Supernatural Entertainments

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Supernatural Entertainments. Victorian Spiritualism and the Rise of Modern Media Culture
Simone Natale

Penn State University Press, University Park, PA 2016
pp. 248
$ 79,95

 

Da Ghostbusters a Paranormal Activity, dal divertente scetticismo in salsa mystery di Scooby-Doo a Mistero e Voyager… la cultura contemporanea è letteralmente disseminata di riferimenti al mondo dell’occulto e del soprannaturale. Fantasmi, vampiri, ectoplasmi, entità misteriose della più varia natura permeano quelli che dovrebbero essere gli anni in cui il progresso scientifico e tecnologico ha reso più stridente il richiamo all’intangibile. Eppure non c’è scienza che tenga: gli spiriti continuano a essere tra noi. O, almeno, a popolare il cinema, la letteratura e la televisione d’intrattenimento. La fascinazione per il soprannaturale è un ingrediente fondamentale dell’universo mediatico contemporaneo e si accompagna a un ritorno d’interesse nei riguardi della cultura vittoriana, almeno per quanto riguarda il suo lato “pop”. Perché è proprio nel XIX secolo che questo legame tra soprannaturale e media si consolida, in un rapporto destinato a durare nel tempo, che è giunto quasi inalterato fino ai nostri giorni.

L’originalità del lavoro di Simone Natale – docente di Communication and Media Studies presso l’università britannica di Loughborough – consiste nell’aver colto il debito che la moderna cultura mediatica ha nei riguardi dello spiritismo dell’età vittoriana. L’associazione tra due fenomeni che sembrano non aver nulla in comune sulle prime lascia piuttosto perplessi. Ma la ricca argomentazione dell’autore, che non trascura nessuno degli aspetti della questione, risulta nel complesso convincente. Attraverso un ricco corredo di esempi frutto della propria ricerca e degli studi precedenti, Natale dimostra come le sedute spiritiche, pratica assai comune nel XIX secolo, adoperassero strategie e modalità espressive per nulla dissimili da quelle dei media d’intrattenimento in contemporanea ascesa. Ciò avveniva sia in contesti pubblici sia nel corso delle frequenti sedute private, che assumevano comunque un carattere di intrattenimento e spettacolarizzazione. Per non trascurare nessun aspetto, dopo una ricca introduzione che riassume la tesi centrale del saggio, l’autore divide il discorso in tre parti. Nella prima si prendono in esame le sedute pubbliche e private e le loro caratteristiche. La seconda parte mette in evidenza l’uso di una serie di tecniche e mezzi che ricalcano i dettami del marketing e dello show business. La terza, infine, si sofferma su tutti quegli strumenti che contribuivano a rendere concreto il rapporto del pubblico con gli spiriti, tra cui spiccano le fotografie di fantasmi, antiche quanto la fotografia stessa.

Tra i vari aspetti illustrati da Natale vi è anche un’interessante nota sull’elemento della controversia sull’autenticità del fenomeno, incoraggiata e spesso introdotta a bella posta dai medium vittoriani, consapevoli del fatto che il dubbio avrebbe alimentato un dibattito che si sarebbe tradotto in pubblicità. È un aspetto che induce a porsi delle domande sui limiti e l’ambivalenza del debunking, anche sulla scorta dei recenti studi scientifici sul tema.

La conclusione, che riporta il discorso all’età contemporanea, tira le somme su un presente che appare in stretta continuità con l’Ottocento in cui gli spiriti divennero intrattenimento di massa.

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