rende ancora più importante essere rigorosi?

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  • 16 Giugno 2010 in 14:43
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    Andrea, probabilmente ti riferisci a questo video (dal sito dell’indian Rationalist Association). Non si capisce nulla di quel che dicono, ma le immagini ci sono.

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