“Fata di fuoco”, la Blue Whale dei bambini

Il Giornale l’ha paragonata a Blue Whale, il “gioco del suicidio” diventato virale in questi giorni. In realtà il meccanismo è diverso, e si ispirerebbe a “Winx Club“, il celebre cartone animato sulle fatine nato in Italia e distribuito in tutto il mondo :

Nel cartone animato […] c’è un bimbo che entra in cucina, accende il gas e si trasforma in una fata di fuoco, come le Winx. Vedendo questi cartoni i bimbi sono invogliati a ripetere le stesse azioni. Sui social i bambini, oltre a vedere i cartoni animati della fata di fuoco, trovano anche il foglio delle istruzioni del gioco. “Entra in cucina silenziosamente senza farti notare da nessuno – si legge – altrimenti la magia scomparirà. Accendi il gas e torna a dormire”

Insomma, un messaggio distribuito sui social che inciterebbe i bambini a giocare coi fornelli, provocandosi gravi ustioni. Il Giornale, e molti altri media che ne hanno parlato, menzionano alcune vittime, in Russia, provocate dalla “Fata di fuoco”, e così fa pure un appello circolato su Whatsapp in questi giorni:

Un altro “gioco” è quello di adescare bambine, mandandogli dei messaggi sulla posta, in cui le si incita a diventare come le Winx. Una sorta di “fatine del fuoco”. Una bambina di 5 anni, è andata in cucina, ha acceso il gas e si è ustionata l’ 80% del corpo. Ho appena visto il servizio a Le Iene. Sono ancora attonita.

Il consiglio a aprire il gas per diventare una fatina, va detto, è circolato realmente tramite un’immagine diffusa sui social network russi a partire dal 2013, in particolare su VKontakte (ma non siamo a conoscenza, al momento, di equivalenti in lingua italiana). Nel 2014, compariva in un video Youtube.

Consigli in forma di testo o immagine su come diventare una fata (dall’innocuo “esprimi un desiderio”, al più assurdo “spalmati il dentifricio su una mano”) erano, all’epoca, già in circolazione. Un filone abbastanza di successo, visto che nel 2015 venne anche utilizzato a scopo pubblicitario dalla catena di abbigliamento Gulliver (che in un concorso invitava appunto i bambini a raccontare come diventare una Winx).

La versione “pericolosa”, allora, potrebbe essere stata una parodia di questi.

In alternativa, l’appello a andare in cucina e accendere il gas potrebbe forse essere ricondotto al fenomeno del “griefing“: persone che diffondono bufale con il preciso scopo di provocare danni economici o fisici a chi cade nel tranello; a volte, arrivando addirittura a invocare una sorta di “selezione naturale” verso chi è stato così stupido da crederci (cosa che, almeno dal punto di vista scientifico, è quanto meno scorretta). Su Facebook, ad esempio, si trovano messaggi in cui si incitano gli utenti a trapanare il proprio iPhone per avere un attacco per le cuffie, o a metterlo nel forno a microonde per ricaricare in pochi secondi la batteria, o a versare acqua ghiacciata nell’olio bollente delle patatine fritte per renderle più croccanti (con conseguente rischio di incendio e ustioni).

Il messaggio circolante sui social network russi, quindi, è effettivamente una cosa potenzialmente pericolosa. Ma per ora è scorretto dire che ci sono state delle vittime. La bambina di 5 anni citata nell’appello Whatsapp, Sonya Ezhova, non è rimasta coinvolta nella “Fata di fuoco”, nonostante quanto pubblicato a marzo su molti tabloid in lingua inglese, come Daily Mail o il Mirror. La sua storia, a leggere i media russi, è infatti un po’ diversa: la bambina è effettivamente rimasta vittima di un incendio, in cui ha riportato ustioni sul 50% del corpo. Ma il tragico fatto, avvenuto a cavallo fra il 2015 e il 2016, è  stato causato dalla disattenzione della nonna a cui era stata affidata, uscita di casa per fare la spesa; a quel punto la bambina, rimasta sola, ha iniziato a accendere i fornelli, in un gioco da lei stessa inventato (basato effettivamente sulle Winx, ma che avrebbe potuto riguardare qualunque altro gioco). Niente social network né appelli di alcun genere (che la bambina, vista l’età, probabilmente non sarebbe stata neanche in grado di leggere). Solo uno sfortunato caso di incidente domestico.

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