Pagine scettiche – Red lights, di Rodrigo Cortés

redlights

Questa rubrica è dedicata a libri e film usciti ormai da qualche anno e che trattano il sovrannaturale e lo scetticismo in maniera diversa e inattesa. Naturalmente, gli articoli contengono spoiler e anticipazioni per chiunque non abbia letto o visto le opere trattate.

Volete un film leggero, adatto ad un sabato sera non troppo impegnato, ma ispirato ai tempi d’oro della parapsicologia e all’epica battaglia tra debunker e falsi medium? Il mio consiglio del giorno è Red lights,  diretto da Rodrigo Cortés e uscito nelle sale nel 2012.

La protagonista è Margaret Matheson (interpretata dalla sempre bravissima Sigourney Weaver), psicologa che lavora all’università e si interessa di paranormale da molti anni. Il suo assistente è Tom Buckley (Cillian Murphy), impegnato con lei in una lotta senza quartiere ai falsi medium. Col tempo Margaret è diventata sempre più cinica e dubbiosa sulla reale esistenza dei poteri psichici, dal momento che tutti i casi che ha analizzato si sono rivelati falsi o truffe.

E’ a questo punto che entra in scena Simon Silver, sensitivo cieco dalle incredibili capacità che stupisce le folle nelle sue continue ospitate in TV. E che lancia una sfida agli scettici, promettendo di far esaminare i suoi poteri in un test che potrà finalmente dimostrare a tutto il mondo l’esistenza del paranormale.

Non vi racconto tutta la trama, anche perché ci sono un paio di colpi di scena che sarebbe brutto svelarvi in anticipo, e fino all’ultimo si rimane in dubbio se Simon Silver sia veramente un medium o un ciarlatano.

Ma posso raccontarvi perché vale la pena di vederlo. Cortés passò un anno e mezzo leggendosi tutto ciò che trovava sull’argomento, sia dal punto di vista degli scettici, sia da quello dei believers. E nel film ci sono diverse scene che “strizzano l’occhio” allo spettatore più sgamato, piccole chicche che vale la pena cogliere.

Qualche esempio? La figura di Simon Silver è chiaramente ispirata alla star della parapsicologia Uri Geller: proprio come il “sensitivo” israeliano, Silver diventa famoso piegando cucchiaini con la mente e “leggendo” in buste chiuse, per poi sparire dalle scene e riapparire a decenni di distanza.

Uno dei primi medium che Margaret e Tom si trovano a investigare nel film si chiama Leonardo Palladino (interpretato da Leonardo Sbaraglia): il riferimento qui è ovviamente a Eusapia Palladino, la medium italiana che affermava di poter levitare e parlare con i defunti, più volte scoperta a usare trucchi nelle sue performance.

Ancora: Palladino viene colto in flagrante dalla coppia di debunker mentre usa un auricolare per ricevere dritte dai suoi assistenti sulle persone presenti in sala. Cortés aveva sicuramente in mente il caso del reverendo Peter Popoff, un “guaritore carismatico” che usava la stessa tecnica, scoperto a imbrogliare nel 1986 da James Randi e altri membri dello CSICOP. Ci sono delle piccole differenze tra le due storie (il medium cinematografico finirà in manette, Popoff si limiterà a fare bancarotta); però c’è addirittura una battuta, quella dell’assistente di Palladino (“Hello… can you hear me? If you can’t, you’re in trouble“) che è presa pari pari da quella della moglie di Popoff, scoperta a aiutare il marito nel celebre filmato con cui James Randi stroncherà la carriera del reverendo.

Anche il nome di un altro parapsicologo del film, il dottor Paul Shackleton (Toby Jones) è probabilmente ispirato al mondo reale; e più precisamente a Basil Shackleton, sedicente medium e protagonista degli esperimenti condotti da Soal-Goldney negli anni ’40: uno studio che venne considerato a lungo come la prova definitiva dell’esitenza della telepatia, finché non si scoprì che Samuel Soal aveva taroccato i dati.

Ma in generale tutta l’atmosfera del film è quella degli anni d’oro della parapsicologia, tra ricercatori eccessivamente ingenui (ricordate il progetto Alpha?) e presunti sensitivi disposti a tutto per i loro due minuti di celebrità. Se tutto questo è pane per i vostri denti, “Red light” può essere il film per voi. E in fondo, come ha scritto lo scettico Chris French, che ebbe occasione di vedere il film in anteprima:

“Qualsiasi film che menzioni il rasoio di Occam non può essere poi così male”.

Hai gradito questo post? Aiutaci con una